Atti dei convegni (novembre 2013)

L'ONA contro l'amianto. Nel novembre 2013, i comitati ONA, in tutte le regioni di Italia, hanno continuato a sensibilizzare i cittadini e lavoratori sul rischio amianto e altri cancerogeni. Sono stati organizzati convegni e manifestazioni. Le sedi territoriali hanno fornito il servizio di assistenza tecnica, per la bonifica (prevenzione primaria); a quella medica, per la diagnosi precoce e la cura delle patologie asbesto correlate, che se tempestiva, permette di raggiungere più significativi risultati, fino alla difesa legale, per la tutela di tutti i diritti vittime amianto (rendite INAIL, benefici contributivi amianto, risarcimento danni), anche grazie alla collaborazione dell'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto.


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numero verde ONA

L'Osservatorio Nazionale Amianto è l'Associazione che fornisce assistenza tecnica (bonifica), medica (diagnosi e cura) e difesa legale (tutela dei diritti). Per la consulenza legale gratuita, con l'Avv. Ezio Bonanni e con il pull di legali ONA (consulenza legale gratuita vittime amianto), puoi contattare il numero verde. 

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News amianto

L'Associazione ONA ti informa sulle sue attività, convegni, iniziative e risultati ottenuti in favore dei cittadini e lavoratori esposti e vittime dell'amianto. 

Amianto Zero

I comuni d'Italia sono in lotta per la rimozione sicura dell'amianto che oramai dominano su tutto lo stivale. L'amianto è una piaga che fa breccia in tutto il territorio: si cela nelle strade, nelle scuole, e spesso anche nelle nostre case.

Questa volta è il turno del Piemonte, che sigla un protocollo per attuare piani di intervento e debellare l'amianto dal territorio.

amianto zero

Secondo l'assessore all'ambiente Riccardo Amici, progetti come "Amianto zero" o "Asbestos free", hanno rivoluzionato i piani di agire e migliorato il rendimento annuale. Ora infatti, si stima la rimozione del 34% di amianto in meno sul territorio, dati che sono destinati a salire.


Rapporto RENAM in Liguria

Lavorare non è mai stato così difficile. Operai costretti a condizioni di assoluto stato di degrado e pericolosità, minacciati inoltre dalla presenza eternit. Le strategie industriali non hanno impedito la strage di operai a contatto con l’amianto e i lavoratori continuano a morire.

 

La prevenzione e cura di asbestosi e mesoteliomi rappresentano una priorità nazionale per la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini.

In Liguria si registra un record europeo di morti per mesotelioma. Ogni anno muoiono infatti circa 150 persone.“

 

 

Secondo i dati del RENAM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi dal 1993 al 2015), si rileva un picco massimo di incidenza nell'anno 2005 con 166. La sua stima complessiva nel corso degli anni ha raggiunto i 2.289 mila casi di vittime amianto con un'incidenza pari al 10,6% del totale nazionale. Si tratta di una sottostima della reale incidenza del mesotelioma. Un'incidenza spaventosa che si può spiegare solo con la presenza attiva dell'amianto.

La strage dimenticata dei pompieri

vigili del fuoco

La Liguria detiene il triste record di Vigili del Fuoco malati di mesotelioma. L'amianto sta sterminando silenziosamente le Forze Armate: si trova negli elicotteri dell'Aeronautica, nelle navi della Marina e ora anche nelle caserme dei pompieri.

 

I casi registrati dal Registro Nazionale dei Mesoteliomi (RENAM) tra le caserme, sono in tutto 58. Per tutti gli anni '70 e '80 i ragazzi hanno indossato guanti, coperte e mantelli a base di fibra d’amianto ignifuga e quindi largamente utilizzata per le dotazioni dei vigili prima che se ne scoprisse la pericolosità.

 

Paradossalmente, gli indumenti che avrebbero dovuto proteggerli hanno invece causato la loro morte. Quella dei pompieri è una strage silenziosa e dimenticata.

Allarme amianto negli ospedali

Sono passati ormai 25 anni dalla messa al bando dell'amianto con la Legge 257/92, ma la sua fibra killer è letale ora come 25 anni fa. Veniva utilizzata per la realizzazione di macchinari e strutture di ogni tipo.

 

Non sono esenti da questo tragico quadro scuole e strutture ospedaliere. L'amianto veniva messo nelle incubatrici, nelle sale operatorie e persino amalgamato nell'impasto delle capsule dentarie. Secondo il V Rapporto Mesoteliomi redatto dall'Inail, dal 1993 al 2012 si sarebbero verificati 280 i casi di mesotelioma nel settore della sanità.

 

Come ci tiene a sottolineare l'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Associazione ONA, questa cifra è decisamente sottostimata e rappresenterebbe solo la punta dell'iceberg.

Caso Olivetti - Le accuse

olivetti

L'azienda "Olivetti" è stata una delle società più importanti al mondo del gruppo Telecom Italia che operò nel campo dell'informatica. Si occupava principalmente della costruzione delle macchine per scrivere, da calcolo e dell'elettronica.

 

La Procura di Ivrea (in provincia di Torino) ha aperto un’inchiesta su venti morti sospette nello stabilimento.


Gli operai utilizzavano per la lavorazione delle macchine del talco contenente tremolite, una forma mineraria di amianto. La pericolosità di questo materiale era già conosciuta agli amministratori della fabbrica ma hanno iniziato ad affrontare il problema con notevole ritardo. Per questo motivo sono tutti accusati di lesioni colpose plurime e omicidio colposo nei confronti di 21 morti per mesotelioma pelurico.

Tra gli indagati l'ex presidente Carlo De Benedetti e l'ex amministratore delegato Corrado Passera.

 

Ma i giudici della Corte di Apello di Torino si sono pronunciati con parole durissime: "omissione cosciente di ogni cautela"; "attività gestita nella piena illegalità" e "massima incuria". Sono parole che pesano aulla sentenza finale ma gli imputati attendono fiduciosi l'esito.

Amianto - C'è ancora molto da fare

Come già evidenziato dall'avv. Ezio Bonanni nel corso dei lavori della Commissione Amianto, istituita dal Ministro dell'Ambiente Gen. Sergio Costa, il codice degli appalti e altre pastoie burocratiche rallentano le bonifiche amianto. Per questo saranno approvate nuovi piani di smaltimento attraverso la mappatura di tutto il suolo, abitato e non. Nel frattempo, mentre l'associazione si mobilita in tutti i territori, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte alla Puglia, assistiamo al ritardo nelle bonifiche.

 

Nel territorio laziale si individuano almeno 2.907 tonnellate di amianto dislocate in 1.175 edifici pubblici. A ricordarlo è anche Legambiente, che ha rilanciato i dati pubblicati nell'ultimo dossier dell'Osservatorio Regionale Ambiente e Legalità dell'associazione, alle quali si aggiungono tra le 360mila e le 700mila tonnellate di tetti e coperture private.

 

Secondo la stima ottimistica del prof. Boeri, Presidente Inps, se le bonifiche attuali non avranno dei tempi e delle azioni più efficaci, verranno portate a termine nei prossimi 85 anni con costi inaccettabili.