Bonifica e Decontaminazione dell'amianto


Con la bonifica e la decontaminazione degli ambienti di vita e di lavoro dalla presenza di amianto e altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi si tutelano l'ambiente e la salute.

Infatti, sono proprio le esposizioni, sia lavorative che ambientali, ad agenti cancerogeni e tossico-nocivi e provocare neoplasie e altre patologie invalidanti e, in molti casi, purtroppo, mortali. 

La bonifica e la decontaminazione dei luoghi di lavoro (siti industriali, navi della Marina Militare, mezzi aerei civili e militari, etc., comprese le scuole) realizza dunque la piena tutela del bene salute e, al tempo stesso, è coerente con i valori etico-morali della nostra Costituzione e della nostra società e persegue anche al finalità di equilibrio del bilancio, in quanto l'aumento di malattie per via dell'inquinamento determina un aumento delle spese mediche e sanitarie e per assistenza sociale e previdenziale.

Solo con la bonifica e la decontaminazione è possibile applicare il precetto di tutela della salute (art. 32 della Costituzione) e quindi realizzare la c.d. prevenzione primaria, che si fonda sull'equivalenza ambiente pulito=salute e ambiente contaminato=malattia.

Le patologie asbesto correlate (e in particolare il mesotelioma) possono essere sconfitte solo con la bonifica e la decontaminazione dell'amianto presente nei luoghi di vita e di lavoro.


“Dipartimento

L'Osservatorio Nazionale Amianto, per poter agevolare le bonifiche, ha elaborato una serie di iniziative: 

  • la mappatura con la collaborazione dei cittadini, con la Guardia Nazionale Amianto in modo che siano segnalati i siti contaminati; 
  • Bonus fiscali alle imprese e alle famiglie, senza limiti e con detrazione fiscale completa delle somme spese per la bonifica e decontaminazione dei luoghi di lavoro (per le imprese) e delle abitazioni (per i privati cittadini), come verrà illustrato nel proseguo;

L'Osservatorio Nazionale Amianto ha altresì stipulato convenzioni per ridurre le spese di bonifica e decontaminazione. 

Rivolgiti all'Osservatorio Nazionale Amianto all'indirizzo

osservatorioamianto@gmail.com

e avrei assistenza gratuita per la bonifica e decontaminazione e per un parere legale che verrà fornito dal pool di avvocati che collaborano con il Dipartimento Bonifica e Decontaminazione dell'amianto.

 


Affronta e risolvi con noi il problema amianto!


Già nella primavera del 2014, l'Osservatorio Nazionale Amianto ha presentato il piano nazionale amianto, alternativo a quello del Governo Monti.

Nel corso della seconda conferenza internazionale sull'amianto organizzata dall'Associazione, presso la Camera dei Deputati, abbiamo tracciato le linee di intervento attraverso le quali poter affrontare e risolvere il problema amianto.


L’Osservatorio Nazionale Amianto Ona Onlus e il suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, hanno chiarito che il problema amianto può essere affrontato e risolto attraverso: 

  • la prevenzione primaria (totale bonifica e decontaminazione dell'amianto)
  • la prevenzione secondaria (diagnosi precoce e cura tempestiva delle patologie asbesto correlate, in uno con la ricerca scientifica)
  • la prevenzione terziaria  (prestazioni previdenziali ed assistenziali e risarcimento danni; punizione dei colpevoli di crimini ambientali, anche quale elemento di dissuasione e rilevazioni epidemiologiche, in grado di fare emergere le concrete condizioni di rischio).

Bonifica e  decontaminazione!


Abbiamo creato la piattaforma web (ONA GUARDIA NAZIONALE AMIANTO), attraverso la quale è possibile:

  • collaborare con l'associazione
  • segnalare i siti con sospetta presenza di amianto
  • contribuire a risolvere il problema  amianto attraverso le bonifiche e la decontaminazione

Il portale Guardia Nazionale Amianto è stato presentato nel corso della conferenza stampa alla Camera dei Deputati del 24.04.2014

Link consultabili:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-85eeea79-afb7-4fb0-8048-643181396c35.html

https://www.youtube.com/watch?v=YeB28bCYOfg


La presenza di amianto in Italia

Con la mappatura completa dei siti con presenza di amianto si avrà la reale fotografia del problema che potrà essere finalmente affrontato e risolto anche con i progetti innovativi e complessi che saranno elaborati dal Dipartimento Pianificazione e Sviluppo del Territorio.

Il fatto stesso che in Italia ci siano ancora 32milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, cui si aggiungono altri 8milioni di tonnellate di amianto friabile (con un totale di 40 milioni di tonnellate di materiale con amianto) determina nuove esposizioni, e purtroppo, nel futuro, il perdurare della epidemia di patologie asbesto correlate.


I numeri dell'epidemia di malattie asbesto correlate: necessaria la bonifica.

Purtroppo, abbiamo dovuto registrare l'aumento di incidenza di casi di patologie asbesto correlate, con tragiche conseguenze per la salute umana.

Nel 2016, il solo mesotelioma ha provocato circa 1800 decessi (a fronte di 1900 nuovi casi: stime in linea con quella della AIOM/AIRTUM: è la punta dell'iceberg, perché l'amianto provoca tutta una serie di altre patologie, prima di tutto quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici) e cancerogene (oltre al mesotelioma, anche il cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, al colon e alle ovaie, ed altre neoplasie), per un totale di 6000 decessi.

Si stima che il picco di patologie asbesto correlate si registrerà nei prossimi anni, e comincerà a decrescere solo dal 2025/2030.


Amianto: Rischio Zero. Necessaria la bonifica.


Solo evitando tutte le future esposizioni, e sottoponendo a sorveglianza sanitaria tutti coloro che sono stati esposti alle fibre di amianto, in modo da ottenere la diagnosi precoce, e con essa le cure più tempestive, e con il loro prepensionamento (che evita future esposizioni ed ulteriori condizioni di rischio) si può pensare di poter arrestare l'epidemia di patologia asbesto correlate che continua a seminare di lutti e tragedie.


Segnala i siti con Amianto: chiederemo la bonifica!


Nel caso in cui si abbia il sospetto di presenza di materiali di amianto in edifici pubblici, industrie, e siti dismessi, è sufficiente che sia segnalato, anche in forma anonima, all'Osservatorio Nazionale Amianto che si occuperà delle necessarie verifiche, per la messa in sicurezza e la totale bonifica, e della assistenza legale, anche in sede giudiziaria, per ottenere il risarcimento dei danni e il prepensionamento di tutti i lavoratori esposti a polveri e fibre di amianto, anche per coloro che non si sono ancora ammalati. 


Assistenza tecnica e legale gratuita

L'Associazione assiste tutti coloro che ne fanno richiesta, attraverso i seguenti servizi:

  • L'informazione attraverso il Giornale dell'Amianto, con la testata  ONA NOTIZIARIO ;
  • La possibilità di registrare il sito contaminato nella piattaforma web  Guardia Nazionale Amianto;
  • La segnalazione ad ONA del sito contaminato cui fa seguito l'inoltro di atti ufficiali agli enti competenti (Azienda USL, Sindaco del territorio, e altre autorità, perché affrontino e risolvano la condizione di rischio, ed eventualmente avviino le iniziative, anche in sede giudiziaria, per la prevenzione e repressione del crimine ambientale);
  • Assistenza legale, per il risarcimento dei danni, anche morali, conseguenti all'esposizione all'amianto, provocata dalla contaminazione di edifici pubblici (ospedali, scuole, etc), infrastrutture (stazioni ferroviarie, della metropolitana, aeromobili, navi etc), di siti industriali (petrolchimici, raffinerie, fabbriche, etc); 
  • Assistenza per il personale civile e militare delle forze armate, e del comparto sicurezza che è stato, oppure è  esposto, ad amianto, per motivi di servizio, ovvero in missioni in Italia e all'estero

Come usufruire dei nostri servizi di assistenza

Tutti i cittadini possono avvalersi della consulenza e dell’assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

Per segnalare la presenza di amianto utilizza l’applicativo internet, consulta la mappa interattiva e scrivi all'Osservatorio Nazionale Amianto Guardia Nazionale Amianto cliccando qui oppure telefona al numero 0773.663593.


Per poter formulare alle competenti autorità l’accesso agli atti in ordine alla specificità dei siti costituiti dai plessi scolastici consulta i moduli che troverai di seguito

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Accesso agli atti per la presenza dell'amianto nelle scuole
Modello per poter accedere agli atti (legge 241/1990)
Accesso atti per scuole amianto MODELLO
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Download
Accesso agli atti per chiedere la bonifica dell'amianto
Modello per poter accedere agli atti (legge 241/1990)
Modulo segnalazione Asl.pdf
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Bonus per la bonifica dell'amianto per le imprese


Scopri come accedere alle detrazioni fiscali per rimuovere l'amianto.


l Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque, con il Decreto n. 389 del 06/09/2017, ha approvato l'elenco delle domande presentate nel periodo dal 16 novembre 2016 al 31 marzo 2017 per ottenere il credito d'imposta per interventi di bonifica dall'amianto nel corso del 2016 (Decreto del 15 giugno 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 243 del 17 ottobre 2016).

Consulta l'elenco integrale delle imprese ammesse o escluse dal beneficio cliccando qui

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le imprese escluse dal bonus. 

L'Osservatorio Nazionale Amianto presenterà una proposta di legge ed iniziativa popolare affinché ci siano fondi adeguati e senza limiti di spesa per poter bonificare l'amianto e quindi evitare ogni forma di esposizione futura alle fibre killer che provocano mesotelioma e altre gravi patologie asbesto correlate.


Bonus per la bonifica dell'amianto per le famiglie


Scopri come accedere alle detrazioni fiscale per rimuovere l'amianto per le famiglie


L'Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida alle detrazioni fiscali sugli interventi di riqualificazione edilizia.

Si potrà beneficiare della detrazione Irpef del 50% fino al 31 dicembre 2017, salvo ulteriore proroga nella Legge di Bilancio 2018. Per il momento, Ecobonus e bonus ristrutturazioni potranno essere portate in detrazione fiscale per il 36% della spesa ed entro il limite di 48.000 euro di spesa a partire dal 1° gennaio 2018.

Tra le agevolazioni edilizie inserite in Legge di Bilancio 2017 il Bonus ristrutturazioni 2017 è stata sicuramente una delle più richieste dai contribuenti, fruibile per gli interventi effettuati fino al 31 dicembre 2017

Prima che fosse ufficiale la conferma del Bonus anche per il 2017 la detrazione possibile sarebbe dovuta scendere al 38% e per un importo massimo di spesa detraibile di 48.000 euro. Invece, fino al 31 dicembre 2017 sarà ancora possibile detrarre il 50% dell’imposta dalla spesa sostenuta per ristrutturare la propria abitazione. Il Bonus ristrutturazioni 2017 viene concesso per un massimo di spesa di 96.000 euro ad unità immobiliare e il rimborso della spesa sostenuta avverrà a rate e per 10 anni.

Il Bonus ristrutturazioni è stato confermato fino al 31 dicembre 2017: i contribuenti potranno usufruire dello sconto Irpef del 50% sulla spesa sostenuta per interventi di ristrutturazione del proprio immobile. A partire dal 1° gennaio 2018 la detrazione sarà pari al 38% della spesa sostenuta e nel limite massimo di 48.000 euro.

In linea di principio l’agevolazione fiscale riguarda gli interventi per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato e per quantificare la spesa sostenuta faranno fede i bonifici effettuati dal richiedente agevolazione per ogni unità immobiliare.

La detrazione del 50% sull’Irpef può essere richiesta non solo dal proprietario dell’immobile ma anche al titolare dei diritti di godimento e da coloro che ne sosterranno le spese.

I beneficiari del Bonus ristrutturazioni 2017 sono:

-  proprietari o nudi proprietari;

-  titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

-  locatari o comodatari;

-  soci di cooperative divise e indivise;

-  imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;

-  soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita - compromesso - chi ha comprato l’immobile può usufruire del Bonus ristrutturazioni 2017 se:

-  è stato immesso nel possesso dell’immobile;

-  esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;

-  è stato regolarmente registrato il compromesso.

Il Bonus può essere richiesto anche a chi esegue in proprio i lavori sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale.

 

Ecco l’elenco delle spese ammesse al Bonus ristrutturazioni:

- interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze; 

- interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi; interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto; 

- lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);

interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, ecc..);

- interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;

- interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;

- interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;

- interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;

- riparazione di impianti per la sicurezza domestica (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);

installazione di apparecchi di rilevazione di gas;

- monitoraggio di vetri anti-infortunio;

- installazione corrimano.

 

Per poter usufruire dello sconto Irpef al 50% della spesa sostenuta bisogna prestare attenzione ad alcune indicazioni e ai documenti che bisogna conservare.

Per richiedere il Bonus ristrutturazioni 2017 bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile.

 

Nello specifico, i documenti relativi all’immobile che il contribuente dovrà conservare per presentare a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono:

  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale Ici-Imu;
  • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori;
  • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus ristrutturazioni.

Bonus ristrutturazioni 2017: modalità di pagamento lavori di ristrutturazione. 

Per fruire della detrazione prevista dal Bonus ristrutturazioni 2017 è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. Nel bonifico dovranno essere indicati i seguenti dati:

 

- causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

- codice fiscale del beneficiario della detrazione;

- codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento.

 

Per quanto riguarda gli interventi realizzati sulle parti comuni dei condomini, oltre al codice fiscale del condominio bisognerà indicare quello dell’amministratore o del condomino che effettua il pagamento.

 

Quando ci sono più persone che sostengono la spesa e che intendono fruire della detrazione bisognerà indicare nel bonifico il codice fiscale di tutte le persone interessate al Bonus ristrutturazioni 2017.

 

Il Bonus ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. Il contribuente in questo caso può richiedere lo sconto Irpef del 50% ma la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

 

 

Il Bonus ristrutturazioni 2017 non è cumulabile con l’Ecobonus al 65% e con gli altri Bonus casa introdotti o confermati con la Legge di Bilancio 2017.