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Amianto: patologie, cura e tutela legale

L'amianto, chiamato col termine meno comune di asbesto, è rappresentato da alcuni particolari minerali che si classificano in due gruppi: 

  • il serpentino, che comprende il crisotilo,  detto comunemente anche “amianto bianco” (gruppo dei fillosilicati)
  • gli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo) tra i quali troviamo l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio – verde – giallo e l’antofillite (gruppo degli inosilicati). 

Questa classificazione ovviamente non è esaustiva, perché esistono minerali di asbesto che non rientrano in questa classificazione e tuttavia hanno le stesse capacità lesive per la salute umana; e perché anche tra quelli della stessa serie è comunque necessaria un'analisi quantistica elementare. 

L'ONA da anni si impegna per la prevenzione, la terapia e la cura delle patologie asbesto correlate. 

 

 

 

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numero verde ONA

Assistenza Medica per esposizione

assistenza medica esposti ad amianto

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA assiste tutti i cittadini che sono stati esposti alla fibra killer, e coloro che purtroppo si sono ammalati (diagnosi precoce, terapia e cura delle malattie asbesto correlate).  

Assistenza Legale per le vittime

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Assistenza grautita per la difesa dei lavoratori e dei cittadini esposti, come le vittime dell'amianto. Ti aiutiamo anche per il pensionamento anticipato, le rendite INAIL, il riconoscimento come vittima del dovere e relativo risarcimento danni. 

L'Avv.Ezio Bonanni coordina la difesa legale delle vittime. 

Assistenza tecnica siti contaminati

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La messa in sicurezza e la bonifica dei siti contaminati dall'asbesto è fondamentale per evitare il rischio. Soluzioni rapide ed efficaci. Tutela da tutti i rischi di esposizione amianto. Personale esperto a vostra disposizione.


Il Coronavirus mette a rischio le vittime dell'amianto

Coronavirus e amianto: si moltiplica il rischio per coloro che sono stati esposti ad amianto. La fibra killer colpisce prima di tutto gli organi delle vie aeree e in particolare i polmoni e la pleura. Le vittime di malattie legate all’amianto o con altre patologie respiratorie sono di fatto svantaggiate e più fragili di fronte al nuovo patogeno 2019-nCoV (coronavirus o Covid-19).

 

Coloro che sono esposti ad amianto, anche in assenza di malattie, sono soggetti fragili per il coronavirus. Già ai primi di marzo questa emergenza è emersa in Italia, segnalata dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

 

Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale dell’ONA, così come la Dott.ssa Federica Grosso, direttrice dell’Unità Mesotelioma di Alessandria, che ci ha reso noto tramite un tweet , il decesso da coronavirus di un suo paziente già vittima del mesotelioma.

 

La notizia è stata confermata anche da un articolo su “La Stampa”, che ha ricordato il caso di Giorgio Rosso (ex vigile urbano), deceduto l’8 marzo a causa del Coronavirus all’età di 71 anni. L’uomo dal 1973 al 2005 aveva lavorato a Casale Monferrato ed era stato vittima del cancro nel 2018.

 

Durante una pausa dal trattamento del mesotelioma, l’ex vigile presentava una persistente febbre alta, e dopo essersi recato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Casale Monferrato ed esser stato sottoposto a tampone, era risultato positivo al Covid-19. Purtroppo dopo soli 3 giorni l’uomo è deceduto.

 

Il nostro timore è che nelle settimane e nei mesi a venire, altri malati di mesotelioma o affetti da patologie legate all’amianto possano essere vittime del Covid-19. Il nostro pensiero va agli amici e colleghi piu’ deboli vittime di questo virus, ma soprattutto al personale medico che si trova ancora una volta in prima linea nella lotta contro un nemico invisibile e mortale.

Casale Monferrato: in pericolo tra amianto e coronavirus

È di qualche giorno fa il servizio televisivo che mostra la situazione della città di Casale Monferrato, un comune italiano che da anni si batte contro l’amianto, e presso il quale l’ONA è operativa nella nuova sede fin dal 2015.

 

In questo servizio sono stati intervistati Daniela Degiovanni e Federico Riboldi. Il primo è l’attuale sindaco della città, la seconda un’oncologa che si è specializzata da piu’ di dieci anni in cure palliative, attuale direttrice di una delle più importanti cliniche per la cura delle vittime dell’amianto.

 

La città di Casale Monferrato e il resto d’Italia, uomini e donne, anziani e giovani, etc., fino a Siracusa, passando dalla Toscana e dal Lazio, combattono da anni una battaglia per la sicurezza. Il coronavirus oggi amplifica gli effetti lesivi dell’amianto.

Il nuovo campo di battaglia: il COVID-19

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni combattono per la prevenzione primaria e cioè la messa in sicurezza rispetto al rischio amianto, e per la diagnosi precoce e la cura del mesotelioma del cancro della pleura, del polmone, della laringe, della faringe, di tutti gli altri cancri da asbesto e anche contro le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e l’asbestosi.

 

Coloro che sono ammalati di asbestosi hanno già fame d’aria, così come tutti coloro che sono ammalati di mesotelioma pleurico, per cui è necessario evitare ogni rischio che può essere derivato dal coronavirus per coloro che sono stati esposti ad amianto.

 

Data l’elevata esposizione ad amianto infatti, anche in assenza di malattia, troviamo comunque un’elevata presenza di fibre nell’ organismo, che impediscono e danneggiano la respirazione, innalzando cosi la soglia di rischio . Per questi motivi l’ONA insiste affinchè le indicazioni già impartite dall’Autorità Governativa, e stabilite dalla legge, siano attentamente eseguite, e in sede ospedaliera si separino i percorsi di coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate.

 

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni combattono contro i pericoli dell’amianto ormai da decenni, e i due intervistati hanno sottolineato come l’incombente pericolo mortale venga preso molto sul serio dagli abitanti. La dottoressa infatti ha evidenziato un alto livello di tensione nella popolazione, dovuto all’alto numero di cittadini e personale medico risultati contagiati dal Covid-19.

 

Nel servizio vengono mandate in onda immagini della città, dei negozi chiusi e delle poche persone che possiamo trovare protette da maschere anti contagio. Molto iconica è un’immagine di una bandiera tricolore con scritto: “Eternit: Giustizia”.

 

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, combattono da anni per Casale Monferrato ed altre città, e sono vicini alla popolazione comprendendone le paure. L’esposizione da amianto infatti, avendo indebolito le vie respiratorie e i polmoni, mette le persone più deboli in una posizione di svantaggio nei confronti del nuovo coronavirus.

Coronavirus: prevenzione per ridurre il contagio

Il pericolo è reale e per questo bisogna combatterlo, rispettando le direttive dello stato ed evitando che il contagio dilaghi. La migliore prevenzione al coronavirus è rappresentata dal rispettare le regole, perché cosi facendo non solo evitiamo di mettere a rischio la nostra salute, ma anche quella dei nostri cari.

 

Vogliamo ricordare anche noi i consigli dell’OMS da seguire per ridurre il rischio di contagio:

  • Lavare spesso le mani con un prodotto a base alcolica o con acqua e sapone;
  • Starnutire o tossire in un fazzoletto o nell'incavo del gomito coprendo naso e bocca
  • Evitare stretti contatti (ossia mantenendo almeno un metro di distanza) con le altre persone.

La produzione di amianto ancora non si ferma

La produzione di asbesto, supera da sempre le 2 milioni di tonnellate.  La sua messa al bando è circoscritta a 62 Stati: quelli dell'Unione Europea e Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay. L'E.P.A., negli Stati Uniti, nell'agosto del 2018, ha ripreso ad utilizzare l'asbesto nell'edilizia. Nell'ultimo trentennio, solo negli Stati Uniti, l'utilizzo di amianto è diminuito del 99% grazie all'enorme numero di risarcimenti a favore delle vittime di amianto.  

 

Leggi di più su "Il giornale sull'amianto".

 

Situazione attuale dell'asbesto in Italia

Sul territorio italiano, ogni anno più di mille persone muoiono per tumori legati all’esposizione ad amianto cancerogeno. La concentrazione maggiore si rileva nell'Italia del Nord, in relazione all'intesiva attività industriale. Questo accade anche nei territori al Sud con particolare attenzione nelle città con una massiccia presenza di impianti siderurgici e petrolchimici: 

  • Bari
  • Siracusa
  • Taranto
  • Manfredonia
  • Biancavilla 

Nelle città di Broni e Casale Monferrato, è stato rilevato un incremento del tasso di mortalità relativo all'aumento delle patologie asbesto correlate, tra cui mesotelioma pleurico, rispetto al resto della regione.

 

In queste zone, a causa della presenza dei due tra i maggiori impianti di produzione di materiali in cemento amianto/eternit. Tutti coloro che hanno lavorato in questi stabilimenti (Casale Monferrato - epicentro dell'epidemia di amianto, piuttosto che Fibronit di Broni; Napoli Bagnoli - Eternit, piuttosto che Fibronit di Bari) sono ormai deceduti.

L'epidemia, ora, colpisce coloro che hanno abitato in queste città, ovvero nei dintorni di questi stabilimenti.

 

La Fibronit di Bari era collocata al centro della città e, solo nel 2016 la bonifica è stata ultimata. Ancora oggi, giorno dopo giorno, si susseguono e si ripetono i casi di malattie asbesto correlate tra coloro che hanno perfino solo abitato nei dintorni di questi stabilimenti.

Ancora, nel 2019, nella città di Casale Monferrato, sono stati censiti circa 40 casi di mesotelioma tra coloro che sono soltanto residenti, e questa malattia è solo la punta dell'iceberg.

Aumento di incidenza dei casi nel 2020

Nel 2020, i casi di patologie asbesto correlate e l'incidenza di mortalità è aumentata. Tutti coloro che sono stati esposti ad amianto ed avevano già, quindi, una debolezza, sono stati, innanzitutto, vittime del Covid-19. Specialmente nei primi periodi, quando ancora non si conoscevano i meccanismi patogenetici del virus, l'approccio terapeutico si è rivelato inefficace.

 

Il Covid-19 è stato affrontato senza tener conto che la carenza di ossigeno era dovuta ad un problema di carattere circolatorio, che già sussiste in coloro che sono stati esposti ad amianto, le cui fibre influiscono sulle capacità di ossigenazione dei polmoni con lo scambio gassoso all'interno degli alveoli.

 

Per i lavoratori del Nord Italia già con le vie respiratorie indebolite dalle diverse particelle e nano particelle e anche dalle fibre di amianto, il virus ha fatto strage.

 

In più, l'originaria latenza di queste patologie, tenendo conto della più elevata esposizione nei periodi fino ai primi anni '90, delinea un quadro di massima incidenza di patologie, quantomeno per il mesotelioma, a partire dal 2025/2030, come già più volte segnalato dall'Avv. Ezio Bonanni e dall'ONA.

 

La pericolosità della sola esposizione ambientale è stata assi spesso rimarcata anche dall’ONA e dimostrata a livello scientifico e rappresentata ormai un’acquisizione che non trova serie opposizioni nel mondo scientifico.

Legislazione sull'amianto in Italia nel 2020

Il Ministro dell'Ambiente, Generale Sergio Costa, già nel 2019, ha accolto le tesi dell'Avv. Ezio Bonanni sul riordino della leglislazione in materia di amianto.

 

Infatti, la prima normativa in materia di fibra killer è costituita dal regio decreto 442/1909, e poi, dopo la legislazione di igiene del lavoro (R. D. 530/1927), vi fu l'intervento previdenziale di indennizzo dell'asbestosi (Legge 455/1943).

 

In un contesto nel quale il consumo di amianto era molto limitato, il Legislatore italiano ha ritenuto indefettibile indennizzare l'asbestosi come malattia professionale asbesto correlata.

 

Gli studi italiani (E. Vigliani, Mottura, etc.) e, ancora, quelli tedeschi (Martin Nordmann, etc.), avevano portato alla luce anche le capacità cancerogene dell'amianto, tant'è vero che nel 1942 la Germania nazista aveva indennizzato il cancro del polmone in coloro che erano stati già colpiti dall'asbestosi.

 

Negli Stati Uniti, invece, il rischio amianto era stato occultato!

 

La sconfitta della Seconda Guerra Mondiale e il trionfo delle lobby dell'amianto delle società inglesi e nord-americane, che avevano fatto cartello con gli Schmidheiny, più ancorati geograficamente in Europa e con stabilimenti in Italia, in Francia, in Germania, oltre che in Svizzera, hanno seppellito, almeno per 30 anni, quelle acquisizioni della medicina del lavoro che in Italia e in Germania avevano fatto emergere la necessità di un'attenta valutazione dei danni dell'amianto.

 

Pertanto, la produzione e l'utilizzo di amianto in Italia subì una forte accelerazione, come se tutte le acquisizioni degli anni '30 e dei primi anni '40 dovessero cadere nel vuoto.

 

La Clinica di Medicina del Lavoro di Milano, diretta dal Prof. Enrico Vigliani per più di 30 anni, fu l'epicentro di studi e approfondimenti sulla dannosità dell'amianto.

 

La comunità scientifica, tuttavia, per svariati motivi, fino al 1955 aveva sorvolato sulla capacità cancerogena delle fibre di amianto nonostante le pubblicazioni degli scienziati italiani e tedeschi. Successivamente, con la pubblicazione degli studi di Richard Doll, nel 1955, ci fu unanime consenso scientifico sulla cancerogenicità delle fibre di amianto, almeno per quanto riguarda il polmone (R. Doll, Mortality from lung cancer in asbestos workers, Br. J. Ind. Med., 12: 81-86,1955).

 

 

Negli anni '60, negli Stati Uniti, grazie all'impegno del Prof. Irving Selikoff, fu portato alla luce, in modo definitivo, la cancerogenicità dell'amianto per le sierose, e il consumo del minerale cominciò a decrescere negli USA, mentre in Italia subiva una forte accelerazione.

 

Nella Conferenza Internazionale di New  Nel 1964, nel corso della Conferenza organizzata dalla New York Academy of Sciences sugli effetti biologici dell’asbesto, dopo la conferma venuta da numerosi lavori epidemiologici, si raggiunge un consenso generale anche sulla associazione asbesto-cancro polmonare. Il prof. Vigliani interviene a tale Conferenza presentando uno studio (E.C. Vigliani, G. Mottura, P. Maranzana, Association of poulmonary tumors with asbestosis in Piedmont and Lombardy, Annals of the New York Academy of Sciences, 132 (1): 558-574, 1965) sulla mortalità degli asbestosici indennizzati dal ’43 al ’64 nelle province di Torino e Alessandria e nella regione Lombardia, dove sono stati evidenziati 11 carcinomi e 3 mesoteliomi. Suddette neoplasie risultavano cinque volte più frequenti tra i soggetti affetti da asbestosi rispetto a quelli affetti da silicosi (10,5% vs 1,8%).

In questo contesto, nonostante l'affannarsi e il rincorrersi delle avvertenze dei nostri medici del lavoro, il consumo di amianto continuò ad aumentare per tutti gli anni '60

 

Enrico Vigliani, nel ’69, in qualità di direttore della Clinica Devoto, avvalla la proposta inglese, che, di fatto, abbassa bruscamente i meno drastici limiti americani, ed afferma che “la ragione del forte abbassamento dei limiti tollerabili dell’amianto, consiste nel fatto che l’asbestosi predispone all’insorgenza del cancro polmonare e del mesotelioma della pleura. [...] L’azione oncogena dell’amianto fa trascendere il problema dei suoi effetti biologici dal campo della patologia professionale a quello della medicina preventiva e dell’igiene pubblica. [...] In alcuni paesi, si è incominciato a tenere un registro dei mesoteliomi. [...] Nella polvere dell’atmosfera delle città, sono contenute fibre di amianto, come è stato di recente osservato anche a Torino” (E.C. Vigliani, Criteri per la determinazione delle concentrazioni massime tollerabili di silice e amianto nell’aria, Med. Lav. vol. 60 n. 2, 1969).

 

Nonostante l'evidenza della cancerogenicità dell'amianto e/o della sua lesività per la salute, ancora, per tutti gli anni '70, la produzione e l'utilizzo si mantenne elevatissimo.

 

Fino al 1992 sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di asbesto o amianto.

 

Successivamente, anche grazie alla mobilitazione operaia e per iniziativa di alcune forze politiche progressiste, in Italia, si dette corso ad una nuova legislazione. Fu recepita, seppur tardivamente, la direttiva 477/83/CEE del Consiglio del 19 settembre 1983 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE.

 

Queste norme sono state recepite in Italia con il decreto n. 277/91.

 

Successivamente, con la legge 257 del 1992, all'articolo 1 fu disposto il divieto di estrazione, commercializzazione, lavorazione di amianto e dei prodotti che lo contengono.

 

Il complesso normativo di cui alla legge 257/92, che inizialmente doveva essere eletto con il decreto legislativo 277/91, ha subito diverse modifiche ed integrazioni nel corso degli anni.

 

Nel frattempo, con l'entrata in vigore del decreto legislativo 81/2008, tutte le norme prepensionistiche sono state trasfuse in un unico testo normativo.

 

Siamo in attesa del riordino della legislazione affidata al progetto che è in corso di elaborazione da parte della Commissione Amianto del Ministro dell'Ambiente del Generale Sergio Costa e di cui fa parte anche l'Avv. Ezio Bonanni.

 

Nonostante la messa al bando, nel nostro Paese non vi è l'obbligo di rimozione dell'amianto. Tuttavia è necessario comunicare alle autorità sanitarie (ASL) la presenza del manufatto contenente amianto o del presunto sito contaminato.

Comunicare all'ASL e al Comune la presenza di amianto è semplicissimo. Basterà effettuare una segnalazione amianto attraverso il modulo sottostante che potrete scaricare, sottoscrivere e inoltrare agli uffici competenti:

 


 

Tecnici competenti si occuperanno di effettuare un sopralluogo al fine di valutare la percentuale del rischio amianto. Per le operazioni di bonifica è fondamentale rivolgersi a una ditta di professionisti regolarmente iscritti all'Albo Gestori Ambientali.

Per operazioni di bonifica intendiamo:

  • rimozione amianto;
  • incapsulamento, ovvero uno speciale trattamento nel quale vengono utilizzate apposite vernici capaci di impedire l'aerodispersione della fibra killer.

Per approfondire:

I ritardi delle bonifiche nel nostro paese

Ci sono ancora più di 40.000.000 di tonnellate di materiali di asbesto, amianto cancerogeno. I micro siti contaminati sono circa un 1.000.000 di cui quelli più rilevanti almeno 50.000. 

 

La mappa del rischio: più di 2400 scuole800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile, contengono materiali di asbesto, con fibre di amianto che provocano malattie amianto: 

>> Eternit

 

I big killer della nostra epoca

I minerali di asbesto o amianto causano diversi tipi di tumori: 

 

L'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha confermato le stime dell'Ona circa i danni provocati dalla fibra di amianto killer alla salute umana (asbestos killer): 

 

"Currently, about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace (1). According to global estimates, at least 107 000 people die each year from Asbestos is one of the most important occupational carcinogens CHRYSOTILE ASBESTOS / 3 asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis resulting from occupational exposures (1, 2, 8). In addition, nearly 400 deaths have been attributed to non-occupational exposure to asbestos. The burden of asbestos-related diseases is still rising, even in countries that banned the use of asbestos in the early 1990s. Because of the long latency periods attached to the diseases in question, stopping the use of asbestos now will result in a decrease in the number of asbestos-related deaths only after a number of decades" ( consulta per intero).

 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità  conferma che le fibre di asbesto, fibre amianto o polvere di amianto provocano questi tumori amianto che incidono per

  • 107.000 decessi ogni anno solo per 3 delle malattie asbesto correlate (asbestosi, mesotelioma e tumore al polmone), e solo quelle di origine lavorativa;
  • 125 milioni di lavoratori esposti. 

 Ai casi di mortalità per queste tre patologie asbesto correlate debbono essere aggiunti tutti gli altri casi e gli altri decessi:

  • per altre neoplasie asbesto correlate non ancora indicate nella monografia Iarc
  • i casi di esposizione ambientale;
  • le decine di migliaia di casi di malattie asbesto correlate, tutte invalidanti;
  • i casi di mesotelioma, tumore dei polmoni ed asbestosi, che non sono censiti specialmente in quei paesi che fanno ancora largo uso del minerale, tra i quali gli "stati canaglia" (Cina, Unione Sovietica, India).

Epidemia in Italia e casi di malattie in aumento

L'amianto crisotilo e gli anfiboli provocano  fibrosi: placche pleuriche, ispessimenti pleurici e asbestosi; e cancro (mesotelioma, tumore del polmone, della laringe, faringe, dello stomaco, del colon retto e delle ovaie);

Provocano anche altre malattie che non sono ancora state unanimemente classificate tra le patologie asbesto correlate. 

 

Leggi di più su : tutte le patologie da amianto. 

 

Il trend dei casi di malattie amianto è in aumento, per l'eccessivo utilizzo dei minerali di asbesto e il ritardo delle bonifiche. La Legge 257 del 1992 non ha imposto ne impone l'immediata bonifica, per cui nei luoghi di lavoro, le esposizioni tutto fibra killer sono continuate anche dopo il 1992, e si è ampliata la platea degli esposti.  Solo in Italia, la fibra killer, fibra di amianto ha provocato solo nel 2017 più di 6.000 decessi, di cui 1.800 per mesotelioma, 3.600 per tumore ai polmoni e  circa 600 per asbestosi, oltre a tutte le altre patologie, comprese quelle degenerative che sono causate dall'esposizione alle polvere di amianto e fibre di amianto.  I danni per la salute si sommano a quelli ambientali e ai costi sociali, previdenziali, e per spese mediche, per questi motivi l'ONA e hanno insistito, ed insistono, per le bonifiche di tutti i luoghi di vita e di lavoro (prevenzione primaria).

 

 

>> 👉🏻Scarica Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia 

 

Il libro bianco della strage della fibra killer

Il libro bianco delle morti di amianto in italia

L'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'ONA, è il pioniere della difesa dei diritti delle vittime dell'amianto. Nè "Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia" (presentato  nel corso del convegno "Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto: le ultime scoperte scientifiche" - Roma, 19.06.2018) sono stati resi pubblici tutti i dati sulla mappatura amianto, in parte realizzata anche dall'ONA, e dell'incidenza della polvere di amianto o delle fibre amianto sulla salute umana. Il continuo aumento dei casi, certificato anche dal VI rapporto mesoteliomi dell'Inail, conferma la necessità di sollecitare le bonifiche, con la ricerca scientifica, rispettivamente per evitare altre esposizioni e per curare efficacemente coloro che, essendo già stati esposti, sono a rischio ovvero hanno contratto le patologie asbesto correlate, in particolare il mesotelioma, che continua a seminare lutti e tragedie.

 

L'assistenza legale che l'ONA assicura a tutte le vittime e ai loro familiari, con un team di legali, guidati dall'avv. Ezio Bonanni, pur con gli eccellenti risultati, di costituzione di rendite, e indennizzi previdenziali e riconoscimento di vittime del dovere, per coloro che sono stati impegnati nelle missioni (marina militare, aviazione ed esercito, etc.) e risarcimento dei danni, non può ritenersi una soluzione per il problema amianto. Gli indennizzi e il risarcimento non restituiscono la salute ne riportano in vita coloro che, purtroppo, sono stati colpiti tutto fibra di amianto.

 

La presenza di scienziati di fama internazionale (tra i quali il Prof. Mario Benvenuti e il Prof. Marcello Migliore), da anni impegnati nella ricerca e cura delle patologie asbesto correlate, ha permesso di presentare gli ultimi studi scientifici per la cura del mesotelioma, del tumore dei polmoni, dell'asbestosi e delle altre patologie asbesto correlate. 

 

>> Approfondisci: "Gli atti della conferenza: come la ricerca scientifica può sconfiggere i tumori da amianto"  (video)

 

VI Rapporto Mesoteliomi dell'INAIL

L'INAIL ha pubblicato il VI Rapporto Mesoteliomi, che conferma i dati riportati nel II Rapporto Mesoteliomi dell'ONA Onlus.

Consulta il VI Rapporto Mesoteliomi INAIL (ottobre 2018)

I dati raccolti dall'INAIL hanno confermato quelli contenuti nel II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus (luglio 2017).

 

Il bando globale e la rimozione dell'amianto

La produzione continua in 2 milioni di tonnellate (“2013 Minerals Yearbook”, U.S. Department of the Interior - U.S. Geological Survey, di Robert L. Virta). Nel 2014,  la Russia ne ha estratto circa 1.100.000, la Cina oltre 400.000, il Brasile circa 284.000, il Kazakhstan 240.000, l’India 270.000, e tra gli utilizzatori la Russia (608.000), la Cina (507.000), l’India (379.000), il Brasile (154,000) ed il Kazakhstan (68.000) - per approfondimenti: ibasecretariat.org). 

 

L'O.M.S. ha disposto il bando globale dell'asbesto o amianto con una raccomandazione:

"Elimination of asbestos-related diseases should take place through the following public health actions:

recognizing that the most efficient way to eliminate asbestos-related diseases is to stop the use of all types of asbestos;

replacing asbestos with safer substitutes and developing economic and technological mechanisms to stimulate its replacement;

taking measures to prevent exposure to asbestos in place and during asbestos removal (abatement), and;

improving early diagnosis, treatment, social and medical rehabilitation of asbestos-related diseases and establishing registries of people with past and/or current exposures to asbestos" (Fonte:  International Programme on Chemical Safety - asbestos)

Solo la completa rimozione dell'asbesto può evitare le esposizioni alla fibra da amianto o fibra killer e quindi salvaguardare la salute. L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno insistito perché la raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità fosse ratificata dall'ONU,  e diventi così vincolante per tutti gli stati. Questa è la nostra battaglia e quella di tutti coloro che vogliono sconfiggere le patologie asbesto correlate.

 

L'ONA e lo Sportello Amianto Nazionale

Accedi al nostro Sportello Nazionale Amianto e ricevi assistenza medica e legale!

 

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti


Tutte le patologie asbesto - amianto correlate

l'amianto è cancerogeno. L'INAIL considera nella Lista I dell'INAIL (origine lavorativa di elevata probabilità), le seguenti malattie:

Le vittime che hanno contratto queste patologie hanno diritto all'indennizzo Inail, e per ciò stesso anche ai benefici contributivi per esposizione ad amianto (art.13 comma 7 legge 257/92), e il risarcimento dei danni differenziali. In caso di decesso, le prestazioni Inail sono reversibili al coniuge e ai figli minorenni, e per quelli studenti fino a 26 anni. I famigliari delle vittime hanno diritto al risarcimento dei danni, anche quelli subiti dai loro congiunti di cui sono eredi. L'ONA assiste i lavoratori per ottenere la tutela dei loro diritti. Leggi di più sulla tutela legale ONA.

Sono asbesto correlate anche le patologie inserite nella LISTA II dell'Inail (limitata probabilità):

I lavoratori vittime di queste neoplasie possono ottenere il riconoscimento della rendita Inail con la prova della loro origine occupazionale.

Nella LISTA III (origine professionale possibile), l'Inail ricomprende solo il cancro all'esofago (tumore amianto). In questo caso, come per le neoplasie inserite nella lista II,  la vittima asbesto può ottenere il riconoscimento della rendita inail con la prova del nesso causale.

 

Le altre malattie non direttamente correlate

L'amianto cancerogeno provoca anche altre neoplasie che al momento non sono considerate in modo universale asbesto correlate:

  • Tumore al cervello (Robinson et al., 1999; Omura,2006; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);
  • Tumore alla colecisti (Moran, 1992);
  • Tumori Emolinfopoietici (Robinson et al., 1999; Omura, 2006; Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);
  • Tumore alla laringe-lingua (Omura, 2006; Manzini et al., 2010);
  • Tumore alla mammella (Selikoff, 1974; Feigelson et al., 1996; Fear et al., 1996; Robinson et al., 1999; Omura 2006 & 2010);
  • Tumore al pancreas (Moran, 1992; Kanarek, 1989);
  • Tumore alla prostata (Moran, 1992; Feigelson et al., 1996; Stellman et al., 1998; Robinson et al., 1999; Koskinen et al., 2003;  Bianchi et al., 2007; Reid et al., 2012); 
  • Tumore al rene tumore (Bianchi et al., 2007);
  • Tumore allo stomaco (Kanarek, 1989; Moran, 1992);
  • Tumore al testicolo  (Manzini et al., 2010);
  • Tumore alla tiroide (Manzini et al., 2010);
  • Tumore alla vagina-Vulva (Pukkala & Saarni, 1996):;
  • Tumore alla vescica (Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Manzini et al., 2010; Pavone et al., 2012).

e malattie degenerative, non tumorali:

  • Miocardiopatia (Omura, 2006; Reid et al., 2012);
  • Morbo di Alzheimer & autismo) (Omura, 2006);  e Sclerosi Laterale Amiotrofica Omura, 2006), al sistema nervoso centrale.

Presenza di amianto anche nel talco

amianto killer

Nel talco è presente la fibra di asbesto o amianto. Per queste ragioni, negli Stati Uniti, la Corte di St. Louis, Missouri, USA, ha condannato la multinazionale  Johnson & Johnson al pagamento di 4,7 miliardi di dollari, a titolo di risarcimento danni subito da  22 donne che si sono ammalate di cancro alle ovaie, dopo aver utilizzato prodotti che contenevano talco contaminato dalla fibra killer

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L'ONA assiste le vittime del minerale

Le vittime del minerale, e anche coloro che sono rimasti esposti alla fibra killer, hanno diritto, prima di tutto, a risarcimento dei danni; e in caso di origine occupazionale delle malattie, 

L'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'ONA, è il coordinatore del pool dei legali che assiste le vittime dell'amianto ed i loro familiari, per la tutela dei loro diritti. 

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Assistenza legale gratuita per le vittime

L'ONA, anche grazie all'impegno dell'Avv. Ezio Bonanni, assiste gratuitamente tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime e per la tutela dei loro diritti. 

 Consulenza gratuita ed assistenza legale vittime amianto e famigliari;

Per poter usufruire dell'assistenza legale gratuita è sufficiente rivolgersi all'ONA:

>> Sportello amianto ONA 

Ancora importazione fino al 2015

Nel 2015, l'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno reso pubbliche le importazioni dell'amianto dall'India. L'On. Luigi Di Maio, allora vice presidente della Camera dei Deputati e ora vice premier, ha presentato delle interrogazioni parlamentari, all'esito delle quali il governo ha confermato l'esattezza delle dichiarazioni dell'avv. Ezio Bonanni.