Libri e pubblicazioni

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"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma".

Cesare Pavese

L'ONA E LE SUE EDIZIONI

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus è una associazione di utilità sociale che rappresenta, tutela e assiste cittadini e i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri agenti patogeni e cancerogeni. L’ONA offre assistenza tecnica, medica e legale gratuita per tutelare la salute e i diritti delle vittime e dei loro famigliari, con il riconoscimento dei benefici assistenziali e previdenziali e il risarcimento dei danni. L’associazione, fin dalla sua costituzione (05/08/2008) ha raccolto l’adesione delle vittime, dei loro familiari, ma anche di tanti cittadini, uomini e donne, lavoratori dipendenti e liberi professionisti, studenti e professori. Qui di seguito è possibile trovare alcune delle pubblicazioni più significative, in cui si raccontano sotto l'aspetto legale sociale e sanitario, tutte le problematiche legate al cancerogeno killer e ai disastri ambientali. L'italia descritta dunque come teatro di tragedie in cui come per l'antica Grecia, ogni messa in scena è descrizione di drammi di valenza sociale.

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Libri&Pubblicazioni ONA °Download°


Patologie ambientali e lavorative – MCS – Amianto & Giustizia (Minerva Medica, Torino, gennaio 2011)

Patologie ambientali
Patologie ambientali e ...

Fin dall’antichità l’essere umano si è progressivamente adattato a vivere fronteggiando poche centinaia di molecole o elementi chimici nocivi di origine naturale e a livelli esigui di agenti fisici presenti in natura. Dalla rivoluzione industriale in poi l’uomo si è trovato di fronte a centinaia di migliaia di nuove molecole che ha iniziato a produrre a concentrazioni esagerate.

Molti dei veleni messi in campo dal progresso sono o diventano agenti cancerogeni. L’amianto poi è emblematico sia sotto il profilo biomedico, sia per le implicazioni socio-sanitarie.

Da questi importanti e attualissimi problemi gli Autori hanno trovato le motivazioni per scrivere, con appassionato impegno, il presente volume che coniuga storia ed economia a puntuali riferimenti medico-scientifici. Il testo, corredato da una ricca e particolareggiata documentazione scientifica e legislativa nazionale e internazionale, si propone come importante contributo di studio, analisi e proposte per la tutela procedimentale e giurisdizionale dell’ambiente dal quale ne deriva inevitabilmente un virtuoso intreccio per la tutela della salute del genere umano.



Tecniche investigative

tecniche investigative
Tecniche Investigative

 

Nel libro “Tecniche investigative” (Teseo Editore, Frosinone, dicembre 2010), di cui sono coautore con Giuseppe Pettenati, Flavio Garoia e con il compianto Prof. Vincenzo Paolillo, stroncato da un mesotelioma di origine lavorativa, traccio un quadro sintetico delle tecniche investigative in relazione ai diritti fondamentali della persona umana (prefazione e primo capitolo), su cui poi si innestano i lavori degli altri coautori, dalla disamina della modalità di esecuzione delle investigazioni, fino alla genetica forense, e alla ‘Criminal e Psichological Profiling’.

 

Questo volume si pone come un agile introduzione alle scienze criminali, in particolare - codice di procedura penale alla mano - come si conducono le indagini, senza sorvolare sulla dignità della persona umana nel cui plesso pone le sue radici, morali prima che culturali, perché al centro c’è e ci deve essere l’uomo, così da “cominciare e finire”, poiché “que tout, au monde, existe pour aboutir à un livre” (secondo l’incipit di Mallarmé), e questo libro cerca “l’esplicazione … del mondo”, in una visione orfica, onirica e magica “della Terra”, perché scruta il sapere con mezzi moderni, proiettati al futuro, senza rinnegare il passato e le radici dell’uomo.



Lo stato dimentica l'Amianto killer - diritti negati - Ricorso a Strasburgo

Lo Stato dimentica l'amianto killer
Lo Stato dimentica

Questo lavoro presenta un’analisi argomentativa in merito alla tutela cautelare e alla tutela cautelare e le vittime dell’amianto nel sistema della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Viene, dapprima, definito il concetto di tutela cautelare, le sue caratteristiche e/o i suoi elementi essenziali, e, poi, si esamina la normativa vigente in materia di amianto nell’ordinamento giuridico italiano.

La legge 257 del 1992, che ha abolito l'uso dell'amianto in Italia, ha previsto anche forme di tutela previdenziale per i lavoratori esposti all'amianto. La normativa emanata successivamente ha drasticamente ridotto la portata di tale tutela, sia riducendo l'universo dei siti nei quali si è verificata l'esposizione all'aereodispersione delle fibre di amianto, sia imponendo tempi di esposizione e misure di esposizione che di fatto esclude la gran parte dei lavoratori esposti.

In questo libro si narra la loro storia, le vicende giudiziarie e si da conto dei motivi che hanno spinto le associazioni degli esposti a ricorrere alla Corte di Strasburgo per cercare di ottenere giustizia.



La storia dell'amianto nel mondo del lavoro (Carducci Editore - Gennaio 2012 - Bari)

La storia dell'amianto
www.dirittodeilavori.it

Nel gennaio 2012 è stata pubblicata una edizione speciale della rivista “Diritto dei lavori” (anno VI, n. 1 – numero speciale) in cui è contenuta la pubblicazione dell’opera La storia dell’amianto nel mondo del lavoro, con il Centro Studi del Diritto dei Lavori (Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro, di Bari).

La storia dell’amianto nel mondo del lavoro è un vero e proprio reportage di una storia ormai millenaria che ripropone la diuturna battaglia dei medici del lavoro per affermare la necessità di tutelare la salute umana dagli agenti patogeni e cancerogeni, tra cui tutte le polveri, di cui quelle di silice cristallina sono ritenute le più dannose.

La storia dell’amianto nel mondo del lavoro rappresenta la sintesi del contenuto delle diverse pubblicazioni scientifiche della medicina ed igiene del lavoro che si sono susseguite nel tempo: dalle antiche miniere egizie e romane ad oggi, con un unico fil rouge costituito dalla antica consapevolezza della pericolosità delle polveri di amianto. Già nel 1700, l’insigne scienziato fondatore della moderna medicina del lavoro consigliava di combattere le polveri lavorando in ambienti molto ampi, rivolgendo la schiena al vento e lavandosi spesso viso e bocca con acqua e aceto e infine eventualmente di cambiare attività lavorativa se minacciati da malattia polmonare incipiente. Scarica il libro gratuitamente e scopri di più.



Il danno da amianto - Profili risarcitori e tutela medico legale (Giuffrè Editore       - Milano 2013

Il danno da amianto
Il danno da amianto

Siti a rischio Amianto

SITI A RISCHIO AMIANTO
Siti a rischio amianto

Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite, and Anthophyllite) - IARC 2010

Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite, and Anthophyllite) - IARC 2010
Asbestos- IARC

Trattato di Lisbona: nuove fonti normative e tutele nel diritto del lavoro

trattato di lisbona
Trattato di Lisbona

Il rischio Amianto nell'ambiente di vita e di lavoro

Il Rischio Amianto nell'ambiente di vita e di lavoro
il rischio amianto

Proprietà dell’amianto presente in un materiale utilizzato negli impianti industriali della provincia di Siracusa

Proprietà dell’amianto presente in un materiale utilizzato negli impianti industriali della provincia di Siracusa
Proprietà dell'Amianto

Rischio amianto - Prof. Tomei (Università La Sapienza di Roma)

Rischio Amianto
Rischio Amianto

Amianto killer per l'uomo e per l'ambiente

Amianto killer per l'uomo e per l'ambiente
Amianto killer

Esposizione prolungata all'amianto

Esposizione prolungata all'amianto
Esposizione prolungata all'amianto

La tutela dell'integrità psico-fisica del cittadino

La tutela dell'integrità psico-fisica del cittadino
La tutela dell'integrità psico-fisica del cittadino

L'amianto in Italia

L'Amianto in Italia
L'Amianto in Italia

Il rischio amianto problema sociale

Il Rischio amianto Problema sociale
Il Rischio amianto Problema sociale

Il volume affronta il tema sotto un profilo storico, giuridico, medico, assistenziale, previdenziale, con particolare riferimento alla responsabilità del datore di lavoro e alla tutela dell'ambiente sia in campo nazionale che internazionale. L'obiettivo è quello di analizzare i problemi inerenti il nesso causale tra insorgenza della malattia e decesso del lavoratore e offre spunti e suggerimenti in tema di accertamento del fatto, atteso che, data la lunga latenza della patologia, la situazione fattuale ove la vittima ha prestato la propria attività è, nel corso del tempo, profondamente mutata.

Particolare attenzione viene rivolta al risarcimento del danno, con riguardo al "timore di ammalarsi", analizzando le situazioni dei più recenti casi affrontati dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, oltre ai riconoscimenti previdenziali e contributivi, afferenti le rendite e i prepensionamenti cui hanno diritto i lavoratori esposti e vittime dell'amianto, il tutto attraverso l'esperienza acquisita dagli autori in procedimenti penali e civili.

Da ultimo l'opera affronta il delicato profilo di tutela medico-legale, con particolare attenzione agli aspetti metodologici sull'accertamento e la valutazione del danno subita dagli esposti-amianto, il percorso di insorgenza della malattia e l'indicazione dei "barèmes", ritenuti più consoni da applicare nelle patologie asbesto correlate e gli strumenti utili alla prevenzione al monitoraggio periodico dei soggetti esposti.


Elenco  dettagliato di tutti i siti potenzialmente a rischio con presenza nociva di Amianto, una mappatura completa e sconcertante che mette in allarme tutta l'Italia. L'Amianto sta continuando a mietere vittime, la divulgazione l'informazione e la presa di coscienza sono ormai estremamente necessari.


In questo fascicolo vengono elencati i criteri di classificazione della IARC( Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ). Gli esperti che formano il gruppo di lavoro chiamato a redigere la Monografia classificano separatamente l’evidenza a supporto di un potenziale effetto cancerogeno dell’esposizione in ciascuno dei due ambiti di ricerca.

Vengono esaminati separatamente gli studi epidemiologici e gli studi sugli animali da laboratorio.L'amianto è la denominazione commerciale generica per un gruppo di fibre di silicato minerale presenti in natura delle serie serpentine e anfibolo.

Questi includono il minerale serpentino crisotilo (noto anche come "amianto bianco") e i cinque minerali di anfibolo - actinolite, amosite (noto anche come "amianto bruno"), antofillite, crocidolite (noto anche come "amianto blu") e tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001).

Le conclusioni raggiunte sull'amianto e sui suoi rischi cancerogeni si applicano a questi sei tipi di fibre ovunque si trovino e che includono talco contenente fibre di amianto.


La drammatica condizione dei luoghi di vita e di lavoro nel nostro Paese, in relazione alla presenza di materiali di amianto e di altri agenti tossico-nocivi e la ormai atavica incapacità del Legislatore, delle Istituzioni e della stessa classe politica ad affrontare tali problematiche e di applicare le leggi dello Stato, hanno portato ad approfondire i temi di diritto comunitario, anche parificato, attraverso i quali giungere a una diretta applicabilità delle norme di diritto comunitario, anche quelle portate dalle direttive self-executive, nel diritto interno con disapplicazione delle norme nazionali che fossero ritenute in contrasto con tali disposizioni nell’ambito del principio della primauté.

Lo strumento processuale è dunque quello della disapplicazione delle norme nazionali in contrasto con quelle di diritto comunitario, in relazione ai temi di tutela della salute e dell’ambiente nell’ambito di un principio di divieto di discriminazione in un contesto nel quale i diritti della persona umana sembravano essere oggetto di più ampia tutela, anche sulla scia della convezione europea per i diritti dell’uomo e dei relativi protocolli aggiuntivi, ritenuti ormai norme di diritto comunitario in forza dell’art. 6 del Trattato di Lisbona.


Questo è un testo in cui emerge il profondo abisso che regna tra progresso scientifico e degrado sociale. R. Sinno il "Don Chisciotte" instancabile assertore di questa verità, ci dimostra come gli scopi del progresso scientifico e della società siano profondamente e inevitabilmente diversi.

L'egoismo è il sentimento predominante nell'uomo, che brama potere e innovazione non curante del benessere sociale comune.

Conseguenze inevitabili e disastrose che incombono sui singoli tenori di vita. Il tortuoso  e difficile cammino del problema "amianto" viene affrontato qui con maestria nella disperata ricerca  di risposte risolutive all'incognita mortale. Vediamo come con maestria vengono trattati tutti gli aspetti  di un processo evolutivo di vitale importanza. Scarica il libro e scopri di più.


L'amianto, prima di essere definitivamente vietato nel 1992, è stato largamente utilizzato nell area industriale di Priolo e Augusta in provincia di Siracusa. La presente ricerca, attraverso un censimento storico, ha quindi ricostruito l impiego dei materiali contenenti amianto all interno degli impianti petrolchimici e dei cantieri nautici dell area. Individuato il telo in amianto quale tipologia di materiale impiegato in maniera ricorrente, sono state quindi riprodotte in laboratorio le condizioni di temperatura di esercizio osservandone poi le mutate caratteristiche fisiche e le variazioni mineralogiche.

Sono state quindi eseguite prove a trazione e prove a strappo che hanno denotato buone caratteristiche meccaniche nei campioni di telo contenente amianto non trattati termicamente; tali caratteristiche meccaniche peggiorano però immediatamente al crescere della temperatura, riducendo notevolmente la resistenza a trazione fino a mostrare, a trattamento ultimato, un deterioramento sensibile del materiale, qualificabile come scadente dopo essere stato sottoposto alla prova a strappo.

Tali dati sono correlabili alla potenzialità di rilascio fibre che cresce grossomodo linearmente con l aumento della temperatura di trattamento dei materiali, aumentandone quindi proporzionalmente la pericolosità e il rischio di eventuale patogenicità. Scopri di più scarica gratuitamente il libro.


Che cos’è l’amianto? Un materiale a base di silicio costituito da fasci di fibre molto lunghe, flessibili o rigide, fibre che determinano nello specifico il pericolo dell’amianto: infatti quando il materiale si sfalda, le fibre vengono rilasciate nell’ambiente dando origine a polveri sottili che possono essere inalate fino a raggiungere il livello polmonare.

Se vi state quindi domandando quando l’amianto è pericoloso, la risposta è proprio quando ha luogo un processo di degradazione dello stesso: è questo il caso di materiali di tipo friabile o anche compatto, la cui superficie risulta però danneggiata (lastre, tubazioni, serbatoi e via dicendo).

Le malattie provocate all’amianto non sono fantascienza: la correlazione tra amianto e malattie è sempre più un tema di discussione. Il Prof. Tomei dell' Università La Sapienza di Roma ci descrive L'amianto e la problematica cancerogeni nella nostra società occidentale.

Viene descritta brevemente la parte preventiva e conoscitiva per le patologie asbesto-correlate nell’ambito delle categorie lavorative delle FFAA su personale “esposto e non esposto” ad amianto.


La potenziale pericolosità dei materiali di amianto dipende dall´eventualità/possibilità che siano rilasciate fibre aerodisperse nell´ambiente che possano venire inalate. Il criterio più importante da valutare in tal senso è rappresentato dalla friabilità dei materiali. I materiali friabili possono liberare fibre spontaneamente per la scarsa coesione interna (soprattutto se sottoposti a fattori di deterioramento quali vibrazioni, correnti d´aria, infiltrazioni di acqua) e possono essere facilmente danneggiati nel corso di interventi di manutenzione o da parte degli occupanti dell´edificio, se sono collocati in aree accessibili.

L'Avv. Ezio Bonanni è autore di pubblicazioni in materia di amianto e tutela della salute e dell'ambiente, per la prevenzione primaria, secondaria e per il risarcimento di tutti i danni subiti dalle vittime e dai famigliari.

La drammatica condizione dei luoghi di vita e di lavoro nel nostro Paese, in relazione alla presenza di materiali di amianto e di altri agenti tossico-nocivi e la ormai atavica incapacità del Legislatore, delle Istituzioni e della stessa classe politica ad affrontare tali problematiche e di applicare le leggi dello Stato, ha indotto l'avvocato ad approfondire tali tematiche valorizzando, sia l'aspetto sociale che le problematiche ambientali sempre più gravose. Basti pensare alle attuali problematiche sul tema climatico.


“Soltanto un’esposizione prolungata e ad alte dosi aumenta il rischio di malattia”. Tutti i tipi di amianto sono cancerogeni, ma sostenere che basta una fibra nell’aria per ammalarsi è falso. Ciò non significa che debbano essere trascurate le esposizioni anche modeste.

Mesotelioma, asbestosi e tumore del polmone sono i rischi da amianto che stanno preoccupando molto.

Quanto amianto occorre respirare per ammalarsi? Le probabilità che il nostro organismo sviluppi patologie tumorali come quelle descritte, sono direttamente proporzionali ai tempi di esposizione dell’organismo stesso alle pericolose polveri.

Come già detto un’esposizione diretta alle fibre ad ago può risultare dannosa anche se occasionale. Scopri di più scaricando gratuitamente il libro dell'Avv. Ezio Bonanni in cui ricostruisce dettagliatamente i singoli passaggi di tale problematica.


Si tratta di una definizione (psico-fisica) dalla quale si evince che il benessere fisico non è mai da considerare l'unico e il solo fattore che determina la stabilità e la qualità della vita sociale di un individuo.

Tale pubblicazione è la sintesi della ricerca tecnico-scientifica, in ordine alla tutela dell’integrità psicofisica dei cittadini e quindi anche del cittadino lavoratore rispetto a diverse situazioni di rischio e per la repressione di reati lesivi della salute e della vita umana, commessi attraverso l’utilizzo di sostanze cancerogene nei luoghi di vita e di lavoro attraverso l’utilizzo del processo penale.

Si esalta la funzione dissuasiva del procedimento penale, unita alla capacità di poter ottenere il risarcimento dei danni con lo strumento della costituzione di parte civile del singolo, persona offesa, e di formazioni sociali, come le associazioni, le quali intervengono peraltro anche per supportare l’azione del Pubblico Ministero e delle vittime.

Ne deriva che, rispetto al danno biologico, tali voci non sono suscettibili di autonoma valutazione e di specifico risarcimento, ma costituiscono elementi, dei quali il giudice deve tener conto in sede di accertamento, personalizzazione e, in definitiva, determinazione dell’entità complessiva dello stesso danno biologico. Scopri di più scarica il libro degli Avv. Ezio Bonanni e Emanuela Sborgia.


Minacce presunte che ogni giorno vengono divulgate dai media nel nostro Paese, vengono sbandierate ad arte, sono diventate una fabbrica di consensi elettorali. È ovviamente il caso dei migranti. Quelle che invece sono vere minacce , non godono purtroppo della stessa enfasi mediatica e sono incredibilmente lasciate nel dimenticatoio, con tutto quello che ne consegue sull’aumento dei rischi per la vita. Tra queste c’è l’amianto, la fibra killer messa al bando 27 anni fa con la legge 257/92 ma ancora molto diffusa negli edifici del nostro Paese. Nonostante i drammatici dati epidemiologici, il processo di risanamento è incomprensibilmente lento. È davvero urgente una concreta azione di risanamento e bonifica del territorio. Come? Innanzitutto occorre completare al più presto il censimento e la mappatura dei siti contenenti amianto, su cui definire le priorità di bonifica a partire dalle scuole. Di magistrale importanza la divulgazione delle informazioni rivolte ai cittadini, sui pericoli per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto e quelle di formazione per il personale tecnico (Asl, Arpa, medici del lavoro) per censire l’eventuale presenza di manufatti contenenti amianto e conoscere le procedure per rimuoverlo. E' doveroso sollecitare l’opinione pubblica sui pericoli concreti a cui la società sta andando incontro vivendo e lavorando in quartieri con diffusa presenza di amianto. Il nemico killer da cui difendersi non proviene dal mare da barcacce dissestate alla ricerca disperata di un porto sicuro e di speranza, ma lo troviamo sui tetti, nelle canne fumarie, nei pannelli isolanti, nelle fabriche nelle scuole.  Non è poi così difficile da capire, non impossibile da vedere. Basta aprire gli occhi, e usare il cervello.


Per affrontare il problema in modo strutturale  è necessaria un'azione coordinata che integri tra loro tutti gli enti statali e le amministrazioni territoriali a vario titolo coinvolte, per integrare le azioni sugli aspetti sanitari, previdenziali e ambientali. Si tratta dunque di un problema sociale che troppo spesso non ha ricevuto la giusta visibilità. Parliamo di un afibra killer che uccide la media di 8 italiani al giorno. Si conficca nell’addome, nel cuore e nei polmoni. E provoca infiammazioni che quasi sempre diventano tumori. Da Casale a Bari, passando per Siracusa e Broni, un paese avvelenato. E ancora tutto da bonificare. Perché l’amianto è ancora diffusissimo in tutto il territorio e il danno ambientale permane. Fino alla fine degli anni ’80 l’Italia è stata il secondo maggiore produttore europeo di amianto, il primo per l’amianto crisotilo, una delle forme più pericolose, nonché uno dei maggiori utilizzatori. Negli ultimi anni, l’Italia ha prodotto 3,7 milioni di tonnellate di amianto grezzo e ne ha importate almeno altre 1,8. Una montagna di fibra in gran parte ancora da bonificare, un fardello pesantissimo che grava sul futuro di centinaia di migliaia di persone, perché basta una concentrazione superiore a 1 fibra per litro di atmosfera per creare un rischio per la salute. Cè bisogno di maggiore divulgazione, maggiore visibilità sui media. Il percorso per far riconoscere il danno è spesso lungo e difficoltoso perché le domande di indennizzo sono accettate solo se il lavoratore è in grado di provare l’origine professionale della malattia sorretta da presunzione legale, ovvero solo se può dimostrare di essere entrato in diretto contatto con il cancerogeno.



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