Forze armate e Comparto di sicurezza: Marina Militare

L'Osservatorio Nazionale Amianto tutela le vittime amianto Marina Militare

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime amianto della Marina Militare.

 

Contatta l'Osservatorio Nazionale Amianto e chiedi la

assistenza medica, tecnica e legale gratuita

Numero Verde ONA


I diritti degli appartenenti al Ministero Difesa Marina Militare

Il personale civile e militare delle Forze Armate e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, e quindi anche gli appartenenti alla Marina Militare, vittima di esposizione amianto o esposizione a cancerogeni nello svolgimento delle loro mansioni proprie ha diritto al risarcimento danni, al riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, e ad altre prestazioni e diritti

  • Speciale elargizione;
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto (TFR), o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, esenzione ticket estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei familiari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
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Dipartimento ONA tutela Marina Militare

L'Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il Dipartimento Forze Armate e Comparto Sicurezza per la tutela degli appartenenti alla Marina Militare esposti e vittime amianto al fine di tutelare i loro diritti rispetto al rischio amianto (prevenzione primaria), assicurare assistenza medica gratuita per ottenere la diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria) e assistenza legale gratuita per ottenere il risarcimento dei danni e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici.

Contatta il Dipartimento Forze Armate e Comparto Sicurezza per la tutela degli appartenenti alla Marina Militare attraverso lo Sportello Amianto o il form sottostante:

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti


Marina Militare e graduatoria delle Vittime del Dovere

Il personale civile e militare della Marina riconosciuto vittima del dovere viene inserito in un elenco, riportato nella relativa graduatoria marina militare.

La graduatoria delle vittime del dovere è in continuo aggiornamento ed è consultabile gratuitamente dal sito della Guardia di Finanza.

Consulta la graduatoria delle vittime del dovere

Prestazioni per gli eredi di Vittima del Dovere

In caso di decesso della vittima esposta ad amianto per malattia asbesto correlata, gli eredi hanno diritto al riconoscimento di vedova/o e orfani di vittime del dovere, con la liquidazione delle relative prestazioni. 

Infatti, il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a liquidare quanto dovuto a un'orfana, figlia di un appartenente alla Marina Militare riconosciuto vittima del dovere con parificazione alle vittime del terrorismo: "l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale vittime del dovere assegno vitalizio dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso".

Grazie all'assistenza dell'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, è stata ottenuta sia la parificazione alle vittime del terrorismo, sia il riconoscimento delle prestazioni anche se l'erede non fosse fiscalmente a carico del deceduto al momento della morte.

Le tesi dell'Avv. Ezio Bonanni sono state accolte dal Tribunale di Cagliari (sentenza n. 917/2016), poi impugnata dal Ministero della Difesa e confermata dalla Corte di Appello di Cagliari (Sezione Lavoro, sentenza n. 345/17), coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (SS.UU., sentenza n. 7761/2017).

Assistenza per gli eredi di Vittima del Dovere

L'Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza legale gratuita per i Vigili del Fuoco vittime del Dovere (o gli eredi in caso di decesso) per ottenere il risarcimento danni e  per:

  • costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero dell'Interno al risarcimento dei danni (lesioni colpose in caso di patologia; omicidio colposo in caso di decesso);
  • esercitare l'azione civile con azione presso il TAR (responsabilità contrattuale per violazione dell'obbligo di sicurezza);
  • esercitare l'azione civile con azione presso il Tribunale di Roma per la condanna del Ministero (responsabilità extracontrattuale e civile da reato).

Per saperne di più: Danni amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi

Marina Militare, patologie asbesto correlate

Il personale civile e militare della Marina riconosciuto vittima del dovere ha diritto a ottenere i relativi benefici e prestazioni previdenziali in caso di patologia asbesto correlata causata dalla attività di servizio o svolgimento di missioni.  Le principali malattie amianto riconosciute di origine professionale sono: 

Impiego di amianto nella Marina Militare

Il personale civile e militare della Marina è stato lungamente esposto al rischio amianto sia nelle basi a terra che per amianto navi militarigià prima della seconda guerra mondiale. Le unità navali della Marina Militare sono state infatti realizzate con componenti in amianto, utilizzato come isolante dal calore: gli stessi militari erano dotati di guanti e altri indumenti in amianto come protezione dal calore.

Nella consulenza della Procura della Repubblica di Padova risulta che l’amianto è stato utilizzato:

  • spruzzato in diversi spessori sulle superfici di cabine, ponti, locali motori, ciminiere, tubazioni, pareti rompifiamma
  • come componente di malte cementizie su reti di tubazioni, condotte di gas di scarico, gruppi elettrogeni, coperture dei motori, etc.
  • materassini o cuscini per la coibentazione di tubi, intercapedini, paratie
  • in pannelli, lastre, cartoni per la coibentazione di alloggi, mense, locali macchine, aree operative, ambienti di servizio
  • corde o trecce per rivestimenti isolanti di tubature, guarnizioni e guarnizioni di tenuta (baderne)
  • in fogli per guarnizioni di condutture
  • in polvere custodito in sacchetti da utilizzare per le malte cementizie coibentanti.

Sulle imbarcazioni l'asbesto era quindi pressoché ubiquitario, presente nelle aree operative, negli alloggi, nelle mense, nei locali motori, nei corridoi, nei vani scala, e perfino nelle cucine.

La coibentazione a spruzzo e i pannelli di amianto (utilizzati al posto del legno) sono stati utilizzati per isolare rapidamente ed efficacemente grandi superfici (vano motori, sala macchine, stive, alloggi, etc.), e l’applicazione a spruzzo fu utilizzata a partire dagli anni '30. Solo le navi entrate in servizio negli anni ’90 son state realizzate con tecniche che non prevedevano l'utilizzo di amianto a spruzzo. 

Le condizioni di rischio per motivi di servizio in Marina Militare sono state comunque accertate dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, in cui è riportato in sintesi l’accertamento del Prof. Silvestri, CT della Procura della Repubblica di Torino. 

Uranio impoverito e altri cancerogeni nella Marina Militare

Il personale della Marina Militare è stato esposto anche ad altri agenti cancerogeni, patogeni e tossico-nocivi oltre all'amianto, come per esempio l'uranio impoverito.  L'esposizione a uranio impoverito in particolare provoca gravi patologie e danni.

L'Osservatorio Nazionale Amianto tutela le vittime di esposizione a uranio impoverito attraverso il Dipartimento per la tutela del personale civile e militare esposto a uranio impoverito

Il Giornale dell'Amianto, testata giornalista dell'ONA, ha approfondito il tema dell'uranio impoverito con l'articolo "Militari: oltre l'amianto, l'uranio impoverito".

Inoltre, i militari della Marina sono stati esposti anche ad altri agenti nocivi che la stessa IARC (International Agency for Research on Cancer) ha riepilogato in:

 

  • tricloroetilene, tetracloroetilene ad altri agenti clorurati 
  • fumi di scarico di motori endotermici funzionanti a gasolio e a benzine
  • campi elettromagnetici generati da apparecchiature di telecomunicazione, radars, sistemi di mira, motori elettrici, correnti elettriche presenti in mezzi corazzati, blindati e ruotati
  • radiazioni ionizzanti emesse da “trizio” e da uranio impoverito
  • piombo e suoi composti organici ed inorganici 
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
  • Idrocarburi aromatici non policiclici
  • benzene
  • fibre artificiali isolanti (fibre di vetro, di roccia, di ceramica, ecc)

I processi Marina I, II e III della Procura della Repubblica di Padova

 La Procura della Repubblica di Padova ha avviato una 3 distinte indagini in riferimento a morti sospette nel personale civile e militare delle Forze Armate, in particolare nella Marina Militare, nel corso delle quali è stata ribadita la presenza di amianto nelle unità navali. 

Queste indagini hanno portato allo svolgimento di 2 procedimenti penali (il terzo è ancora in indagine - Marina Ter, proc. n. 242/2014 RG NR).

Negli atti di indagine risulta l’escussione a sommarie informazioni del Dott. Antonio Battaglioli, chimico della Marina Militare, il quale ha riferito che l’amianto era presente in tutte le installazioni e che anche erano presenti teli e altri materiali di amianto.

Parimenti nella relazione della Commissione d’Inchiesta, si fa riferimento al fenomeno epidemico e alla violazione delle condizioni di sicurezza sul lavoro nelle Forze Armate: “... la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell'ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o Risono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi). Ed allarmano le prospettive di ordine generale delineate dal Direttore del RENAM Alessandro Marinacelo, medito il 19 ottobre 2017: "il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020 ... come si desume da una relazione tecnica di Marinaccio ... sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore". 

Gli alti ufficiali che sono stati rinviati a giudizio, in particolare, sono stati colpevoli delle seguenti condotte:

  • omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare (sia imbarcato che in servizio a terra) dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all'interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (ad es. guanti, tute e coperte ignifughe);
  • omettevano di sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della M.M. ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali amiantiferi;
  • omettevano inoltre di curare la fornitura e di imporre a controllare l'effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale;
  • inoltre omettevano di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall' uso di dotazioni contenenti amianto e così con le su richiamate condotte e/o omissioni e nelle rispettive qualità suindicate cagionavano o comunque contribuivano a cagionare, e comunque non impedivano che insorgessero patologie amianto correlate nei soggetti di seguito elencati, alcuni dei quali a seguito di tali patologie decedevano.

Le vittime patologie asbesto correlate e i familiari dei deceduti sono costituiti parte civile con l'Avv. Ezio Bonanni, che ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione alla citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile e, attraverso l'ONA, sollecitato i vertici della forza armata Marina Militare a provvedere alla bonifica delle unità navali e delle installazioni a terra che, in alcuni casi, presentano ancora materiali in amianto.


Mobilitazione ONA per le vittime amianto nella Marina Militare

L'Osservatorio Nazionale Amianto da anni si impegna per la tutela delle vittime amianto nella Marina Militare. A questo scopo è stato istituito il Dipartimento di tutela per gli appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza, che offre agli esposti amianto e ai loro famigliari assistenza medica, tecnica e legale gratuita.

Lo scorso 23 novembre 2017, durante la trasmissione Fuori TG del TG3, l'Avv. Ezio Bonanni ha spiegato la situazione di rischio per il personale della Marina Militare per la presenza di amianto sotto coperta. 



Processo Marina Bis

Presso la Procura della Repubblica sono stati segnalati 1.101 casi di vittime, il dato epidemiologico, o meglio la vera e propria epidemia di patologie asbesto correlate, certifica e conferma la condizione di rischio dovuta anche alla violazione delle regole cautelari. In Marina Militare le vittime sono state parificate alle vittime del dovere. Bonanni è impegnato da circa 20 anni nella rappresentanza e difesa di vittime dell’amianto e da più di 10 anni ha iniziato a segnalare casi tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare. Per questi motivi, l’ONA è in prima fila nel chiedere giustizia, nel processo Marina Bis, nel quale a sorpresa il Pubblico Ministero, Sergio Dini, ha invertito la sua precedente posizione con una richiesta di assoluzione per tutti gli imputati.

Servizio TG Veneto - Processo Marina Bis



Il Consiglio di Stato sulle vittime in Marina Militare

Il Tribunale di Cagliari, Giudice del Lavoro, con sentenza n. 917 del 22.06.2016, ha equiparato le vittime del dovere alle vittime del terrorismo, ai fini delle prestazioni previdenziali, in caso di insorgenza di patologie asbesto-correlate e in favore dei familiari nel caso di decesso, con accoglimento, quindi, delle tesi sempre sostenute dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

L’art. 20 del D.Lgs. 183/10 prevede espressamente la equiparazione di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate nel corso e a causa dello svolgimento del servizio nella Marina Militare alle vittime del dovere con estensione dei benefici previsti per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Il Consiglio di Stato ha reso un parere con il quale ha stabilito che ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere, è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”.

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Amianto in Marina Militare: alcune notizie di stampa


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