Atti dei convegni (aprile 2011)

L'ONA contro l'amianto. Anche nell'aprile 2011, l'Avv. Ezio Bonanni, legale dell'ONA e delle altre associazioni vittime amianto ha reso pubbliche le condizioni di rischio, nei luoghi di vita e di lavoro. L'ONA ha continuato a fornire il servizio di assistenza tecnica, per la bonificaassistenza medica, per la prevenzionediagnosi precoce delle patologie asbesto correlate, per permetterne le cure tempestive comunque più efficaci e difesa legale, per la tutela di tutti i diritti vittime amianto (rendite INAIL, benefici contributivi amianto, risarcimento danni), hanno permesso il raggiungimento della finalità dell'Associazione. 


Difendi i tuoi diritti, l'ONA ti assiste gratuitamente

numero verde ONA

L'Osservatorio Nazionale Amianto è l'Associazione che fornisce assistenza tecnica (bonifica), medica (diagnosi e cura) e difesa legale (tutela dei diritti). Per la consulenza legale gratuita, con l'Avv. Ezio Bonanni e con il pull di legali ONA (consulenza legale gratuita vittime amianto), puoi contattare il numero verde. 

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News amianto

L'Associazione ONA ti informa sulle sue attività, convegni, iniziative e risultati ottenuti in favore dei cittadini e lavoratori esposti e vittime dell'amianto. 

Un fiore bianco per le vittime di amianto nel Memorial mondiale

Il 28 Aprile si celebra la giornata mondiale delle vittime di amianto.

Si dice a gran voce "NO" alla minaccia della fibra killer, che è una delle principali cause di mortalità sul posto di lavoro.

 

A 25 anni dalla Legge 257/92 che in Italia ha stabilito il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dei materiali di amianto e contenenti amianto, ce ne sono ancora in circolazione 40 tonnellate in 50 mila siti.

Di amianto si muore e si continuerà a morire.

Scende sempre in campo per questa battaglia l'ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) che da anni sostiene tutte le vittime di amianto e tutela i loro diritti.

fiore bianco

Nelle raffinerie, nelle ferrovie, nelle navi e persino nelle case, l'amianto e altri cancerogeni mietono migliaia di vittime, tra operai e comuni cittadini. I dati epidemiologici testimoniano un crescente aumento dei casi di neoplasia. Ciò che si pretende è che ogni Comune italiano intraprenda una seria mappatura di tutte le aree a rischio. Siamo ancora molto lontani dall'obiettivo.

La Regione ha infatti chiesto la completa eliminazione dell'amianto entro il 2016. Ma secondo la stima ottimistica del prof. Boeri, Presidente Inps, se le bonifiche attuali non avranno dei tempi più efficaci, verranno portate a termine nei prossimi 85 anni con costi inaccettabili.


Processo Pirelli

Pirelli è una società multinazionale italiana che opera nel settore automobilistico. L'azienda è ora nel mirino delle inchieste per la morte di amianto di una ventina di dipendenti. Si è infatti verificata l'insorgenza di casi di mesotelioma plurimo. Le sostanze nocive della fibra killer sarebbero state utilizzate nella lavorazione delle gomme.

 

E' quindi sospetta una correlazione tra l'esposizione amianto e l'attività lavorativa svolta. Gli imputati sono dieci e sono tutti componenti del consiglio di amministrazione che tra il 1979 e il 1988 operavano nella sede milanese.

 

Su di loro grava l'accusa di omicidio colposo, aggravato dalla violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. 

Smaltimento illegale e dannoso

Ancora non è ben chiaro ad alcuni imprenditori il concetto di Green Economy. E' il caso di Genova, dove un imprenditore edile è stato denunciato dai carabinieri di Ottone per avere smaltito l'amianto nella maniera più sbagliata possibile. La grande quantità dei manufatti in eternit è stata abbandonata nei normali cassonetti dei rifiuti.

 

Le normative parlano chiaro: è assolutamente vietato scaricare queste sostanze come comune immondizia. La loro pericolosità è letale. La fibra amianto, se dispersa nell'aria e inalata, potrebbe causare l'insorgenza di patologie tumorali maligne.

 

E' bene quindi segnalare la presenza amianto alle forze dell'ordine e all'Asl, cosicché provvedano alla loro corretta rimozione.

Discariche abusive nell'Agro Pontino

Nel territorio pontino la Guardia di Finanza di Latina ha rinvenuto 7 discariche abusive e circa 4.000 quintali di rifiuti speciali come l'amianto. Nel mirino delle Fiamme gialle una società, operante nel settore della compravendita di terreni nella provincia di Latina, che utilizzava alcuni fondi di proprietà della stessa per lo sversamento illecito di rifiuti speciali.

 

Le aree sequestrate in alcuni casi riguardano terreni di proprietà dei comuni, della Regione Lazio o del Consorzio di Bonifica dell'Agro Pontino. I rilievi tecnici effettuati dall'ARPA Lazio hanno evidenziato il degrado di alcune di queste aree e la loro pericolosità per la salute pubblica.


Chi inquina paga

La nostra terra è avvelenata e contaminata dalla fibra killer che si cela tra discariche e rifiuti: minaccia imminente per il nostro ecosistema. Lo smaltimento illegale provoca seri danni al nostro all'ambiente e compromette la nostra salute. E’ spesso l’azione incosciente di persone che perseverano nel considerare la propria città come una discarica.

 

Non sono più tollerabili azioni di inciviltà a danno dei residenti, che non restano inermi ma denunciano ogni mossa illecita. Le strade continuano a macchiarsi delle vittime di amianto e ogni anno questa piaga umanitaria si ripercuote sulla nostra salute e sulla nostra terra.

 

L’amianto è una bomba ecologica pronta ad esplodere, e l’impegno di ogni cittadino è quello di ecosostenere il proprio territorio per debellare questo mostro che ci inquina l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo.

Contratto di lavoro e contratto di morte

sacelit

"Trattavamo l'amianto come fosse fieno" sono le parole di un operaio dell'ex fabbrica Sacelit, un gruppo della società Italcementi Spa a San Filippo Del Mela a Messina. L'azienda era la maggiore produttrice di cemento a livello mondiale, e come tutto la produzione di cemento negli anni 60-80, la sua lavorazione avveniva con l'amianto. Nel 1993 si aprirono i primi casi di mesotelioma, e da allora l'elenco delle vittime si gonfiò. Gli operai toccavano a mani nudi l'amianto e inalavano le sue polveri ignari del pericolo in cui incorrevano. Per anni nessuno disse niente e le responsabilità di questo silenzio non risparmiano nessuno.

Nelle ultime ore è deceduto Giovanni Basile, che con la Sacelit aveva firmato un contratto di lavoro e di morte.

L’ONA si costituirà parte civile nel processo penale e agirà in tutte le competenti sedi, affinché le vittime dell’amianto ottengano giustizia.



Scuole e nido ancora a rischio

Non sono più tollerate azioni di inefficienza e di approssimazione quando l'amianto entra in case e in edifici scolastici. Sono necessari interventi di risanamento per assicurare un domani migliore alle future generazioni.

 

L’Associazione ONA ha censito (per difetto) una stima di 2.400 scuole contaminate dal materiale contente amianto. Gli alunni coinvolti sono più di 352.000 mila. Per non parlare del personale docente e amministrativo, la cui stima arriva 50.000 mila. E’ una statistica allarmante che afferma la presenza di amianto di una scuola su dieci.

 

L’amianto è stato a lungo utilizzato in campo edilizio perché è un materiale molto resistente. Il problema è che non esistono quantitativi oltre i quali l’amianto faccia male: basta anche una semplice fibra.

L'amianto ostacola l'istruzione

L'amianto intralcia anche la cultura. A nove mesi della chiusura dei locali del Pigneto Prenestino, i residenti sono ancora in attesa delle bonifiche e della riapertura della biblioteca. L'Asl di Roma sta ritardando le bonifiche per effettuare analisi macroscopiche e microscopiche sulla presenza di amianto nel prefabbricato.

 

Nel frattempo i cittadini sono a rischio di esposizione e sono senza alcun polo culturale. La denuncia viene portata avanti dal comitato di quartiere, che chiede di rendere rapidamente spendibili i finanziamenti già stanziati dalla regione per le operazioni di smaltimento e riqualificazione.

Intanto l'amministrazione comunale ha avanzato una manovra di trasferimento dello stabile.

Un passo avanti per la scienza medica

tetti amianto

Un gruppo di studenti della New York University, hanno scoperto un nuovo metodo di diagnosi precoce per il mesotelioma pleurico. Il mesotelioma è la più diffusa patologia asbesto correlata che colpisce le cellule del mesotelio, il tessuto che avvolge le membrane seriose degli organi interni.


Le sue fibre penetrano all'interno dei polmoni attraverso l'inalazione di queste particelle, e provocano l'insorgere della malattia in maniera latente. Questo rende necessaria una diagnosi più celere così da prevenire, per quanto possibile, anziché curare.

 

Il test identifica alcune proteine prodotte dalle cellule tumorali. Queste aiutano a riconoscere la tipologia di tumore, di localizzarlo e soprattutto di intervenire in maniera tempestiva.

Lavoratori nel mirino dell'amianto

L'Avv. Ezio Bonanni e l'ONA, unitamente ad altre Associazioni vittime amianto, hanno continuato a denunciare l'epidemia delle malattie asbesto correlate. E' un killer silenzioso che provoca con assoluta certezza scientifica la morte per mesotelioma, tumore del polmone, della laringe, dello stomaco o del colon. Per non parlare dei danni all'apparato respiratorio.

 

Secondo le stime dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), ogni anno perdono la vita circa 107.000 persone (sottostima). In Italia più di 6.000 persone muoiono per tutte le patologie asbesto correlate.

L'ONA ha chiesto di porre fine alla strage (Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, di cui è autore l'Avv. Ezio Bonanni).

Crescono gli infortuni sul lavoro

Dall'anno della messa al bando dell'amianto con la Legge 257/92, numerosi lavoratori si sono sottoposti ad esami clinici. Hanno dovuto riscontrare se l'esposizione alla fibra killer, che ha un tempo di latenza lunghissimo (anche di 40 anni), aveva già avuto conseguenze sulla loro salute. Perché l'amianto può causare l'insorgenza di patologie mortali.

 

Sono più di 200 i lavoratori (o ex lavoratori) che per diversi anni sono stati esposti all'amianto e che hanno aderito al programma di sorveglianza sanitaria promosso dalla Cisl e dall'Azienda ospedaliera pisana. L'adesione è avvenuta in maniera massiccia presso il reparto di Medicina del lavoro di Pisa per effettuare il primo screening.

Screening per i lavoratori

eternit

Lavorare non è mai stato così difficile. Operai costretti a condizioni di assoluto stato di degrado e pericolosità, minacciati inoltre dalla presenza eternit. Le strategie industriali non hanno impedito la strage di operai a contatto con l’amianto e si pretende quindi la massima diligenza per la protezione dei luoghi di lavoro.

 

Si pensi al caso di Casale Monferrato, sede del più grande stabilimento Eternit d'Europa, dove l'amianto ha ucciso più degli infortuni sul lavoro. Sono oltre 1700 i decessi verificatisi. I morti per tumore alla pleura sono tra le 50 e le 55 all'anno (circa una alla settimana), un’incidenza spaventosa che grava anche sugli abitanti, esposti a causa della loro vicinanza all'area contaminata.

Sgorga amianto dal rubinetto di casa

Il primo cittadino di Reggio Emilia, Graziano Delrio, interviene per tranquillizzare gli abitanti reggiani circa la presunta ipotesi di contaminazione dell'acqua con il materiale amianto. Una preoccupazione più che comprensibile se si pensa che quella dell'amianto è una fibra detta "killer" e risulta essere la prima causa di tumori in Italia. A seguito di queste affermazioni sono partiti alcuni esami per attestare la veridicità di quelle ipotesi. Si è predisposto un piano di verifica sulla presenza di fibre d’amianto nell'acqua distribuita dall'acquedotto cittadino. Sono stati quindi compiuti prelievi a campioni continuativi in diverse zone della città (scuole, case private, esercizi pubblici).

Amianto negli ospedali

Già nel 2004 sono state rimosse tutte le coperture in cemento amianto presenti nell'Ospedale "Marconi" di Cesenatico. Tuttavia viene ancora segnalata la presenza delle lastre in eternit in buono stato di conservazione che periodicamente vengono sottoposte a un'accurata verifica dal Servizio Tecnico aziendale.

 

Anche il Dipartimento di Sanità Pubblica, competente per la vigilanza, conferma che non sussistono rischi per la salute degli operatori e dei cittadini. La normativa vigente prevede infatti che la bonifica del cemento amianto venga effettuata nel caso in cui il materiale sia deteriorato o in cattivo stato di conservazione. Un allarmismo che per fortuna non sussiste.

La Spezia in prima linea per la lotta all'amianto

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni persegue la lotta contro l'amianto e fornisce una tutela a tutte le vittime esposte. Oltre l'assistenza legale, l'Associazione fornisce un'assistenza medica, fondamentale per la prevenzione delle malattie asbesto correlate. Il mesotelioma pleurico è la forma tumorale più aggressiva causata dall'amianto, e ha toccato la sensibilità di molte istituzioni.

 

Il comune di La Spezia, attraverso il consigliere comunale Giulio Guerri, ha presentato una nuova istanza per chiedere che la città venga messa in prima linea nella lotta contro l'amianto. In particolare chiede di adempiere ad una serie di precisi impegni volti al monitoraggio, all'eventuale bonifica e infine alla sorveglianza sanitaria degli esposti.

Immigrati accolti tra detriti e amianto

L'emergenza immigrati è aggravata dalla presenza di amianto, si cela ovunque, in case, ospedali, scuole, ed ora anche negli stabilimenti destinati agli extracomunitari. E' stata confermata la presenza di materiale amianto nei pressi degli accampamenti messi a disposizione dal comune di Palermo per gli immigrati sbarcati a Lampedusa.

 

La denuncia arriva dal direttore dell'Arpa Sicilia, Sergio Marino. I vigili urbani hanno effettuato un sopralluogo e attestato la veridicità di quelle affermazioni. Il campo è stato prontamente posto a sequestro.

 

Ora si attende la messa in sicurezza di tutta l'area, cosicché gli extracomunitari possano tornare ad avere un tetto sicuro sulla testa.