Risarcimento danni amianto

L'amianto causa danni alla salute (danni amianto): mesotelioma, tumore del polmone, della laringe, della faringe, dello stomaco, delle ovaie, del colon, e di altri organi, oltre ad asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. In caso di diagnosi di una di queste malattie asbesto correlate, riconducibili all'attività lavorativa, sussiste il diritto all'indennizzo inail (risarcimento INAIL), e alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto. Il datore di lavoro deve risarcire i danni differenziali complementari. Nel caso di rapporto di lavoro pubblico, ovvero al servizio della pubblica amministrazione, sussiste il diritto alla causa di servizio (equo indennizzo), e al riconoscimento di vittima del dovereI lavoratori esposti e vittime asbesto hanno diritto al prepensionamento amianto.

L'Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un pull di legali guidati dall'Avv. Ezio Bonanni per il risarcimento danni amianto (danni morali risarcimento) per lavoratori e cittadini esposti e vittime dell'amianto e loro famigliari, per la tutela di tutti i loro diritti. L'assistenza legale gratuita può essere richiesta sia online attraverso lo Sportello online assistenza legale che presso le nostre sedi territoriali.


L'ONA assiste le vittime di danni amianto, per la tutela di tutti i diritti delle vittime asbesto

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Risarcimento danni da amianto

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Danni da amianto

Danni amiantoLe polveri e fibre di asbesto, respirate ed ingerite, causano infiammazione e cancro (amianto malattie). Gli organi colpiti sono, prima di tutto, quelli dell'apparato respiratorio e poi quelli gastrointestinali. I minerali di amianto, sia il serpentino, di cui fa parte il crisotilo che gli anfiboli (crocidolite, amosite, antofillite, actinolite e tremolite), hanno la capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili, che invadono la zona circostante, e sono quindi inalati, e attraverso gli alveoli polmonari, provocano prima di tutto, asbestosi, ispessimenti pleurici e placche pleuriche, e poi tumore del polmone, mesotelioma pleurico; nell'apparato gastrointestinale, cancro della laringe, della faringe, dell'esofago, dello stomaco, del colon e ancora,  cancro del pericardio (che avvolge il cuore), del peritoneo (che avvolge lo stomaco), della tunica vaginale del testicolo.

La pleura, membrana che avvolge il polmone è l'organo bersaglio delle fibre di asbesto. Inizialmente,  le fibre di asbesto provocano infiammazione e successivamente, il cancro della pleura, ovvero mesotelioma pleurico (risarcimento danno biologico INAIL).

Asbesto amianto

L'asbesto è anche detto amianto. I minerali di amianto si classificano in due gruppi:  il serpentino, che comprende il crisotilo (amianto crisotilo), “amianto bianco” (gruppo dei fillosilicati), e gli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo) tra i quali l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio – verde – giallo e l’antofillite (gruppo degli inosilicati - asbesto mineral). 

Ci sono minerali di asbesto, tali perchè hanno capacità lesiva della salute identica  a questi ultimi, ma che non sono classificati come tali, per questa ragione l'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno richiesto che tutti i danni minerali asbestiformi debbano essere risarciti. 

I materiali in amianto sono stati utilizzati in 3000 applicazioni fino all'entrata in vigore  della L. 257/1992, che ha vietato l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione di materiali di amianto e contenenti amianto, con decorrenza al 28/04/1993.

In Italia ci sono un milione di micrositi e alcune decine di migliaia di siti contaminati da asbesto, che è anche detto amianto e eternit (cemento amianto). Questi materiali sono presenti dalle scuole, agli ospedali, dalle unità navali della Marina Militare, ai più disparati settori industriali, e perfino nelle abitazioni private, e moltiplicano la condizione di rischio. Solo alcune decine di Stati hanno posto al bando l'amianto, e ancora oggi, pure in Italia si pone il problema della bonifica. Per approfondire:

Cemento amianto (eternit)

L'Eternit, fibrocemento eternit (fibrocemento con amiantoe prodotti che contengono asbesto (dalle onduline fino alle tubature dell'acqua), è particolarmente pericoloso per la salute umana nel caso in cui viene sottoposto a stress termico e meccanico. Questi materiali in fibrocemento o eternit, originariamente compatti, sottoposti alle piogge, al vento e al cambio di temperatura, si riducono in polvere e fibre di amianto, che vengono inalate e ingerite (attraverso l'acqua potabile che scorre nelle tubature in ethernit) provocando le patologie asbesto correlate, nonostante la loro matrice compatta. Per approfondire:

Malattie professionali amianto

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) considera malattia professionale (o “tecnopatia”) la “patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo)”. La malattia professionale è quindi una patologia, con una causa diretta ed efficiente (cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente), contratta nell'esercizio e/o insorta a causa delle lavorazioni rischiose.

Anche se le malattie professionali fossero riconducibili anche a cause extraprofessionali, debbono essere comunque indennizzate dall'ente assicuratore, perchè riconducibili al rischio professionalie (danno patrimoniale INAIL).

Il rischio professionale può consistere sia dal tipo di lavorazioni svolte, sia dall’ambiente in cui vengono svolte le lavorazioni (in questo caso si parla di “rischio ambientale”).

La malattia professionale (inail risarcimento danno biologico) si differenzia dalla comune malattia, in quanto quest’ultima di solito non correlata al lavoro, come per esempio la sindrome influenzale, e va distinta dall’infortunio, che è un evento traumatico che si verifica durante l’orario di lavoro, in maniera violenta e concentrata nel tempo (al contrario del “lentamente e progressivamente” delle tecnopatie, caratteristica che rende la diagnosi spesso difficile e non tempestiva). L’inizio della malattia professionale viene fatto solitamente decorrere dal primo giorno di assenza dal lavoro per una causa correlata a quella che verrà poi accertata come malattia professionale.

I requisiti di una malattia per essere classificata come professionale sono:

  • Essere causata dall'esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro (quantificazione danno biologico INAIL), come il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute
  • Il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo e quindi la causa deve essere lenta.

È questo il caso delle malattie provocate dalla inalazione a polveri e fibre di asbesto (sinonimo amianto), potente agente cancerogeno che agisce sull’organismo umano con tempi di latenza che possono arrivare anche a 30/40 anni. Queste malattie vanno sempre riconosciute e indennizzate da INAIL. L’ONA ti assiste in tutto il percorso per il riconoscimento della malattia professionale asbesto correlata.

Per approfondire:

Mesotelioma: danni da amianto

Risarcimento danni amianto mesotelioma: l'organo bersaglio principale delle fibre di asbesto sono le sierose, la pleura, che avvolge il polmone, il pericardio, che avvolge il cuore, il peritoneo peritoneo, che avvolge lo stomaco; e la tunica vaginale del testicolo, che avvolge l'organo genitale maschile. Queste neoplasie sono molto aggressive e provocano un danno biologico pari al 100%, ed hanno un decorso clinico quasi sempre infausto, tranne rare eccezioni.

L'inail ha inserito il mesotelioma nella lista I, con riferimento all'agente eziologico asbesto, che ne costituisce la causa esclusiva (patologie asbesto correlate monofattoriali), secondo la legge della dose cumulativa e cioè della dose dipendenza, con rilevanza di tutte le esposizioni in modo proporzionale alla loro intensità e durata (nesso causale mesotelioma). Per tali motivi, in caso di insorgenza di mesotelioma, che fosse riconosciuto di origine professionale per la presenza della noxa nell'ambiente lavorativo, la vittima ha diritto, prima di tutto all'indennizzo inail, reversibile al coniuge e agli altri aventi diritto (risarcimento danni amianto eredi defunto), e poi l'integrale risarcimento di tutti i danni (Cass., Sez. Lav., 18503/2016; Cass. Sez. Lav., 15165/2019). Per approfondimenti:

Placche pleuriche ed ispessimenti pleurici

Risarcimento danni placche pleuriche ed ispessimenti pleurici: le polveri e fibre asbesto, inalate, raggiungono la pleura, e causano dei fenomeni fibrotici ed infiammatori, placche ed ispessimenti pleurici, che colpiscono la pleura ed incarcerano il polmone. Le placche pleuriche e gli ispessimenti della pleura incarcerano i polmoni, rendono la respirazione più difficoltosa e possono provocare il tumore della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico, neoplasia ad esito infausto. Questa patologie debbono essere indennizzate dall'inail, perchè contemplate nella lista I. In molte occasioni, l'ente previdenziale stima il danno biologico, provocato dalle placche e dagli ispessimenti della pleura, quali infermità inferiori al 6%, e quindi non indennizza il danno biologico placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. In questo caso, l'avente diritto (lavoratore vittima patologia asbesto correlata), può ricorrere in sede amministrativa e in sede giudiziaria, chiamando in causa anche il datore di lavoro, comunque obbligato al risarcimento dei danni differenziali e complementari nel caso di indennizzo inail, ovvero all'integrale risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, anche nel caso di applicazione della franchigia inail, per un danno biologico inferiore al 6% (Cass. Sez. Lav., n. 2491/2008). Per approfondimenti:

Asbestosi: danni da amianto

Risarcimento danni amianto asbestosi: le fibre di asbesto provocano la fibrosi interstiziale polmonare, che è una pneumoconiosi riconducibile esclusivamente alle polveri e fibre di asbesto. La diagnosi si effettua con RX o TC del torace. 

I macrofagi alveolari nel tentativo di fagocitare fibre inalate rilasciano citochine e fattori di crescita che provocano infiammazione, il danno ossidativo, la deposizione di collagene e infine la fibrosi. Le fibre di asbesto sono direttamente tossiche per il tessuto polmonare. Il rischio è proporzionale all'entità delle esposizioni per intensità e durata, dal tipo, lunghezza e spessore delle fibre inalate, che costituiscono l'unico agente eziologico di questa malattia, a cui sono associate delle complicazioni cardiache e cardiovascolari. Anche questa patologia è contemplata nella lista I dell'inail, con agente eziologico asbesto, per cui deve essere sempre indennizzata (indennizzo inail danno biologico), con il diritto all'integrale risarcimento dei danni a carico del datore di lavoro. Per approfondimenti: 

Tumore alle ovaie da amianto

Risarcimento danni amianto tumore alle ovaie: il tumore alle ovaie è un'altra delle classiche patologie asbesto correlate, con riferimento all'agente eziologico asbesto e contemplata nella lista I dell'inail, e come tale deve essere indennizzata dall'inail (indennizzo inail danno amianto). 

Tumore del polmone da amianto

Risarcimento danni amianto tumore al polmone: Uno degli organi bersaglio delle fibre di asbesto è costituito dal polmone, anche se questa patologia è multifattoriale, poichè dovuta alla interazione di diversi agenti eziologici, tra i quali il fumo di sigarette, con sinergia e potenziamento. Il tumore del polmone è inserito nella lista I dell'inail con riferimento all'agente eziologico asbesto, e quindi nel caso in cui il lavoratore dimostri la presenza di asbesto nell'ambiente lavorativo, anche nel caso in cui fosse un fumatore, ha diritto all'indennizzo inail (risarcimento amianto inail tumore del polmone). Per approfondire:

Tumore alla laringe da amianto

Risarcimento danni amianto tumore alla laringe: Un altro degli organi bersaglio delle fibre di asbesto è la laringe. E' ormai universalmente riconosciuto che il tumore della laringe è patologia asbesto correlata, ed in quanto tale, è contemplata nella lista I dell'inail, e quindi è assistito dalla c.d. presunzione legale di origine, per cui l'inail lo deve indennizzare. Per approfondire:

Tumore alla faringe da amianto

Risarcimento danni amianto tumore alla faringe: un altro degli organi bersaglio delle fibre di asbesto è la laringe. E' ormai universalmente riconosciuto che il tumore della faringe è patologia asbesto correlata. Nella LISTA II dell'inail, quella che contiene le malattie di limitata probabilità, vi è quindi contemplato il tumore della faringe.

Cancro dello stomaco da amianto

Risarcimento danni amianto cancro dello stomaco: un altro degli organi bersaglio delle fibre di asbesto è la laringe. E' ormai universalmente riconosciuto che il cancro dello stomaco è patologia asbesto correlata. Nella LISTA II dell'inail, quella che contiene le malattie di limitata probabilità (per le quali l'onere della prova è a carico del lavoratore vittima asbesto), vi è quindi contemplato il cancro dello stomaco:

Tumore al colon da amianto

Risarcimento danni amianto tumore al colon: un altro degli organi bersaglio delle fibre di asbesto è la laringe. E' ormai universalmente riconosciuto che il cancro del colon retto è patologia asbesto correlata. Nella LISTA II dell'inail, quella che contiene le malattie di limitata probabilità, vi è quindi contemplato il cancro del colon retto:

Tumore dell'esofago da amianto

Risarcimento danni amianto tumore dell'esofago: l'asbesto provoca anche il tumore dell'esofago. Tant'è vero che è ricompreso nella lista III dell'inail, ed in quanto tale, la sua origine lavorativa è ritenuta possibile. 

Indennizzo inail malattia professionale

La vittima di danni da asbesto, per effetto di malattia professionale asbesto correlata, ha diritto alle prestazioni Inail (risarcimento danni amianto inail), che consistono in una rendita diretta inail, con rateo mensile, indennizzo danno biologico inail - risarcimento danno biologico inail e del danno patrimoniale (per diminuite capacità di lavoro per infermità a partire dal 16% - risarcimento danno amianto inail).  Nella maggior parte dei casi, poichè le infermità sono superiori al 16%, il risarcimento danni amianto inail consiste nell'indennizzo del danno biologico e delle diminuite capacità di lavoro (risarcimento danni amianto inail).

La vittima di malattia asbesto correlata, anche se ha ottenuto l'indennizzo inail, ha diritto al risarcimento integrale di tutti i danni, sia patrimoniali che non patrimoniali, patiti e patiendi, cui è obbligato il datore di lavoro, a titolo di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, diretta e vicaria, al netto delle prestazioni inail (rendita diretta). L'importo del Fondo Vittime Amianto, che costituisce una prestazione che si aggiunge ai ratei mensili della rendita diretta, non deve essere portato in sottrazione agli importi dovuti a titolo di risarcimento danni asbesto (biologici, morali ed esistenziali), differenziali del danno biologico e del danno patrimoniale e complementari, per i danni morali e i danni esistenziali causati dalla malattia  professionale. Con riferimento alle patologie asbesto correlate, sia quelle contemplate nella lista I dell'inail che per quelle nella lista II, e ancora nella lista III, e anche per quelle non contemplate nelle tabelle inail, sussiste il diritto al risarcimento integrale di tutti i danni.

Le vittime di mesotelioma pleurico, peritoneale, testicolare e pericardico, di asbestosi e tumore polmonare subiscono quasi sempre danni biologici pari al 100% del danno biologico (invalidità permanente). In questo caso all'indennizzo Inail di cui alla rendita mensile si aggiunge il risarcimento danno biologico.

Danni risarcibili

l lavoratore malato (o gli eredi di quello deceduto) ha diritto al totale risarcimento di tutti i danni:

  • Danno non patrimoniale
    • Danno biologico (lesione all'integrità psicofisica)
    • Danno morale (sofferenza fisica e interiore)
    • Danno esistenziale (per il peggioramento qualità della vita)
  • Danno patrimoniale 
    • Danno emergente
    • Danno per lucro cessante.

Le vittime amianto danni hanno diritto al risarcimento, prima di tutto su base previdenziale: prestazioni previdenziali (indennizzo danno biologico e patrimoniale inail) e al risarcimento dei danni a carico del datore di lavoro. La quantificazione dei danni da asbesto subiti dalla vittima è personalizzata, secondo la reale entità delle conseguenze che la malattia e/o la morte hanno avuto sulla vittima, secondo il criterio dell'integrale risarcimento, con quantificazione equitativa (SSUU 26972/2008), eventualmente al netto delle prestazioni inail (Cass., sez. Lav., sent. n. 777 del 2005).

La vittima può chiedere il risarcimento integrale di tutti i danni al datore di lavoro, prima di tutto quelli c.d. danni differenziali (cioè alla differenza tra l'indennizzo Inail del danno patrimoniale e del danno biologico e il dovuto: cioè differenziale quantitativo e i danni complementari asbesto), e i danni complementari (differenziali qualitativi), tra i quali i danni morali e quelli esistenziali, non coperti dall'assicurazione Inail. 

Per approfondire:

Risarcimento danni non patrimoniali

Risarcimento danni non patrimoniali. Le fibre di asbesto, per la loro capacità lesiva della salute, provocano, innanzitutto, fibrosi e cancro, e dunque il danno biologico, che consiste nella lesione integrità psicofisica vittima. L'inail indennizza il danno biologico, che deve essere integralmente risarcito dal datore di lavoro, con quantificazione equitativa oppure con applicazione delle tabelle del Tribunale di Milano. 

Le malattie asbesto correlate causano anche la sofferenza fisica e morale della vittima (danno morale), che deve essere, al pari del danno biologico, integralmente risarcito. Nello stesso tempo, in seguito alla malattia e alle sofferenze fisiche e morali, la vittima subisce una radicale modificazione della sua identità personale e della sua personalità, ed è costretta a terapie invasive, in uno stato di astenia e di dimagrimento  e con la necessità di continua assistenza (danni esistenziali). Tutti questi pregiudizi debbono essere integralmente risarciti e tenuti in considerazione nella quantificazione dei danni complessivamente sofferti.

Il calcolo del danno biologico avviene sulla base delle tabelle del danno biologico elaborate dal Tribunale di Milano, i cui importi si basano sulla percentuale di danno riconosciuto e sull'età della vittima.

Risarcimento danni agli eredi

Risarcimento danni amianto eredi defunto. Le somme maturate e dovute alla vittima, in caso di decesso, debbono essere liquidate ai suoi eredi, legittimi o testamentari (risarcimento danni amianto eredi defunto). Nel caso di decesso, le somme maturate dalla vittima vanno erogate agli eredi a titolo di risarcimento danni amianto eredi defunto.

Gli eredi possono chiedere il risarcimento integrale dei danni:

  • attraverso la costituzione di parte civile nel procedimento penale eventualmente iniziato a carico degli imputati titolari delle posizioni di garanzia e responsabili per il reato di omicidio colposo
  • oppure con un ricorso al giudice del lavoro per chiedere la condanna del datore di lavoro al pagamento delle somme loro dovute.

Gli eredi hanno diritto al risarcimento dei danni differenziali e complementari subiti dalla vittima, consistenti nella differenza tra quanto erogato dall'INAIL, quale indennizzo INAIL, a titolo di danno biologico (danni biologici inail) e il danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro, cui debbono essere aggiunti i pregiudizi morali ed esistenziali (Cass. sez. lav. 777/2015). 

Risarcimento danni amianto ai famigliari

I famigliari e coloro che avevano con la vittima un significativo rapporto, hanno subito dei pregiudizi morali e dinamico-relazionali e spesso anche economici, hanno diritto all'integrale risarcimento dei danni amianto, con quantificazione equitativa, oppure secondo le Tabelle del Tribunale di Milano, con riferimento ai pregiudizi per lesione dei diritti di cui agli artt. 2, 3, 4, 29, 30, 31, 32, 35, 36 e 41 II co. della Costituzione e dei Trattati Internazionali - art. 1 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, per via della tutela «integrità morale quale massima espressione della dignità umana», e del contenuto della CEDU e dei protocolli allegati, a pieno titolo norme di diritto comunitario, in base all’art. 6 del Trattato di Lisbona; con riferimento ad SS.UU. 26972/2008, in rapporto a Corte di Cassazione, III Sez. Civ., sentenza n. 2352 del 2010, debbono essere risarciti tutti i pregiudizi subiti, oltre che dalla vittima primaria, anche dai loro congiunti, secondo il catalogo dei diritti della persona umana (risarcimento amianto danni).

Le Sezioni Unite (22 luglio 2015, n. 15350), hanno confermato il diritto al risarcimento integrale di tutti i danni (SS.UU. n. 26972 e n. 26973 del 2008, a loro volta ricollegabili a SS.UU. 6572/2006), compresi i danni sofferti dai familiari (Corte di Cassazione, III Sezione Civile, sentenze 8827 e 8828 del 2003). 


Indennizzo INAIL per i famigliari del lavoratore

Prestazioni inail rendita di reversibilità e assegno funerario.

In caso di decesso per malattia professionale, il coniuge vittima malattia asbesto correlata ha diritto alla rendita reversibilità pari al 50%, della rendita diretta, oltre al c.d. assegno funerario (art. 85, del d.p.r. 1124/1965), oltre alla prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto (art. 1, commi 241/246, L. 244/2007).

Gli orfani vittima amianto, se minorenni oppure fino a 26 anni se studenti, hanno diritto alla rendita in reversibilità nella misura del 20%, fino al raggiungimento della quota massima del 100% della prestazione previdenziale, originariamente spettante al familiare deceduto.

I familiari hanno diritto a vedersi liquidate anche le somme di denaro maturate da loro congiunto, nel caso non fossero state erogate dall'inail, per ritardi nella procedura di riconoscimento della malattia professionale.

Risarcimento danni famigliari. Nel caso di malattia asbesto correlata, anche gli eredi e i famigliari del lavoratore defunto a causa delle infermità provocate dalle fibre asbesto, hanno diritto al risarcimento di tutti i danni che, direttamente hanno sofferto, a causa della insorgenza di tale infermità e del decesso del loro congiunto (risarcimento danni iure proprio: danni subiti direttamente dai famigliari), che possono chiedere al datore di lavoro, che ha provocato l'esposizione al rischio del loro congiunto e il conseguente decesso.

Risarcimento danni amianto eredi defunto: oltre al risarcimento dei danni iure proprio, i famigliari della vittima asbesto, che ne sono anche eredi, hanno diritto a vedersi liquidate tutte le somme maturate dal loro congiunto a titolo di danni patrimoniali e non patrimoniali. 

Risarcimento al netto della rendita di reversibilità

La rendita in reversibilità, ovvero le somme che sono erogate a titolo di rendita al coniuge e agli orfani del lavoratore deceduto per malattia professionale, ivi comprese quelle causate dall'asbesto, non debbono essere sottratte dall'entità del credito del famigliare nei confronti del datore di lavoro per i danni iure proprio. Lo ha stabilito la giurisprudenza ormai univoca della Corte di Cassazione. Tra le tante, Cass., Sez. lav., n. 30857/2017. Il quantum del risarcimento dei danni dei famigliari del lavoratore vittima patologia asbesto correlate, a titolo di danni iure proprio, deve essere calcolata, anche con l'utilizzo della Tabella del Tribunale di Milano, senza che debbano essere sottratti gli importi della rendita inail.


Fondo Vittime Amianto

Hanno diritto alla prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto i titolari di rendita INAIL (indennizzo INAIL) per riconoscimento di patologie asbesto correlate. Il Fondo Vittime Amianto eroga un contributo aggiuntivo alla rendita INAIL, stimato nel 10%, corrisposto con due acconti e un conguaglio. Il primo acconto INAIL  è corrisposto dall'INAIL contestualmente alla rendita mensile (rateo Inail). Il secondo acconto INAIL è invece corrisposto in una unica soluzione entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento.  

Sono stati esclusi dalla circolare ministeriale coloro che non hanno ottenuto la liquidazione della rendita, ovvero il cui grado invalidante è inferiore al 16%. Le vittime ambientali hanno diritto ad un una tantum.

Il contributo aggiuntivo del Fondo Vittime Amianto è stabilito in percentuale sulla rendita, in base dei fondi disponibili, considerata l'entità del primo acconto.

  • 2016: l’INAIL ha erogato il primo acconto INAIL nel 9% e il secondo nella misura dell’1.1% dell'entità della rendita (totale: 10.1%);
  • 2017: l’INAIL ha erogato il primo acconto INAIL nel 9.2% e il secondo nella misura dello 0.6% della rendita (totale: 9.8%).

L’INAIL, infine, eroga il conguaglio, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di pagamento del secondo acconto. La prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto è una indennità non soggetta a tassazioni IRPEF ed è riconosciuta anche alle vittime della fibra Fiberflax.  La fibra fiberfax è una fibra ceramica refrattaria, resistente al calore, usata in molti siti industriali.

In caso di premorte della vittima asbesto, gli importi maturati sono erogati agli eredi del defunto.

L'art. 1, comma 189, L. 205/2017, ha stabilito un incremento del Fondo Vittime Amianto dell'importo di € 27.000.000, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020, senza però gravare sui datori di lavoro che hanno utilizzato asbesto a titolo di addizionali sui premi assicurativi.

Per approfondire:

Trauma diagnosi malattia asbesto correlata

La diagnosi di malattia asbesto correlata provoca nella vittima e nei famigliari lo shock della diagnosi. In quasi tutti i casi, alla diagnosi si accompagna la prognosi infausta. Il paziente inizia il suo percorso, tra un ospedale  e l'altro, e, alla lunga agonia,  segue il decesso (shock del decesso, subito dai famigliari). Il lavoratore malato di malattia asbesto correlata, in seguito alla condizione di rischio professionale asbesto, già prima di ricevere la diagnosi, è pienamente consapevole di questo rischio, perchè sottoposto a sorveglianza sanitaria. La diagnosi concretizza quella consapevolezza, propria in chi è stato esposto ad asbesto, di poter subire danni alla salute. 

Questi lavoratori hanno subito danni ancor prima della diagnosi di patologia asbesto correlata (danni morali), tra i quali preoccupazione e incertezza futura, rimorso per aver inconsapevolmente esposto alla fibra killer anche i familiari con il rischio anche per loro di insorgenza di patologie asbesto correlate, oltre alla necessità di sottoporsi a controlli sanitari, con ansia ed ulteriori sofferenze, fisiche e morali, con conseguente diritto al risarcimento danni amianto, anche a prescindere dalla diagnosi di una delle classiche patologie asbesto correlate, dal mesotelioma al tumore al polmone, dall'asbestosi alle placche pleuriche, etc.

Nel caso di insorgenza di placche ed ispessimenti pleurici, anche se di natura solo fibrotica e non ancora cancro amianto, costituiscono comunque un danno alla salute, e possono dar vita al mesotelioma della pleura, oppure al tumore del polmone. Nella quantificazione dell'entità del risarcimento danni, si dovrà tener conto anche del pregiudizio morale ed esistenziale, e non solo del danno biologico asbesto.

Danno biologico terminale

La vittima amianto, con patologia asbesto correlata conclamata, in particolare mesotelioma, tumore del polmone ed altri cancri amianto, subisce un danno biologico pari al 100%, e la prognosi di esito infausto, di cui è direttamente consapevole unitamente ai suoi familiari. In questo caso, il lavoratore vittima di patologia asbesto correlata, ha diritto all'integrale risarcimento del danno biologico, definito anche danno biologico terminale, e di tutti gli altri pregiudizi.

Le SS.UU. n. 15350 del 22 luglio 2015, pur negando la risarcibilità del diritto alla vita, affermata da Cass., n. 1361/2014, hanno comunque composto il dissidio giurisprudenziale, affermando che tutti i danni, anche non patrimoniali subiti dalla vittima, nello stato terminale, fossero risarcibili e liquidabili in favore degli eredi. 

Il danno biologico, sia esso come tale, ovvero come danno biologico terminale, deve essere dunque risarcito. Per quantificare l'entità del danno biologico, debbono essere utilizzate le tabelle danno biologico del Tribunale di Milano, con personalizzazione dell'entità del risarcimento, nei termini di cui a SS.UU. 26972/2008. La vittima ha diritto comunque al risarcimento il c.d.“danno biologico terminale” , anche nel caso in cui il lasso di tempo di sopravvivenza non fosse così elevato da far maturare il diritto al risarcimento del danno biologico nella sua integralità: Cass. n. 11169 del 1994, n. 12299 del 1995, n. 4991 del 1996, n. 1704 del 1997, n. 24 del 2002, n. 3728 del 2002, n. 7632 del 2003, n 9620 del 2003, n. 11003 del 2003, n. 18305 del 2003, n. 4754 del 2004, n. 3549 del 2004, n. 1877 del 2006, n. 9959 del 2006, n. 18163 del 2007, n. 21976 del 2007, n. 1072 del 2011. Il danno biologico terminale deve essere liquidato come invalidità assoluta temporanea, sia utilizzando il criterio equitativo puro che le apposite tabelle (in applicazione dei principi di cui alla sentenza n. 12408 del 2011) ma con il massimo di personalizzazione in considerazione della entità e intensità del danno, con un importo pari a circa € 1.000,00 per ogni giorno di durata dell'agonia (Cass. civ. Sez. lavoro, Ord., (ud. 24-10-2017) 02-02-2018, n. 2598). Per approfondimenti: 

Il danno catastrofale

Il danno catastrofale è la sofferenza della vittima, lucidamente consapevole che la malattia asbesto correlata ne provocherà il decesso. La cosciente attesa della morte, con agonia per un apprezzabile lasso di tempo successivo alle lesioni, costituisce il c.d. danno catastrofale, che è inteso come componente del danno morale (danni morali amianto). Questa voce influisce nel calcolo del c.d. danno morale (danno catastrofale quantificazione).

Le Sezioni Unite hanno stabilito che il danno catastrofale, inoltre, per alcune decisioni, ha natura di danno morale soggettivo (Cass. n. 28423 del 2008, n. 3357 del 2010, n. 8630 del 2010, n. 13672 del 2010, n. 6754 del 2011, n. 19133 del 2011, n. 7126 del 2013, n. 13537 del 2014) e, per altre, di danno biologico psichico (Cass. n. 4783 del 2001, n. 3260 del 2007, n. 26972 del 2008, n. 1072 del 2011). Sono voci di danno pienamente risarcibili, nell'ottica dell'integrale ristoro di tutti i pregiudizi subiti dal lavoratore malato di patologia asbesto correlata (SS.UU. 26972/2008 ed ex multis: risarcimento per danni morali).

Le SS.UU. hanni ribadito che il risarcimento subito dalla vittima c.d. primaria (lavoratore malato di mesotelioma e di altre patologia asbesto correlata), deve sempre e comunque essere integrale, per il pregiudizio patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniale, danno biologico, danno morale e danno esistenziale (nella logica che il pregiudizio è unico, al di là delle voci e delle opzioni terminologiche: come lo si chiami chiami il danno deve essere risarcito.

Calcolo danno catastrofale

Le Sezioni Unite (26972/2008) hanno stabilito che possono essere utilizzate le Tabelle del Tribunale di Milano per la liquidazione del danno biologico psichico, quale componente del danno biologico, massima personalizzazione per adeguare il risarcimento alle peculiarità del caso concreto, con risultati sostanzialmente non lontani da quelli raggiungibili con l’utilizzazione del criterio equitativo puro utilizzato per la liquidazione del danno morale.

L'ONA ha istituito il servizio di assistenza psicologica gratuita online, coordinato dal Prof. Francesco Pesce e altri psicologi, al fine di poter rilevare anche le lesioni e i danni psicologici, psicobiologici, morali ed esistenziali:

I pregiudizi risarcibili e la prova del danno

Il danno amianto può essere dimostrato anche con metodo presuntivo. Il Giudice si può avvalere del potere di indagine del consulente tecnico di ufficio (Cass. 16471/09; 21728/06 e 1901/2010 ed ex multis). Nella quantificazione dei danni debbono essono considerate le seguenti circostanze:

  • lo sconvolgimento provocato nella vittima primaria e nei familiari;
  • la tipologia ed entità degli stati, temporanei e permanenti, di inabilità, in seguito alle lesioni biologiche dell'avente diritto, parametri dai quali già di per sé si può dedurre il livello “minimo presuntivo” di incidenza delle lesioni sul piano della “sfera morale” del danneggiato;
  • dell’età e del sesso della vittima;
  • l’attività lavorativa o gli hobby svolti dal danneggiato, cui ha dovuto rinunciare a causa della patologia contratta;
  • l’essere la vittima stata oggetto di un’ingiusta lesione della propria persona e della propria dignità umana;
  • disagi ed i fastidi patiti in relazione allo svolgimento delle attività quotidiane, modificate a causa dell'insorgere della infermità asbesto correlata;
  • la necessità di affrontare operazioni chirurgiche riparatrici, esami invasivi o terapie riabilitative, con i relativi costi e stress;
  • le perdite di tempo e le frustrazioni incorse in visite mediche, sedute riabilitative, accertamenti medico-legali, sessioni con i propri avvocati;
  • l’essersi trovati costretti ad affrontare un iter stragiudiziale e giudiziale, con tutti i relativi stress.

I danni subiti dal lavoratore defunto a causa della patologia asbesto correlata debbono essere liquidati ai suoi eredi, legittimi o testamentari (amianto risarcimento danni).

 

Il rischio dei famigliari di ammalarsi

Il lavoratore malato acquisisce la consapevolezza di aver esposto i suoi famigliari a polveri e fibre di asbesto e del loro rischio di ammalarsi di una delle tante patologie asbesto correlate: dal mesotelioma al cancro del polmone, dall'asbestosi ai tumori del tratto gastrointestinale.

Alla lucida consapevolezza della gravità dei danni biologici e morali già subiti, il malato di mesotelioma, o di altra patologia asbesto correlata, somma la preoccupazione per la salute dei suoi familiari e il terribile rimorso di averli esposti a questo rischio, con l'incertezza per il loro futuro, anche dopo la sua morte. Le patologie asbesto correlate hanno tempi di latenza molto lunghi, senza soglia minima al di sotto della quale rischio si annulla, per cui anche esposizioni poco intense possono letali, fino a 50 anni dopo le prime esposizioni (tempo di latenza patologia asbesto correlata)

Gli stessi famigliari, in quanto esposti  alle fibre di asbesto, per Il fatto stesso che i lavoratori rientrassero in casa con gli abiti e le tute con le fibre di amianto, e lavati dalle mogli,  con contaminazione degli ambienti domestici e quindi di esposizione indiretta, hanno diritto al risarcimento di questi ulteriori danni, perché corrono un concreto rischio di ammalarsi di patologie asbesto correlate, comprese le neoplasie del mesotelio, dalla pleura al peritoneo, dal pericardio alla tunica vaginale del testicolo. Per questi motivi i familiari dei lavoratori esposti ad amianto, e a maggior ragione di coloro che purtroppo si sono ammalati di mesotelioma, hanno diritto al risarcimento dei danni per esposizione familiare a polveri e fibre di asbesto, per lesione del loro diritto di quella articolo 32 della Costituzione e al risarcimento danni morali (chiedere danni morali). 

Danno da perdita parentale

Le tabelle Milano indicano, per ogni singola voce di danno, anche quella per perdita del rapporto parentale, l'entità delle somme dovute agli stretti congiunti della vittima amianto, in particolare in caso di decesso conseguente a patologia asbesto correlata. Nella quantificazione degli importi dovuti, al di là di quelli indicati nella tabella, rileva l'entità del pregiudizio non patrimoniale, subito dal famigliare e/o da colui che con la vittima ha avuto un significativo rapporto. Il calcolo danno parentale deve essere personalizzato, secondo i criteri del calcolo danno non patrimoniale famigliari vittima patologia asbesto correlata per il risarcimento danni amianto eredi defunto.

Giurisprudenza amianto lesione rapporto parentaleCass., 14.9.2010, n. 19517, in Il civilista, 2010, n. 11, 22 ss.; Cass., 19.5.2010, n. 12318, in Danno e resp., 2010, 1043 ss.; Cass., 26.1.2010, n. 1529, ined.; Cass., 12.12.2008, n. 29191, in Resp. civ. e prev., 2009, 811 ss.; Cass., 16.9.2008, n. 23725, in Giust. civ., 2009, 12, 2714 ss. - amianto risarcimenti - calcolo danni morali). Per approfondire:

Differenze tra danno biologico terminale e danno catastrofico

Si deve distinguere tra danno morale e terminale e catastrofale (o danno catastrofico). La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6691/2018, ha negato la risarcibilità del danno morale terminale, mentre ha accolto la domanda di risarcimento danno biologico terminale, che costituisce un diritto di credito trasmissibile jure hereditatis (Cass. 23/2/2004 n. 3549; Cass. 01/2/2003, n. 18305; Cass. 16/6/2003 n. 9620; Cass. 14/3/2003 n. 3728; Cass. 2/4/2001 n. 4783; Cass. 10/2/1999 n. 1131; Cass. 29/9/1995 n. 10271).

È stato altresì affermato che il danno biologico terminale, quale pregiudizio della salute, anche se temporaneo è massimo nella sua entità ed intensità (Cass. 23/2/2004 n. 3549), poichè la vittima è lucidamente consapevole di dover morire, e quindi ha una sofferenza fisica e morale elevatissima, di cui si dovrà tener conto nella quantificazione con personalizzazione dell'entità del danno non patrimoniale, poi trasmissibile agli eredi, cui vanno liquidati gli importi maturati (Cass. 23/2/2005, n. 3766).

Quantificazione dei danni con il sistema equitativo puro

Risarcimento danni amiantoquantificazione. I pregiudizi, patrimoniali e non patrimoniali, possono essere quantificati anche con il criterio equitativo puro quantificazione risarcimento danni, sulla base delle norme di cui agli artt. 432 c.p.c. e/o 1226 c.c. e/o 2056 c.c..

Il criterio è sempre quello integrale risarcimento danni amianto (Cass., 20.2.2015, n. 3374, in D & G, 6, 2015, 55 ss.; Cass., 18.11.2014, n. 24473, in D & G, 19.11.2014; Cass., 18.11.2014, n. 23778, ined.; Cass., 8.7.2014, n. 15491, in D & G, 9.7.2014 - risarcimento danni quantificazione). 

Danni amianto: criterio dell'integrale risarcimento dei danni

I danni non patrimoniali vanno personalizzati tenendo conto dei danni effettivamente subiti dalla vittima, lavoratore o cittadino malato di mesotelioma, ovvero delle altre patologie asbesto correlate (asbestosi, ispessimento pleurico, placche pleuriche, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore delle ovaie, e tutte le altre neoplasie, organi bersaglio delle fibre di asbesto): danno biologico, danno morale e danno esistenziale, oltre ai danni patrimoniali (giurisprudenza amianto: Cass., 28.6.2013, n. 16413, in Danno e resp., 2013, 1081 ss.; Cass., 17.4.2013, n. 9231, in D & G, 18.4.2013; Trib. Pistoia, 8.9.2012, ined.; Cass., 18.5.2012, n. 7963, in Notiz. giur. lav., 2006, 632 ss.; Cass., 24.3.2011, n. 6737, ined.; Cass., 26.4.2010, n. 9921, ined.; Trib. Pavia, 19.11.2010, in Note informative, 2011; Cass., 10.3.2010, n. 5770, in Arch. giur. circ., 2011, 605 ss.).

Danni amianto: quantificazione danni familiari del lavoratore

Anche i famigliari del lavoratore malato oppure defunto per patologie asbesto correlate (asbestosi, ispessimento pleurico, placche pleuriche, tumore del polmone, tumore della laringe, tumore delle ovaie, e tutte le altre neoplasie, organi bersaglio delle fibre di asbesto), hanno diritto all'integrale risarcimento di tutti i danni, ivi compresi i danni biologici, psicobiologici e psichici sofferti, di cui si deve tener conto nella quantificazione del pregiudizio per la lesione e/o perdita del rapporto parentale e famigliare.

Un primo parametro per quantificare l'entità del pregiudizio è costituito dalle tabelle del Tribunale di Milano, con personalizzazione che tenga conto della reale e concreta fattispecie e di eventuali danni ulteriori che i famigliari hanno subito. I danni biologici, psicobiologici e psichici possono essere dimostrati con certificazioni mediche e relazioni psicologiche, meglio di strutture pubbliche e ospedaliere, e con l'applicazione del criterio equitativo (artt. 432 c.p.c. e 1226 e 2056 c.c.).

I familiari del lavoratore malato e/o deceduto hanno diritto anche alla liquidazione delle somme spettanti al loro congiunto, di cui sono eredi legittimi (liquidazione risarcimento danni eredi defunto vittima amianto: risarcimento del danno).

Danni asbesto e riconoscimento di vittima del dovere

Le vittime del dovere sono coloro che hanno subito lesioni e/o danni fisici in servizio di contrasto ad ogni tipo di criminalità, nello svolgimento di servizi di ordine pubblico, nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari, in operazioni di soccorso, in attività di tutela della pubblica incolumità, a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale (art. 1, comma 563, della Legge 266 del 2005), ovvero coloro che sono stati impiegati in particolari condizioni ambientali ed operative, eccedenti l'ordinarietà, ai sensi dell'art. 1 del d.p.r. 243/2006, emanato ai sensi dell'art. 1, comma 564, della L. 266/2005, e perciò stesso sono stati esposti a polveri e fibre di asbesto, che hanno provocato l'insorgenza di una delle classiche patologie. Tale diritto si configura anche nel caso in cui non sussista un rapporto di lavoro subordinato con la pubblica amministrazione, purchè l'attività sia stata svolta al suo servizio, come chiarito nelle SS. UU. 22753/2018, paragrafo 19.

La maggior incidenza di patologie asbesto correlate, per coloro che hanno svolto tali attività, si registra nel personale della Marina Militare, nel personale civile e militare della Marina, in particolare tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare.

La condizione di rischio asbesto si estende a tutte le Forze Armate, MarinaEsercitoAeronautica e Carabinieri e al comparto sicurezza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia MunicipaleCorpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza. Le malattie per causa di servizio, che provocano invalidità e decessi, sono legate ad attività di missione, anche in imbarco nelle unità navali della Marina Militare, per esposizione ad agenti cancerogeni, patogeni e tossico nocivi. L'asbesto è principale fattore di rischio.

L'ONA, con l'Avv. Ezio Bonanni, ha ottenuto per gli appartenenti alle Forze Armate e al comparto sicurezza, il riconoscimento di vittime del dovere, con il riconoscimento delle stesse prestazioni riconosciute alle vittime del terrorismo

In caso di decesso, il diritto alle prestazioni di vittima del dovere, con gli stessi importi di vittima del terrorismo, si trasmette agli eredi per quanto riguarda le somme maturate dall'avente diritto in vita, e gli stretti congiunti, dal coniuge ai figli, hanno diritto a vedersi costituite iure proprio le prestazioni di vittima del dovere, con la liquidazione della speciale elargizione, dello speciale assegno vitalizio, e dell'assegno vitalizio, e tutte le altre prestazioni dovute alle vittime del dovere, ovvero al coniuge di vittima del dovere e agli orfani di vittima del dovere.

Le vittime del dovere hanno diritto anche all'integrale risarcimento di tutti i danni, sia patrimoniali, che non patrimoniali. In caso di decesso, le somme maturate sia a titolo di prestazioni di vittima del dovere che a titolo di risarcimento, debbono essere liquidate agli eredi, legittimi o testamentari, i quali, a loro volta, hanno diritto anche al risarcimento dei danni iure proprio sofferti a causa della malattia e del decesso del loro congiunto provocata dalla esposizione per motivi di servizio a polveri e fibre di asbesto. Per approfondire: 

Prepensionamento amianto

I lavoratori esposti ad asbesto hanno diritto al prepensionamento amianto che consiste nella anticipata maturazione del diritto a pensione, in seguito ad esposizione professionale ad asbesto, anche per coloro che non hanno ancora ricevuto la manifestazione della malattia e sono stati soltanto esposti alla fibra killer.

Per coloro che sono stati già collocati in pensione, i benefici contributivi si materializzano nella rivalutazione della posizione contributiva, sempre con il coefficiente 1,5, ed in alcuni casi con il coefficiente 1,25, al fine di ottenere la ricostituzione della prestazione previdenziale in godimento con rivalutazione dei ratei mensili e pagamento delle differenze sui ratei arretrati.  Per approfondimenti:

Nel caso in cui si sia manifestata una patologia asbesto correlata e riconosciuta come tale dall'inail, sussiste sempre e comunque, il diritto al prepensionamento amianto, ovvero alla rivalutazione della posizione contributiva, con il coefficiente 1,5, utile a maturare anticipatamente il diritto a pensione e a rivalutare le prestazioni pensionistiche, sulla base dell'art. 13, comma 7, L. 257/92. Per approfondimenti:

Nel caso in cui, pur dopo l'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad asbesto, l'avente diritto non avesse maturato la prestazione, in caso di riconoscimento di mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi,  si potrà chiedere il prepensionamento per patologia con l'art. 1 comma 250 Legge 232/2016. Per approfondire:


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