Pensione amianto atti di indirizzo ministeriali

Prepensionamento amianto: pensione amianto per lavoratori che sono stati esposti al minerale killer. L'accredito delle maggiorazioni amianto dà diritto ad anticipare il pensionamento e, per chi è già in pensione, ad aumentare i ratei. 

>>Tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti coloro che, essendo stati esposti ad amianto, hanno diritto all'aumento contributivo valido sia per il prepensionamento che per l'aumento dell'entità dei ratei della pensione.

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Pensione amianto atti di indirizzo ministeriali

Il Ministero del Lavoro, per risolvere i numerosi problemi tecnici e dirimere le divergenze e i contrasti insorti e per dare applicazione alle norme di cui all’art. 13, comma 8, della l. 257/92, ha emesso degli atti di indirizzo, con i quali ha dettato all’INAIL le linee guida generali per formulare dei giudizi e definire le numerose domande dei lavoratori che si assumevano titolari del diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto, relativi ai seguenti siti:

Gli atti di indirizzo singolarmente emessi dal Ministero del Lavoro e a firma del Sottosegretario di Stato ed inoltrati all’INAIL e alla CONTARP-INAIL non contengono note o rilievi tecnici in forza dei quali l’ente accertatore potesse acquisire ulteriori dati utili alle emissioni delle certificazioni, siano esse positive o negative.

 

Per quanto riguarda le centrali dell’Enel, nelle quali si è fatto uso di amianto, il Sottosegretario in data 08.03.2011 ha emesso l’atto di indirizzo di cui al protocollo 504/505, con il quale ha invitato l’INAIL a rilasciare le certificazioni di esposizione anche ‘ai dipendenti delle ditte di appalto operanti nelle centrali termoelettriche’:

 

“vi invio la presente nota come integrazione delle linee di indirizzo riguardanti: centrale termoelettriche (varie) - prot. 504 dell’08.03.2001. Centrale termoelettrica Genova - prot. 505 dell’08.03.2001 «i benefici previdenziali vanno estesi anche ai dipendenti delle ditte di appalto operanti nelle centrali termoelettriche, interessate dalle linee di indirizzo sopra citate, per le mansioni e i reparti riconosciuti esposti per i lavoratori dipendenti delle centrali termoelettriche».

 

Così, per quanto riguarda il Porto di Trieste:

 

“Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale

 

Benefici previdenziali amianto

Riconoscimenti. Aziende Imprese case di spedizione del Porto di Trieste.

 

Riconoscimenti. Aziende Imprese case di spedizione del Porto di Trieste.
Riconoscimenti. Aziende Imprese case di spedizione del Porto di Trieste.

 

Tutte le qualifiche incluse nella scheda devono avere rapporto continuativo. In ogni modo restano esclusi dai riconoscimenti gli addetti alle aree amministrative ed ai servizi di supporto logistico.

Come si evince da questi esempi, gli atti di indirizzo non contengono rilievi tecnici e non risultano formulati sulla base di accertamenti, né contengono delle prescrizioni specifiche, limutandosi a dettare le linee cui l’INAIL avrebbe dovuto attenersi (e alle quali non si è attenuta, come dimostrano le numerose sentenze di condanna degli enti previdenziali emesse in seguito ai numerosi ricorsi con i quali i lavoratori hanno dovuto domandare tutela giurisdizionale dei loro diritti).

 

Scopri quali sono le patologie riconosciute dall'INAIL come asbesto correlate che danno diritto all'immediato rilascio della certificazione INAIL per avere l'accredito delle maggiorazioni amianto.

I lavoratori che si sono ammalati di mesoteliomacancro polmonare e asbestosi, di cui è stata riconosciuta l'origine professionale dall'INAIL e quale causa di servizio (se dipendenti pubblici), hanno diritto all'immediato pensionamento.

Valore legale degli atti di indirizzo

I dubbi e i contrasti insorti in dottrina e in larga parte della giurisprudenza circa il valore legale e la legittimità degli atti di indirizzo ministeriali, sono stati definitivamente superati con l’approvazione dell’art. 18, comma 8, della l. 179 del 2002.

In questa legge, che ha ad oggetto ‘disposizioni in materia di tutela ambientale’ il legislatore ha ritenuto di dover sancire la legittimità delle certificazioni rilasciate dall’INAIL in seguito agli atti di indirizzo ministeriali:

“le certificazioni rilasciate o che saranno rilasciate dall’Inail sulla base degli atti d’indirizzo emanati sulla materia del Ministero del lavoro e delle politiche sociali antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge sono valide ai fini del conseguimento dei benefici previdenziali previsti dall’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni”

(art. 18, comma 8, legge 179/02).

e ciò anche al fine di armonizzare l’applicazione della legge e superare ogni incertezza interpretativa e disporre linee guida per gli enti previdenziali e soprattutto rendere certezze a quei lavoratori che, in forza della certificazione, avevano risolto il loro rapporto di lavoro e richiesto la liquidazione delle prestazioni previdenziali.

La disciplina del riconoscimento della esposizione qualificata e della maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale si divarica per effetto dell’intervento del legislatore, rispetto a coloro che pur avendo svolto le medesime attività in ambienti del tutto eguali e spesso in stabilimenti della stessa azienda, e che tuttavia non hanno ottenuto dal Ministro l’emissione dell’atto di indirizzo, poiché per i primi si presume l’esposizione, e con l’art. 1, commi 20, 21 e 22, della l. 247/07, questa presunzione sarà iuris et de iure, mentre i secondi sono destinati a dover assolvere il non agevole onere probatorio della esposizione qualificata di 100 fibre/litro per un periodo di oltre 10 anni.

Le norme della legge n. 247 del 2007

Con l’art. 1, commi 20, 21 e 22, della legge n. 247 del 2007, il Legislatore è intervenuto ancora in materia di benefici contributivi per esposizione ad amianto per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale, per stabilire che, per coloro che non fossero stati ancora collocati in pensione al momento dell’approvazione della legge, per attribuirgli il diritto al loro conseguimento fino al 02.10.03:

“20. Ai fini del conseguimento dei benefìci previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono valide le certificazioni rilasciate dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) ai lavoratori che abbiano presentato domanda al predetto Istituto entro il 15 giugno 2005, per periodi di attività lavorativa svolta con esposizione all’amianto fino all’avvio dell’azione di bonifica e, comunque, non oltre il 2 ottobre 2003, nelle aziende interessate dagli atti di indirizzo già emanati in materia dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale.

21. Il diritto ai benefìci previdenziali previsti dall’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, per i periodi di esposizione riconosciuti per effetto della disposizione di cui al comma 20, spetta ai lavoratori non titolari di trattamento pensionistico avente decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge.

22. Le modalità di attuazione dei commi 20 e 21 sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

Il Decreto 12.03.08 e l’atto Inail del 19.05.08 n. 60002

Il comma 22 dell’art. 1 della legge 247 del 2007 stabiliva che il Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze avrebbe dovuto adottare entro 60 giorni il Decreto con il quale avrebbe indicato le modalità di attuzione delle disposizioni di cui ai commi 20 e 21, che venne alla luce il 12.03.08, e al cui art. 1 lettera b) stabiliva che l’Inail avrebbe dovuto rilasciare le certificazioni di esposizione utili per ottenere la maggiorazione contributiva ex art. 13 comma 8 legge 257/92, con termine fino al 02.10.03, per quei siti e quei ‘reparti od aree produttive per le quali i medesimi atti riconoscano l’esposizione protratta fino al 1992’.

Successivamente, l’Inail è intervenuta con l’atto del 19.05.08 n. 60002 con il quale ha rilevato che dovessero essere considerati come ricompresi nelle disposizioni di cui all’art. 1 commi 20, 21 e 22 legge 247/07 e art. 1 lettera b) D.M. Ministro del lavoro 19.05.08 n. 60002 soltanto 15 dei siti oggetto di atto di indirizzo:

Singoli lavoratori e associazioni assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno impugnato il D.M. e l’atto INAIL, per i profili per i quali circoscrivevano l’ambito di operatività delle norme di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22 della legge 247/07, a soli quindici siti rispetto ai centinaia per i quali

il Ministro del lavoro aveva emesso l’atto di indirizzo, e il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ritenendo che le disposizioni regolamentari fossero in contrasto con il dettato legislativo, ne dichiarava l’illegittimità per quanto stabilito nell’art. 1, lettera b) del D.M. 12.03.2008 e dell’atto INAIL del 19.05.2008, n. 60002, con Sentenza n. 5750/09:

“Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Terza bis definitivamente pronunziando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e per l’effetto annulla il D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 e l’atto di cui alla nota INAIL – Direzione Centrale prestazioni – Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008 nelle parti e secondo le modalità in motivazione indicate.

Condanna il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed il Ministero dell’Economia e Finanze, nonché l’INAIL in persona dei rispettivi legali rappresentanti al pagamento di Euro 1.000,00 pro capite per ogni ricorrente per complessivi Euro 11.000,00 per spese di giudizio ed onorari e le compensa per i restanti soggetti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 aprile 2009…”.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio specifica che il fondamento del ricorso risiede nel principio della gerarchia delle fonti e nella inviolabilità dei diritti soggettivi ormai quesiti, per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 1 commi 20, 21 e 22 della legge 247/07 di portata generale, e non certo circoscritta a 15 siti in tutto il territorio nazionale:

“Ancora una volta in base al principio di gerarchia delle fonti il potere regolamentare deve trovare un espresso fondamento legislativo, in assenza del quale deve ritenersi preclusa la possibilità, per la fonte secondaria, di intervenire per colmare, in materia disciplinate dalla legge, eventuali lacune lasciate dalla legislazione regionale o statale (Consiglio di Stato, sezione VI, 3 ottobre 2007, n. 5095) oppure incidere proprio sulla legislazione regionale che disciplina la fattispecie. Anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, infatti, la legislazione regionale ed anche quella delle regioni a statuto speciale come è il Friuli Venezia Giulia fa sempre parte delle cd. fonti primarie, seppure del tipo sub primario, mentre i regolamenti appartengono al tipo di fonti secondarie, che quindi devono essere resi compatibili con le prime.

Può discutersi che la norma regionale in questione e sopra riportata possa a sua volta essere divenuta incompatibile con la legislazione statale di cui alla L. n. 247 del 2007, perché è precedente a quest’ultima, ma anche in quel caso di certo non spetta alla potestà regolamentare dell’amministrazione statale di adeguarla alla fonte sovraordinata (C. Stato, n. 5095/2007 cit.) quanto piuttosto alla potestà normativa regionale.

11. Il ricorso va pertanto accolto e per l’effetto va annullato nel D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 ed in particolare nel’art. 1, lett. b) l’espressione “ nei reparti indicati nei predetti atti di indirizzo, limitatamente ai reparti od aree produttive per i quali i medesimi atti riconoscano l’esposizione protratta fino al 1992;” e nell’atto di cui alla nota INAIL – Direzione Centrale prestazioni – Ufficio III n. 60002 del 19 maggio 2008 ed in particolare al quarto capoverso l’espressione “nei reparti per i quali i predetti atti di indirizzo riconoscano l’esposizione protratta fino a tutto il 1992”, il quinto capoverso e l’elenco di cui all’allegato 3 nella parte in cui non prevede l’applicazione dei benefici di cui all’art. 13, comma 8 della L. n. 257 del 1992 nei confronti di lavoratori i cui stabilimenti siano ricompresi in altrettanti atti di indirizzo che recano date di esposizione entro il 1992.

 

Il potere regolamentare del Ministro del lavoro prima e dell’Inail dopo, se da una parte trova il suo fondamento nel comma 22 dell’art. 1 della legge 247/07, dall’altro è limitato alle sole indicazioni delle “modalità di attuazione dei commi 20 e 21” e non certamente intervenire anche fosse soltanto per colmare delle lacune del dettato legislativo, oppure per restringere l’ambito di operatività della legge, votata da due rami del Parlamento[1]:

“In base al principio di gerarchia delle fonti il potere regolamentare deve trovare un espresso fondamento legislativo, in assenza del quale deve ritenersi preclusa la possibilità, per la fonte secondaria, di intervenire per colmare, in materia disciplinate dalla legge, eventuali lacune lasciate dalla legislazione regionale o statale”.



[1] Massima dell'Avv. Ezio Bonanni.