Amianto e geotermia

Che cos'è la geotermia

L'energia geotermica è l'energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia alternativa e rinnovabile. Si basa sui principi dello sfruttamento del calore naturale della Terra dovuto all'energia termica rilasciata dai processi di decadimento nucleare naturale degli elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della Terra (nucleo, mantello e crosta terrestre).

L'energia geotermica fu utilizzata per la prima volta per la produzione di elettricità il 4 luglio 1904. Accadde in Italia, ad opera del principe Piero Ginori Conti, il quale sperimentò il primo generatore geotermico a Larderello, in Toscana, in seguito furono create delle vere e proprie centrali geotermiche.

Le sorgenti geotermiche si possono dividere in tre tipi:

sorgenti idrotermiche: la sorgente si trova a profondità non eccessive (1000–2000 m) e a seconda della pressione può essere classificata come sorgente geotermica a vapore o ad acqua dominante;

sorgenti geopressurizzate: la sorgente si trova a profondità maggiori (3000–10000 m) e l'acqua ivi contenuta è a pressioni elevate (1000 atm) e ad una temperatura di 160 °C;

sorgenti petrotermiche: la sorgente si trova a profondità maggiori rispetto alle precedenti ed è composta da rocce calde (senza acqua). Circa l'85% delle risorse geotermiche sono di questo tipo ma sono anche di difficile sfruttamento proprio per l'assenza dell'acqua.


Geotermia d'impatto

L’energia prodotta da fonte geotermica, come quella prodotta dalle altre fonti energetiche, ha un impatto non trascurabile sull’ambiente. L’unica energia pulita è quella che non si usa, cioè quella risparmiata. In particolare, per le emissioni in atmosfera, la geotermia è caratterizzata da significative emissioni in aria di: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), idrogeno solforato (H2S), ammoniaca(NH3), radon (Rn) e altri, metalli come mercurio (Hg), boro (B), arsenico (As) e antimonio (Sb).

È vista da molti come fonte rinnovabile, ma sfruttare l'energia del sottosuolo può comportare molti problemi: dall'inquinamento dell'aria alla diminuzione delle risorse idriche, dai danni alla vegetazione a fenomeni di microsismicità. Esiste di fatto una geotermia inquinante, a cause delle emissioni di CO2.

Negli anni ‘60, quando l’ambiente in cui vivevamo era in condizioni migliori di quelle attuali e si poneva minore attenzione alla salute della Terra, l’energia geotermica era ancora considerata un’energia ‘pulita’. In realtà, non v’è modo di produrre o trasformare energia in una forma utilizzabile dall’uomo senza causare un impatto, diretto od indiretto, sull’ambiente. Anche la forma più semplice ed antica di produrre energia termica, bruciare il legname, ha effetti dannosi, e la deforestazione, uno dei maggiori problemi degli anni recenti, è iniziata quando i nostri antenati hanno cominciato a tagliare gli alberi per cuocere i loro cibi e riscaldare le loro abitazioni. A sua volta, lo sfruttamento dell’energia geotermica produce un impatto sull’ambiente. Il primo effetto avvertibile sull’ambiente è quello prodotto dalla perforazione, sia dei pozzi poco profondi eseguiti per misure di gradiente geotermico, sia dei pozzi d’esplorazione o di produzione. L’installazione di un impianto di perforazione e degli equipaggiamenti accessori comporta la costruzione di strade d’accesso e di una piazzola di perforazione. Quest’ultima copre una superficie che va da 200-500 m2 per un piccolo impianto automontato, in grado di raggiungere una profondità di 300-700 m, a 1200-1500 m2 per un impianto medio-piccolo, in grado di raggiungere i 2000 m. Queste operazioni modificano la morfologia dell’area e possono danneggiare l’ecosistema. Improvvise eruzioni del pozzo possono inquinare le acque superficiali.

L'estrazione di grandi quantità di fluido dai serbatoi geotermici può causare fenomeni di subsidenza, vale a dire il graduale abbassamento della superficie del suolo. Questo è un fenomeno irreversibile, ma non catastrofico, perché è un processo lento e distribuito su aree vaste. Su lunghi periodi, tuttavia, l’abbassamento della superficie può essere sensibile, dell’ordine di alcune diecine di centimetri ed anche di metri, e deve essere monitorato sistematicamente per evitare danni alle strutture geotermiche ed agli edifici civili circostanti. In molti casi la subsidenza può essere prevenuta o ridotta reiniettando nel serbatoio i fluidi scaricati dagli impianti geotermici.

L’estrazione e/o la reiniezione dei fluidi geotermici può stimolare o aumentare, in aree particolari, la frequenza di eventi sismici. 

Il rumore può essere un problema negli impianti geotermici per generazione di elettricità. Nelle centrali elettriche le maggiori sorgenti di inquinamento acustico sono le torri di raffreddamento, gli eiettori del vapore e le turbine (Brown, 1995).

Conclusioni

In Toscana, patria della geotermia nazionale, la Giunta Regionale (Deliberazione del 4.11.2013 n. 904; DGR344/2010) riconosce ed è consapevole del fatto che le centrali geotermoelettriche nell’amiatino «rilasciano in atmosfera i gas incondensabili associati al vapore geotermico che le alimenta». In più, l’allegato a questa deliberazione mette in evidenza che «dal punto di vista ambientale i componenti di maggior rilievo contenuti nei gas incondensabili sono l’idrogeno solforato ed il mercurio: il primo per l’elevata sensibilità olfattiva che l’uomo manifesta nei suoi confronti; il secondo, per la sua elevata mobilità ambientale e la possibilità di accumulo in specifici comparti ambientali». Uno studio scientifico di Bravi & Basosi (2014) ha ormai evidenziato, per i quattro impianti geotermici posti sul Monte Amiata, che «i principali contributi all’impatto sono associati con l’alto contenuto di ammoniaca, idrogeno solforato, metano ed anidride carbonica» e che «in alcuni casi l’impatto è più alto di quello riscontrato per la produzione di elettricità da combustibili fossili».

Le criticità presenti «sono sostanzialmente cinque»: «grave situazione sanitaria, nei comuni geotermici della Toscana meridionale, emersa dalla ricerca epidemiologica condotta dalla Fondazione Monasterio per conto dell’Agenzia Regionale di Sanità (+13% di mortalità maschile rispetto ai comuni vicini)»;  «interferenza tra acquifero superficiale idropotabile e acquifero geotermico profondo, con conseguente abbassamento della superficie della falda superficiale e consumo di acqua potabile a fini industriali»; «inquinamento dell’aria e del suolo»; «inquinamento delle acque causato dalla risalita di gas, in particolare l’arsenico»; «sismicità indotta e subsidenza», come nel «sisma del 1 aprile 2000».

Quadro normativo: in Parlamento europeo, con gli emendamenti di Tamburrano, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente.


Firenze, 19.09.2015, ore 15:30 presso l’Auditorium della Regione Toscana

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto ha presentato in questo convegno gli ultimi dati epidemiologici sull'impatto dell’amianto e degli altri agenti cancerogeni tra cittadini e lavoratori, con particolare specificità relativa alla Regione Toscana e ciò al fine di permettere l’elaborazione di proposte e la predisposizione di strumenti idonei alla prevenzione primaria e alla tutela giuridico-risarcitoria delle vittime e dei loro famigliari.

Relatori

Alla conferenza sono intervenuti, tra gli altri:

  • l'On. Alberto Zolezzi (Commissione ambiente - Camera dei Deputati);
  • la Sen. Sara Paglini (Commissione Lavoro del Senato);
  • il Dott. Maurizio Ascione (sostituto Procuratore della Repubblica di Milano);
  • il Prof. Andrea Borgia;
  • la Prof.ssa Antonietta Gatti;
  • il Dott. Fabio Landi del Comitato SOS Geotermia, ed altri relatori;
  • l’Avv. Ezio Bonanni, che ha tenuto una relazione avente ad oggetto la tutela interdittiva delle condotte dannose e pericolose e risarcitoria dei pregiudizi, e di tutela previdenziale ed assistenziale.