Tumore alle ovaie

Che cosa è il cancro alle ovaie? Come si cura? 

Le ovaie  sono due organi di circa tre centimetri di diametro (ovaia o ovaio)) posizionati una a destra e una a sinistra dell'utero (posizione ovaie). Sono connessi all'utero attraverso le tube. Le ovaie producono ormoni sessuali femminili e ovociti (cellule riproduttive femminili) e ogni mese (nel periodo fertile della donna e quando non in stato di gravidanza) producono un ovocita che si muove verso l'utero per essere fecondato. 

Il cancro all'ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle sue cellule. La maggior parte delle volte si tratta di cellule epiteliali, ma può colpire anche le cellule germinali. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha distinto il tumore alle ovaie in primitivo (che si sviluppa nell'ovaio) e secondario (che si sviluppa in un altro punto del corpo e giunge nell'ovaio). Il tumore ovaie si distingue in: 

  • epiteliali (derivanti da un malfunzionamento dell'epitelio, il tessuto che riveste l'ovaio)
  • stromali (che originano in un altro tessuto dell'ovaio) 
  • germinali (provenienti dalle cellule che originano gli ovuli)

Il cancro ovaie può provocare metastasi a fegato, linfonodi e polmoni. 


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Diagnosi


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La diagnosi precoce del cancro ovarico è fondamentale per ottenere le migliori e più tempestive cure e terapie e, di conseguenza, avere maggiori possibilità di guarigione a migliori condizioni e con più lunghi periodi di  sopravvivenza.

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Assistenza medica


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L’ONA offre assistenza medica gratuita alle vittime di cancro alle ovaie. La diagnosi è necessaria per ottenere l'indennizzo INAIL, provare l’esposizione ad amianto e ottenere maggiorazioni contributive, e risarcimento danni.

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L'ONA, con l'ausilio dell'Avv. Ezio Bonanni, offre assistenza legale gratuita per la tutela dei diritti delle vittime di cancro alle ovaie: indennizzo INAIL, certificato di esposizione amianto, prepensionamento e risarcimento danni.

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Sintomi tumore alle ovaie

I sintomi tumore ovaie iniziali non sono evidenti (cancro ovaie sintomi / sintomi cancro alle ovaie). Nelle forme più avanzate, tumore alle ovaie sintomi o sintomi cancro ovaie sono: 

  • gonfiore addominale (persistente oppure intermittente)
  • necessità di urinare spesso
  • dolore addominale, pelvico, alla schiena o alle gambe
  • senso di pressione

  • addome gonfio o ingrossato

  • nausea

  • indigestione

  • presenza di gas intestinale

  • costipazione o diarrea

  • dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)

  • sensazione di stanchezza.

Sintomi cancro ovarico meno comuni.

Tumore ovaie sintomi meno comuni

  • inappetenza
  • perdite ematiche vaginali (ciclo mestruale abbondante, irregolare, o sanguinamento dopo la menopausa)
  • variazioni delle abitudini intestinali
  • dispnea (difficoltà a respirare)

Fattori di rischio cancro ovarico

Le cause cancro alle ovaie sono diverse: prima di tutto c'è l'esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti tossici, patogeni e cancerogeni, e poi cause genetiche o legate allo stile di vita (obesità, fumo, assenza di esercizio fisico).

Lo IARC, nell'ultima sua monografia sull'asbesto, ha riconosciuto che l'amianto è agente eziologico in grado di provocare il cancro alle ovaie “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos [...] Asbestos causes mesothelioma and cancer of the [...] ovary”.

Già a partire dal 1982 diversi studiosi (Wignall and Fox e Acheson et al., e poi Newhouse et al. nel 1985 e nel 2009 Reid et al.) hanno dimostrato che l'amianto (e in parte il talco) è un importante agente eziologico per l'insorgenza del cancro ovarico. L'incremento di casi di tumori alle ovaie è stato riscontrato in donne indennizzate per asbestosi (Germani et al., 1999) e nel settore tessile dell’asbesto (Pira et al., 2005), nella produzione del cemento (Magnani et al., 2008), e nel settore tipografico.

Le alterazioni dei geni Brca 1 e Brca 2 di origine ereditaria possono causare una predisposizione allo sviluppo del cancro ovarico 39/46% di probabilità in caso di mutazione del gene Brca 1, 10/27% nel caso di mutazione del gene Brca 2). In questo caso è fondamentale sottoporsi a sorveglianza sanitaria periodica.

Le alterazioni sistema endocrino (ovulazioni ripetute) possono portare a un maggiore rischio di contrarre il cancro alle ovaie. 

Diagnosi cancro alle ovaie

La diagnosi del cancro alle ovaie è possibile attraverso:

  • esame pelvico o visita ginecologica e palpazione dell'addome: il medico tiene in considerazione anche l'età della paziente, le dimensioni e la consistenza delle ovaie.

In età fertile l'ovaio normale è di consistenza solida e misura 3,5 cm, mentre in menopausa diminuisce a 2 cm e in menopausa tardiva meno di 2 cm. La misura dell'ovaio è quindi un primo segno di una possibile neoplasia. 

  • ecografia transaddominale o transvaginale, spesso in combinazione con dosaggio di CA 125
  • controllo dei marcatori tumorali (CA125, CA19.9, HE4, CE15.3 e CEA) attraverso un prelievo del sangue in caso di quadro ecografico sospetto
  • TC addome e risonanza magnetica. Questi esami sono effettuati per verificare la diffusione del cancro e la presenza di eventuali metastasi

È importante valutare se il cancro ovarico è circoscritto o se si è già diffuso nella zona pelvica e oltre. A tal fine vengono eseguite una gastroscopia e una colonscopia per escludere una primitività da parte dell’apparato gastrointestinale.

Il carcinoma ovarico può essere diagnosticato in diversi stadi. 

  • Stadio I: limitato alle ovaie
  • Stadio II: su una o entrambe le ovaie ed esteso anche agli organi pelvici
  • Stadio III: su una o entrambe le ovaie, esteso agli organi pelvici e/o con metastasi ai linfonodi adiacenti
  • Stadio IV: presenza di metastasi anche a distanza dalla zona delle ovaie (spesso fegato e polmoni)

Una diagnosi precoce permette cure tempestive e più efficaci e, di conseguenza, maggiori chance di guarigione e sopravvivenza carcinoma ovarico. 

In ogni caso è consigliabile una indagine di screening (cioè, in assenza di sintomi) in caso di famigliarità con il cancro alle ovaie ogni sei mesi a partire dall'età di 30-35 anni.

Cura cancro alle ovaie

Le vittime di cancro ovarico possono essere sottoposte a intervento chirurgico. L'entità dell'intervento la cui entità varia secondo lo stadio di malattia e, seppur demolitivo, non sempre dà la certezza che il tumore ovaia non si ripresenti. 

Dopo l'intervento chirurgico, per la cura cancro alle ovaie, si consiglia la  chemioterapia secondo schemi a base di paclitaxel e carboplatino con l’aggiunta di Bevacizumab e/o altri farmaci per le recidive.

La radioterapia non viene quasi mai impiegata nella terapia del carcinoma ovarico se non a scopo palliativo per alcune sedi metastatiche.

Sono in corsi studi su altri farmaci biologici per la terapia  cancro ovaio  in fase avanzata: tra queste gli inibitori di PARP che agiscono sui sistemi di riparazione del DNA e gli immunoterapici.

La gravidanza sembra invece essere un fattore protettivo del cancro delle ovaie proprio per la riduzione del numero di ovulazioni. È stato dimostrato che anche l'allattamento prolungato ha un effetto protettivo dal tumore alle ovaie. 

Alcuni studi hanno mostrato una maggiore incidenza di cancro all'ovaio nelle donne soggette a menarca precoce o menopausa tardiva e una correlazione tra endometriosi e tumore all’ovaio.

L’assunzione prolungata della pillola anticoncezionale è stata associata a un minore rischio minore di contrarre cancro alle ovaie. 

In caso di diagnosi precoce, l'indice di sopravvivenza sale all'85%. Negli stadi avanzati, scende al 25%. (carcinoma ovarico sopravvivenza). Per questo è importante la diagnosi nella fase iniziale, e quindi la sorveglianza sanitaria per le donne che hanno lavorato in esposizione ad amianto

Epidemiologia e diffusione

Come riportato nella pubblicazione "I numeri del cancro in Italia", redatto dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall'Associazione Italiana Registro Tumori (Airtum), sono registrati circa 4.900 casi ogni anno di tumore alle ovaie in Italia e sono circa 30.000 le donne attualmente in trattamento. Il cancro ovaie rappresenta circa il 30% dei tumori maligni dell’apparato genitale femminile ed è al 10° posto tra tutti i tumori nelle donne.

 

Si stima che in Italia siano almeno 40.000 le donne affette da tumore alle ovaie, con un indice di sopravvivenza del 45% (tumore alle ovaie sopravvivenza - carcinoma ovarico sopravvivenza). Il picco di incidenza del cancro alle ovaie si ha tra i 50 e i 60 anni, dunque in donne in età peri o postmenopausale. Tuttavia alcuni tipi di cancro ovaio si manifestano in donne più giovani, spesso nei casi di familiarità con il cancro ovaie (donne con madre, sorella o figlia affette da un tumore dell'ovaio, della mammella o dell’utero).

Il tipo di tumore ovaio più diffuso è quello epiteliale. Può presentarsi in forma benigna o maligna e rappresenta il 50% delle neoplasie che colpiscono l’ovaio, con maggiore incidenza in donne tra i 55 e i 65 anni.

I tumori stromali sono più rari (4% dei tumori maligni), così come i tumori germinali (5%). I tumori germinali si manifestano soprattutto in giovane età (il disgerminoma ovarico colpisce quasi sempre bambine o adolescenti). 


Tumore alle ovaie: i diritti delle vittime

Le polveri e fibre di amianto (significato asbesto) sono altamente cancerogene per l'essere umano, come già ribadito e unanimemente condiviso dal mondo medico e scientifico. Le malattie e i tumori amianto possono colpire diversi organi del corpo umano e provocare anche complicazioni cardiache, patologie cardiocircolatorie e malattie cardiovascolari.

L'INAIL ha ricompreso alcune malattie da amianto di origine professionale in 3 Liste (lista malattia professionale INAIL). 

Il cancro alle ovaie è ricompreso nella Lista I (malattie asbesto la cui origine lavorativa è di "elevata probabilità"). Per questo motivo, se ne presume l'origine professionale e quindi l’INAIL deve fornire l’indennizzo danno biologico ed erogare la rendita in quanto è sufficiente la prova della presenza dell’asbesto nell’ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite o alcuna soglia. 

Risarcimento danni per cancro ovarico

Le vittime di cancro alle ovaie possono iniziare la procedura per ottenere l'indennizzo INAIL, che consiste in una rendita mensile se il grado invalidante è quantomeno del 16%. In caso di grado di invalidità per tumore tra il 6% e il inferiore al 15%, l'INAIL indennizza solo il danno biologico. In caso di grado di invalidità per tumore inferiore al 6%, l'INAIL non liquida alcuna prestazione. La vittima può ottenere il risarcimento danni solo dal datore di lavoro. Riassumendo: 

  • inferiore al 6%: l'INAIL non indennizza il danno biologico, il datore di lavoro è obbligato al risarcimento danni causati dall'esposizione professionale ad amianto (Cass. sez. lav., n. 2491/2008)
  • dal 6% al 15%: il datore di lavoro risarcisce i danni differenziali e morali (esistenziali e patrimoniali)
  • a partire dal 16%: l'INAIL indennizza il danno biologico e il danno patrimoniale da diminuite capacità di lavoro, il datore di lavoro risarcisce solo i danni differenziali e complementari

Tumore alle ovaie: amianto e settore tipografico

Uno studio del Dipartimento Medicina Interna e Medicina Pubblica Sezione Medicina Lavoro Ramazzini Università Bari e Dipartimento Anatomia Patologica Università di Bari (a cura di Marina Musti, Tommaso Massaro, Domenica Cavone, Armando Pinca, Gabriella Martina, Maria Antonietta Grimaldi, Antonio Baldassarre, Gabriella Serio e Leonardo Resta) dal titolo Esposizione ad amianto e rischio di insorgenza di mesotelioma primitivo dell’ovaio ha evidenziato, sulla base di una una meta-analisi del 1999 sulla mortalità di donne impiegate in un’industria tipografica russa, 13 decessi per carcinoma ovarico. Testualmente: 12 donne erano addette alla rilegatura dei testi ed esposte a talco contaminato da amianto. Un eccesso di tumori ovarici rispetto agli attesi è stato riscontrato in diversi studi condotti su soggetti occupati in fabbriche di cemento-amianto. Nel 2000 Attanoos e Gibbs analizzano 7 casi di tumore primitivo delle gonadi maschili e femminili. Quattro di questi sono tumori primitivi dell’ovaio, dei quali tre mesoteliomi. Tra questi ultimi per due pazienti è stata accertata l’esposizione ad amianto”.

Uno studio caso-controllo (Langseth 2007) condotto su lavoratrici di una industria tipografica in Norvegia ha dimostrato la presenza di fibre di amianto all’interno di frammenti di tessuto ovarico sano in due dei casi (46 donne affette da cancro ovaie) ed in nessuno dei controlli a sostegno dell’ormai condivisa opinione di diversi autori sul passaggio delle fibre attraverso le vie genitali fino all’ovaio.

Nel sito www.asbesto.com, in ordine alle macchine rotative utilizzate nel settore poligrafico, è stato evidenziata la presenza di amianto e un'alta incidenza di mesoteliomi tra i lavoratori del settore. In ordine alle macchine rotative: “Machine Operatives - Mesothelioma Risks Machine operatives were exposed to asbestos in a variety of ways. Machine operative is a general term used for anyone who operates machinery. Asbestos, because it was commonly used as as insulator, was often found in various types of machinery, and in fact, was one of the most widely used products of the industrial age. The insulating abilities of asbestos made it the perfect material to line brakes, cables and other parts of the inner workings of machinery [...] Unfortunately, the clothing and gloves often caused machine operatives to be exposed to asbestos when the protective gear became worn or torn. When this occurred, microscopic asbestos fibers were released into the air, where they could be inhaled or ingested by machine operatives”. Infatti, nelle macchine operative sono stati utilizzati comunenemente MCA (materiali contenenti amianto) che, usurandosi, liberavano continuamente fibre, e l’impiego di dispositivi di protezione individuale in MCA (guanti, grembiuli, etc.).


Tumore alle ovaie e talco

Una sentenza negli Stati Uniti ha condannato una nota azienda produttrice di talco a risarcire per ben 72 milioni di dollari parenti di una donna deceduta per cancro ovaia per non aver adeguatamente informato i consumatori sul fatto che l'uso prolungato di prodotti per l'igiene a base di talco (in particolare se usato a livello inguinale o, come si faceva fino a qualche anno fa, per mantenere asciutti i diaframmi contraccettivi in lattice di gomma) comporterebbe un aumento del rischio di tumore alle ovaie e che il talco è "potenzialmente carcinogeno".

Dal punto di vista scientifico, nella maggior parte dei casi non si nota alcuna relazione tra uso di talco e aumento del rischio: in nessuno studio è stata notata una relazione tra uso di talco a livello inguinale (o addirittura all'interno della vagina) e aumento del rischio, né è stata individuata una relazione tra durata del consumo di talco e frequenza della malattia (relazione invece quasi sempre esistente nel caso dei carcinogeni, come per esempio l'amianto o asbesto).

Ad ogni modo, come precauzione, gli esperti consigliano di evitare l'uso del talco a livello inguinale o genitale.

Alla luce dei dati disponibili, lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato il talco contaminato da asbesto come carcinogeno per gli esseri umani. La causa della cancerogenicità, però, consiste nel'asbesto e non nel talco, e comunque tale prodotto non è più in commercio da anni.

Sulla base della mancanza di dati provenienti da studi condotti con esseri umani e della limitata quantità di dati provenienti in studi condotti con gli animali, lo IARC considera il talco non contaminato da asbesto come "non classificabile tra i carcinogeni umani". Sulla base della scarsa qualità di prove ottenute in studi con esseri umani che hanno collegato il cancro ovarico all'uso di talco, lo IARC considera solo l'uso del talco a livello perineale (cioè genitale o intravaginale) come "possibile carcinogeno per l'uomo" ( gruppo 2B).


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