Legge Fornero e amianto: come aggirare la Legge Fornero.

Prepensionamento amianto Legge Fornero

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ti assiste  per evitare le tragiche conseguenze della Legge Fornero: c'è la possibilità di ottenere l'applicazione della precedente normativa. 

 

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Legge Fornero: danno per i lavoratori esposti amianto

Si può evitare l'applicazione della Legge Fornero (prepensionamento fornero), come spiegato dall'Avv. Ezio Bonanni nella voce di approfondimento del suo sito internet Danni da amianto: risarcimenti, rendite e  benefici contributivi

- Legge Fornero: come ottenere il prepensionamento -

È possibile ottenere l'applicazione della precedente normativa ed evitare le tragiche conseguenze della Legge Fornero nel caso di esposizione ad amianto (prepensionamento fornero).

La Legge Fornero (prepensionamento fornero) non si applica per i malati amianto di asbestosi, tumore dei polmoni o mesotelioma, per i quali trova invece applicazione l'art. 1 comma 250 Legge 232/2016 (leggi di più sul pensionamento immediato per i malati di asbestosi, tumore dei polmoni o mesotelioma).

Inoltre, con l'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, a maggior ragione con il coefficiente 1,5, è possibile maturare il diritto a pensione prima del 31.12.2011 e quindi ottenere l'applicazione della precedente normativa.

Secondo l'art. 24, comma 3, D.L. 201/2011 (convertito in Legge 241/2011): 

"il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva, previsti dalla normativa vigente, prima della data di entrata in vigore del presente decreto, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa e può chiedere all’ente di appartenenza la certificazione di tale diritto".

- Casi di maturazione del diritto a pensione prima della Fornero -

Rispetto al prepensionamento fornero, trova applicazione la precedente e più favorevole normativa in materia di esposti ad amianto (lavoratori non malati) e quindi con il coefficiente 1,5 nei casi già indicati  (art. 47 comma 6 bis Legge 326/2003 e art. 3 comma 132 L. 350/2003).

In particolare, per coloro che alla data del 02.10.2003 avessero già maturato il diritto a pensione:

Anno Anzianità contributiva Età anagrafica / per la genericità dei lavorati (tab. C.L. 449/97) Età anagrafica / Per categorie particolari (tab. B.L. 335/95) Anzianità Contributiva
 2004 35 57 56 38
2005 35 57 56 38
2006 35 57 57 39
2007 35 57 57 39

Oltre quanto già evidenziato nello schema riassuntivo sopra riportato, prima della legge e del prepensionamento fornero, per i periodi dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009, il diritto alla pensione di anzianità si matura o con almeno 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età, oppure con una anzianità contributiva minima di 35 anni e di 58 anni di età. 

Occorre altresì precisare che, fino al 31 dicembre 2011, la decorrenza della pensione di anzianità era articolata in relazione alla data di raggiungimento del requisito ai fini del diritto (contributi più età, oppure solo contributi) e l’effettiva liquidazione del trattamento pensionistico avveniva in un tempo successivo a quello di maturazione dei requisiti richiesti (c.d. sistema ‘finestre’[1]).

In particolare, i soggetti che hanno raggiunto i requisiti nell’anno 2011 hanno diritto alla pensione trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti previsti (c.d. ‘finestra mobile’); la decorrenza della prestazione, pertanto, è fissata al tredicesimo mese successivo a quello di maturazione del diritto (art. 59, c. 8, L. 449/97; art. 1, c. 6, lett. c.), L. 243/2004; art. 1, c. 2 e 5, L. 247/2007; art. 12, c. 2, DL 78/2010 conv. in L. 122/2010; Circ. INPS24 settembre 2012 n. 126; Circ. INPS 16 marzo 2011 n. 53).

Così, ad esempio, il lavoratore che ha raggiunto la ‘quota 96’ nel novembre 2011, seguendo il prepensionamento fornero potrà ottenere pensione di anzianità con decorrenza dicembre 2012; e per le pensioni con i requisiti raggiunti entro il 31 dicembre 2007 erano stabilite quattro decorrenze annuali che, in linea di massima, consentivano la riscossione della pensione a partire dall’inizio del trimestre successivo. Per le pensioni i cui requisiti sono stati raggiunti dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010, le ‘finestre’ da quattro erano state ridotte a due, con la conseguente liquidazione del trattamento pensionistico a partire dall’inizio del semestre successivo.

Con l’art. 24 del D.L. 201 del 2011, convertito con Legge 214 del 2011, sono state introdotte rilevanti modificazioni per coloro che, alla data del 31.12.2011, non avessero ancora maturato il diritto a pensione, il cui requisito di anzianità contributiva risulta elevato a 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con l’aggiunta di un mese per ogni anno:

Maturazione requisiti  Donne  Uomini
 Dal 1° gennaio 2012 41 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese 
Dal 1° gennaio 2013 41 anni e 2 mesi  42 anni e 2 mesi
Dal 1° gennaio 2014 41 anni e 3 mesi 42 anni e 3 mesi

E’ applicata una riduzione percentuale pari a 1 punto per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni ed è elevata a 2 punti per ogni anno anteriore di anticipo rispetto a due anni, in proporzione al numero dei mesi, nel caso in cui l’età di pensionamento non sia intera, sulla quota di trattamento relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente il 1° gennaio 2012.

Coloro che avessero raggiunto il requisito anagrafico di 57 anni ed un minimo di 35 anni di contributi per quei lavoratori che in data antecedente il 20.07.2007 sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (art. 1, comma 8, legge 243/04) per tutti coloro che avessero cessato il rapporto dipendente, con la sola eccezione di coloro che continuano l’attività con contratto part-time.

L’articolo 24, al comma 6, ha modificato anche i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, la cui maturazione è subordinata al compimento di 66 anni per gli uomini e 62 anni per le donne, con incremento graduale sulla base delle cosiddette speranze di vita, secondo le seguenti stime:

Decorrenza Requisito Uomini  Requisito Donne
 dal 1° gennaio 2012 63 anni   62 anni
dal 1° gennaio 2013   63 anni e 3 mesi 62 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2014  66 anni e 3 mesi 63 anni e 3 mesi 
dal 1° gennaio 2015   64 anni e 9 mesi 63 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2016   66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2017   66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 
dal 1° gennaio 2018  66 anni e 7 mesi  65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019   66 anni e 9 mesi 65 anni e 9 mesi 
dal 1° gennaio 2020  66 anni e 11 mesi  65 anni e 11 mesi 
dal 1° gennaio 2021   67 anni 67 anni 

Le contribuzioni aggiuntive di cui all’art. 13 della l. 257/92, così come contemplate nei commi 6 e 7, ovvero nel comma 8, secondo la precedente e più favorevole regolamentazione normativa, ove applicabile in base alle disposizioni di cui all’art. 47 comma 6 bis legge 326/03 e art. 3 comma 132 legge 350/03, determinano con la moltiplicazione con il coefficiente 1,5 dell’intero periodo lavorativo in esposizione all’amianto, e la relativa maggiorazione pari al 50% del periodo contributivo, in più occasioni il venire in essere dei requisiti di maturazione del diritto a pensione alla data del 31.12.2011, con conseguente applicazione delle norme in vigore prima della riforma dettata dall’art. 24, comma 3, del D.L. 201/2011, convertito in Legge 214/2011.

Quindi, per coloro che hanno maturato il diritto a pensione entro la data del 31.12.2011, anche per effetto delle maggiorazioni del periodo contributivo con effetto della moltiplicazione con il coefficiente 1,5, per via dell’esposizione all’amianto, si applica il precedente regime pensionistico, senza le restrittive modifiche disposte nell’ultima riforma del sistema pensionistico.

In conclusione, la norma di cui all’art. 24 n. 3 del D.L. 06.12.2011, n. 201, convertito con la legge 214 del 2011 fa salve le posizioni di coloro che, anche con la maggiorazione contributiva di cui all’art. 13 comma 8, ovvero commi 6 e 7, legge 257/92 avessero raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità o di vecchiaia[2], e anche ove si dovessero applicare questi nuovi requisiti, evidentemente ottenere una contribuzione aggiuntiva pari al 50% del periodo di esposizione, ovvero la rivalutazione con il coefficiente 1,5, non è cose di poco conto.

[1]Sino a tutto il 2011 la decorrenza della pensione era soggetta a precisare date periodiche, comunemente definite ‘finestre’. In particolare, per i soggetti che hanno raggiunto a partire dal  1° gennaio 2011, la decorrenza della pensione di vecchiaia era fissata al tredicesimo mese successivo a quello di maturazione del diritto (c.d. finestra ‘mobile’: art. 12, c. 1, DL 78/2010; Circ. INPS 24 settembre 2010 n. 126).

 

[2] Quindi il diritto alla maggiorazione dell’anzianità contributiva, sempre per effetto dell’applicazione di cui ai commi 6 e 7, e di cui al comma 8 nei casi in cui si applica la precedente disciplina, dell’art. 13, legge 257/1992, ove determini il raggiungimento dei requisiti per la maturazione del diritto di anzianità prima del 31.12.2011, salva l’avente diritto dalle modifiche restrittive introdotte dal Governo Monti. 


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