Pianificazione e Sviluppo del Territorio

L'Osservatorio Nazionale Amianto elabora soluzioni per la bonifica dell'amianto.


L'Osservatorio Nazionale Amianto ha come obietto quello di risolvere il problema amianto con:

  • Progetti innovativi, per l'ammodernamento delle infrastrutture e dei siti industriali;
  • Nuovi e complessi sistemi di collaborazione tra tutte le istituzioni, gli ordini professionali, e i cittadini riuniti nelle Associazioni;
  • Recupero dei territori contaminati e loro restituzione alla produttività agricola e industriale;
  • Sviluppo del territorio con il recupero delle attività turistiche anche per effetto della bonifica;
  • Utilizzo dei fondi strutturali europei per l'ammodernamento delle infrastrutture e dei siti industriali;
  • Detrazioni fiscali ed altri strumenti tecnico-normativi e finanziari, per favorire nuovi investimenti, tali da permettere il recupero di interi territori, e il rinnovamento delle attività produttive;

Il Dipartimento Pianificazione e Sviluppo del Territorio, del quale fanno parte tecnici e operatori, è diretto dall'Arch. Giampiero Cardillo, Gen. B. CC (RIS), Componente del Comitato Tecnico Scientifico dell'Associazione.


Cosa offre la tecnologia per inertizzare l'amianto?

Come trasformare la struttura microcristallina dell'agente killer che ha provocato e sta provocando milioni di morti?

E' necessario bonificare, bonificare, bonificare!!!

Solo così le patologie asbesto correlate potranno essere sconfitte.


L'Osservatorio Nazionale Amianto è il collante della nuova cultura del fare e del risolvere i problemi rispetto a quella della sola e sterile denuncia, che lascia sul tappeto la problematica amianto e con essa il triste primato del numero delle patologie asbesto correlate. Per segnalare le condizioni di rischio, e per chiedere l'intervento dell'Associazione è sufficiente farne richiesta inoltrando un'email all'indirizzo  osservatorioamianto@gmail.com.

La nostra Associazione collabora con tutte le istituzioni, per affrontare e risolvere il problema amianto, e favorisce l'adesione e la collaborazione di tutti quei tecnici e di quei cittadini a cui sta a cuore la messa in sicurezza del nostro territorio.


L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus, ha disposto l'istituzione del Dipartimento Progettazione per la Pianificazione e lo Sviluppo del territorio.

L’Associazione ha costituito questo Dipartimento, al fine di “elaborare nuove soluzioni, con innovativi e complessi progetti di soluzione del problema amianto, in quanto l’amianto si lega  alla contestuale contaminazione operata da altri agenti inquinanti e patogeni concentrati in quasi il 3% del territorio nazionale”. 


L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA Onlus, nella sua relazione “Asbestos, killer to defeat” ("L’amianto, un killer da sconfiggere") che ha tenuto lo scorso 25.07.2014 nel corso della Conferenza Internazionale "ASTM Johnson Conference on Asbestos, Almost Asbestos, and Asbestos Progeny: New Challenges" organizzata dalla ASTM, presso l’Università del Vermont ha, infatti, affermato: 

“Siamo dunque riusciti parzialmente, ma con determinazione, ad ottenere alcuni importanti risultati nella ricerca scientifica, con diagnosi precoce e cura per chi è già ammalato o rischia di ammalarsi; abbiamo fatto punire molti responsabili, criminalmente consapevoli del danno reale inflitto ad intere popolazioni e abbiamo fatto ottenere risarcimenti del danno per molte persone e loro familiari colpiti da questa guerra senza pietà; abbiamo chiuso molte fabbriche di morte nel mondo. Ma non siamo che all’inizio di questa battaglia. La finanziarizzazione dell’economia globalizzata, le ripetute crisi, hanno prodotto la deindustrializzazione di alcune Nazioni manifatturiere, e, conseguentemente, minori risorse economiche, competenze tecniche e scientifiche, che sarebbero state utili per migliorare le condizioni di sicurezza nella gestione e nella rimozione dell’amianto.

La criminalità organizzata, anch’essa globalizzata, in alcune regioni, che spesso non coincidono con i confini territoriali amministrati dagli Stati, ha manifestato interesse per il settore industriale delle bonifiche, dopo essere stata protagonista criminale di immense operazioni di inquinamento mortifero, corrompendo e intimidendo soggetti pubblici e privati, con enormi fatturati (la DDA calcola in 150 miliardi l’anno il loro fatturato nel “settore”  solo in Italia).

Lo sforzo legislativo e pianificatore di Stato e Regioni, anche quello sostenuto dall’Europa, non ha dato i frutti sperati in termini di risolutiva efficacia, per deficienze strutturali del sistema di progettazione, approvazione, esecuzione e collaudo, ma anche  perché inquinata troppo spesso dal malaffare appaltistico e criminale. Recentemente il Piano Nazionale Amianto dello Stato Italiano, varato in fretta e senza adeguata preparazione tecnica e finanziaria, non ha avuto attuazione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha elaborato un piano alternativo, sulla base dei seguenti principi:

  • I) prevenzione primaria: evitare ogni fonte di esposizioni ad amianto, anche crisotilo, per sconfiggere le patologie asbesto correlate;
  • II) prevenzione secondaria: sorveglianza sanitaria, diagnosi precoce e intervento terapeutico tempestivo in caso di patologia;
  • III) prevenzione terziaria: indagini epidemiologiche, interdizione delle condotte dannose e pericolose, repressione del crimine e risarcimento per le vittime.

Questo piano potrebbe già essere operativo, grazie alla mobilitazione dei cittadini, degli scienziati e dei professionisti indipendenti.

Ma le Istituzioni dello Stato non hanno inteso sostenere l’iniziativa.

Al di là di questo tentativo sussidiario dell’ONA Onlus, è di solare evidenza come sia necessario moltiplicare centri di attività complessa per lo studio e la ricerca scientifica, ma anche per azioni concertate sul fronte politico istituzionale e giudiziario, e per la promozione di progetti di bonifica territoriale, come  oggi l’ONA Onlus si propone di fare per l’Italia.

Solo così si possono produrre coordinati protocolli programmatici comuni di attività positive, con sostenibilità e convenienza economica maggiore di quella che ha determinato la pratica diffusa dell’inquinamento delle nostre terre e non solo a causa dell’amianto.

Interi territori hanno perso il loro valore economico perchè inquinati gravemente e occorre, perciò, ripartire con l’obiettivo complesso di ridare valore al territorio morente, mediante progetti di bonifica della terra inquinata con incentivo all’investimento, per creare nuova bellezza, nuova economia e profitto lecito. Verrebbe così prodotta una ricchezza maggiore di quella che fu rubata al territorio dall’attività criminale, che ha avvelenato intere città e regioni. Ci sono esempi positivi, come quello della Valle della Ruhr, in Germania, e molte altre realtà ci indicano questa strada, nel nostro impegno sussidiario, il solo che ristori l’azione virtuosa e colossale di valorizzazione del terreno avvelenato e compromesso. 


Il problema deve essere risolto attraverso un’azione generale di valorizzazione coordinata dei territori vivi e morti.

L’azione di solo disinquinamento è una strada sbagliata, perché non ci sarebbero risorse sufficienti e si rischierebbe di favorire le organizzazioni criminali e gli stessi inquinatori travestiti da disinquinatori.

Occorre invece puntare sullo sviluppo progettato in modo che esso “implichi” il disinquinamento totale, attraverso la contestuale creazione di valore sul territorio ora inquinato.

E’ necessario un articolato coinvolgimento di tutte le forze sane, anche di imprenditori, più forti e più ricchi di quelli che hanno tratto e traggono vantaggio nell’avvelenarci la vita.

Dobbiamo cercare e trovare alleati per vincere definitivamente questa battaglia che è di civiltà e giustizia. Anche ambienti economici e finanziari, apparentemente oggi ostili o disinteressati, potrebbero decidere di investire, se saremo in grado di offrire loro progetti concreti, fondati su una idea diversa di fare profitto. Tranne i criminali organizzati non si può e non si deve escludere nessuno. Come gli Italiani sanno che esistono altri Adriano Olivetti nel mondo dell’industria, altri Jean Monnet nel mondo della politica globale, altri Luigi Sturzo, come politici di riferimento, anche in ogni altra Nazione, è  certo, si potranno fare avanti  personalità portatrici di interessi costruttivi per il bene comune.

I grandi progetti dovranno essere fonte di produzione del bello e dell’utile, del buono, che “implichi” l’obiettivo  del bene comune e , per default consenta di eliminare i veleni che fanno morire di malattia e di miseria”.



 La bonifica che rende possibile lo sviluppo territoriale e lo sviluppo territoriale che rende possibile la bonifica. Un chiasmo-proposta circa la scoperta Roveri.

di Giampiero Cardillo

 

Prima avere un’idea, poi cercare l’uomo per realizzarla. So per esperienza che i problemi concreti NON sono più irrisolvibili a partire dal momento in cui si affrontano nella prospettiva di una grande idea.

Jean Monnet-”Cittadino d’Europa”

 

La protezione dell’ambiente dovrà costituire parte integrante del processo di sviluppo e non potrà considerarsi in maniera isolata.

 

Papa Francesco “Laudato sii”