Prepensionamento vittime patologie asbesto correlate

Prepensionamento vittime patologie asbesto correlate. I lavoratori che sono vittime di malattie asbesto correlate con il riconoscimento della malattia professionale per esposizione amianto, hanno diritto all'accredito dei contributi aggiuntivi con il coefficiente 1,5 per tutto il periodo di esposizione.

Queste contribuzioni aggiuntive sono valide per maturare anticipatamente il diritto a pensione. Questo prepensionamento amianto,  è pari al 50% del periodo di esposizione. Inoltre, per chi è già in pensione, sussiste il diritto alla ricostituzione della posizione contributiva, utile per la riliquidazione della pensione con la maggiorazione dei ratei. In più, sussiste il diritto alla liquidazione delle somme pari alla differenza sui ratei già liquidati.

Consulenza gratuita on-line prepensionamento amianto

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA fornisce  la consulenza gratuita on-line  per l'accredito dei contributi con l'articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992.  Se sei un lavoratore esposto ad amianto, puoi chiedere  la sorveglianza sanitaria, ed in caso di danni alla salute, il riconoscimento INAIL. Successivamente, anche il riconoscimento dei contributi amianto. 

Prepensionamento vittime patologie asbesto correlate

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La pensione e l'importanza della contribuzione amianto

Prepensionamento malati amianto: i lavoratori riconosciuti con patologie asbesto correlate che sono stati esposti al minerale killer hanno diritto di ottenere dall'INPS il ricalcolo della contribuzione. In altre parole, il periodo di lavoro in esposizione ad amianto, è calcolato con il coefficiente 1,5.

In sostanza, specialmente dopo le modifiche introdotte dalla Legge Fornero, l'età pensionabile è stata innalzata. Queste misure sono particolarmente lesive per i lavoratori esposti ad amianto che hanno minori aspettative di vita. Anche se le modifiche della Legge Fornero non si applicano agli esposti ad amianto, è necessario che tale esposizione sia riconosciuta.

Quindi, la tutela legale per il riconoscimento dell'esposizione professionale ad amianto è decisiva per la tutela di questi lavoratori sventurati. Con questo strumento si applica, in sostanza, il coefficiente 1,5 per i periodi di esposizione lavorativa ad amianto, e, quindi, la pensione si raggiunge prima, per un periodo pari al 50% del periodo di esposizione. Inoltre i contributi, anche per chi è in pensione, determinano una riliquidazione della prestazione con adeguamento dei redditi.  Ciò da diritto anche gli arretrati per la differenza tra il dovuto e quanto già erogato.

Le malattie asbesto correlate: le tabelle INAIL

Le esposizioni a fibre di amianto sono dannose per la salute umana, a prescindere dall'entità dell'esposizione. Ciò è ribadito nell'ultima monografia IARC, che fa riferimento anche alle diverse neoplasie che sono asbesto correlate.

Infatti, questi principi erano stati già ribaditi dalla legislazione comunitaria: direttiva n. 477/83/CEE (quarto considerando). Successivamente, ciò è stato ribadito anche nella direttiva n. 148/2009/CE (undicesimo considerando). Il tutto, sempre e comunque, sulla base della legge scientifica per la quale rilevano tutte le esposizioni, a prescindere dalla dose.

In ultimo, anche nella revisione del Consensus Report di Helsinki è stato stabilito che l'unico strumento per sconfiggere le patologie asbesto correlate è quello di evitare l'esposizione anche a dosi minime. Per tali ragioni, l'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno insistito perché si dia corso alla bonifica.

Infatti, nella stessa conferenza stampa del 13.10.2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime), ciò è stato ribadito, richiamando "Il libro bianco delle morti di amianto in Italia". Infatti, è proprio attraverso lo strumento fiscale che è possibile incentivare le bonifiche e, quindi, rimuovere l'amianto ed evitare le future esposizioni. In questo modo, si evita di aumentare il numero dei contaminati e di aggravare la condizione di coloro che, purtroppo, sono stati già esposti.

L'INAIL ha considerato nelle sue tabelle, nella lista Iasbestosiplacche pleuricheispessimenti pleuricimesotelioma (pleuricoperitonealepericardicotesticolare), tumore al polmone, alla laringe e alle ovaie.

Poi ci sono le malattie della lista II: tumore alla faringe, allo stomaco e al colon retto.

Le patologie della lista I si presumo di origine professionale, e, quindi, è sufficiente la presenza della noxa per il loro riconoscimento (Cass., Sez. Lav., n. 23653/2016). In questo modo, il nesso causale si presume e, quindi, l'onere della prova è a carico dell'INAIL.

Poi ci sono le patologie della lista II e III e le altre patologie per le quali l'onere della prova è a carico del lavoratore: 

Tutela legale delle vittime per il prepensionamento amianto

I lavoratori esposti ad amianto hanno diritto ai benefici contributivi, sulla base dell'art. 13, co. 8, L. 257/1992. Come già evidenziato, nel tempo, sono emerse una serie di criticità, con restrizione della platea e ridimensionamento dell'entità della contribuzione. Per tali motivi, rispetto alla fattispecie di cui all'art. 13, co. 8, L. 257/1992, l'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni raccomandano di attivare la procedura di cui all'art. 13, co. 7, L. 257/92.

Infatti, per tale fattispecie, non vi sono le limitazioni proprie dell'art. 13, co. 8, L. 257/92, costituite dalla decadenza per coloro che non hanno presentato la domanda all'INAIL, piuttosto che la prescrizione.

Per tali motivi, i lavoratori esposti ad amianto, anche se avessero presentato la domanda all'INAIL, è preferibile che si sottopongano a sorveglianza sanitaria. In questo modo, è possibile verificare se sussiste, o meno, un danno biologico amianto e, quindi, poter chiedere l'indennizzo INAIL. Anche nel caso in cui il danno biologico riconosciuto fosse inferiore al 6%, sussiste, sempre, il diritto ad ottenere la certificazione di esposizione amianto, ex art. 13, co. 7, L. 257/92.

Questo è molto importante perché da diritto ad ottenere dall'INPS la rivalutazione della posizione contributiva con il coefficiente 1,5, per il maggior periodo di contribuzione, valido a maturare anticipatamente il diritto a pensione. Inoltre, tale rivalutazione, che è pari al 50%, rileva anche con riferimento al valore della contribuzione. Per cui, anche i lavoratori in pensione, per effetto di tale moltiplicazione, hanno diritto alla ricostituzione della posizione contributiva e alla riliquidazione della pensione.

In questo modo, i ratei sono di importo maggiore, e per di più, sono riliquidati quelli già erogati e con il versamento delle differenze, rispetto al maggior importo dovuto con i contributi amianto.

 

Certificato INAIL prepensionamento vittime patologie asbesto

Nel caso in cui ci fosse la diagnosi di una delle malattie asbesto correlate, occorre attivare la procedura presso l'INAIL per ottenere il riconoscimento dell'origine professionale della malattia per esposizione professionale ad amianto. Ottenuto il riconoscimento, anche fosse all'1%, c'è il diritto ad ottenere la certificazione INAIL.

Come già evidenziato, l'art. 13, comma 7, Legge 257/1992, al pari del comma 6 (quello riservato ai lavoratori vittime impiegati nelle cave e delle miniere) dà diritto all'aumento contributivo con il coefficiente 1,5. In sostanza si tratta di uno strumento  di tutela previdenziale per i lavoratori vittime amianto.

In sintesi, la platea di questi lavoratori è ristretta a coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di un danno biologico amianto  per motivi occupazionali. Non è necessario che la malattia  sia tabellata, né che abbia un particolare grado invalidante : i contributi aggiuntivi sono sempre quindi dovuti. 

Occorre tener presente che tutti i lavoratori esposti professionalmente a questi minerali devono essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria punto cioè ha dei periodici controlli sanitari per verificare se le fibre hanno provocato dei danni alla salute. Purtroppo questi minerali sono altamente dannosi per la salute, provocano prima di tutto infiammazione e poi allunga andare anche diversi tipi di tumori amianto.

L'INAIL inserisce le malattie asbesto correlate in tre liste. In quella uno ci sono le malattie di elevata probabilità che dunque devono essere sempre riconosciute perché assistite dalla presunzione legale di origine.

Tra questi ricordiamo prima di tutto le placche gli ispessimenti pleurici e poi l'asbestosi punto queste malattie sono molto frequenti tra i lavoratori esposti e hanno minori tempi di latenza.

 

Come ottenere il riconoscimento INAIL esposizione amianto

 

Poi ci sono alcune neoplasie, in particolare il mesotelioma, quello della pleura del pericardio del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo. Questi cancri delle sierose sono provocati esclusivamente dalle esposizioni ad amianto, salvi rari casi.

Ancora nella lista I dell'inail sono poi inseriti il tumore del polmone quello della laringe e quello delle ovaie. Per tutti questi tumori al pari delle malattie fibrotiche, l'INAIL deve riconoscerne l'origine professionale, perché inseriti nella lista I.

Poi ci sono una serie di neoplasia inserire nella lista II: come il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto. Invece nella lista III, il solo tumore dell'esofago.

 

Quindi per queste patologie non sussiste la presunzione di origine e quindi del nesso causale. per tali motivi l'onere della prova a carico del lavoratore.

In quest'ambito, il ruolo decisivo è quello del medico legale che deve intanto rendere obiettiva la diagnosi, in particolare per le placche e degli ispessimenti pleurici. Questi ultimi Infatti sono quasi sempre presenti nel caso di esposizione professionale ad amianto e spesso ritenuti solo una cicatrice in una malattia.

Invece la avvocato Ezio Bonanni valorizza il fatto che  anche queste malattie sono inserite tra quelle professionali della lista I dell'INAIL. Quindi se sono inserite  in questa lista I e considerati come tali, devono essere riconosciute indennizzate dell'inail.

Così che, con la diagnosi precisa,  e la prova  della esposizione anche indiretta ed ambientale, si può attivare la procedura amministrativa INAIL di riconoscimento.

Il certificato su modello INAIL, stilato  dal medico legale, è così inoltrato all'ente previdenziale  che svolge l'istruttoria. In questo modo al termine del procedimento amministrativo l'INAIL deve emettere un provvedimento. Con il provvedimento di accoglimento, l'INAIL deve rilasciare anche il certificato di esposizione professionale ad amianto.

Procedura inps prepensionamento vittime patologie asbesto

Questa certificazione è molto importante perché deve essere allegata alla domanda amministrativa INPS per ottenere il ricalcolo della contribuzione con la moltiplicazione con il coefficiente 1,5.

L’Inail per i lavoratori vittime di patologie asbesto correlate regolarmente documentate deve rilasciare il certificato di esposizione. Infatti il lavoratore, ottenuta la diagnosi e poi il riconoscimento INAIL di malattia professionale asbesto, ha diritto alla certificazione di esposizione .

Dunque,  il lavoratore  deve depositare la domanda amministrativa all'INPS per ottenere  l'accredito delle contribuzioni aggiuntive amianto. Nella domanda amministrativa  di accredito devono essere indicati i periodi di esposizione professionale, con il curriculum lavorativo, la documentazione medica , il riconoscimento INAI. In più  se rilasciato anche il certificato di esposizione amianto.

L'INPS, ricevuta la domanda amministrativa amianto, deve rivalutare l’intero periodo con il coefficiente 1,5. In questo modo, se con l'aggiunta dei contributi si raggiunge l'anzianità contributiva, il lavoratore potrà essere collocato direttamente in pensione.  In quest'ultimo caso  è fondamentale  la domanda sia delle contribuzioni aggiuntive che di pensione. 

L'INPS dovrà quindi istruire la domanda sia con riferimento alla rivalutazione contributiva che alla richiesta di pensione  In caso positivo con accoglimento. In caso di rigetto, il lavoratore potrà proporre ricorso al Comitato Provinciale INPS  ed in caso di ulteriori rigetto potrà agire innanzi al giudice del lavoro contro l'INPS.

Riconoscimento contributi amianto procedura legale

Purtroppo, molte volte, l'INPS nega la rivalutazione della posizione contributiva con il moltiplicatore 1,5, anche ai lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento INAIL di malattia professionale asbesto. Infatti, l'ente pubblico tenta sempre di negare il diritto ai contributi amianto dovuti ai lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento INAIL di malattia professionale asbesto correlata.

In molte occasioni, l'INPS nega il diritto, sostenendo che il riconoscimento INAIL sia inferiore al 6%. Quindi, quasi sempre, nel caso di placche ed ispessimenti pleurici. 

La Corte di Cassazione, sez. lav., n. 30438/2018, ha ribadito il principio secondo il quale non rileva il grado invalidante ma il riconoscimento. Infatti, se le placche e gli ispessimenti pleurici sono malattie asbesto correlate, sussiste, comunque, il diritto ai benefici nel caso del loro riconoscimento INAIL.

Questo è molto importante perché, anche con un grado invalidante minimo, fosse anche all'1%, sussiste il diritto alla rivalutazione della posizione contributiva utile per il prepensionamento.

Per di più, in un contesto nel quale l'accredito può essere ottenuto anche qualora l'esposizione fosse inferiore ai 10 anni e in assenza di una soglia minima. Inoltre, non si applicano a questi benefici le decadenze di cui all'art. 47, co. 5, L. 326/03, per coloro che non hanno depositato la domanda INAIL entro il 15.06.2005.

In più, nel caso in cui il lavoratore fosse di giovane età potrà, comunque, formulare la domanda amministrativa INPS per la pensione invalidità amianto. Si tratta di un diverso istituto rispetto a quello delle contribuzioni aggiuntive, istituito con l'art. 1, co. 250, L. 232/2016. Originariamente questo diritto era limitato ai casi delle vittime che avevano ottenuto il riconoscimento dell'asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma, come malattie professionali amianto. Successivamente, la platea è stata ampliata, in favore di tutti coloro che hanno un danno biologico riconosciuto dall'INAIL per esposizione professionale ad amianto.