Riconoscimento patologie asbesto correlate non tabellate

L'obbligo di denuncia delle malattie asbesto correlate è esteso, ai sensi e per gli effetti dell’art. 139 del testo unico, DPR 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni e integrazioni, anche a quelle patologie che sono inserite nella lista II e III dell'INAIL. 

Le patologie asbesto correlate della lista II e III (tabelle INAIL)

L'Osservatorio Nazionale Amianto è un'organizzazione di volontariato accreditata nell'elenco in rete del volontariato della salute, con sedi in tutte le regioni d'Italia. Promuove e tutela la ricerca, la cura, la solidarietà sociale, l'assistenza morale e materiale delle vittime di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate, e per il loro riconoscimento Inail, compreso il riconoscimento delle patologie non tabellate. Assiste anche i famigliari delle vittime di patologie asbesto correlate, così come coloro che hanno bisogno del riconoscimento di patologie non tabellate e soprattutto per il riconoscimento dei loro diritti. 

L'Osservatorio Nazionale Amianto, presieduta dall'Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto significativi risultati, con il riconoscimento delle patologie asbesto correlate, ed il riconoscimento di quelle  non tabellate e delle prestazioni previdenziali, in favore della vittima e dei suoi famigliari, anche per le patologie asbesto correlate non tabellate.

Tabelle INAIL lista I

Fanno parte della lista I delle patologie asbesto correlate, che debbono essere sempre riconosciute dall'INAIL:

Tabelle INAIL lista II

Fanno parte della lista II dell'INAIL: 

  • Tumore della faringe (c10-c13);
  • Tumore dello stomaco (c16);
  • Tumore del colon retto (c18-c20);

Nell'ultima monografia (Volume 100C - IARC Monographs): "There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos [...]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum".

Tabelle INAIL lista III

Fanno parte della lista III delle patologie asbesto correlate: 

tumore dell'esofago (c15). 

I lavoratori esposti all'amianto hanno una più alta incidenza di tumore dell'esofago. Ciò è stato dimostrato da Kang SK, Burnett CA, Freund E, et al., Gastrointestinal cancer mortality of workers in occupations with high asbestos exposures. Am J Ind Med. 1997; 31: 713–718. Così anche nell'ultima monografia IARC Monographs Volume 100c, Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite and Anthoplyllite) a pag. 294 (2.4.3. Cancer of oesophagus). 




Malattie asbesto correlate non inserite nelle tabelle INAIL

Se hai subito un danno da amianto contatta l'Osservatorio Nazionale Amianto, un nostro operatore ti metterà in contatto con il nostro servizio di ass. medica e di ass. legale, per la terapia, cura e per la tutela dei tuoi diritti.

Puoi rivolgerti a noi anche per ottenere il riconoscimento delle malattie non tabellate dall'Inail.

Se vuoi approfondire, consulta:

 Tutte le patologie da amianto 

oppure: 

https://www.osservatorioamianto.com/patologie/patologie-amianto-asbesto-correlate-riconosciute-nelle-tabelle-inail/

Numero Verde ONA

Diritto al risarcimento dei danni

I lavoratori esposti ad amianto, che hanno subito dei danni alla salute e che hanno ottenuto il riconoscimento della rendita INAIL, hanno diritto al prepensionamento, ovvero al pensionamento immediato nel caso di riconoscimento di asbestosi malattia professionale, tumore polmonare malattia professionale e mesotelioma malattia professionale.

Per approfondimenti sui benefici contributivi per esposizione ad amianto consulta: 

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/tutela-legale-per-benefici-contributivi-per-esposizione-ad-amianto/

Per il prepensionamento immediato per chi ha ottenuto il riconoscimento di malattia professionale (asbestosi, mesotelioma, tumore polmonare), trovano applicazione le norme dell'art. 1 comma 250 Legge 232/2016 per chi non ha ancora maturato il diritto a pensione: 

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/pensione-immediata-per-il-lavoratori-malati-da-amianto/ 


Sei un lavoratore esposto ad amianto?

Hai subito danni da amianto?

 

L'Osservatorio Nazionale Amianto ti assiste per ottenere la tutela di tutti i tuoi diritti. 

 

Consulta la sezione del sito dedicata all'assistenza legale

e scopri come ottenere anche il riconoscimento di patologie non tabellate.

 

Avv.Ezio Bonanni

L'Avv. Ezio Bonanni è il presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto ed è il pioniere nella difesa delle vittime dell'amianto in Italia. 

>> Per approfondimenti consulta il sito dell'Avv. Ezio Bonanni: https://www.eziobonanni.com/


L’Avv. Ezio Bonanni, in qualità di presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha sempre sostenuto che essendo l’amianto un cancerogeno, si dovesse riconoscere un nesso di causalità, almeno a titolo di concausa, anche per altre patologie, in modo da permettere alle vittime di ottenere quanto meno l’accredito delle prestazioni INAIL.

Per saperne di più, consulta la pubblicazione

“La storia dell’amianto nel mondo del lavoro"

La storia dell'amianto nel mondo del lavoro


Il tumore al pancreas

L'asbesto provoca anche il tumore del pancreas (come da indagini epidemiologiche di Selikoff [1]): nello studio di coorte di 18.000 lavoratori, coibentatori di cantieri U.S.A. e canadesi, nell'arco di venti anni, sia nella prima elaborazione del 1977, che in quella del 1987, è emerso un aumento di casi di tumore al pancreas.

Lo studio del Prof. Selikoff ha dimostrato che la forte esposizione ad amianto porta le fibre a migrare dagli organi della cavità toracica a quelli della cavità addominale. Ciò è confermato anche dall’aumento significativo e generalizzato anche dei carcinomi negli altri organi viscerali addominali, tra i quali il colon-retto, la cistifellea e le vie biliari.

L'Osservatorio Nazionale Amianto auspica che ci sia una verifica istopatologica dei reperti dei tessuti ed organi addominali tra coloro che esposti ad amianto hanno contratto questi tumori. In questo modo si potrebbe appurare la presenza o meno delle fibre di amianto, e quindi confermare o meno ciò che è emerso in sede epidemiologica, circa una maggiore incidenza di questi tumori sui lavoratori esposti ad amianto.

 

Note di approfondimento:

[Selikoff I.J., Seidman H. Asbestos - associated deaths among insulation workers in the States and Canada. In Landrigan P, Kazemi H (Eds) “The third wave of asbestos disease: exposure to asbestos in place”. Annals NY Academy Sciences 1991; 643; 1 - 14]

Tumore al Pancreas

Le neoplasie dell'apparato gastrointestinale

Neoplasie dell'apparato gastrointestinale

L'amianto è stato utilizzato per realizzare le tubature degli acquedotti. Specialmente in caso di sisma oppure di usura, e di manutenzione, l'utilizzo di tubature in amianto e in cemento/amianto può determinare la contaminazione dell’acqua potabile con fibre di crisotilo e di altri minerali di amianto. L'utilizzo di amianto per le acque potabili determina esposizione, per inalazione e per ingestione. Infatti di utilizzo di acqua potabile per scopi antropici (cucinare, lavare, etc..) ne determina l'evaporazione, e  con essa l'areodispersione e dunque l'inalazione. Inoltre, se l'acqua con fibre di amianto viene bevuta, le fibre penetrano direttamente nel corpo umano. In entrambi i casi, le fibre di amianto, essendo cancerogene, provocano danni alla salute, con la possibilità di insorgenza di neoplasie dell'apparato gastrointestinale.  Ne da conferma l'ultima monografia IARC in materia di amianto (http://monographs.iarc.fr/…/Monogra…/vol100C/mono100C-11.pdf).

Le conseguenze dannose per la salute umana sono legate alla tipologia e durata di esposizione all'amianto [1].

Secondo quanto già evidenziato per il mesotelioma e dagli studi di Kanarek et al., 1980 [2]. E ancora Andersen et al.  [3e poi di Kjaerheim et al., 2005 [4] 

Alcuni scienziati disconoscono e negano che l'amianto possa provocare il tumore dello stomaco e del colon, salvo però essere smentiti, per effetto dei risultati di ricerche istopatologiche, che hanno permesso di confermare le risultanze epidemiologiche, che debbono essere sempre corroborate dalle verifiche di dati sperimentali aggiuntivi sul carico delle fibre "mediante le tecniche diagnostiche non invasive di Y. Omura (2006) oppure con le determinazioni quantitative, … descritte dal gruppo di ricerca di R.E. Gordon’. il nesso di causalità, e tuttavia queste apparenti contraddizioni possono essere facilmente argomentate tenendo conto dell’intensità dell’esposizione e della differente composizione mineralogica delle fibre", come evidenzia anche il Prof. Giancarlo Ugazio [5]  e il Prof. Irving Selikoff, con lo studio ‘Epidemiology of gastrointestinal cancer [6].


Approfondimento con la letteratura scientifica sulle  neoplasie dell'apparato gastrointestinale

[1]  

IARC Monographs Volume 100c, Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite and Anthoplyllite) in cui si legge: "There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos [...]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum". Ed ancora sull'esofago: Asbestos, which is a well-known risk factor for lung cancer and malignant mesothelioma, has also been suggested as a gastrointestinal (GI) carcinogen. This study was conducted to assess the relationship between high asbestos exposure occupations and the occurrence of G1 cancer [...] Gastric cancer was elevated in supervisors in production and managers. Colorectal cancer was elevated in mechanical and electrical and electronic engineers. However, high exposure occupations like insulation, construction painter supervisors, plumbers, furnace operators, and construction electricians showed no elevations of GI cancers. In conclusion, this death certificate study supports an association between asbestos exposure and some GI cancer, however the magnitude of this effect is very small”.

 [2]

Kanarek MS, Conforti PM, Jackson LA, et al. Asbestos in drinking water and cancer incidence in the San Francisco Bay area. Am J Epidemiol. 1980; 112: 54–72. Abstract: “Age-adjusted, sex- and race-specific 1969-1971 cancer incidence ratios for the 722 census tracts of the San Francisco-Oakland Standard Metropolitan Statistical Area were compared with measured chysotile asbestos counts in tract drinking waters. The water supplies serving the area have varying contact with naturally occurring serpentine. The t test for multiple regression coefficients and the t test for correlation coefficients showed significant (p less than 0.01) relationships between chrysotile asbestos content of tract drinking water and white male lung, white female gall bladder and pancreas, and peritoneal cancers in both sexes. Of weaker significance (0.01 less than or equal to 0.05) were female esophagus, pleura and kidney, as well as stomach cancers in both sexes. These associations appeared to be independent of income, education, asbestos occupation, marital status, country of origin and mobility”.

[3

Andersen A, Glattre E, Johansen BV. Incidence of cancer among lighthouse keepers exposed to asbestos in drinking water. Am J Epidemiol. 1993; 138: 682–687. Abstract: “The study population comprises 690 Norwegian male lighthouse keepers whose water supply came from cisterns that received rain water off asbestos-cement-tiled roofs. The asbestos-cement tiles were installed in the late 1950s, and two decades later the fiber content in the tap water was analyzed. The fiber content ranged from 1,760 to 71,350 million fibers per liter, which is significantly higher than measured in any other Norwegian public water supply. During the follow-up period, 1960-1991, no statistically significant excess risk was found for any type of cancer in the group with a latency period of 20 years or more, except for stomach cancer (11 observed cases vs. 4.57 expected, standardized incidence ratio = 241, 95% confidence interval 120-431). No cases of malignant mesothelioma were found. The study is limited by lack of knowledge as to when the tiles began to deteriorate and, thus, the magnitude of total exposure as well as by the inability to control for such potential confounding factors as diet”. 

[4] 

Kjaerheim K, Ulvestad B, Martinsen JI, Andersen A., Cancer of the gastrointestinal tract and exposure to asbestos in drinking water among lighthouse keepers (Norway). Cancer Causes Control. 2005; 16: 593–598. Abstract: “OBJECTIVE: Previous studies of predominantly ecological design have indicated a possible elevation of gastrointestinal cancer risk in population groups exposed to drinking water contaminated with asbestos from natural sources or asbestos-cement containing water pipes. In the present study the possible effect of ingested asbestos fibers on gastrointestinal cancer risk was investigated in an occupational group where a proportion of the employees was exposed to asbestos in their drinking water. METHOD: A cohort of 726 lighthouse keepers first employed between 1917 and 1967 were followed up for cancer incidence from 1960 to 2002. The standardized incidence ratio (SIR) was calculated as the number of new cancer cases divided by the expected number based on five-year age and sex specific incidence rates in the general rural population of Norway. A 95% confidence interval (CI) was calculated for all SIR values assuming a Poisson distribution of the cancer cases. RESULTS: Risk of stomach cancer was elevated in the whole cohort (SIR: 1.6, CI: 1.0-2.3), in the subgroup with definite asbestos exposure (SIR: 2.5, CI: 0.9-5.5), and when the group was followed for 20 years and more after first possible exposure (SIR: 1.7, CI: 1.1-2.7). Less consistent results were found for colon cancer; SIR was 1.5 (CI: 0.9-2.2) overall, 0.8 (CI: 0.1-2.9) among the exposed, and 1.6 (CI: 1.0-2.5) twenty years and more after first possible exposure. CONCLUSION: The results support the hypothesis of an association between ingested asbestos and gastrointestinal cancer risk in general and stomach cancer risk specifically”.

[5]

Giancarlo Ugazio, Asbesto/Amianto, ieri, oggi e domani. Aracne Editore, luglio 2012. 

[6]

Irving J. Selikoff,  Epidemiology of gastrointestinal cancer, in Environmental Health Perspectives, Vol. 9, pp. 299-305, 1974], aveva già dimostrato che il tumore al colon, e gli altri tumori del tratto gastrointestinale fossero riconducibili all'esposizione ad amianto. Il nesso causale tra esposizione ad amianto / asbesto e l'insorgenza del tumore al colon ha trovato ulteriore autorevole e definitiva conferma nelle conclusioni dello IARC (There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”. IARC, Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite, And Anthophyllite), 2010). 


Le neoplasie nell'apparato riproduttivo

Lo IARC, nelle sue conclusioni, ha confermato che l'amianto provoca anche il cancro delle ovaie e l'INAIL lo ha inserito nella lista I delle malattie professionali riconosciute e risarcite. Ci sono poi tutta una serie di altre patologie dell'apparato riproduttivo che, se si manifestano in chi è stato esposto ad amianto, danno diritto al riconoscimento INAIL, all'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto (ex art. 13 comma 7, Legge 257/1992) e al risarcimento dei danni e, se causate a militari, ovvero dipendenti pubblici del comparto sicurezza impiegato in missioni ovvero in attività di istituto che comportano esposizione ad amianto, danno diritto al riconoscimento di vittima del dovere.

Per approfondimenti: 

Patologie amianto - Asbesto correlate riconosciute nelle tabelle INAIL

https://www.osservatorioamianto.com/patologie/patologie-amianto-asbesto-correlate-riconosciute-nelle-tabelle-inail/

 

Tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/tutela-legale-per-benefici-contributivi-per-esposizione-ad-amianto/ 

 

Riconoscimento di Vittima del Dovere

https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/riconoscimento-di-vittima-del-dovere/

Approfondimenti malattie asbesto correlate dell'apparato riproduttivo

Già nel 1982, Wignall and Fox e Acheson et al., e poi Newhouse et al. nel 1985 e nel 2009 Reid et al., avevano affermato il nesso causale tra questa neoplasia e l’esposizione all’amianto.

In Italia è stato dimostrato un incremento di casi di tumore ovarico in donne indennizzate per asbestosi (Germani et al., 1999) impiegate nel settore tessile dell’asbesto (Pira et al., 2005) e nella produzione del cemento (Magnani et al., 2008), oltre che nel settore tipografico.

Marina Musti, Tommaso Massaro, Domenica Cavone, Armando Pinca, Gabriella Martina, Maria Antonietta Grimaldi, Antonio Baldassarre, Gabriella Serio e Leonardo Resta del Dipartimento Medicina Interna e Medicina Pubblica Sezione Medicina Lavoro Ramazzini Università Bari e Dipartimento Anatomia Patologica Università Bari, hanno pubblicato uno studio avente ad oggetto ‘Esposizione ad amianto e rischio di insorgenza di mesotelioma primitivo dell’ovaio’, dal quale si evince che ‘una meta-analisi del 1999 sulla mortalità di donne impiegate in un’industria tipografica russa ha evidenziato 13 decessi per carcinoma ovarico’e precisamente:

12 donne erano addette alla rilegatura dei testi ed esposte a talco contaminato da amianto (21). Un eccesso di tumori ovarici rispetto agli attesi è stato riscontrato in diversi studi condotti su soggetti occupati in fabbriche di cemento-amianto. Nel 2000 Attanoos e Gibbs analizzano 7 casi di tumore primitivo delle gonadi maschili e femminili. Quattro di questi sono tumori primitivi dell’ovaio, dei quali tre mesoteliomi. Tra questi ultimi per due pazienti è stata accertata l’esposizione ad amianto”.

Uno studio caso-controllo (Langseth 2007) condotto su lavoratrici di una industria tipografica in Novergia ha evidenziato la presenza di fibre di amianto all’interno di frammenti di tessuto ovarico sano in due dei casi (46 donne affette da cancro ovarico) ed in nessuno dei controlli a sostegno dell’ormai condivisa opinione di diversi autori sul passaggio delle fibre attraverso le vie genitali fino all’ovaio. Nel sito www.asbesto.com, in ordine alle macchine rotative, che si utilizzano nel settore poligrafico, evidenzia la presenza di amianto ed una alta incidenza di mesoteliomi tra i lavoratori del settore [1].

Apparato riproduttivo

 

Note di approfondimento:

 

[Riguardo le macchine rotative, che rientrano nel campo delle macchine operative, sarà opportuno consultare l’articolo tratto dal sito: www.asbestos.com:“Machine Operatives - Mesothelioma Risks Machine operatives were exposed to asbestos in a variety of ways. Machine operative is a general term used for anyone who operates machinery. Asbestos, because it was commonly used as as insulator, was often found in various types of machinery, and in fact, was one of the most widely used products of the industrial age. The insulating abilities of asbestos made it the perfect material to line brakes, cables and other parts of the inner workings of machinery. …....….. Unfortunately, the clothing and gloves often caused machine operatives to be exposed to asbestos when the protective gear became worn or torn. When this occurred, microscopic asbestos fibers were released into the air, where they could be inhaled or ingested by machine operatives”. Il quale evidenzia come per le macchine operative fosse diffuso l’impiego di materiali a consumo in MCA, che usurandosi liberavano continuamente fibre, e l’impiego di DPI in MCA, quali guanti e grembiuli, che anch’essi liberavano fibre]

Fibre di asbesto sono state trovate nel tessuto ovarico di donne esposte (Heller et al., 1996 [2]; 1999; Langseth et al., 2007).

Heller D.S., Gordon R.E., Westhoff C., Gerber S., ‘Asbestos exposure and ovarian fiber burden (Esposizione ad asbesto e carico di fibre nell’ovaio)’, Am J Ind Med. 29, 435-439, 1996, hanno evidenziato  [3] :

“Epidemiologic studies suggest increased risk of epithelial ovarian cancer in female asbestos workers and increased risk of malignancy in general in household contacts of asbestos workers. Ovaries were studied from 13 women with household contact with men with documented asbestos exposureand from 17 women undergoing incidental oophorectomy. Ovarian tissue was examined by analytic electron microscopy. Significant asbestos fiberburdens were detected in 9 out of 13 women with household asbestos exposure (69.2%), and in 6 out of 17 women who gave no exposure history (35%). Three exposed women had asbestos counts over 1 million fibers per gram wet weight (23%), but only 1/17 women without an exposure history had a count that high (6%). Although asbestos has been documented as a contaminant of some older cosmetic talc preparations, the chrysotile and crocidolite types of asbestos we detected are more indicative of background and/or occupational exposure. This study demonstrates that asbestoscan reach the ovary. Although the number of subjects is small, asbestos appears to be present in ovarian tissue more frequently and in higher amounts in women with a documentable exposure history”.

Ed ancora Heller D.S., Gordon R.E., Katz N., ‘Correlation of asbestos fiber burdens in fallopian tubes and ovarian tissue (Correlazione tra il conteggio delle fibre d’asbesto nelle tube di Falloppio e quello del tessuto ovarico)’, Am J Obstet Gynecol. 18, 346-347, 1999 [4]:

“Evidence suggests an increased risk of ovarian cancer with asbestos exposure. Ovaries and corresponding fallopian tubes were studied by analytic electron microscopy. There was 71.4% agreement between tube and ovary for presence-type of asbestos. The fallopian tube can provide useful information regarding asbestos exposure when no ovarian tissue is available”.

[5];  poi con [6], e ancora con  [7], ha dimostrato che le fibre di amianto attraversano la placenta e determinano una esposizione prenatale del nascituro, associate a un possibile incremento della mortalità fetale (Tsurikova et al., 1992 [8]).

Quindi si può concludere che il tumore dell’ovaio deve essere associato all’esposizione all’amianto, come pure confermato da Straif et al. [9e dalle conclusioni dello IARC [10]:

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum. For cancer of the colorectum, the Working Group was evenly divided as to whether the evidence was strong enough to warrant classification as sufficient”.

Note di approfondimento:

[Heller DS, Gordon RE, Katz N. Correlation of asbestos fiber burdens in fallopian tubes and ovarian tissue. Am J Obstet Gynecol. 1999; 181: 346–347]

Questo studio è stato oggetto di esame da parte del Prof. Giancarlo Ugazio nella sua pubblicazione Asbesto/Amianto. Ieri, oggi, domani. Viaggio tra verità, ipocrisia, reticenza e dolore, Ed. Aracne, Roma, luglio 2012, pag. 58. Sintesi: “Ricerche epidemiologiche suggeriscono un aumento del rischio di cancro ovarico in donne lavoratrici nel campo dell’asbesto e un incremento di malignità generale nei contatti domiciliari con lavoratori dell’asbesto. Furono studiate le ovaie di 13 donne in contatto domiciliare con uomini certamente esposti ad asbesto e di 167 donne sottoposte occasionalmente ad ooforectomia. Il tessuto ovarico fu esaminato mediante microscopia elettronica analitica. Furono osservate rilevanti concentrazione di fibre d’asbesto in 9 delle 13 donne con esposizione domiciliare ad asbesto (69,2%), e in 6 delle 17 donne che non presentavano una storia anamnestica di esposizione (35%). Tre delle donne esposte presentavano conteggi di fibrille superiori ad un milione di fibre per grammo di peso umido (23%), ma solo 1/17 donne senza una storia anamnestica di esposizione aveva un conteggio altrettanto elevato (6%). Sebbene sia stato dimostrato che l’asbesto è un contaminante di vecchie preparazioni cosmetiche di talco, le specie molecolari dell’asbesto, crisotilo e crocidolite, che noi abbiamo trovato sono indicative di un’esposizione di base od occupazionale. Questa ricerca dimostra che l’asbesto può raggiungere l’ovaio. Sebbene il numero dei soggetti sia piccolo, l’asbesto sembra presente nel tessuto ovarico più frequentemente in elevate concentrazioni nelle donne con una storia anamnestica positiva per l’esposizione” 

Questo studio è stato oggetto di esame da parte del Prof. Giancarlo Ugazio nella sua pubblicazione Asbesto/Amianto. Ieri, oggi, domani. Viaggio tra verità, ipocrisia, reticenza e dolore, Ed. Aracne, Roma, luglio 2012, pag. 58. Sintesi: “L’evidenza suggerisce che l’esposizione ad asbesto aumenta il rischio di contrarre il cancro dell’ovaio. Le ovaie e le corrispondenti tube di Falloppio furono studiate con microscopia elettronica analitica. Ci fu una concordanza al 71,4% tra le tube e le ovaie per la  concentrazione e la tipizzazione molecolare delle fibre d’asbesto. La tuba di Falloppio può fornire informazioni utili a proposito dell’esposizione ad asbesto quando non sia disponibile tessuto ovarico”.

 

Haque AK, Mancuso MG, Williams MG, Dodson RF. Asbestos in organs and placenta of five stillborn infants suggests transplacental transfer. Environ. Res. 1992; 58: 163–175. Abstract: “Digests of lungs, liver, and placenta from five stillborn infants of 22 to 38 weeks gestational age were examined for asbestos and other fibers using light and electron microscopy, energy dispersive X-ray analysis, and selected area diffraction analysis. Uncoated chrysotile asbestos fibers were found in the digests of at least one of the three tissues examined from each stillborn infant. The asbestos fiber burdens ranged from 71,000 to 357,000 fibers/g wet tissue. Most of the fibers were small, with the mean length ranging from 0.83 to 2.53 microns. While appreciable numbers of uncoated chrysotile fibers were present, no coated asbestos fibers were found in any of the stillborns. Both coated and uncoated nonasbestos fibers were found in at least one of the tissue digests of all five stillborns. The uncoated nonasbestos fibers were characterized as aluminum silicates, diatomaceous earth fragments, or other fibers. The coated nonasbestos fibers or ferruginous bodies were consistent with being formed on diatomaceous earth fragments, black carbon cores, or sheet silicate cores. Since the placenta is the only route of communication between the fetus and the outside environment, our findings strongly suggest a transplacental transfer of asbestos and other fibers in humans”. 

 

Haque AK, Vrazel DM, Burau KD, et al. Is there transplacental transfer of asbestos? A study of 40 stillborn infants. Pediatr. Pathol Lab Med. 1996; 16:877–892. Abstract: “An autopsy study was conducted to investigate whether there is transplacental transfer of asbestos in humans. The asbestos burden of lung, liver, skeletal muscle, and placenta digests of 40 stillborn infants was determined using a bleach digestion method. The fibers detected in the tissue digests were characterized as to the type of asbestos, using electron microscopy, energy-dispersive x-ray analysis, and selected-area diffraction analysis. Placental digests of 45 full-term, liveborn infants were similarly processed as controls. Low levels of small, thin, uncoated asbestos fibers were detected in the placentas and organs of 37.5% of the stillborn infants (15 of 40). The fiber sizes ranged from 0.05 to 5.0 microns in length and 0.03 to 0.3 micron in width, with a mean length of 1.15 microns and a mean width of 0.069 micron. Maximum numbers of fibers were found in the lungs (mean 235,400 fibers/g; n = 10), followed by liver (mean 212,833 fibers/g; n = 6), placenta (mean 164,500 fibers/g; n = 4), and skeletal muscle (80,000 fibers/g; n = 1). The fibers were detected at all stages of gestation and showed no association with gestational age. A significant association was found between fiber presence and working mothers, and positive but nonsignificant associations were found with maternal history of drug abuse, previous abortions, and fetal maceration. No association was found between premature rupture of membranes and fiber presence. No fibers were detected in the 45 placentas of the liveborn control infants. There was a highly significant difference in the asbestos fiber counts of the placentas of the stillborn and liveborn infants (P < .001). Our studies demonstrate the presence of short and thin asbestos fibers in stillborn infants and their positive association with working mothers”.

 

[Haque AK, Vrazel DM, Uchida T. Assessment of asbestos burden in the placenta and tissue digests of stillborn infants in South Texas Arch Environ Contam Toxicol. 1998; 35: 532–538. Abstract: “The primary aim of this prospective study was to examine the tissues and placentas of autopsied stillborn infants for presence of asbestos fibers.Asbestos burden of lung, liver, skeletal muscle, and placenta digests of 82 stillborn infants was determined using standard bleach digestion technique. The digests were examined by electron microscopy, and the types of fibers determined using energy dispersive x-ray analysis and selected area diffraction analysis. Digests of 45 placentas collected from deliveries of liveborn healthy infants were processed and examined similarly as controls. Asbestos fibers were detected in 50% of the fetal digests and 23% of the placental digests of stillborn infants. Of the fibers present, 88% were chrysotile, 10% were tremolite, and 2% were actinolite and anthophyllite. Fibers measured 0.5-16.73 microgram in length (mean 1.55 microgram), and 0.03-0.8 microgram in width (mean 0.098 microgram). Lungs were most frequently positive for fibers (50%), followed by muscle (37%), placenta (23%), and liver (23%). Mean fiber counts were highest in the liver (58,736 f/g), followed by placenta (52,894 f/g), lungs (39,341 f/g), and skeletal muscle (31,733 f/g). Digests of 15% of the control placentas also showed asbestos fibers, although in very small numbers. The mean fiber count of the stillborn placentas (52,894 f/g) was significantly higher than the mean fiber count of the control placentas (mean 19 f/g) (p = 0.001). A highly significant association was found between fiber presence in stillborns and a maternal history of previous abortions (p = 0.007). A significant association was also found between fiber presence and placental diseases (p = 0.041). An association was suggested between working mothers and fiber presence (p = 0.19), although it did not reach statistical significance. The study documents the presence of small and thin asbestos fibers in stillborn fetal tissues and placenta. Significantly higher number of fibers were found in stillborn tissues compared to controls (liveborn placenta). The absence of a maternal history of asbestos-related occupations suggests that the fibers may have been acquired through environmental exposure”. 

 

Tsurikova GV, Spitsyn VA, Gladkova EV, Minaeva OPBiodemographic parameters as indicators of genetic adaptation to harmful occupational factors (e.g., asbestos). Gig Tr Prof Zabol. 1992; 6: 28–30) e la comparsa di mesotelioma nell’infanzia (Wassermann et al., 1980 [Wassermann M, Wassermann D, Steinitz R, et al. Mesothelioma in children. IARC Sci Publ. 1980; 30: 253–257.

 

IARC, Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite, And Anthophyllite), 2010. Sintesi dell’autore: “Vi è una sufficiente evidenza della cancerogenicità per l'uomo di tutte le forme di amianto (crisotilo, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite e antofillite). L'amianto provoca il mesotelioma e il cancro del polmone, della laringe e dell'ovaio. Anche associazioni positive sono state osservate tra l'esposizione a tutte le forme di amianto e tumore della faringe, stomaco, colon-retto e. Per il cancro del colon-retto, il Gruppo di lavoro è stato equamente diviso sul fatto che la prova era abbastanza forte da giustificare la classificazione come sufficiente. 


I tumori della faringe e laringe

Il tumore alla laringe è stato ormai inserito nella lista I dell'INAIL, e quindi chi ne è affetto ha diritto al risarcimento INAIL (rendita oppure indennizzo per malattia professionale asbesto correlata). 

Il tumore alla faringe è considerato malattia asbesto correlata nell'ultima monografia IARC (IARC, Asbestos (Chrysotile, Amosite, Crocidolite, Tremolite, Actinolite, And Anthophyllite)2010). Infatti, nelle conclusioni delle monografia IARC si legge: There is sufficient evidence in humas for the carcinogenicity of all forms of asbestos […]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum".

Queste conclusioni tradotte in italiano: "C'è sufficiente prova per la cancerogenicità negli esseri umani di tutte le forme di amianto [...] L'amianto causa il mesotelioma e il cancro al polmone, alla laringe e alle ovaie. Si sono osservate associazioni positive anche tra esposizione a tutte le forme di amianto e il cancro alla faringe, allo stomaco e al colon retto". 

Tumore alla faringe

Queste conclusioni sono confermate dalla letteratura scientifica e dagli studi di coorte, in particolare:  Selikoff & Seidman, 1991; Sluis-Cremer et al., 1992; Reid et al., 2004; Pira et al., 2005.

Nel rapporto Eurogip (2006) si evidenzia come il tumore alla laringe sia stato riconosciuto come asbesto correlato in 237 casi in Germania per il periodo dal 1997 al 2012, 15 casi in Danimarca per il periodo dal 1991 al 2003, altri 11 casi in Francia dal 1994 al 2002, e in Italia soltanto tre casi nel 2002, mentre per quanto riguarda il tumore alla faringe, soltanto due casi in Francia dal 1994 al 2002 [1]. 

 


I tumori dell'apparato urogenitale (rene e prostata)

Nel 1995 sono state ritrovate fibre di asbesto nei tumori uroteliali e nella parete vescicale sana (‘Concentrazione di fibre di asbesto nei tumori uroteliali e nella parete vescicale esente da neoplasia [1]).

Già nel 2004, Morando Soffritti sosteneva che “Oltre al mesotelioma, l’amianto determina un aumento dell’incidenza di altri tumori, in particolare di quelli del polmone, della laringe, dell’esofago, del colon-retto, e del rene”. 

Il Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, con Sentenza 2471 del 12.07.2012, ha accolto la domanda di un lavoratore affetto da carcinoma uroteliale ed esposto ad amianto.

 

Tumori apparato uro genitale

L'INAIL aveva negato a questo lavoratore il riconoscimento dell'origine professionale della neoplasia, nonostate questi avesse già ottenuto una sentenza di accoglimento della domanda di accredito delle maggiorazioni amianto sulla base dell'art. 13, comma 8, L. 257/92 in seguito ad un accertamento della presenza di polveri e fibre di amianto aerodisperse nell'ambiente lavorativo. 

L’INAIL è stata condannata all’indennizzo del danno biologico e del danno patrimoniale: nella motivazione si fa riferimento alla pregressa ed accertata esposizione ad amianto, e al fatto che possono essere dichiarate tali (e cioè asbesto correlate in relazione ad esposizione professionale ad asbesto), non solo le classiche patologie inserite nelle tabelle.

Note di approfondimento:

 

[L.Pollice, G.M.Ferri, L.Paoletti, & al., Concentrazione di fibre di asbesto nei tumori uroteliali e nella parete vescicale esente da neoplasia, Med.Lav. 17:11-15, 1995 ]


Tumori dei tessuti emolinfopoietici

 In due pazienti con asbestosi e in uno con mesotelioma pleurico susseguente ad un mieloma iniziale, sono stati rinvenuti tre diversi tumori maligni della linea cellulare B, leucemia linfocitaria cronica, mieloma ad immunoglobulina A [IgA], e mieloma ad immunoglobulina G [IgG].

Carenze di immunità cellulomediata e iperattività della funzione delle cellule B, sono state osservate in precedenza in pazienti affetti da asbestosi.

Kagan E., Jacobson  R.J., Yeung K.Y., Haidak D.J. e Nachnani G.H. [1] ritengono che queste alterazioni immunitarie siano asbesto correlate e possono predisporre allo sviluppo di tumori maligni di tipo immunoproliferativo e linfoproliferativo, giacchè questi tumori sono stati rinvenuti in un più ampio numero di situazioni cliniche di iperattività del sistema immune.

Successivamente gli stessi Kagan E. e Jacobson  R.J., hanno pubblicato ‘Lymphoid and plasma cell malignancies: asbestos-related disorders of long latency (Tumori maligni di cellule linfoidi e di plasmacellule: disturbi correlate all’asbesto con una lunga latenza)’ [2] in Am. J. Clin Pathol 80, 14-20, 1983, attraverso il quale si dimostra come 13 lavoratori esposti all’amianto fossero affetti da neoplasie linfoplasmacitarie, dei quali 6 con leucemia cronica linfocitaria, 4 con mieloma IgG, 2 con mieloma IgA, e 1 con linfoma istiocitario.

Il periodi di latenza variava tra i 16 e i 41 anni e l’affezione polmonare asbesto correlata era evidente in 12 soggetti e i mesoteliomi maligni della pleura coesistevano con i mielomi IgG in due soggetti, tanto da poter escludere una correlazione fortuita.

Questo studio conferma ancora una volta come l’asbesto sia cancerogeno per il sistema linfoide e suggerisce di verificare la pregressa esposizione all’amianto in pazienti che presentino neoplasie linfoproliferative.

Contestualmente Waxweiler R., Robinson C. [3] , hanno pubblicato ‘Asbestos and non-Hodgkin’s lymphoma (Asbesto e linfoma non-Hodgkin)’, con il quale si evidenzia come nel periodo che va dal 1959 al 1962 vi erano tra i richiedenti una indennità per la disabilità un crescente numero di pazienti affetti da linfoma e leucemia che avevano svolto attività di ingegnere meccanico e carpentiere, e come tra la causa di decesso per uomini nel 1950 ci fossero molti più tumori maligni dei tessuti linfopoietici e ematopoietici.

Nello studio di Battista G., Belli S., Comba P., Fiumalbi C., Grignoli M., Loi F., Orsi D., Paredes I., dal titolo ‘Mortality due to asbestos-related causes among railway carriage construction and repair workers (Mortalità dovuta a cause correlate all’asbesto tra i lavoratori della costruzione di vetture ferroviarie e della loro riparazione)’[4], hanno messo in evidenza un incremento del mieloma multiplo, anche se non ritenevano definitivamente dimostrato il nesso causale con l’esposizione all’amianto.

Becker N., Berger J., Bolm-Audorff U., in ‘Asbestos exposure and malignant lymphomas  A review of the epidemiological literature (Esposizione ad asbesto e linfomi maligni – Una rassegna della letteratura epidemiologica)’, pubblicato su Int. Arch. Occup. Environ. Health [ 5], hanno messo in evidenza come ci sono stati numerosi casi di linfomi tra coloro che sono stati esposti all’amianto.

Nella ricerca questi studiosi hanno distinto tra linfoma non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica e il plasmocitoma/mieloma multiplo e anche se il rapporto causale non poteva essere confermato, tuttavia un incremento dei casi tra coloro che erano stati esposti all’amianto, lascia supporre un aumento del rischio, con conseguente necessità di maggiori approfondimenti.

In ultimo Seidler A., Becker N.,  Nieters A., Arhelger R., Mester B., Rossnagel K., Deeg E., Elsner G., Melis M., Sesler S., Avataneo G., Meloni M., Cocco P.[6], con scopo di analizzare la relazione tra l’esposizione all’asbesto e il linfoma maligno con una ricerca multicentrica eseguita in Germania e in Italia, secondo un comune protocollo fondamentale, hanno fatto emergere come per un totale di 1.173 individui, mediante un colloquio e anamnesi occupazionale, con questionari aggiuntivi dedicati alle specifiche mansioni di lavoro e valutazione dell’esposizione all’asbesto, si giunge al risultato che non sarebbe risultata alcuna associazione statisticamente significativa tra l’esposizione cumulativa all’asbesto e il rischio di qualunque sottotipo di linfoma.

Un rischio elevato fu rinvenuto per l’associazione tra l’esposizione a più di 2,6 fibre per anno e il mieloma multiplo.

 

Il Prof. Giancarlo Ugazio ha spiegato la divergenza delle conclusioni di Seidler et al., con quelle degli altri studi eseguiti dal 1979 al 2001, con il fatto che all’esame epidemiologico non sono stati aggiunti dati sperimentali ‘…sul carico di fibre d’asbesto dei tessuti emolinfopoietici implicati nell’affezione tumorale nei casi , o quelli indenni nei controlli, mediante le tecniche diagnostiche non invasive di Y. Omura (2006) (…) oppure con le determinazioni quantitative, con la speciazione molecolare, descritte dal gruppo di ricerca di R. E. Gordon, su entrambe le popolazioni osservate nello studio caso/controllo’[7].

Note di approfondimento:

[Kagan E., Jacobson  R.J., Yeung K.Y., Haidak D.J., Nachnani G.H., Asbestos-associated neoplasms of B cell lineage (Neoplasie asbesto-correlate della linea cellulare), B. Am J Med 67, 325-330,1979]

 

[Kagan E. e Jacobson  R.J., Lymphoid and plasma cell malignancies: asbestos-related disorders of long latency (Tumori maligni di cellule linfoidi e di plasmacellule: disturbi correlate all’asbesto con una lunga latenza), Am J Clin Pathol 80, 14-20, 1983]

 

[Waxweiler R., Robinson C., Asbestos and non-Hodgkin’s lymphoma (Asbesto e linfoma non-Hodgkin), Lancet. I(8317), 189-190, 1983]

 

[Battista G., Belli S., Comba P., Fiumalbi C., Grignoli M., Loi F., Orsi D., Paredes I., Mortality due to asbestos-related causes among railway carriage construction and repair workers (Mortalità dovuta a cause correlate all’asbesto tra i lavoratori della costruzione di vetture ferroviarie e della loro riparazione), Occup Med (Lond). 49, 536-539, 1999]

 

[Hecker N., Berger J., Bolm-Audorff U., Asbestos exposure and malignant lymphomas  A review of the epidemiological literature (Esposizione ad asbesto e linfomi maligni – Una rassegna della letteratura epidemiologica), Int. Arch. Occup. Environ. Health. 74, 459-469, 2001]

 

[Seidler A., Becker N.,  Nieters A., Arhelger R., Mester B., Rossnagel K., Deeg E., Elsner G., Melis M., Sesler S., Avataneo G., Meloni M., Cocco P.,Asbestos exposure and malignant lymphoma: a multicenter case-control study in Germany and Italy (Esposizione all’asbesto e linfoma maligno: ricerca multicentrica caso-controllo eseguita in Germania e in Italia), Int Arch Occup Environ Health. 83, 563-570, 2010 ]

 

[Ugazio Giancarlo, Asbesto/amianto, ieri, oggi, domani, viaggio tra verità, ipocrisia, reticenza e dolore, Aracne, luglio 2012]


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