Mesotelioma peritoneale

Il mesotelioma peritoneale è la neoplasia del mesotelio causata dall'amianto, che è sinonimo di asbesto

Mesotelioma peritoneale: assistenza medica e difesa legale

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ti assiste per prevenire  il mesotelioma peritoneale e, in caso di diagnosi, per l'assistenza, la terapia e la tutela dei tuoi diritti. 

 

 

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- Mesotelioma peritoneale: quali sono i fattori di rischio ? -


Il mesotelioma peritoneale maligno è un tumore che si origina da cellule del mesotelio della cavità peritoneale, e rappresenta tra il 10 e il 30% di tutti i mesoteliomi maligni, ed è causato esclusivamente dalle fibre di amianto, anche quelle ingerite attraverso l'acqua potabile.


- Prevenzione -

Mesotelioma

Il mesotelioma peritoneale si previene solo evitando le esposizioni alle fibre di asbesto/amianto, che è l'unico fattore di rischio.  L'ONA ha censito i casi di mesotelioma peritoneale  nel II Rapporto Mesotelioma ONA Onlus, a cura dell'Avv. Ezio Bonanni. È possibile segnalare i siti contaminati al link:

>> Guardia Nazionale Amianto

Per il censimento epidemiologico dei mesoteliomi: 

>> Registro Patologie Asbesto Correlate

Consulenza gratuita

- Tutela legale -

Ricerca e cura Mesotelioma

Le vittime di mesotelioma peritoneale hanno diritto alla rendita INAIL, alla rivalutazione dei contributi INPS (prepensionamento e aumento dell'entità dei ratei, art. 13 co. 7 L. 257/1992). Chi non ha raggiunto il diritto a pensione può chiedere il prepensionamento (art. 1 co. 250 L.  232/16), e i dipendenti pubblici al riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovereIl servizio di assistenza legale è affidato ll'Avv. Ezio Bonanni

>> Dipartimento di Assistenza Legale.

Assistenza medica

- Cura -

Ricerca e cura Mesotelioma

Il mesotelioma peritoneale è una neoplasia aggressiva e mortale. L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA, anche grazie all'impegno di personalità scientifiche come il Prof. Luciano Mutti, oncologo, del Prof. Vittore Pagan (chirurgo toracico) e del Prof. Marcello Migliore (policlinico di Catania), sono stati conseguiti risultati significativi in termini di guarigione e di  sopravvivenza. Per saperne di più, consulta la pagina:

 

>>Trattamento multimodale 

Assistenza medica


- Mesotelioma peritoneale: i sintomi -


Il mesotelioma peritoneale è un tumore dell'amianto associato ai seguenti sintomi:

  • Sintomi iniziali:
    • dolore e rigonfiamento addominale;
    • diarrea
    • appetito difficile
    • perdita di peso
    • ascite
  • Sintomi successivi:
    • sudorazione
    • tromboflebia
    • hypercoagulability
    • febbre dell'origine sconosciuta
    • ostruzione intestinale
    • lesioni infiammatorie acute

- Diagnosi del mesotelioma peritoneale -


Il mesotelioma peritoneale è molto aggressivo e difficilmente diagnosticabile perché i sintomi caratterizzano la fase di diffusa invasione metastatica dell'addome e del bacino e di compressione del tratto gastrointestinale. 

La diagnosi si basa sulle tecniche di imaging, tra cui l'ecografia e la tomografia computerizzata toraco-addomino-pelvica (CAP-CT). È necessario l'esame istologico, che deve essere eseguito sulla biopsia tissutale e sui risultati dell'immunocolorazione. La diagnosi del mesotelioma peritoneale può avvenire secondo le seguenti modalità:

  • biopsia in corso di intervento chirurgico effettuato per altre ragioni
  • biopsia radiologica peritoneale percutanea con ago tranciante
  • biopsia in corso di laparoscopia diagnostica/stadiativa

 In ogni caso, quindi, la biopsia rimane l'unico strumento efficace di diagnosi per il mesotelioma peritoneale.


- La stadiazione del mesotelioma peritoneale -


Per il mesotelioma peritoneale non vi è un sistema di stadiazione condiviso, quindi valgono i principi del sistema TNM per il mesotelioma pleurico. 
In generale, quanto più precoce è lo stadio del tumore all’inizio della terapia, tanto migliore è la prognosi. Tuttavia, nel caso del mesotelioma peritoneale, la guarigione completa è molto rara, quindi , l’obiettivo primario della terapia è il controllo dei sintomi al fine di consentire una qualità di vita accettabile.

In presenza di un mesotelioma peritoneale, viene accertata la stadiazione della neoplasia per definire il trattamento più appropriato e  per valutare in seguito i risultati della terapia, oltre che per avere dati utili per decidere se il paziente possa essere eventualmente avviato ad un trattamento citoriduttivo associato a chemioipertermia. Le indagini utili sono:

  • TAC
  • PET
  • Laparoscopia 

- Le terapie del mesotelioma peritoneale -


L'approccio al mesotelioma peritoneale, come detto, dipende dalla stadiazione, dall'età e dallo stato di salute del paziente. La terapia del mesotelioma peritoneale prevede diverse approcci se non una combinazione di diversi approcci per aumentare l'efficacia della terapia.

Leggi di più alla voce Trattamento multimodale del mesotelioma.

Come per tutti i tipi di tumore, il trattamento del mesotelioma peritoneale si basa sulle tre metodologie tradizionali:

  • chirurgia
  • radioterapia
  • chemioterapia 
Questi approcci possono essere applicati da soli o in combinazione. È importante considerare che ogni paziente è un caso a sé, quindi il consulto con uno specialista resta il primo step fondamentale.

- Trattamento chirurgico -


L'approccio chirurgico al mesotelioma peritoneale non è tra quelli più consigliati in quanto non è considerato di grande successo, specialmente se utilizzato da solo, mentre le possibilità di successo aumentano se viene combinato con la radioterapia e chemioterapia. Il trattamento chirurgico comunemente utilizzato è quello citoriduttivo associato ad HIPEC (Hiperthermic IntraPEritoneal Chemotherapy).
Recentemente si è affermato un trattamento integrato chirurgico e chemioipertermico (HIPEC) che ha mostrato notevoli risultati in termini di sopravvivenza.
A causa della rarità del mesotelioma peritoneale, non è presente un gran numero di studi in materia, ma la letteratura disponibile riporta risultati rassicuranti in termini di sopravvivenza tramite il trattamento con citoriduzione associata a chemioipertermia in pazienti affetti da mesotelioma peritoneale, con un intervallo  sopravvivenza mediana tra 34 e 92 mesi con un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 29-59%.
La tecnica della perfusione prevede l’utilizzo di un circuito che permette la circolazione all’interno della cavità peritoneale di una soluzione contenente chemioterapico riscaldato ad una temperatura di circa 41°C per 60 minuti (i chemioterapici più impiegati per la perfusione di pazienti affetti da mesotelioma peritoneale sono adriamicina e cisplatino). 
Le conclusioni degli studi effettuati finora concordano nel delineare un consistente vantaggio nell'impiego della chirurgia associata all’HIPEC rispetto ai trattamenti tradizionali, con l'utilizzo della chemioterapia come trattamento neoadiuvante, adiuvante o palliativo.

- Radioterapia -


La radioterapia viene impiegata dopo l’intervento chirurgico, eventualmente in combinazione con la chemioterapia, in caso di mesotelioma localizzato e  se le condizioni del paziente favorevoli. Lo scopo del trattamento combinato con radioterapia e chemioterapia dopo l’intervento è quello di consolidare gli effetti della chirurgia, prolungando l’aspettativa di vita, che in alcuni casi può superare anche i 5 anni.

La radioterapia può essere praticata anche a scopo palliativo per risolvere le conseguenze della crescita del tumore , come l’ostruzione di un grosso vaso sanguigno. o per ridurre il dolore dovuto all’infiltrazione della parete toracica.

La radioterapia non può essere considerata l'unico trattamento terapeutico, perché la dose richiesta sarebbe molto elevata e dunque altamente tossica per qualunque paziente.

Per approfondimenti può essere consultata la voce Dipartimento terapia e cura del mesotelioma.


- Chemioterapia -


La chemioterapia può essere considerata come il solo trattamento in grado di prolungare e migliorare la vita del paziente. I farmaci comunemente usati, singolarmente o in combinazione sono il pemetrexed (Alimta®) e il cisplatino, oltre a carboplatino, raltitrexed (Tomudex®), mitomicina, vinorelbina e gemcitabina. Il medico oncologo dovrà valutare sull'opportunità di iniziare subito il trattamento chemioterapico (alla diagnosi o alla comparsa dei sintomi legati al mesotelioma peritoneale) e sul numero di cicli da effettuare.  I tipi di chemioterapia che si possono prendere in considerazione sono: 

  • Chemioterapia intraoperativa intraperitoneale ad alta temperatura: si tratta di una procedura sperimentale che consiste nella somministrazione, direttamente nella cavità peritoneale dopo rimozione chirurgica quanto più ampia possibile della massa tumorale, di una soluzione di farmaci chemioterapici riscaldati a una temperatura compresa tra 40° e 48° C. Il principio è che la temperatura elevata consente una maggiore concentrazione del farmaco, ne garantisce una sua migliore diffusione nei tessuti e ha anche un’azione dannosa sulle cellule neoplastiche, più suscettibili delle cellule normali al calore.
  • Chemioterapia intraoperativa intraperitoneale ad alta temperatura: si tratta di una procedura sperimentale che consiste nella somministrazione, direttamente nella cavità peritoneale dopo rimozione chirurgica quanto più ampia possibile della massa tumorale, di una soluzione di farmaci chemioterapici riscaldati a una temperatura compresa tra 40° e 48° C. Il principio è che la temperatura elevata consente una maggiore concentrazione del farmaco, ne garantisce una sua migliore diffusione nei tessuti e ha anche un’azione dannosa sulle cellule neoplastiche, più suscettibili delle cellule normali al calore.

- Terapie integrate per il mesotelioma peritoneale -


Anche se non esiste ancora una terapia in grado di curare il mesotelioma peritoneale maligno, è possibile ridurre la massa tumorale e, conseguentemente, prolungare la sopravvivenza. Le procedure di maggior successo sono quelle effettuate negli stadi iniziali della malattia (I e II stadio) che combinano chirurgia, radioterapia e chemioterapia (chemioterapia preoperatoria + intervento chirurgico + radioterapia post-operatoria).
Questo approccio, però, può essere proposto solo a determinati pazienti, giovani, in ottime condizioni generali e non affetti da altre malattie.
In ogni caso, non è da ritenersi un trattamento standard, perché non sono ancora disponibili studi adeguati che ne dimostrino un valido beneficio in termini di prolungamento della sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia. 

- Il protocollo terapeutico dell'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA -


L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ha elaborato un protocollo terapeutico che prevede diversi approcci per la cura del mesotelioma peritoneale e di tutti gli altri tipi di mesotelioma. Per saperne di più consulta la voce Trattamento multimodale del mesotelioma.


- Assistenza legale per le vittime del mesotelioma peritoneale -


Le vittime di mesotelioma peritoneale hanno diritto alla costituzione della rendita INAIL e, per alcuni casi di impiego pubblico, il riconoscimento di causa di servizio con parificazione alle vittime del dovere e le prestazioni del Fondo Vittime Amianto. Per maggiori informazioni, consulta la pagina dell'ONA: Assistenza legale.

Le vittime di mesotelioma peritoneale hanno diritto anche alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, con la moltiplicazione del periodo di esposizione con il coefficiente 1,5 (utile per anticipare la maturazione del diritto a pensione) e, per chi è già collocato in quiescenza, per aumentare l'entità della prestazione pensionistica. 

Per saperne di più consulta su questo sito la voce Benefici contributivi per esposizione ad amianto.


- L'epidemiologia del mesotelioma peritoneale -


Il mesotelioma peritoneale è una patologia rara. In Italia, ha un tasso di incidenza  pari a 2,4 casi per milione di abitanti nell’uomo e 1,2 nella donna (al 2008). La regione con la più alta incidenza è il Piemonte, con 4,5 casi per milione di abitanti nell’uomo e 2,8 nella donna (triennio 2005 - 2009).

Il profilo di esposizione all’amianto appare sostanzialmente indistinguibile dalla localizzazione pleurica.

Inoltre, rispetto al mesotelioma pleurico, la sopravvivenza media nei pazienti affetti da mesotelioma peritoneale è inferiore e si riduce a circa 6-7 mesi dalla diagnosi, ma la proporzione di lungo-sopravviventi è maggiore rispetto alla localizzazione pleurica.

La prognosi peggiore è associata al tipo istologico sarcomatoide. 


- Mesotelioma peritoneale e risarcimento dei danni -


Le vittime di mesotelioma peritoneale hanno diritto al risarcimento dei danni, al di là della rendita INAIL e/o le prestazioni di vittima del dovere (in caso di vittima di mesotelioma peritoneale appartenente alle Forze Armate).

Infatti,  i danni provocati dal mesotelioma peritoneale, sia al lavoratore che ne resta vittima per esposizione ad amianto, sia ai suoi famigliari,  debbono essere integralmente risarciti.  

Per approfondimenti, consulta la pagina: Danni amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi a cura dell'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA.


- Difesa legale per le vittime di mesotelioma peritoneale -


L'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA, è il pioniere nella difesa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell'amianto, dei loro famigliari e di tutte le vittime di mesotelioma peritoneale e altre patologie asbesto correlate, e coordina la difesa delle vittime dell'amianto che si rivolgono all'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA. 

Per approfondire, consulta la voce Mesotelioma  e la pubblicazione di cui è autore l'Avv. Ezio Bonanni in materia di mesotelioma: "Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni" (ONA).

Per chiedere una consulenza legale gratuita all'Avv. Ezio Bonanni e al suo pool di legali volontari dell'ONA utilizza il form sottostante: 


- Assistenza medica e tutela legale gratuita dell'ONA -


Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

- Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto -


Intervento del Prof. Luciano Mutti nel corso della conferenza / seminario:

"Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto"

tenutasi lo scorso 19 giugno 2018 presso l'Istituto Italiano della Enciclopedia Italiana.

>> Per approfondimenti consulta la sezione dedicata alle nostre attività nel Lazio!



- Approfondimento del Prof. Luciano Mutti sul mesotelioma -


Il Prof. Luciano Mutti, oncologo, ha la relazione: “Amianto una tragica storia esemplare ed una sfida per la ricerca”, che costituisce la sintesi sul dramma amianto in Italia.

>>Per conoscere maggiori dettagli sul mesotelioma e tutte le sue forme consulta la pagina di approfondimento...


- Amianto e mesotelioma -


Il Prof. Luciano Mutti ha elaborato una sintesi di tutti gli studi scientifici sul mesotelioma, utile anche per dimostrare il nesso causale, nei giudizi di risarcimento danno: infatti la scienza ha dimostrato che anche per il mesotelioma trova applicazione la teoria multistadio della cancerogenesi (dose dipendenza). Con l'applicazione di questa teoria è possibile dimostrare che il rischio e l'abbreviazione dei tempi di sopravvivenza sono direttamente proporzionale all'esposizione per intensità e durata.

Ciò è determinante per il riconoscimento della rendita INAIL (mesotelioma pleurico malattia professionale rendita inail) e Fondo Vittime Amianto e il risarcimento danni mesotelioma pleurico


- Mesotelioma peritoneale: come accertare il nesso causale -


Il Prof. Luciano Mutti ha elaborato il modello di relazione oncologica per dimostrare il nesso causale (cioè la riconducibilità del mesotelioma ad esposizioni ambientali e lavorative) per il riconoscimento della rendita INAIL, del prepensionamento ex art. 13 comma 7 Legge 257/1992 o del prepensionamento ex art. 1 comma 250 Legge 232/2016, oltre che per il risarcimento dei danni. 

Download
Perizia Luciano Mutti.doc
Documento Microsoft Word 445.5 KB


- L'oncologia del mesotelioma -


La ricerca deve curare le malattie ed il mesotelioma in particolare, ma anche indicare alle istituzioni come recepire le evidenze scientifiche per prevenire una lotta ancora difficile e dolorosa.

Su questo fronte c’ è forse ancor più da fare che nei nostri laboratori.


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