Gas Radon: rischi per la salute e tutela legale

Gas Radon: i rischi per la salute e la tutela legale. L'ONA ha istituito degli strumenti di prevenzione dei danni che il gas radon può provocare. Infatti, coloro che sono esposti a gas radon hanno il rischio di ammalarsi di tumore polmonare e di altre gravi malattie. In più, l'ONA assicura un servizio di medicina legale e di assistenza legale per coloro che sono stati esposti a gas radon per motivi professionali. In questo modo, è possibile ottenere l'indennizzo INAIL gas radon malattia professionale e il risarcimento del danno.

Gas radon: indennizzo INAIL e risarcimento danni

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Il gas radon: che cos'è e dove si trova

Il gas radon o rado (precedentemente chiamato niton o nito) è un gas incolore, insapore e inodore. Quindi, essere esposti al radon è molto semplice, specialmente, se si vive dentro unità abitative in tufo. Inoltre, subiscono un rischio maggiore coloro che vivono nei piani seminterrati e nel primo piano e con scarsa aerazione.

Infatti, il gas radon si trova in piccole quantità nel suolo e nelle rocce e in alcuni materiali da costruzione, e si origina dal decadimento dell'uranio.

Il radon gas (Rn) (rn radon), elemento chimico con numero atomico 89, è un gas nobile, chimicamente, inerente e naturalmente radioattivo, appartenente al gruppo VIIA, VI periodo della tavola periodica; l'isotopo più stabile del radon è il 22Rn (altro isotopo di possibile interesse sanitario è il 220Rn o toron, con tempo di decadimento di circa 55 secondi).

Il Rn in condizioni standard i presente come gas, inodore, incolore; si forma nella crosta terrestre per decadimento radioattivo? (emissione di nuclei di elio) del radon 226, generato a sua volta da decadimento dell'238Uranio.

L'uranio è presente nelle rocce, soprattutto in quelle granitiche, fin dal tempo della loro formazione, in tutti i suoli e nelle acque. Il radon è solubile in acqua da cui tende a passare nell'aria per diffusione semplice.

Il Radon fuoriesce all'aperto e si disperde in aria, in concentrazioni molto basse (pochi Becquerel al metro cubo, Bq/m3, l’unità di misura della radioattività), mentre se penetra in un edificio , si concentra e può raggiungere anche valori di centinaia o, più raramente, di migliaia di Bq/m3.  

I rischi dell'esposizione a gas radon

Il radon è presente, sia pur in diverse quantità, in tutti gli edifici. Le regioni dove sono più numerosi valori elevati di concentrazione sono Lazio (radon roma), Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Campania, ma in quasi tutte le regioni ci sono zone più o meno estese, in relazione alle caratteristiche dei suoli e degli edifici.

Il radon (Rn) può trovarsi in vari materiali di costruzione, ad esempio il gesso ha un'attività radioattiva pari a circa 20-100 Bq/kg, il granito pari a 100-200 Nq/kg e il tufo di 100-600 Bq/kg. Il Rn può essere introdotto attraverso le condotte d'acqua, ma questa via di diffusione diventa importante solo quando le sorgenti sono ricche di 226Radio ("genitore" diretto del radon, che ha un tempo di dimezzamento di 1602 anni).

Non ci sono luoghi dove il radon non sia presente, in particolare in luoghi chiusi quali case, scuole, negozi, ambienti di lavoro, ecc. Il 222Rn e soprattutto i suoi "figli" emettono particelle alfa dotate di elevata energia, capaci di impartire dosi elevate ai tessuti. Dal suo decadimento radioattivo (decadimento radon) si generano diversi isotopi del Polonio e del bismuto (mappatura radon).

Radon: cancerogeno per il polmone

Il Radon è cancerogeno, in quanto che quando respiriamo, inaliamo anche altri radioisotopi generati dal radon presente nell'aria interna degli edifici (isotopi del polonio, del bismuto e del piombo) che emettono radiazioni che possono colpire e danneggiare le cellule (soprattutto il DNA) dell’apparato bronco-polmonare.

I danni provocati dal Radon sono generalmente riparati dalle cellule, ma, anche per l'effetto dell'esposizione sinergica ad altri cancerogeni del polmone, come per esempio l'amianto, gli IPA, il benzene, etc., con potenziamento degli effetti lesivi si possa determinare l'insorgenza del tumore al polmone. Per approfondire: 

Gas radon: i livelli di esposizione

Non è stata identificata una soglia sotto la quale il rischio sia zero per esposizione al gas al pari dell'amianto e di altri cancerogeni.

Con riferimento al rischio tumore al polmone, vi è proporzionalità tra la concentrazione media di radon e il tempo di esposizione. Quindi minore è questo prodotto e minore è il rischio. Esposizioni molto lunghe a concentrazioni medio-basse (come quelle in casa) comportano un pericolo maggiore di esposizioni molto brevi a concentrazioni più alte.

Va evidenziato che il rischio di tumore polmonare, a parità di concentrazione di radon, è molto più alto (ben 20 volte) per i fumatori rispetto ai non fumatori, in quanto c’è un effetto moltiplicativo tra fumo di sigaretta, amianto  e radon.

Radon: le soglie di esposizione

La direttiva europea 2013/59/Euratom sulle norme di sicurezza di base contro l’esposizione radiazioni ionizzanti, non ancora recepita dall'Italia, prevede che gli Stati Membri stabiliscano un livello di riferimento (non superiore a 300 Bq/m3, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro), al di sopra del quale è necessario l'intervento al fine di ridurre la concentrazione media.

L'impegno alla riduzione dei livelli di esposizione al gas radon deve essere profuso anche per esposizione relativamente basse, poiché tale agente agisce in sinergia con gli altri cancerogeni per il polmone, aumentando il rischio e/o diminuendo i tempi di latenza dell'insorgenza della neoplasia del polmone, e con aggravamento, e accelerazione del decorso clinico. 

Rischio radon: necessario misurare i livelli

Rischio radon nelle abitazioni: i livelli di concentrazione di gas radon sono maggiori nelle abitazioni piuttosto che nei luoghi di lavoro.

Per misurare i livelli di concentrazione di radon è sufficiente utilizzare piccole scatoline contenenti un frammento di plastica simile a quella delle lenti degli occhiali sul quale le radiazioni emesse dal radon lasciano delle tracce che possono poi essere ingrandite e contate in laboratorio.

Le concentrazioni di radon variano nel corso della giornata e delle stagioni, la normativa richiede che queste scatoline (comunemente, anche se erroneamente, chiamate “dosimetri radon”) siano esposte per un anno, così da ottenere un valore medio rappresentativo.

Gas radon negli ambienti di vita e di lavoro

La misurazione di concentrazione di gas radon riguarda innanzitutto le abitazioni. Non sono esclusi, però, i posti di lavoro, in particolare nei sotterranei e nei bunker. Ma il radon gas è presente anche nelle istallazioni militare, come per esempio quella del Monte Venda della Aeronautica Militare.

In forza dell'effetto sinergico con amianto ed altri cancerogeni del polmone, il radon ha causato una vera e propria epidemia di tumori del polmone e altre patologie di origine occupazionale, riconosciute causa di servizio, con diritto al risarcimento del danno, oltre che al riconoscimento di vittima del dovere.

Presenza di gas radon in luoghi pericolosi

Il radon, in quanto cancerogeno, è dannoso alla salute umana. Causa cancro in particolare il tumore del polmone. Questa neoplasia è multifattoriale e ci sono diversi agenti cancerogeni che la provocano, con sinergia ed effetto moltiplicativo tra di loro (in particolare fumo di sigaretta ed amianto).

Per tali motivi, le esposizione a gas radon debbono essere ridotte al minimo. La più elevata condizione di rischio gas radon si riscontra nel piano terra, o di locali poco ventilati, ma le variabilità sono molto elevate.

Per tali motivi la cosa migliore, affidabile e poco costosa consiste nel misurare la concentrazione di radon e successivamente, soprattutto se il valore riscontrato è di alcune centinaia di Bq/m3, rivolgersi a servizi in grado di ridurla.

Una cosa generalmente fattibile con interventi (il cui costo si aggira fra mille e 2mila euro) che riducono l’ingresso di radon nell'edificio aspirandolo dal suolo sottostante e disperdendolo all'aria aperta.

Radon: prevenzione primaria e secondaria

Necessario misurare la concentrazione di gas radon, e  conseguentemente abbatterne le concentrazioni con sistemi di ampliamento del'areazione, ed evitare di fumare.

I tabagisti possono ridurre di molto il rischio da radon smettendo di fumare a causa dell’effetto moltiplicativo tra radon e fumo di sigaretta, a maggior ragione nel caso in cui ci fosse esposizione di asbesto che è sinonimo di amianto. 

Il tumore del polmone è causato innanzitutto dal fumo attivo e passivo e poi dalle esposizioni ad amianto, e ad altri cancerogeni tra cui il benzene e i residui di combustione.

Radon: la prevenzione secondaria

Coloro che sono stati esposti a gas radon e ad altri cancerogeni del polmone tra i quali l'amianto e il fumo di sigaretta, debbono necessariamente sottoporsi a controlli sanitari, per la diagnosi precoce.

In caso di sintomi, tra i quali  tosse, respiro difficoltoso o sibilante, raucedine, perdita di peso, strisce di sangue nell'espettorato, è necessario sottoporsi subito ai controlli sanitari tra i quali la TAC torace ed altri accertamenti.

Solo in questo modo sarà possibile individuare la patologia e attuare la migliore radon terapia

Gas radon: prevenzione e bonifica

L'ONA ha reso pubblici gli effetti del gas radon sulla salute umana nei luoghi di vita e di lavoro. Ed ha auspicato misure di prevenzione e protezione, che si aggiungono agli strumenti indennitari costituiti dalla rendita INAIL e dalle prestazioni di riconoscimento di causa di servizio (equo indennizzo) e di vittima del dovere, oltre al risarcimento dei danni. Per approfondire:

Gas radon: il rischio nelle attività lavorative

Negli ambienti di lavoro in Italia si è fissato, con il D.Lgs. 241/2000, un livello di 500Bq/m3 superato il quale il datore di lavoro deve valutare in maniera più approfondita la situazione e, se il locale è sufficientemente frequentato da lavoratori, intraprendere azioni di bonifica.

Nei luoghi di lavoro in cui si svolgano attività sotterranee si deve procedere, entro 24 mesi, alla misura della concentrazione media annuale di radon; il D.Lgs. 241/2000 fissa per i luoghi di lavoro di cui all'articolo 10.bis, comma 1, lettera a) e b), il livello di azione in termini di 500 Bq/m3 (radon 500) di concentrazione di attività di radon media in un anno.

Principale organo bersaglio del radon e dei suoi prodotti di decadimento è il polmone, in cui può esercitarsi un effetto di cancerogenesi con insorgenza del tumore del polmone.

L'esposizione lavorativa al radon e ai suoi prodotti di decadimento riguarda i lavoratori delle miniere di uranio e di altre miniere sotterranee, gli installatori di cavi e tubature sotterranee, gli addetti in centrali idroelettriche; possono essere sposti anche lavoratori di settori termali, costruzioni e ristrutturazione e gli addetti a prospezioni geologiche, geofisiche e ricerche minerarie con l'utilizzo di macchine operatrici.

Sono esposti a rischio anche coloro che hanno svolto missioni in basi militari sotterranee tra le quali quella del Monte Venda, nei colli euganei (radon colli euganei), nei pressi di Padova.

Tutela legale per danni gas radon

Tutti coloro che per motivi di lavoro sono stati esposti al radon, corrono il rischio di insorgenza di tumore del polmone, leucemie e linfomi. In tale contesto, nel caso di insorgenza di danni alla salute/malattia professionale per esposizione a gas radon, sussiste il diritto all'indennizzo e al risarcimento. La valutazione della sussistenza, o meno, dei presupposti per l'avvio della procedura legale INAIL, è affidata alla valutazione del Dott. Arturo Cianciosi, medico legale ONA, ovvero della struttura medico legale dell'associazione.

 

Gas radon e indennizzo INAIL

Il radon e i suoi prodotti del decadimento sono cancerogeni. In quanto tali, nel caso di insorgenza, in lavoratori esposti per attività professionale, può essere attivata la tutela previdenziale ed assistenziale, con domanda amministrativa all'INAIL. Le malattie correlate all'esposizione al radon e alle radiazioni ionizzanti, indennizzabili dall'INAIL, sono:

  • tumore del polmone (C34 - D.M. 09/04/2008, lista 1);
  • linfomi  ( C82 -C85 - D.M. 09/04/2008, lista 2);
  • leucemie (C91 -C95 - D.M. 09/04/2008, lista 2).

Il tumore polmonare è stato inserito nella lista I INAIL, tra le neoplasie con presunzione legale di origine professionale, per esposizione alle radiazioni ionizzanti.

Il riconoscimento della malattia professionale dà diritto al lavoratore all'indennizzo INAIL, qualora il danno biologico sia ricompreso tra il 6% al 15%, e ad una rendita diretta se l'infermità provoca un danno biologico superiore al 16%.

 

Oltre all'indennizzo e/o la rendita INAIL, il lavoratore affetto da malattie professionali, ha diritto all'integrale risarcimento di tutti i danni dal datore di lavoro.  

Per i linfomi e le leucemie, invece, non vi è presunzione legale di origine. Infatti, sono inseriti nella lista II INAIL, tra le patologie per cui l'onere della prova dell'origine professionale spetta al lavoratore.

Per tutti i casi di sussistenza di prova di riconducibilità causale dei linfomi e delle leucemie alle esposizioni professionali a gas radon, sussisterà il diritto alle prestazioni INAIL (indennizzo inail danni gas radon).

Gas radon: riconoscimento vittime del dovere

Il rischio di esposizione al radon è molto elevato per i militari, in particolare tra coloro che hanno svolto missioni in basi militari sotterranee. Come detto, uno dei casi di esposizione a radon tra i militari, è stato presso le basi del Monte Venda, nei Colli Euganei vicino Padova.

Presso la base militare del Monte Venda sono state utilizzate molte antenne radar, le cui onde radio servivano per captare le avvisaglie di un possibile conflitto nucleare.

Nel ventre della montagna, il personale dell' aereonautica militare fu esposto ad amianto e gas radon. Quest'ultimo ha provocato 119 vittime. 

Nonostante la base militare sia stata, ormai, chiusa, le conseguenze delle esposizioni ad asbesto e radon sono state pesantissime. Vi è stata una vera e propria epidemia di patologie asbesto e radon correlate, prima fra tutte, il tumore al polmone. 

Le responsabilità per la morte di centinaia di militari sono state accertate dal Tribunale Penale di Padova. L'ex direttore generale della Sanità Militare, Agostino Di Donna, è stato condannato per il reato di omicidio colposo plurimo. 

I militari affetti da tumore polmonare e altre infermità per esposizione a radon, amianto ed altri cancerogeni, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio.

Inoltre, hanno diritto al riconoscimento dello status  di vittima del dovere e alle altre prestazioni previdenziali previste dalla legge.

Gli stessi diritti spettano ai congiunti dei militari deceduti per malattie asbesto e/o radon correlate.

In ogni caso, i militari malati e i congiunti dei militari deceduti, hanno diritto all'integrale risarcimento di tutti i danni. 

 

Gas radon: il risarcimento integrale dei danni

Il gas radon, proprio perché dannoso per la salute, provoca un danno biologico. Questo tipo di pregiudizio porta con sé anche sofferenze fisiche e morali e radicale modificazione dei progetti e programmi di vita. In più, vi è un pregiudizio economico. In altri casi, anche il decesso della vittima primaria.

Per tali motivi, oltre agli indennizzi INAIL e/o le prestazioni di vittima del dovere, è dovuto anche il risarcimento del danno, ovvero l'integrale ristoro di tutti i pregiudizi.

L'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto - è l'editore de "il Giornale sull'Amianto", il notiziario amianto, nel quale sono riportate le tabelle che permettono la quantificazione dei danni