IL CASO ECO X: FATTI ED INTERVISTE


 

L’ONA costituisce il Comitato di Pomezia: eletti gli organi direttivi. Chiesto un incontro urgente al Sindaco per il rischio amianto in altri siti della città.

 

All'incontro che si è tenuto oggi, 24.06.2017, ancora una volta la cittadinanza si rivolge all’ Osservatorio Nazionale Amianto la quale sollecita il Sindaco, assente all'incontro di oggi, ad esercitare i suoi poteri di sanità pubblica, per rimuovere le condizioni di rischio di cui alle segnalazioni.

 

Per tale motivo oggi, dopo aver riepilogato circa il gran numero di casi di patologie e decessi da amianto nel Comune di Pomezia l’Avv. Ezio Bonanni ha chiarito che nei prossimi giorni verrà formalizzata l’ennesima richiesta al Sindaco e che, anche per effetto del colloquio intervenuto con il PM, verranno eseguite rilevazioni sui siti contaminati, anche sul luogo dell’incidente, previa autorizzazione del PM.


 

Già lo scorso 17.06.2017 l'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, ha presenziato all'incontro pubblico organizzato dal comune di Aprilia, sul tema amianto, alla luce di quanto successo lo scorso 05/05 all' EcoX di Pomezia. L’associazione, ancora una volta, ha affrontato l'importanza della tutela preventiva, diagnostica e terapeutica, nonchè risarcitoria e previdenziale per tutti coloro che sono stati esposti ad amianto e ad altre sostanze cancerogene. Lo stesso Avv. Ezio Bonanni, durante l’incontro, ha dato voce al punto di vista delle vittime da amianto e altri cancerogeni, denunciando ancora una volta l’incapacità delle istituzioni nazionali a porre fine a quella che è una vera e propria strage. Tutte le vittime dell’amianto, morti ed ammalati, sono sacrificati sull’altare del profitto e chi soccombe è soprattutto da chi lucra sul lavoro altrui. “Nella fabbrica, il lavoratore è solo. Di fronte al dilemma tragico e drammatico di lavorare per vivere e poi morire di amianto oppure direttamente morire di fame, in una condizione ricattatoria del lavoro, che si è aggravata dopo il Jobs Act del Governo Renzi, per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede al Capo dello Stato un immediato intervento per il ripristino dei diritti costituzionali”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA. Nel frattempo, l'ONA continua a deplorare l'assenza di giustizia per le vittime dell'amianto, migliaia di morti e tante assoluzioni nei pochi processi che si celebrano. Si comprende che nel banco degli imputati compaiano nomi eccellenti, capitani di ventura del capitalismo italiano, ma così è veramente troppo. Poichè il Capo dello Stato in più occasioni ha richiamato i principi costituzionali di tutela del lavoro, della salute e della dignità dei lavoratori e delle loro famiglie, ci attendiamo un suo intervento, anche quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

In data 19.06.2017, l’ONA ha chiesto al Sindaco di Pomezia un intervento urgente per l’amianto presente nella zona di Torvaianica, nei dintorni di Via Svezia e zone limitrofe.


 

Si riportano i numeri della strage in Italia:

 

6000 decessi per patologie asbesto correlate. Infatti ai più 1500 decessi a causa del mesotelioma, vanno aggiunti almeno 3000 decessi in seguito a tumori polmonari causati dall’amianto, e a questa drammatica contabilità debbono essere poi aggiunte tutte le altre patologie, che portano l’Associazione a tale stima.

 

 

 

I numeri della strage nella regione Lazio:

 

Nel Lazio sono stati censiti fino al 2011 n. 811 casi di mesotelioma: un numero altissimo se si considera l’istituzione del registro da pochi anni, e che poi debbono essere aggiunte tutte le altre patologie asbesto-correlate (tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari).

 

 

 

I numeri della strage nella provincia di Latina:

 

Circa 100 casi di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015. 19 i casi di mesotelioma accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 13 i casi di mesotelioma accertati a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).12 i casi di mesotelioma accertati ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 8 i casi di mesotelioma accertati a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio). 7 i casi di mesotelioma accertati a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua lo stato di mobilitazione permanente, di tutti i suoi iscritti e simpatizzanti e l’impegno nella trincea della vita civile che si oppone ai cristalli del potere politico abbarbicato su se stesso e immemore delle tragedie delle popolazioni colpite dalle crisi sanitarie ambientali ed anche economiche.

 

 


 

Costituito il Comitato ONA Pomezia

 

  

 

Presto l’incontro con il P.M. della Procura di Velletri

 

 

 

 

 

L’EcoX ha continuato a bruciare anche dopo il primo spegnimento e i cittadini sono preoccupati, oltre che per il rischio amianto, anche per le diossine, gli IPA, il benzene, il PM10, ed altri agenti patogeni, cancerogeni e tossico-nocivi che si sono sprigionati e continuano a sprigionarsi dal rogo del 05.05.2017, mai definitivamente domato.

 

I residenti nelle zone limitrofe al rogo hanno continuato ad inoltrare all’associazione i video della zona del cratere ancora avvolta dai fumi.

 

Sabato 20.05.2017, si è tenuta presso l’Hotel Enea di Pomezia, un’assemblea ONA con circa 500 cittadini ai quali l’associazione e l’Avv. Ezio Bonanni hanno continuato a rendere la loro disponibilità per risolvere ogni problematica legata a questo rogo

 

Gli atti dell’assemblea sono già pubblici in video.

 

Sabato 27 maggio 2017, sempre presso l’Hotel Enea, in Via del Mare n. 83 a Pomezia, c’è stata la riunione di costituzione dell’Osservatorio Nazionale Amianto - Sede di Pomezia, e quindi l’ONA ha preso corpo con una sede anche nella città di Pomezia.

 

Il comitato istituito dall’Osservatorio Nazionale Amianto nella città di Pomezia tutelerà anche tutti quei lavoratori che hanno lavorato in esposizione ad amianto, al fine di ottenere in loro favore l’accredito dei benefici contributivi per l’anticipato pensionamento, a carico dell’INPS, nei termini e con le modalità di cui al dipartimento di assistenza legale di ONA Onlus. 

 

L’Avv. Ezio Bonanni e la Sig.ra Antonella Franchi si dichiarano disponibili a colloqui individuali con coloro che ne faranno richiesta, previo appuntamento, da comunicare alla Sig.ra Antonella Franchi al n. 328-4648451 ovvero all’Avv. Ezio Bonanni al n. 0773/663593 ovvero all’indirizzo e-mail osservatorioamianto@gmail.com.

 

L’ONA proporrà un’azione risarcitoria collettiva a carico del Comune di Pomezia, della Regione Lazio, del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha ribadito la sua richiesta di messa in sicurezza del sito, dopo aver seguito fin dall’inizio l’evolversi della vicenda, e con la costituzione di una unità di crisi, con medici, tecnici e avvocati, al fine di costituire uno strumento di tutela per le popolazioni.

 

L’unità di crisi dell’ONA è coordinata dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, dalla Sig.ra Antonella Franchi (328/4648451) e dal Sig. Antonio Dal Cin (0773/511463), che ormai ininterrottamente, rispondono al telefono e all’e-mail (osservatorioamianto@gmail.com), 24 ore su 24 e a cui si sono rivolti più di 1.000 cittadini, molti dei quali per chiedere delle indicazioni, che sono state fornite loro anche attraverso il Notiziario ONA.

L’Avv. Ezio Bonanni ha ricordato che “non è stata individuata la soglia di esposizione ad amianto al di sotto della quale il rischio per la salute umana si annulla” ed ha chiesto l’applicazione dei benefici contributivi per esposizione ad amianto a carico dell’INPS, per il pensionamento anticipato dei lavoratori esposti all’amianto.



 

Per consultare le raccomandazioni suggerite dall’associazione è possibile consultare la pagina Notiziario ONA, raccomandazioni che lo stesso Avv. Ezio Bonanni ha ribadito pubblicamente in ordine al rischio amianto a basse dosi



 

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rendendo noti gli ultimi dati rilevati, ha sottolineato nel corso della question time alla Camera (10.05.2017), che “non c’è presenza di fibre di amianto nell’aria” e per la diossina “i dati saranno disponibili da domani perché i tempi di analisi sono maggiori”. L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni ha replicato: “Sarebbe opportuno precisare quando, dove e come sono stati effettuati i rilievi e il tipo di tecnica utilizzata, anche e soprattutto rispetto ai venti prevalenti. Una cosa è certa: poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, è evidente che le fibre si sono aerodisperse nell’ambiente circostante. Rimaniamo in attesa, dunque, di ricevere dal ministro e dagli enti deputati più specifiche indicazioni in ordine alla quantità di amianto presente nello stabilimento andato a fuoco e tutti i dati relativi agli altri agenti cancerogeni, compresa la diossina”.

 

Il Prof. Luciano Mutti, coordinatore del Dipartimento Terapia e Cura del Mesotelioma di ONA ONLUS, ha inteso precisare: “Non voglio creare falsi allarmismi ma è comunque chiaro che ogni esposizione è teoricamente quella decisiva nell’indurre il processo neoplastico. Molti fattori – prosegue – genetici e infiammatori, fanno si che la dose soglia cumulativa abbia ampie differenze a seconda del soggetto. In linea teorica è vero che l’amianto che brucia è comunque meno pericoloso delle polveri ma, quando parliamo di questa fibra killer – evidenzia Mutti – non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie”.

 

L’Avv. Ezio Bonanni si è recato sui luoghi del disastro e in un’intervista al TG2 ha ribadito la necessità di utilizzare tutti gli strumenti precauzionali di cui alle ordinanze delle Autorità Sanitarie.