Tumore alle ovaie

Amianto: cancerogeno per le ovaie. Le ovaie sono due organi dalle dimensioni di circa 3 cm, uno a destra e uno a sinistra dell'utero, connessi dalle tube. Producono ormoni sessuali e gli ovociti per la riproduzione. Il tumore alle ovaie è causato anche dall'amianto e molto probabilmente dal talco, tanto più se contaminato con fibre di asbesto.


- Tumore alle ovaie: importante la  diagnosi precoce -


Il tumore alle ovaie colpisce in Italia circa 4.500 donne ogni anno, con indice di sopravvivenza del 45%. In caso di diagnosi precoce, l'indice di sopravvivenza sale all'85%. Negli stadi avanzati, scende al 25%. Per questo è importante la diagnosi nella fase iniziale, e quindi la sorveglianza sanitaria per le donne che hanno lavorato in esposizione ad amianto. 


- Tumore alle ovaie: i diritti delle vittime -


Lo IARC, nell'ultima sua monografia, ha riconosciuto che l'amianto è agente eziologico in grado di provocare il tumore alle ovaie. Lo stesso INAIL ha inserito il tumore alle ovaie nella lista I dell'INAIL con il fattore di rischio asbesto (malattie professionali tabellate inail - rischio amianto inail - inail e amianto). Il tumore alle ovaie, proprio perché inserito nella tabella I malattie professionali riconosciute dall'INAIL (malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità) deve essere indennizzato dall'INAIL (risarcimento danni amianto INAIL - malattia professionale INAIL indennizzo), con riconoscimento della rendita (grado di inabilità a partire dal 16%) o con l'indennizzo del danno biologico (grado invalidante dal 6% al 15%) e con il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto, ex art. comma 7, Legge 257/1992, per ottenere le maggiorazioni contributive esposizione asbesto (coefficiente 1,5), per prepensionamento e, per chi è già in pensione per malattia professionale, per rivalutare i ratei mensili.


- Tumore alle ovaie: i servizi dell’ONA -


L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) assiste gli esposti amianto per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell tumore alle ovaie e di tutte le altre malattie asbesto correlate, e per la tutela dei diritti di chi ne è rimasto vittima:


- Diagnosi -


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L’ONA ti assiste nella diagnosi del tumore alle ovaie, necessaria per avviare la procedura INAIL per l'indennizzo provare l’esposizione ad amianto per ottenere l’accredito delle maggiorazioni contributive, il prepensionamento e il risarcimento danni.

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- Assistenza medica -


Assistenza medica

Il tumore alle ovaie è riconosciuto dall’INAIL nella tabelle I delle malattie asbesto correlate. I controlli sanitari sono fondamentali per diagnosticare precocemente il tumore alle ovaie e aumentare le probabilità di guarigione

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L’Osservatorio Nazionale Amianto con all'Avv. Ezio Bonanni ti assistono per la tutela dei tuoi diritti: indennizzo INAIL, certificato di esposizione amianto, il prepensionamento e risarcimento danni a carico del datore di lavoro.



- Tutela della vittime di tumore alle ovaie -


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- Tumore alle ovaie: che cos'è? -


Le ovaie sono due piccoli organi a forma di mandorla che fanno parte dell’apparato genitale interno femminile che, oltre alla funzione riproduttiva, svolgono anche una funzione endocrina, secernendo gli estrogeni e il progesterone. 

Il tumore dell’ovaio (o carcinoma ovarico) insorge quando le cellule dell’ovaio crescono e si dividono in modo incontrollato. 

Secondo la classificazione accettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità esistono due tipi di tumori: i primitivi e i secondari (questi ultimi giungono all’ovaio dopo essere apparsi in altre parti dell’organismo).

Dal punto di vista istologico i tumori dell’ovaio si suddividono in:

  • epiteliali

I tumori epiteliali derivano da un malfunzionamento dell’epitelio mulleriano (tessuto che riveste l’ovaio) e possono presentarsi in forma benigna o maligna. Sono il 50% delle neoplasie che colpiscono l’ovaio e hanno una maggiore incidenza in donne in età compresa tra 55 e 65 anni.

  • stromali 

I tumori stromali hanno origine in un altro tessuto della struttura dell’ovaio, sono più rari (4% dei tumori maligni delle ovaie). I tumori germinali derivano dalle cellule che danno origine agli ovuli.

  • germinali.

I tumori germinali appaiono sopratutto nelle giovani donne, come per esempio il disgerminoma, che colpisce quasi esclusivamente bambine o adolescenti.


- Tumore alle ovaie: i sintomi -


I sintomi più comuni del tumore dell'ovaio che si possono manifestare nelle forme più avanzate sono: 

  • gonfiore addominale persistente oppure intermittente;
  • necessità di urinare spesso;
  • dolore addominale.

Sintomi meno comuni sono:

  • inappetenza;
  • perdite ematiche vaginali;
  • variazioni delle abitudini intestinali.

Si tratta di sintomi aspecifici e comuni che spesso hanno una diversa origine rispetto al tumore alle ovaie, però se questi sintomi non si erano mai presentati prima e compaiono costantemente (ogni giorno per più di 12-15 giorni al mese e per più due o tre mesi consecutivi), l'Osservatorio Nazionale Amianto consiglia di consultare il proprio medico di fiducia. 

In ogni caso, è opportuno che ogni donna sappia riconoscere alcuni segnali del tumore e rivolgersi al medico, anche se nello stadio iniziale il tumore alle ovaie è sintomatico.

Per questo motivo la sorveglianza sanitaria è fondamentale per la prevenzione e per la diagnosi precoce del tumore alle ovaie e, conseguentemente, per una maggiore probabilità di guarigione


- Tumore alle ovaie: la diagnosi -


La diagnosi del tumore alle ovaie si ottiene con una ecografia pelvica e con il controllo dei marcatori tumorali (CA125, CA19.9, HE4, CE15.3 e CEA), che si ottiene con un prelievo del sangue (che viene prescritto dal medico di base in caso di ecografia con risultati sospetti).

Eventualmente, se ritenuto, si può associare anche una Tac addominale ed eventualmente una Pet in modo da valutare anche le aree ad elevata attività metabolica. Il Pap test, invece, per il tumore alle ovaie non ha alcuna validità diagnostica.

È importante determinare se il tumore alle ovaie è circoscritto o se si è già diffuso nella zona pelvica e oltre. Per questo motivo spesso vengono eseguite anche  una gastroscopia e una colonscopia.


- Tumore alle ovaie: gli stadi della malattia -


Il tumore alle ovaie può essere diagnosticato in diversi stadi:

  • I (limitato alle ovaie)
  • II (su una o entrambe le ovaie ed esteso anche agli organi pelvici)
  • III (su una o entrambe le ovaie, esteso agli organi pelvici e/o con metastasi ai linfonodi della stessa zona)
  • IV (con la presenza di metastasi anche a distanza dalla zona delle ovaie, solitamente al fegato e ai polmoni)

 

Una buona o una cattiva prognosi dipendono dallo stadio del tumore al momento della diagnosi che deve essere il più tempestiva possibile, per questo motivo la sorveglianza sanitaria, tanto più se vi è stata esposizione professionale a polveri e fibre di amianto e/o a talco, al fine di aumentare le chance di sopravvivenza. 


- Tumore alle ovaie e amianto (approfondimenti) -


Il tumore alle ovaie è causato da fattori genetici, dallo stile di vita e dall'esposizione ad agenti cancerogeni, come l'amianto (asbesto) e il talco, anche se le cause che determinano la divisione e moltiplicazione incontrollata delle cellule nell’ovaio non sono ancora note con precisione. 

Lo IARC, nella sua monografia sull'amianto (asbesto), ha determinato che There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”.

Già a partire dal 1982 diversi studiosi (Wignall and Fox e Acheson et al., e poi Newhouse et al. nel 1985 e nel 2009 Reid et al.) hanno dimostrato che l'amianto (e in parte il talco) è un importante agente eziologico per l'insorgenza del tumore alle ovaie.

L'incremento di casi di tumore alle ovaie è stato riscontrato in donne indennizzate per asbestosi (Germani et al., 1999) e nel settore tessile dell’asbesto (Pira et al., 2005), nella produzione del cemento (Magnani et al., 2008), e nel settore tipografico.


- Tumore alle ovaie: amianto e settore tipografico -


Marina Musti, Tommaso Massaro, Domenica Cavone, Armando Pinca, Gabriella Martina, Maria Antonietta Grimaldi, Antonio Baldassarre, Gabriella Serio e Leonardo Resta del Dipartimento Medicina Interna e Medicina Pubblica Sezione Medicina Lavoro Ramazzini Università Bari e Dipartimento Anatomia Patologica Università Bari, hanno pubblicato uno studio avente ad oggetto ‘Esposizione ad amianto e rischio di insorgenza di mesotelioma primitivo dell’ovaio’, dal quale si evince che ‘una meta-analisi del 1999 sulla mortalità di donne impiegate in un’industria tipografica russa ha evidenziato 13 decessi per carcinoma ovarico’ e precisamente:

12 donne erano addette alla rilegatura dei testi ed esposte a talco contaminato da amianto. Un eccesso di tumori ovarici rispetto agli attesi è stato riscontrato in diversi studi condotti su soggetti occupati in fabbriche di cemento-amianto. Nel 2000 Attanoos e Gibbs analizzano 7 casi di tumore primitivo delle gonadi maschili e femminili. Quattro di questi sono tumori primitivi dell’ovaio, dei quali tre mesoteliomi. Tra questi ultimi per due pazienti è stata accertata l’esposizione ad amianto”.

Uno studio caso-controllo (Langseth 2007) condotto su lavoratrici di una industria tipografica in Norvegia ha dimostrato la presenza di fibre di amianto all’interno di frammenti di tessuto ovarico sano in due dei casi (46 donne affette da cancro ovarico) ed in nessuno dei controlli a sostegno dell’ormai condivisa opinione di diversi autori sul passaggio delle fibre attraverso le vie genitali fino all’ovaio.

Nel sito www.asbesto.com, in ordine alle macchine rotative, che si utilizzano nel settore poligrafico, evidenzia la presenza di amianto ed una alta incidenza di mesoteliomi tra i lavoratori del settore.

In ordine alle macchine rotative: “Machine Operatives - Mesothelioma Risks Machine operatives were exposed to asbestos in a variety of ways. Machine operative is a general term used for anyone who operates machinery. Asbestos, because it was commonly used as as insulator, was often found in various types of machinery, and in fact, was one of the most widely used products of the industrial age. The insulating abilities of asbestos made it the perfect material to line brakes, cables and other parts of the inner workings of machinery. …....….. Unfortunately, the clothing and gloves often caused machine operatives to be exposed to asbestos when the protective gear became worn or torn. When this occurred, microscopic asbestos fibers were released into the air, where they could be inhaled or ingested by machine operatives”.

Infatti, nelle macchine operative sono stati utilizzati comunenemente MCA (materiali contenenti amianto) che, usurandosi, liberavano continuamente fibre, e l’impiego di dispositivi di protezione individuale in MCA (guanti, grembiuli, etc.).


- Tumore alle ovaie: i fattori di rischio -


Il tumore alle ovaie è causato da fattori genetici, dallo stile di vita e dall'esposizione ad agenti cancerogeni, come l'amianto (asbesto) e il talco, anche se le cause che determinano la divisione e moltiplicazione incontrollata delle cellule nell’ovaio non sono ancora note con precisione. 

Un altro fattore di rischio è rappresentato dall’età: il picco di incidenza del tumore alle ovaie si registra tra i 50 e i 60 anni (donne in età peri o postmenopausale). Tuttavia alcuni tipi di tumore dell’ovaio possono presentarsi in donne più giovani: il 15-25 per cento dei tumori alle ovaie è causato dalla familiarità (donne con madre/sorella/figlia affetta da un tumore delle ovaie, tumore della mammella, tumore dell’utero, etc.), oltre che dalle alterazioni dei geni Brca 1 (39-46%) e Brca 2 (10-27%).

Inoltre, anche ovulazioni ripetute sono state associate a un rischio maggiore di contrarre il tumore alle ovaie, mentre la gravidanza sembra giocare un ruolo importante come fattore protettivo del tumore dell’ovaio proprio per la riduzione del numero di ovulazioni. Idem per quanto riguarda l'allattamento prolungato che, da studi effettuati, sembra incidere positivamente nel proteggere le donne dal tumore alle ovaie. 

Alcuni studi hanno mostrato un’incidenza maggiore di tumore alle ovaie in donne soggette a menarca precoce (prima mestruazione) o menopausa tardiva, oltre a una correlazione tra endometriosi e tumore alle ovaie.

Al contrario l’assunzione prolungata della pillola anticoncezionale è associata a un rischio minore di contrarre il tumore alle ovaie. 

L’obesità, il fumo, l’assenza di esercizio fisico sono ulteriori fattori che aumentano il rischio di sviluppare il tumore alle ovaie. 

In ogni caso, l'Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce l'importanza della sorveglianza sanitaria con controlli periodici.


- Tumore alle ovaie: come si cura? -


La scelta della terapia dipende dalla sede, dallo stadio del tumore, dall'età e dalle condizioni generali della paziente. Gli approcci che possono essere utilizzati sono: 

  • Chirurgia

La chirurgia è lo step centrale del trattamento del tumore alle ovaie ed è  utilizzata per formulare la diagnosi del tumore alle ovaie, per determinarne lo stadio e per rimuoverlo più radicalmente possibile. In caso di tumore alle ovaie allo stato avanzato, la chirurgia può valutarne l'estensione e può determinare la sua asportazione (chirurgia citoriduttiva). In caso di totale asportazione del tumore alle ovaie, la paziente guadagna elevate chance di sopravvivenza (fino a 40 mesi rispetto alle pazienti cui l’intervento chirurgico non ha asportato completamente il tumore alle ovaie). La chirurgia ha un ruolo fondamentale anche nei primi stadi del tumore alle ovaie poiché permette una corretta stadiazione e un adeguato trattamento post-operatorio

  • Chemioterapia

La chemioterapia di prima e seconda linea rimane, dopo la chirurgia, il trattamento cardine per il tumore alle ovaie, avvalendosi di un trattamento farmacologico standard a base di paclitaxel e carboplatino. Ad oggi, la chemioterapia costituisce la combinazione terapeutica di riferimento per il trattamento del tumore alle ovaie. 

  • Gli anticorpi monoclonali

Negli ultimi anni, spesso insieme alla chemioterapia, sono nate nuove terapie dette “a bersaglio molecolare”, ovvero terapie a base di farmaci rivolti verso un bersaglio specifico identificato come particolarmente importante nella genesi o nella progressione delle neoplasie, quindi anche del tumore alle ovaie. Nel tumore alle ovaie un bersaglio fondamentale è rappresentato dall’angiogenesi (la crescita dei vasi sanguigni creati dal tumore per attingere le sostanze nutritive e l’ossigeno necessario per crescere e diffondersi). La terapia anti-angiogenica aggredisce il tumore alle ovaie e arresta lo sviluppo dei vasi sanguigni necessari per il suo proliferare e diffondersi in altre regioni del corpo.

Il Bevacizumab (un anticorpo monoclonale che lega e blocca in modo specifico la proteina VEGF, che ha un ruolo chiave nell’angiogenesi) è stato il primo farmaco biologico approvato in Europa e il primo inibitore dell’angiogenesi per il trattamento delle donne colpite da tumore alle ovaie in stadio avanzato non pretrattate, ed è in grado di ritardare le recidive e prolungare la sopravvivenza senza progressione del tumore alle ovaie. Questo farmaco è disponibile e rimborsabile in tutta Italia. Un’altra classe di farmaci su cui si stanno svolgendo importanti studi per le pazienti affette da tumore alle ovaie con mutazione di Brca, è rappresentata dai PARP-inibitori


- Tumore alle ovaie: epidemiologia -


Come riportato nella pubblicazione "I numeri del cancro in Italia", redatto dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall'Associazione Italiana Registro Tumori (Airtum), sono registrati circa 4.900 casi ogni anno di tumore alle ovaie in Italia e sono circa 30.000 le donne attualmente in trattamento. Il cancro alle ovaie rappresenta circa il 30% dei tumori maligni dell’apparato genitale femminile ed è al 10° posto tra tutti i tumori nelle donne.

Si stima che in Italia siano almeno 40.000 le donne affette da tumore alle ovaie, che è molto  insidioso per 2 motivi: 

  • assenza di sintomi specifici
  • assenza di strumenti di prevenzione e/o test di screening precoce

Infatti, il tumore alle ovaie, nel 60% dei casi, viene diagnosticato tardivamente, quando è già in stadio avanzato e le possibilità di cura sono molto ridotte.

 

L'Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce la l'importanza della diagnosi precoce: la diagnosi precoce può migliorare le probabilità di sopravvivenza! Se il tumore alle ovaie viene diagnosticato in stadio iniziale, la possibilità di sopravvivenza a cinque anni è del 75-95 per cento,  mentre la percentuale scende al 25% nel caso di tumore alle ovaie in stadio avanzato.


- Tumore alle ovaie e talco -


Una sentenza negli Stati Uniti ha condannato una nota azienda produttrice di talco a risarcire per ben 72 milioni di dollari parenti di una donna deceduta per tumore alle ovaie per non aver adeguatamente informato i consumatori sul fatto che l'uso prolungato di prodotti per l'igiene a base di talco (in particolare se usato a livello inguinale o, come si faceva fino a qualche anno fa, per mantenere asciutti i diaframmi contraccettivi in lattice di gomma) comporterebbe un aumento del rischio di tumore alle ovaie e che il talco è "potenzialmente carcinogeno".

Dal punto di vista scientifico, nella maggior parte dei casi non si nota alcuna relazione tra uso di talco e aumento del rischio, poiché in nessuno studio è stata notata una relazione tra uso di talco a livello inguinale (o addirittura all'interno della vagina) e aumento del rischio, né è stata individuata una relazione tra durata del consumo di talco e frequenza della malattia (una relazione invece quasi sempre esistente nel caso dei carcinogeni, come per esempio l'amianto o asbesto).

Ad ogni modo, come precauzione, gli esperti consigliano di evitare l'uso del talco a livello inguinale o genitale.

Alla luce dei dati disponibili, l'International Agency for Research on Cancer (IARC), che fa capo all'Organizzazione mondiale della sanità, ha classificato il talco contaminato da asbesto come "carcinogeno per gli esseri umani", ma la causa della cancerogenicità è l'asbesto e non il talco e tale prodotto non è più in commercio da molti anni.

Sulla base della mancanza di dati provenienti da studi condotti con esseri umani e della limitata quantità di dati provenienti in studi condotti con gli animali, lo IARC considera il talco non contaminato da asbesto come "non classificabile tra i carcinogeni umani".

Sulla base della scarsa qualità di prove ottenute in studi con esseri umani che hanno collegato il cancro ovarico all'uso di talco, lo IARC considera solo l'uso del talco a livello perineale (cioè genitale o intravaginale) come "possibile carcinogeno per l'uomo" ( gruppo 2B).

Per saperne di più... 


- Tumore alle ovaie e indennizzo INAIL -


Il tumore alle ovaie è inserito nella lista I inail, quindi se ne presume l'origine professionale e di conseguenza deve essere sempre riconosciuto dall'INAIL, anche in seguito all'aggiornamento delle tabelle. 

Prestazioni INAIL per le vittime di tumore alle ovaie da amianto

  • indennizzo danno biologico: invalidità dal 6% al 15%;
  • rendita inail tumore alle ovaie: invalidità a partire dal 15%;
  • fondo vittime amianto: deve essere erogato se il grado di invalidità è quantomeno pari al 16%.

>>Per approfondimenti: Patologie asbesto correlate riconosciute nelle tabelle INAIL 


- Tumore alle ovaie e benefici amianto -


Le donne affette da tumore alle ovaie debbono ottenere dall'INAIL il certificato esposizione amianto, art. 13 comma 7 L. 257/1992., per rivalutazione posizione contributiva e quindi prepensionamento, per un periodo pari al 50% di quello che è stato riconosciuto dall'INAIL nel certificato, e nella rivalutazione della prestazione pensionistica in godimento. 

Questi tutte le donne che sono state esposte in modo intenso a polveri e fibre di amianto sono vittime del tumore alle ovaie, e quindi è necessario che questo tumore, anche se asintomatico, sia diagnosticato precocemente per permettere il prepensionamento e comunque l'accredito dei benefici amianto.

In questo modo si possono superare tutte le barriere e i paletti creati per bloccare l'accredito dei benefici amianto con l'art. 13 comma 8 Legge 257/92:

  • le maggiorazioni amianto per le vittime del tumore alle ovaie debbono essere riconosciute anche per periodi inferiori ai 10 anni;
  • per ottenere le maggiorazioni amianto, non è necessario dimostrare il superamento della soglia delle 100 ff/l;
  • le vittime di tumore alle ovaie hanno diritto ai benefici amianto anche se non hanno presentato la domanda INAIL prima del 15.06.2005;
  • la prescrizione decennale decorre dal riconoscimento INAIL di tumore alle ovaie; 
  • le donne affette da tumore alle ovaie hanno diritto ai benefici amianto con il coefficiente 1,5, valido per il prepensionamento.

>>Per approfondimenti: aumento pensioni malati amianto.


- Tumore alle ovaie e risarcimento danni -


Le donne affette da tumore alle ovaie si debbono rivolgere innanzitutto all'INAIL per ottenere il riconoscimento della rendita mensile se il grado invalidante della sua patologia è quantomeno del 16%. Nel caso di invalidità / inabilità inferiore, l'INAIL indennizza il solo danno biologico, purché il grado invalidante sia pari almeno al 6%. Negli altri casi (e cioè con un grado invalidante inferiore al 6%), l'INAIL non liquida alcuna prestazione e quindi la vittima deve ottenere l'integrale risarcimento dei danni dal datore di lavoro. 

I diritti delle donne affette da tumore alle ovaie in breve: 

  • inabilità inferiore al 6%: non è previsto l'indennizzo del danno biologico. Il datore di lavoro è obbligato a risarcire il lavoratore di tutti i danni, sofferti per via dell'esposizione professionale a polveri e fibre di amianto (Cass. sez. lav., n. 2491/2008)
  • grado invalidante dal 6% al 15%: il datore di lavoro deve risarcire sia i danni differenziali (la maggiore entità del danno biologico) sia tutti gli altri danni (morali ed esistenziali e patrimoniali);
  • grado di invalidità a partire dal 16%: l'INAIL indennizza il danno biologico e il danno patrimoniale da diminuite capacità di lavoro. Il datore di lavoro risarcisce solo i danni differenziali e complementari;

>>Per approfondimenti consulta la nostra pagina: assistenza legale


- Assistenza gratuita -


L'Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, assistono tutte le donne affette da tumore alle ovaie o che temono di aver contratto o poter contrarre il tumore alle ovaie per la tutela dei loro diritti, in relazione alla esposizione ad amianto e all'esposizione ad altri cancerogeni in grado di provocare questa neoplasia, peraltro con riconoscimento della condizione di rischio anche da parte dell'INAIL. 

L'ONA assiste anche le donne affette da altre patologie asbesto correlate, attraverso lo Sportello Nazionale Amianto:

 

>>Consulta lo Sportello Nazionale Amianto


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