Atti dei convegni (gennaio 2012)

L'ONA contro l'amianto. Nel gennaio 2012, l'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'ONA, ha intensificato l'organizzazione dell'Associazione su tutti i territori. Sono stati istituiti comitati ONA in tutte le regioni di Italia e sono stati rafforzati quelli già esistenti. 

L'ONA è stata ed è il punto di riferimento dei lavoratori esposti amianto ed altri cancerogeni, e dei loro famigliari, per qualsiasi necessità, dalla assistenza tecnica, per la bonifica (prevenzione primaria); a quella medica, per la diagnosi precoce e la cura delle patologie asbesto correlate, che se tempestiva, permette di raggiungere più significativi risultati, fino alla difesa legale, per la tutela di tutti i diritti vittime amianto (rendite INAIL, benefici contributivi amianto, risarcimento danni), hanno permesso il raggiungimento della finalità dell'Associazione. 


Assistenza vittime amianto e riconoscimento malattie professionali

numero verde ONA

L'Osservatorio Nazionale Amianto è l'Associazione che fornisce assistenza tecnica (bonifica), medica (diagnosi e cura) e difesa legale (tutela dei diritti). Per la consulenza legale gratuita, con l'Avv. Ezio Bonanni e con il pull di legali ONA (consulenza legale gratuita vittime amianto), puoi contattare il numero verde.

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News amianto

L'Associazione ONA ti informa sulle sue attività, convegni, iniziative e risultati ottenuti in favore dei cittadini e lavoratori esposti e vittime dell'amianto. 

La Terra piange tra amianto e rifiuti

"Eternit Free” è un’iniziativa finalizzata a promuovere e agevolare la rimozione dell’eternit sulle coperture dei tetti e la sua sostituzione con impianti fotovoltaici. E’ quindi un progetto a sostegno dell’ambiente e di tutto l'ecosistema. Questo meccanismo viene reso possibile dai contributi specifici e dagli incentivi economici del decreto ministeriale entrato in vigore dal primo

eternit free

gennaio del 2011. 

L'intento è quello di fornire alle aziende l’opportunità di riqualificazione, di risparmio in bolletta e di trasformazione in chiave sostenibile della propria attività.

La città di Ancona ha siglato un protocollo d'intesa e ha aderito a questo progetto diventando una nuova provincia "Eternit free".


Trovato altro amianto alla Ticosa

L'impresa Ticosa è stata un'azienda tessile operante a livello europeo. Nei primi anni duemila viene inaugurato l'inizio della demolizione dello stabile in previsione di un progetto di recupero.

 

L'iniziativa destava grandi preoccupazioni a causa della presunta presenza di amianto nello stabile. In seguito ad alcune analisi effettuate dall'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), si è riscontrata la presenza di amianto crisolito tra i detriti pronti ad essere triturati. I valori erano superiori alle norme stabilite e l'area viene posta a sequestro. La faccenda tuttavia è avvolta da alcune incongruenze, ma il comune rassicura i cittadini sulla sicurezza del territorio.

Discarica di amianto a Cappella Crotone

Buone nuove per il piccolo Comune di Cappella Cantone, in provincia di Cremona. Dopo oltre tre anni dall'inizio della lotta contro il progetto della discarica di rifiuti speciali, il presidente della provincia annuncia la bocciatura di questa iniziativa. Le discariche di amianto, seppur osservano tutte le norme di sicurezza, sono potenzialmente pericolose e devastanti per l'ambiente e la salute dei cittadini.

 

E' bene salvaguardare il territorio e non permettere che l'animo storico delle nostre città venga profanato da discariche e rifiuti.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni intervengono anche su questo tema. L’Osservatorio Nazionale Amianto infatti ha istituito l’Osservatorio Nazionale dei rifiuti proprio per fronteggiare l’emergenza e arginare la contaminazione del territorio e dei suoi abitanti.

Processo Eternit

A Casale Monferrato c’era lo stabilimento eternit più grande d’Europa. Dal latino "aeternitas", chiamato in questo modo per sottolineare la sua elevata resistenza. Il suo materiale a base amianto del tutto incorruttibile, è stato il sogno eterno dell'azienda che ne assunse il nome: “Eternit”.

 

Ma da "fabbrica dei sogni”, divenne presto "fabbrica degli incubi". L’amianto prodotto dallo stabilimento ha comportato la diffusione della fibra killer in svariate forme su tutto il territorio, con epicentro nella città di Casale Monferrato.

I danni causati dall’Eternit non si sono limitati agli operai che lo lavoravano, ma hanno contaminato l’ambiente e i suoi abitanti.

eternit giustizia

Stefan Schmidheiny, magnate svizzero e proprietario della fabbrica, ha innescato una morte ad orologeria in ognuno dei suoi operai e non ha fatto niente per evitarlo. Sono oltre 1700 i decessi che pesano sull'accusa di omicidio colposo per omissione volontaria di cautele sul luogo di lavoro,  e disastro ambientale doloso.

 

Pur confermando le tesi accusatorie, la Corte di Cassazione ha sotterrato tutto nella tomba del silenzio prescrivendo e assolvendo l’imputato.

 

Nel 2011, in vista della sentenza presso il Tribunale di Torino, al Comune di Casale Monferrato è arrivata un’offerta di 18,3 milioni di euro da parte di Schmindheiny in cambio della revoca della parte civile. Al momento la posizione del Comune rimane congelata e sta vagliando questa possibilità.

L'amianto che fa paura

Sono passati ormai 25 anni dalla messa al bando dell'amianto con la Legge 257/92. Ma la sua fibra killer è letale ora come 25 anni fa. L'Italia ha fatto un uso indiscriminato di materiale eternit dal dopoguerra fino agli anni '70. Sono perciò esposti ai danni per la salute non solo tecnici e operai che ne sono venuti a diretto contatto, ma anche tutti coloro che a vario titolo sono presenti, vivono o lavorano in ambienti che lo contengono.

 

L'amianto non adeguatamente smaltito è ancora presente in molti edifici. Recentemente sono state analizzate delle rocce ofiolitiche presenti nelle zone delle Valli del Taro e del Ceno, a Parma. Queste sarebbero responsabili della dispersione di fibre di amianto nell'ambiente.

Morti per amianto alle OGR di Bologna

officine grandi riparazioni

L'azienda OGR (Officine Grandi Riparazioni) è un grande complesso industriale di Torino che purtroppo rischia di rientrare nella lista delle cosiddette "fabbriche della morte". Gli operai che lavoravano nello stabilimento coibentavano gli pneumatici delle carrozze proprio negli anni in cui l'amianto veniva usato in abbondanza.

 

A distanza di anni ancora non vengono riconosciuti i benefici di legge previsti per chi è stato esposto all'amianto sul luogo di lavoro agli ex ferrovieri delle OGR.

Questo è ancor più allarmante se si considera che il numero delle vittime è in aumento. Secondo i sindacati sono infatti più di 200 le morti bianche delle OGR dovute all'amianto.

Vigili del Fuoco nella rete dell'amianto

wwf

Lavorare non è mai stato così difficile. Operai costretti a condizioni di assoluto stato di degrado e pericolosità, minacciati inoltre dalla presenza eternit.

Le strategie industriali non hanno impedito la strage di operai a contatto con l’amianto e si pretende quindi la massima diligenza per la protezione dei luoghi di lavoro.

 

La situazione diventa insostenibile soprattutto per il corpo dei Vigili del Fuoco, che oltre a lottare ogni giorno tra le fiamme, sono ora minacciati anche dall'amianto. Dopo un’attenta consultazione del registro nazionale dei mesoteliomi (RENAM), attualmente sono state registrate nella provincia di Torino, 15 mila segnalazioni lavoratori che sono stati colpiti da mesotelioma.

Amianto killer a Palermo

A fronte dei dati epidemiologici della Regione Sicilia, questa regione ha il triste record dei casi di cancro di amianto. La città di Gela, Priolo e Siracusa, sono state inserite nella classifica dei 39 siti di interesse nazionale più inquinati d'Europa, e purtroppo sono in crescita anche gli esposti nella città di Palermo. I dati relativi alle patologie terminali sono agghiaccianti. Nell'arco temporale di dieci anni si rilevano quasi il 90% percento di aumento dei casi di cancro.

 

Secondo i dati del RENAM, in Sicilia si rileva un picco massimo di incidenza nell'anno 2013 con 106 casi. La sua stima complessiva nel corso degli anni ha raggiunto i 1.453 casi di vittime amianto con un'incidenza pari al 5,3% del totale nazionale.

Enel e amianto: si aprono le inchieste

La centrale termoelettrica "Enel" di Turbigo, nel milanese, ha ricevuto nel corso degli anni vari esposti a causa della presenza di amianto all'interno dello stabilimento. E' una vicenda che si aggiunge ai casi della Pirelli e dell´ex Alfa Romeo.

Per entrambe le aziende sono aperti due fascicoli a carico di ignoti. Per il caso in questione, la Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati sette ex dirigenti della sede Enel di Turbigo per omicidio e lesioni colpose, con l´aggravante della violazione delle normative sulla sicurezza.

Per la prima volta in Italia a rispondere dei reati sono ex funzionari pubblici e non manager privati che hanno consentito che i loro dipendenti lavorassero a contatto con l´amianto.