Che cos'è il prepensionamento amianto? Quali sono le leggi che ti danno diritto al prepensionamento?

Legge pensione amianto

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ti illustra la legge amianto per il prepensionamento e ti guida nella tutela dei tuoi diritti. 

  

 

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- Prepensionamento amianto: i servizi dell'ONA -

L'Osservatorio Nazionale Amianto, anche grazie all'impegno dell'Avv. Ezio Bonanni, assiste tutti coloro che, essendo stati esposti ad amianto, hanno diritto all'aumento contributivo sia per il prepensionamento che per l'aumento dei ratei della pensione, sia diretta che di reversibilità

Approfondisci su: Tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto


- Legge amianto: pensione prepensionamento -

L'art. 13 della Legge 257 del 1992 ha quale oggetto il Trattamento straordinario di integrazione salariale e pensionamento anticipato, e cioè l'anticipata maturazione del diritto a pensione e la rivalutazione dei ratei della pensione per i lavoratori esposti ad amianto, con il coefficiente 1,5 (poi ridotto per i soli casi di lavoratori esposti ad amianto al coefficiente 1,25). 

 

- Legge amianto: prepensionamento lavoratori miniere -

La Legge 257/92, all'art. 13, comma 6, stabilisce:

Per i lavoratori delle miniere o delle cave di amianto il numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa ai periodi di prestazione lavorativa ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche è moltiplicato per il coefficiente di 1,5”.

- Legge amianto: lavoratori con patologia riconosciuta -

In caso di riconoscimento di una delle patologie asbesto correlate (leggi quali sono queste patologie), il lavoratore, con l'articolo 13 comma 7 Legge 257/1992, ha diritto ottenere la rivalutazione dell'intero periodo di esposizione ad amianto riconosciuto con il coefficiente 1,5, e quindi del 50% valido sia per maturare anticipatamente il diritto a pensione (pensione amianto), che per aumentare l'entità dei ratei sempre della pensione. 

L'art. 13, comma 7, Legge 257/1992, stabilisce espressamente: “Ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori, che abbiano  contratto  malattie  professionali  a  causa dell'esposizione all'amianto documentate dall'Istituto nazionale per l' assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL),  il  numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa a periodi di prestazione lavorativa  per  il  periodo  di  provata  esposizione all'amianto e' moltiplicato per il coefficiente di 1,5".

Leggi ancora su: Tutte le patologie da amianto

- Legge amianto: asbestosi, tumore del polmone, mesotelioma -

Per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di una di queste tre patologie vi è il diritto alla pensione di invalidità sulla base della Legge 222/1984, senza che sia necessario però il grado invalidante minimo: è quindi sufficiente il riconoscimento di una di queste tre patologie per ottenere l'immediato pensionamento (art. 1 comma 250 L. 232/2016).

Per approfondimenti: Pensione immediata vittime amianto

- Benefici previdenziali per lavoratori ancora sani esposti ad amianto -

Gli esposti ad amianto per motivi lavorativi che sono sani hanno diritto, in ogni caso, alla rivalutazione della posizione contributiva (pensione amianto) sempre del 50%, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione anticipata amianto e per rivalutare le prestazioni, ai sensi dell'art. 13, comma 8, Legge 257/1992.

Successivamente, con l'art. 47 della Legge 326/2003, il beneficio è stato ridotto al coefficiente 1,25, valido solo per l'entità della prestazione e non più per maturare anticipatamente il diritto a pensione. 

Per i lavoratori che siano  stati  esposti  all'amianto  per  un periodo superiore a dieci anni, l'intero periodo lavorativo  soggetto all' assicurazione  obbligatoria  contro  le  malattie  professionali derivanti  dall'esposizione  all'amianto  gestita  dall'INAIL  e' moltiplicato,  ai  fini  delle  prestazioni  pensionistiche  per   il coefficiente di 1,5” [2].

- La riduzione dei benefici amianto (art. 47, comma 1, Legge 326/2003) -

L'art. 47 della Legge 326/2003 stabilisce: 

1. A decorrere dal 1° ottobre 2003, il coefficiente stabilito dall'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e' ridotto da 1,5 a 1,25. Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica ai soli fini della determinazione dell'importo delle prestazioni pensionistiche e non della maturazione del diritto di accesso alle medesime.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai lavoratori a cui sono state rilasciate dall'INAIL le certificazioni relative all'esposizione all'amianto sulla base degli atti d'indirizzo emanati sulla materia dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Con la stessa decorrenza prevista al comma 1, i benefici di cui al comma 1, sono concessi esclusivamente ai lavoratori che, per un periodo non inferiore a dieci anni, sono stati esposti all'amianto in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro come valore medio su otto ore al giorno. I predetti limiti non si applicano ai lavoratori per i quali sia stata accertata una malattia professionale a causa dell'esposizione all'amianto, ai sensi del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al punto decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

4. La sussistenza e la durata dell'esposizione all'amianto di cui al comma 3 sono accertate e certificate dall'INAIL".

- Decadenza INAIL e modalità per evitarla -

Con l'art. 47 L. 326/2003, il Legislatore ha imposto l'onere della domanda all'INAIL entro il 15.06.2005. 

In molti casi, i lavoratori esposti amianto, ignari di tale onere, non hanno depositato la domanda all'INAIL e sono stati dichiarati decaduti. Tuttavia, vi è la possibilità di evitare tale decadenza attraverso l'articolo 47 comma 6 bis Legge 326/2003 e attraverso l'articolo 3, comma 132, Legge 350/2003:

Prosegue così l'art. 47, Legge 326/2003: 

"5. I lavoratori che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici di cui al comma 1, compresi quelli a cui e' stata rilasciata certificazione dall'INAIL prima del 1° ottobre 2003, devono presentare domanda alla sede INAIL di residenza entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale di cui al comma 6, a pena di decadenza del diritto agli stessi benefici.

6. Le modalità di attuazione del presente articolo sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

6-bis. Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonche' coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento.

6-ter. I soggetti cui sono stati estesi, sulla base del presente articolo, i benefici prevedenziali di cui alla legge 27 marzo 1992, n. 257, come rideterminati sulla base del presente articolo, qualora siano destinatari di benefici prevedenziali che comportino, rispetto ai regimi pensionistici di appartenenza, l'anticipazione dell'accesso al pensionamento, ovvero l'aumento dell'anzianità contributiva, hanno facoltà di optare tra i predetti benefici e quelli previsti dal presente articolo. Ai medesimi soggetti non si applicano i benefici di cui al presente articolo, qualora abbiano già usufruito dei predetti aumenti o anticipazioni alla data di entrata in vigore del presente decreto.

6-quater. All'onere relativo all'applicazione dei commi 6-bis e 6-ter, valutato in 75 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 8, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.

6-quinques. In caso di indebito pensionistico derivante da sentenze con le quali sia stato riconosciuto agli interessati il beneficio pensionistico previsto dalle legge 27 marzo 1992, n. 257, riformate nei successivi gradi di giudizio in favore dell'ente previdenziale, non si dà luogo al recupero degli importi ancora dovuti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".

 

Sia prima che dopo la riforma normativa, l'assicurato deve dimostrare l'esposizione professionale a polveri e fibre di amianto con il superamento della soglia delle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative, per ogni anno e per oltre 10 anni.

- Prepensionamento amianto: come acquisire il diritto -

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti coloro che ne fanno richiesta. Scopri come poter ottenere l'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto e come ottenere la pensione amianto, consulta la voce Benefici amianto / Prepensionamento amianto


L'Osservatorio Nazionale Amianto con il suo pool di legali coordinato dall'Avv. Ezio Bonanni assiste tutti coloro che ne richiedono l'intervento e che vogliono ottenere la pensione amianto. E' sufficiente contattare il numero verde per avere assistenza legale gratuita oppure compilare il modulo in basso.

- Pensione amianto: consulenza legale gratuita -

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