L'ONA E IL CASO DI SANNAZZARO DE' BURGUNDI


 

 L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto: no alla discarica di Sannazzaro de’ Burgondi.  

 

 

 

L’assemblea nazionale dell’ONA, Il cuore di amianto della Lomellina” che si è tenuta lo scorso 14.01.2017 a Sannazzaro De Burgondi presso il Teatro Soms, e i cui atti sono già pubblicati sul canale YouTube dell’ONA (https://www.youtube.com/user/ONAnazionale), ha contribuito a tenere accesa la speranza di evitare nuovi rischi per la cittadinanza di Ferrera Erbognone e Sannazzaro De’ Burgondi e delle altre città del Pavese, territori già pesantemente martoriati dall’amianto e che si vorrebbe investire ora di una discarica da realizzare contigua ai centri abitati e alla raffineria dell’ENI, già anch’essa limitrofa agli insediamenti urbani e peraltro già oggetto di diversi incidenti.

Più di 500 persone si sono assiepate e hanno gremito il teatro. Donne con bambini piccoli, giovani ed anziani, lavoratori e liberi professionisti, ed altrettanti hanno assistito dall’esterno e alcune centinaia hanno seguito la diretta streaming

 

Tutti si sono uniti per chiedere che la discarica di amianto, tra le più grandi d’Europa, non sia realizzata a pochi metri dalla centrale ENI che lo scorso 01.12.2016 è stata oggetto di un pauroso incendio con fiamme che si sono sprigionate ad un’altezza di più di 200mt. Erano presenti 20 sindaci, con la loro fascia tricolore e alcuni di loro hanno preso la parola su invito dell’Avv. Ezio Bonanni dichiarando di voler sostenere le popolazioni nella loro richiesta di tutela della salute e dell’integrità dell’ambiente.

 

L’associazione ha chiesto che venga adottato un provvedimento legislativo d’urgenza dal Governo nazionale in modo tale che si eviti la possibilità di creare tale discarica di amianto contigua alla raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgondi e quindi si possa evitare il rischio ulteriore per le popolazioni, già pesantemente provate dopo l’incidente del 01.12.2016. (*guarda i video!!)




 

Incidente nella Raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi il 05.02.2017: l’ONA promuove una class action di cittadini e lavoratori esposti ad amianto e al rischio di incidente rilevante. Intanto ancora stop alla nuova discarica di amianto.

 

C’è sempre più preoccupazione, in provincia di Pavia, per le condizioni della Raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgondi per via dei numerosi incendi, e dell’utilizzo di amianto e per il fatto che ora vorrebbero pure realizzare una discarica di amianto, contigua alla Raffineria.

E’ solo l’ultimo degli incendi che si sono verificati in questo stabilimento, e già il 01.12.2016, se ne era verificato un altro di grosse dimensioni. Intanto la Procura di Pavia ha aperto una inchiesta e potrebbero esserci degli sviluppi in ordine alla richiesta di revoca dell’autorizzazione alla costruzione della discarica di amianto che è stata concessa nel 2015, così come richiesto dall’Osservatorio Nazionale Amianto all’Assessore Regionale all’Ambiente, On.le Terzi.

L’ultimo incendio: il 5 febbraio verso le 8.30, un fragoroso boato ha preceduto le fiamme che si sono innalzate, con una colonna di fumo, dall’impianto Est dell’isola numero 7, della parte vecchia della Raffineria ENI, dove ancora si lavora il greggio. L’incendio è stato domato dai Vigili del Fuoco del servizio interno. Fortunatamente non ci sono vittime, nè feriti. 


E l’antefatto… 

 

Il 14 gennaio, durante un’assemblea pubblica organizzata dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (Ona), cui avevano partecipato venti sindaci dei Comuni limitrofi, l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, aveva sottolineato ancora una volta i rischi legati all’attività della raffineria, per le sue condizioni di non sicurezza.

 

“C’è una situazione di comprovato rischio – aveva paventato l’avvocato Bonanni -, a fronte della quale era stata chiesta la messa in sicurezza della raffineria e il blocco dei lavori della nuova discarica di amianto”.

 

“Chiediamo alla Magistratura indagini rapidissime e conclusioni immediate affinché dati certi e indagini scientifiche siano di trasparente supporto alle decisioni da prendete e consentano valutazioni serene”, ha dichiarato nel corso dell’assemblea l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

 

 

L’ONA, che nel 2013 aveva anche presentato un esposto alla magistratura, meno di un mese fa ha chiesto all’Europa di intervenire. Analogo appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica e al Governo, perché fossero emanati provvedimenti urgenti.

 

 

 

 A pochi giorni dall’incidente, l’Osservatorio aveva spedito alla Commissione e al Parlamento Europeo una Petizione Popolare per promuovere una procedura di infrazione dinanzi alla Corte di Giustizia a carico dello Stato italiano della Regione Lombardia. La risposta del Parlamento Europeo è arrivata il 13 gennaio: la richiesta è stata iscritta al ruolo generale e inoltrata alla commissione per le petizioni.

 

 

 

“Quanto a quest’ultimo incidente, un altro esposto sarà presentato alla magistratura anche e ancora per la questione amianto, perché c’è il rischio che questo nuovo incendio abbia fatto disperdere nell’aria fibre di amianto – continua il presidente dell’ONA -. L’Osservatorio Nazionale Amianto, sin dal 2008, ha insistito per la messa in sicurezza della raffineria e i fatti, purtroppo, ci hanno dato tragicamente ragione”.

 

 

 

Visti i continui incendi, “chiederemo ancora alla magistratura di intervenire”- prosegue il legale che poi chiosa affermando “Le istituzioni debbono intervenire con la messa in sicurezza della Raffineria Eni di Sannazzaro de Burgondi e con il risarcimento dei danni perché intanto per l’amianto in raffineria si continua a morire e stop alla discarica”. Nel frattempo è stata già depositata dall’On.le Laura Agea una interrogazione al Parlamento Europeo, e si profila anche un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

 

 

 

Class action

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha intenzione di promuovere una class action di cittadini e lavoratori esposti ad amianto e al rischio di incidente rilevante, in relazione al ripetersi di incidenti presso la Centrale di Sannazzaro de’ Burgondi, al fine di ottenere il risarcimento dei danni anche per coloro che hanno subito solo dei danni morali, non potendo considerarsi lecito esporre al rischio lavoratori e cittadini.

 

Immagini scattate da chi ha assistito all'incendio