Legge pensione amianto

L'ONA offre assistenza legale gratuita (a cura del presidente, Avv. Ezio Bonanni, con il team di avvocati online per la tutela dei diritti di cittadini e i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri agenti patogeni e cancerogeni e per far ottenere loro i relativi benefici assistenziali e previdenziali, la rivalutazione pensione Inps, rivalutazione rendita Inail e il risarcimento danni. 

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L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime di danni alla salute per la tutela dei loro diritti. 

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Prepensionamento amianto: i servizi dell'ONA

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Legge pensioni

L'inps eroga le prestazioni pensionistiche in base alla gestione e al fondo di appartenenza dei lavoratori iscritti e dei requisiti contributivi ed anagrafici previsti dalla legge pensioni.

Nel corso degli ultimi anni, sono state approvate nuove leggi pensioni che hanno modificato il sistema pensionistico, tranne per il comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico (vigili del fuoco del settore operativo e aeronavale).

Legge sulle pensioni amianto quota 100

La pensione "quota 100 " è la prestazione economica che l'inps eroga a domanda dei lavoratori dipendenti ed autonomi che maturano i requisiti di legge sulla pensione con la c.d. quota 100 nel periodo compreso tra il 01 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021 (pensione nuova legge - novità pensioni).

La prestazione pensionistica spetta ai lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (AGO) che comprende il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e le forme sostitutive ed esclusive che gestisce l'inps, e ai lavoratori iscritti alla gestione separata (nuova legge pensioni e pensionamento ultime notizie).


Legge amianto prepensionamento

Con la nuova pensioni legge sulla c.d. quota 100 si aggiunge alla maggiorazione contributiva per esposizione amianto (esposizione amianto benefici previdenziali, che consistono in maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, utili per il prepensionamento, prepensionamento per malattia e la rivalutazione della posizione contributiva utile per la maggiorazione dell'entità dei ratei pensionistici), riservati ai lavoratori delle miniere, ovvero che hanno contratto patologie asbesto correlate, ed anche per coloro che sono stati esposti ad asbesto per oltre 10 anni a concentrazioni superiori alle 100 ff/ll: 

  • benefici contributivi per i lavoratori delle miniere (art. 13, co 6, L. 257/92)
  • benefici contributivi, vittime patologie asbesto correlate (art. 13, co 7, L. 257/92)
  • lavoratori sani esposti ad asbesto per più di 10 anni (art. 13, co 8, L. 257/92);
  • lavoratori esposti ad asbesto nei siti oggetto ad atto di indirizzo ministeriale (art. 1, co. 20, 21, 22, L. 257/92).

Il Ministero del Lavoro ha emanato gli atti di indirizzo ministeriali diretti all'inail per il rilascio della certificazione di esposizione amianto, utile ad ottenere dall'inps la rivalutazione amianto, per raggiungimento requisiti pensione, anche con quota 100, e in caso di riconoscimento di malattia professionale asbesto correlata, con il pensionamento per malattia, prepensionamento per patologia sia per il prolungamento del periodo contributivo con il coefficiente 1,5, ex art. 13, co. 7, legge 257 del 1992, sia con nuova legge pensioni (art. 1, co. 250, legge 232 del 2016). 

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Nel caso in cui le patologie riconosciute fossero l'asbestosi polmonare, il mesotelioma o il cancro del polmone, e con l'accredito dei benefici amianto grazie alle leggi sulle pensioni come l'art. 13 comma 7 Legge 257/1992 non si dovesse raggiungere il diritto a pensione, si potrà chiedere il prepensionamento per patologia con l'art. 1 comma 250 Legge 232/2016 (nuova legge pensione).

Il coefficiente di maggiorazione amianto, per chi ancora non é stato colpito da malattia professionale asbesto correlata, è stato ridotto da 1,5 a 1,25, utile ai soli fini della rivalutazione della prestazione, senza prepensionamento per amianto (art. 47 co. 1 della L. 326 del 2003 - legge pensione anticipata), nel caso in cui non si applichi ancora la precedente e più favorevole normativa, e con l’onere di depositare la domanda di certificazione all’INAIL entro il 15.06.2005, pena la decadenza. 

In più bisogna dimostrare il superamento dell'esposizione a una soglia maggiore alle 100 fibre/litro di polveri e fibre di asbesto, nella media delle 8 ore lavorative per ogni anno e per oltre 10 anni, in caso contrario non si può accedere ai benefici contributivi amianto (art. 13, co. 8, legge 257 del 1992, modificata con l'art. 47 della legge 326 del 2003.

Legge amianto: lavoratori con patologia riconosciuta

Il riconoscimento inail di malattia professionale asbesto correlata dà diritto al lavoratore di ottenere la rivalutazione dell'intero periodo di lavoro di esposizione ad asbesto, con il coefficiente 1,5, valido a determinare l'anticipazione della maturazione del diritto a pensione, per un periodo pari al 50% di quello di esposizione (amianto pensione), e a rivalutare la prestazione pensionistica, eventualmente già in godimento, con il 50% del valore della contribuzione, con conseguente aumento dell'entità dei ratei mensili della pensione (senza onere della prova di esposizione qualificata per oltre 10 anni, senza decadenza per mancato deposito domanda Inail, e sempre con il coefficiente di 1,5, utile per il pensionamento anticipato.

L'art. 13, comma 7, Legge  prepensionamento 257/1992 (pensionamento per malattia): “Ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori, che abbiano  contratto  malattie  professionali  a  causa dell'esposizione all'amianto documentate dall'Istituto nazionale per l' assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL),  il  numero di settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa a periodi di prestazione lavorativa  per  il  periodo  di  provata  esposizione all'amianto e' moltiplicato per il coefficiente di 1,5". Per  approfondire:

Legge amianto: asbestosi, tumore del polmone, mesotelioma

Per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di una di queste tre patologie, e grazie alla nuova legge pensioni, sempre e comunque, i lavoratori esposti amianto vittime di patologie asbesto correlate, che hanno ottenuto dall'inail oppure dal loro ente di previdenza, il riconoscimento di malattia professionale asbesto correlata, tra cui il mesotelioma, il cancro del polmone e l'asbestosi, e in forza di recenti modifiche, anche di altre infermità, hanno diritto alla pensione di invalidità immediata - prepensionamento - sulla base della Legge sulla pensione 222/1984, senza che sia necessario però il grado invalidante minimo: è quindi sufficiente il riconoscimento di una di queste tre patologie per ottenere l'immediato pensionamento (art. 1 comma 250 L. 232/2016 - nuove leggi pensioni). Per approfondimenti

Benefici dei lavoratori ancora privi di patologia

Gli esposti amianto per motivi lavorativi che sono sani hanno diritto, in ogni caso, alla rivalutazione della posizione contributiva (pensione amianto) sempre del 50%, per maturare anticipatamente il diritto amianto pensione anticipata (prepensionamento amianto) e per rivalutare le prestazioni, ex art. 13, comma 8, Legge 257/1992 (legge prepensionamento).

“Per i lavoratori che siano  stati  esposti per  un periodo superiore a dieci anni, l'intero periodo lavorativo  soggetto all' assicurazione  obbligatoria  contro  le  malattie  professionali derivanti  dall'esposizione gestita  dall'INAIL  e' moltiplicato,  ai  fini  delle  prestazioni  pensionistiche  per   il coefficiente di 1,5” [2].

Successivamente, con l'art. 47 della Legge 326/2003, il beneficio è stato ridotto al coefficiente 1,25, valido solo per l'entità della prestazione e non più per maturare anticipatamente il diritto a pensione. 

La riduzione dei benefici amianto (art. 47, comma 1, Legge 326/2003)

L'art. 47 della Legge 326/2003 (una delle leggi sulle pensioni), ha ridotto il coefficiente e codificato il limite di soglia:

1. A decorrere dal 1° ottobre 2003, il coefficiente stabilito dall'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e' ridotto da 1,5 a 1,25. Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica ai soli fini della determinazione dell'importo delle prestazioni pensionistiche e non della maturazione del diritto di accesso alle medesime.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai lavoratori a cui sono state rilasciate dall'INAIL le certificazioni relative all'esposizione all'amianto sulla base degli atti d'indirizzo emanati sulla materia dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali antecedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Con la stessa decorrenza prevista al comma 1, i benefici di cui al comma 1 (amianto benefici pensionistici), sono concessi esclusivamente ai lavoratori che, per un periodo non inferiore a dieci anni, sono stati esposti all'amianto in concentrazione media annua non inferiore a 100 fibre/litro come valore medio su otto ore al giorno. I predetti limiti non si applicano ai lavoratori per i quali sia stata accertata una malattia professionale a causa dell'esposizione all'amianto, ai sensi del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al punto decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

4. La sussistenza e la durata dell'esposizione all'amianto di cui al comma 3 sono accertate e certificate dall'INAIL".

Decadenza benefici amianto domanda inail

Con l'art. 47 L. 326/2003, il Legislatore ha imposto l'onere della domanda all'INAIL entro il 15.06.2005 (una delle leggi sulla pensione). 

Molti lavoratori esposti ad asbesto ne erano inconsapevoli, altri non sono stati informati dell'onere di deposito della domanda all'inail entro il 15.06.2005, ed è per queste ragioni che, in molti, non hanno depositato questa domanda con il rischio di decadenza, e cioè del venir meno del diritto per inadempimento dell'onere del deposito della domanda inail.

Come evitare la decadenza inail

I lavoratori esposti ad asbesto che, fortunatamente, sono privi di patologie e/o di danni provocati dalla fibra killer, nel caso in cui abbiano lavorato più di 10 anni in esposizione a polveri e fibre di asbesto in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, che  alla data del 02.10.2003, abbiano già maturato il diritto a pensione per effetto delle maggiorazioni contributive (37 anni di contribuzione), oppure hanno presentato la domanda prima del 02.10.2003, oppure negli altri casi stabiliti dalle pensioni legge, hanno diritto alle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5 utile per il prepensionamento, prepensionamento per patologia e per la ricostituzione della posizione contributiva, con la rivalutazione e/o la riliquidazione della prestazione pensionistica eventualmente già in godimento e l'adeguamento dell'entità dei ratei, e al pagamento delle differenze su quelli medio tempore maturati.

A stabilirlo è lo stesso art. 47 della L. 326/2003, che ha ridotto il beneficio al coefficiente 1,25, per coloro ai quali non si applica la precedente normativa, e per di più imposto regole sulla decadenza, come è di palmare evidenza dal testo normativo, nel quale è inserito l'art. 47, co. 6 bis, L. 326/2003 (leggi sulla pensione), cui ha fatto eco, successivamente, l'art. 3, co. 132, L. 350/2003 (legge pensione anticipata).

Come difendersi dalla decadenza inail

Nel caso in cui l'inps dovesse eccepire la decadenza dal beneficio contributivo per esposizione asbesto per mancato deposito della domanda di certificazione benefici contributivi entro il termine del 15.06.2005, per ottenere il rigetto di questa eccezione di decadenza, è sufficiente dimostrare che alla data del 02.10.2003, l'avente diritto ai benefici avesse già maturato il diritto a pensione anche per effetto della rivalutazione con il coefficiente 1,5 dell'intero periodo contributivo per esposizione, ovvero di aver inoltrato tale domanda prima del 02.10.2003:

"5. I lavoratori che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici di cui al comma 1, compresi quelli a cui e' stata rilasciata certificazione dall'INAIL prima del 1° ottobre 2003, devono presentare domanda alla sede INAIL di residenza entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale di cui al comma 6, a pena di decadenza del diritto agli stessi benefici.

6. Le modalità di attuazione del presente articolo sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

6-bis. Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché' coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento. 

Sia prima che dopo la riforma normativa, i lavoratori esposti all'amianto devono dimostrare l'esposizione professionale asbesto in concentrazioni di polveri e fibre superiori alla soglia delle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative, per ogni anno e per oltre 10 anni.

Divieto di cumulo

Con riferimento alla categoria dei marittimi e di altri lavoratori, che sono stati esposti ad asbesto, e che hanno quindi diritto alla rivalutazione del periodo contributivo ai fini del prepensionamento, e della ricostituzione della posizione contributiva e previdenziale, e liquidazione o riliquidazione della prestazione pensionistica eventualmente in godimento, l'inps ha eccepito il c.d. divieto di cumulo, sulla base di quanto stabilito dall'art. 47, co. 6 ter della L. 326/2003 (nuova legge pensione):

6-ter. I soggetti cui sono stati estesi, sulla base del presente articolo, i benefici previdenziali di cui alla legge 27 marzo 1992, n. 257, come rideterminati sulla base del presente articolo, qualora siano destinatari di benefici previdenziali che comportino, rispetto ai regimi pensionistici di appartenenza, l'anticipazione dell'accesso al pensionamento, ovvero l'aumento dell'anzianità contributiva, hanno facoltà di optare tra i predetti benefici e quelli previsti dal presente articolo. Ai medesimi soggetti non si applicano i benefici di cui al presente articolo, qualora abbiano già usufruito dei predetti aumenti o anticipazioni alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Con questa eccezione, in molti casi l'inps è riuscita ad ottenere il rigetto delle domande di rivalutazione della posizione contributiva, e l'accredito delle maggiorazioni contributive per i lavoratori esposti all'amianto, in particolare i marittimi. Queste eccezioni sono prive di pregio giuridico, perchè per quanto riguarda i marittimi, come per altre categorie di lavoratori esposti asbesto, non si applica il divieto di cumulo e quindi debbono essere riconosciute le maggiorazioni contributive.

Indebito inps

In alcuni casi, i lavoratori esposti che hanno ottenuto l'accredito delle maggiorazioni contributive grazie all'art. 13, co. 8, L. 257/92 (leggi sulla pensione), hanno dovuto subire, nei successivi gradi di giudizio (in quello di appello oppure in quello di legittimità), la modifica delle statuizioni di primo grado, e quindi in alcuni casi, la riforma della sentenza originariamente positiva, con il rigetto delle domande di accredito delle maggiorazioni contributive per il prepensionamento.

In questi casi, l'inps, se ha accreditato delle somme  per effetto delle maggiorazioni contributive in seguito a pronunce giudiziali di condanna, che poi sono state riformate nei gradi successivi, chiede la restituzione delle somme (indebito inps amianto). In questi casi, è necessario far valere quanto stabilito dall'art. 47, co. 6 quinques, L. 326/2003, che stabilisce testualmente: 

6-quinques. In caso di indebito pensionistico derivante da sentenze con le quali sia stato riconosciuto agli interessati il beneficio pensionistico previsto dalle legge 27 marzo 1992, n. 257, riformate nei successivi gradi di giudizio in favore dell'ente previdenziale, non si dà luogo al recupero degli importi ancora dovuti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".

Prepensionamento amianto: come acquisire il diritto

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