Patologie Ambientali

Patologie ambientali. Il progresso scientifico, ha indubbiamente migliorato la qualità di vita dell'uomo. Tuttavia, occorre tener conto del rovescio della medaglia, e del fatto, cioè, che nuove molecole chimiche e nuovi processi di lavorazione possono essere molto dannosi.

Infatti, i pericoli sono, spesso, molto insidiosi. Siamo circondati da una miriade di sostanze nocive, che giorno dopo giorno vengono assimilate dal nostro organismo. Il rischio cancerogeno è quello più incipiente.

Ecco perché è importante la prevenzione primaria, unitamente a quella secondaria terziaria. Nel caso di esposizione, è necessaria l'assistenza sanitaria, ma anche la tutela legale.

 

Assistenza gratuita vittime di patologie ambientali

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Le patologie ambientali e la divulgazione dell'ONA

Talvolta questi agenti patogeni sono immessi sul territorio dall'azione irresponsabile dell'uomo, pensiamo all'uranio impoverito, l'uso di proiettili potenziati con questa sostanza radioattiva non colpisce solo gli "addetti ai lavori" ma inquina il territorio colpendo di conseguenza tutti gli esseri viventi che risiedono nell'area inquinata. 

Altri agenti sono entrati nella nostra quotidianità e ne facciamo largo uso sia in ufficio che tra le mura domestiche, e stiamo parlando dei toner utilizzati per le stampanti e fax.

 

Non dimentichiamo quelle sostanze inquinanti che essendo disperse nell'ambiente, prima o poi finiscono sulle nostre tavole.

Il significato dei limiti di legge dei veleni ambientali

Il Prof. Giancarlo Ugazio (Coordinatore Scientifico Nazionale - email: ugazio.giancarlo@libero.it,) scienziato non in vendita e medico non pentito, è uno dei pilastri dell'ONA. Infatti, l'associazione ha ritenuto di conferire al Prof. Giancarlo Ugazio il ruolo di socio onorario. 

Per decenni, infatti, il Prof. Giancarlo Ugazio è stato professore di Patologie Generali presso l'Università di Torino, ed ha dimostrato che il limite di soglia non ha carattere scientifico.

Infatti, è solo un compromesso. Ma queste tesi compromissorie, non tengono conto del sinergismo e del potenziamento. Tant'è vero che il Prof. Giancarlo Ugazio ha affermato che il sinergismo tossicologico annulla il significato dei “limiti di legge” dei veleni ambientali”. In questo modo, sono state sostenute le tesi dell'Avv. Ezio Bonanni e dell'ONA.

 

Patologia ambientale: passato, presente e futuro

Il Prof. Giancarlo Ugazio ha sintetizzato le centinaia di sue pubblicazioni e più di 40 anni di insegnamento universitario nella pubblicazione ONA “Patologia ambientale: passato, presente e futuro”.

 

Modulistica vittime amianto

Amianto: contestazione del limite di soglia

Il problema del limite di soglia è stato posto, in modo particolare, per i minerali di amianto che sono cancerogeni. Infatti, si è sostenuto che, in alcuni contesti, per soglie poco elevate, non ci sarebbe il rischio amianto. 

Queste tesi sono state contestate dall'Avv. Ezio Bonanni proprio sulla base delle tesi del Prof. Giancarlo Ugazio ed anche per le risultanze delle monografie IARC, tra cui anche l'ultima.

Quindi, se si tiene conto che, nella revisione del Consensus Report di Helsinki, si afferma che le malattie asbesto correlate possono essere sconfitte, proprio evitando l'esposizione ad amianto. Quindi, è evidente che le soglie non possono essere un criterio da seguire.

Esponenziale aumento dei casi di cancro

L'OMS ha, finalmente, ammesso che la maggior parte delle neoplasie hanno origine da esposizioni ambientali.

L'esposizione a fattori ambientali provoca circa il 24% delle malattie. Nel suo ultimo rapporto, l'OMS dimostra come gran parte dei rischi, potrebbe essere evitata attraverso l'apporto di interventi mirati.

Secondo le statistiche, la maggior parte delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni, è causato da fattori ambientali

La prevenzione ai fattori di rischio salverebbe moltissime vite, specialmente per quanto riguarda i Paesi c.d. emergenti, presso i quali, in molte occasioni, vengono utilizzati vecchi macchinari. Nonché tecniche produttive spesso antiquate e, perciò, rischiose.

L'OMS nel suo rapporto, ha riportato quanto la prevenzione ai fattori di rischio possa contribuire a numerose malattie ed incidenti. Questi dati, sono stati ricavati dalle cause ambientali delle patologie e su quanto siano queste ultime influenzate dall'ambiente. L'Organizzazione sottolinea che, con una politica ambientale adeguata, i decessi, le malattie, le disabilità, potrebbero essere concretamente ridotte.

Dai dati è possibile risalire ad un numero maggiore di 13mln di decessi, inoltre, nei paesi emergenti, circa una morte su tre è dovuta proprio ad esposizione a fattori ambientali. In questi ultimi, il 40% dei decessi è dovuto a malaria e il 94, per malattie diarroiche.

Le malattie da scarse condizioni ambientali più frequenti sono la diarrea, le infezioni del tratto respiratorio inferiore, varie forme di incidenti e, come detto, la malaria.

 

OMS: le misure di prevenzione

Le misure di prevenzione che predilige l'OMS per la riduzione dei rischi ambientali sono:

  • Migliore gestione delle risorse idriche;
  • Cautela nell'utilizzo di materiali tossici a casa e durante l'attività lavorativa;  
  • Adeguate misure igieniche e metodi sicuri di conservazione dell'acqua nelle abitazioni;
  • Utilizzo di carburanti più sicuri e puliti;
  • Aumento della sicurezza nella costruzione degli edifici;

Per consultare l'ultimo rapporto dell'OMS:

L'ONA è concorde nel concludere che 8mln di morti possono essere evitati con una politica che eviti l'uso dei cancerogeni. Così, nei trasporti, nell'energia, nell'agricoltura e, ancora, nell'industria.

È necessaria una collaborazione di tutti per abbattere, il più possibile, i livelli di esposizione ai cancerogeni, secondo il principio che l'ambiente pulito è salute. Mentre, l'ambiente contaminato è malattia.

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