Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (o testicolare) è il tumore del mesotelio che colpisce la tunica vaginale del testicolo, detta anche vagina propria (membrana vaginale), che ricopre i testicoli, formando una specie di sacchetto. La tunica vaginale del testicolo deriva dal processo vaginale del peritoneo, che nel feto precede la discesa dei testicoli dall'addome nello scroto.La tunica vaginale detta anche vagina propria è un mesotelio che ricopre i testicoli, formando una specie di sacchetto. Essa deriva dal processo vaginale del peritoneo, che nel feto precede la discesa dei testicoli dall'addome nello scroto.
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L'ONA ti assiste con assistenza medica gratuita per la sorveglianza sanitaria, la diagnosi precoce e la terapia e cura mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, e con assistenza legale gratuita, grazie al team di avvocati online gratis coordinati dal presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni. Puoi rivolgerti all'ONA al numero verde gratuito, attraverso lo Sportello Amianto Online o presso le nostre sedi territoriali

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Testicolo e tunica vaginale

Il testicolo  è un organo dell'apparato genitale maschile, che produce spermatozoi e ormoni sessuali maschili, detti androgeni, di cui il testosterone è il più importante.  La tunica vaginale del testicolo è chiamata vagina, mesotelio che ricopre i testicoli, e forma una sorta di sacca, che deriva dal processo vaginale del peritoneo, che nel feto precede la discesa dei testicoli dall'addome allo scroto. Questa tunica è organo bersaglio delle fibre amianto che provocano il cancro ai testicoli.

Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è una delle malattie dei testicoli (tumore testicolo) e ha origine da una infiammazione testicolo o del mesotelio dei testicoli. Il tumore testicolo ha un decorso molto aggressivo ed è molto raro: rappresenta infatti meno dell'1% dei casi di tumore del mesotelio (mesotelioma del testicolo). È più frequente nei pazienti tra i 55 ed i 75 anni d’età. Si presenta come una massa del testicolo, spesso accompagnata ad idrocele e infiammazione testicoli. È una neoplasia causata dall'amianto (sinonimo asbesto), che può essere stato respirato o ingerito attraverso l'acqua potabile. 

Poiché il tumore del mesotelio del testicolo è molto raro, si conosce molto poco il suo sviluppo rispetto alle altre malattie testicoli. La tunica vaginale, la membrana dove si sviluppa il tumore testicolare, è composta di cellule mesoteliali, presenti nella maggior parte dei rivestimenti membranosi del corpo, ed è costituita da due strati: quello parietale (esterno) e quello viscerale (interno). 

Non è stata ancora elaborata una teoria certa in grado di spiegare i motivi per i quali l’esposizione ad asbesto causi queste patologie del testicolo (come anche il carcinoma del testicolo), ma è chiaro che le fibre , una volta all'interno dell'organismo umano, causano infiammazione dei testicoli (infiammazione testicolare), tumefazione testicolare e infezione in grado di provocare il tumore del mesotelio dei testicoli. 


Prevenzione

Mesotelioma

Il mesotelioma del testicolo si previene evitando le esposizioni alle fibre di amianto. L'ONA ha censito i casi nel II Rapporto Mesotelioma ONA Onlus e  attraverdso il Registro Patologie Asbesto Correlat (ONA Re.Pa.C). Per segnalare i siti contaminati, anche in forma anonima:

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Tutela legale

Ricerca e cura Mesotelioma

Le vittime di tumore del mesotelio hanno diritto al riconoscimento delle prestazioni assistenziali e previdenziali: rendita INAIL, rivalutazione dei contributi INPS, prepensionamento o immediato pensionamento, e riconoscimento  vittima del dovere. Per approfondire:

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Cura

Ricerca e cura Mesotelioma

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è una malattia spesso mortale. L'ONA, anche grazie all'impegno del Prof. Luciano Mutti, oncologo, e dello staff di medici volontari, ha ottenuto risultati significativi nella guarigione e sopravvivenza mesoteliomaPer approfondire:

Assistenza medica


Sintomi mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è un tumore amianto (tumore allo scroto).  Tumore ai testicoli conseguenze e sintomi del tumore al testicolo:

  • Tumore al testicolo sintomi iniziali:
    • Tumefazione testicolare non dolente o dolente (testicoli dolenti)
    • Dolore testicolare
    • Infiammazione al testicolo
    • Grumi nei testicoli 
    • Ginecomastia (sviluppo delle mammelle composte da tessuto ghiandolare e grasso nell'uomo)
    • Testicoli diversi tra loro
  • Neoplasia testicolare sintomi riferibili a metastasi:
    • Dolore lombare e/o addominale
    • Adenopatie sovraclaveari e/o inguinali
    • Tosse
    • Dispnea
    • Deperimento
    • Paraplegia (raro)

Diagnosi mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo e/o il tumore dei testicoli è molto aggressivo e difficilmente diagnosticabile in quanto non ci sono dei sintomi specifici rispetto ad altre testicoli malattie (malattie dei testicoli e sintomi). Nella maggior parte dei casi, è riscontrabile l'aspetto di grumi testicolari (grumi testicoli), gonfiore dello scrotoinfiammazione del testicolo che porta alla diagnosi di mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (o mesotelioma testicolare). A volte questo tumore da asbesto viene scoperto casualmente quando il paziente viene sottoposto a intervento chirurgico per un altro motivo, come può essere la riparazione di un'ernia, o a seguito di reperto palpatorio sospetto (grumi ai testicoli, testicoli diversi tra loro, infiammazione dei testicoli). 

L'ultrasuono è un tipo di scansione per immagini preciso al 90% per rilevare i tumori testicolari. Se viene individuato un potenziale tumore, possono essere eseguite altre scansioni per determinare lo stadio e la diffusione del tumore. Per confermare la diagnosi mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è possibile raccogliere un campione di sangue al fine di individuare i marcatori, sostanze rilasciate dalla malattia amianto che aiutano a confermare la diagnosi.

Il metodo definitivo per confermare la diagnosi è la biopsia, cioè la rimozione di un campione di tessuto dal tumore e l'invio al laboratorio per il test. La valutazione del campione avviene con una tecnica chiamata colorazione immunoistochimica. I marcatori immunochimici per questo tumore del mesotelio comprendono la calretinina, la citocheratina 5/6 e il gene del tumore di Wilms 1, noto anche come WT1.

Un altro strumento per la diagnosi è l'ecografia transrettale, basata su tecniche di imaging (ecografia e tomografia computerizzata toraco-addomino-pelvica - CAP-CT). 

Un ritardo diagnostico delle malattie del testicolo ne favorisce l’evoluzione e ne compromette la prognosi. Se una tumefazione intrascrotale (o testicolo grosso) è di incerta natura, bisogna ricorrere alla inguinotomia esplorativa per ottenere una diagnosi certa il prima possibile. 


La stadiazione del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Per il mesotelioma del testicolo non vi è un sistema di stadiazione condiviso, quindi valgono i principi del sistema TNM.  In generale, quanto più precoce è lo stadio del tumore all’inizio della terapia, tanto migliore è la prognosi. Tuttavia, in questo caso la guarigione completa è molto rara e quindi l’obiettivo primario della terapia è quello di consentire una qualità di vita accettabile. La stadiazione della neoplasia viene accertata al fine di definire il trattamento più appropriato e  per valutare in seguito i risultati della terapia.


Terapia e cura tumore ai testicoli

Come detto, questa neoplasia è estremamente rara, quindi il personale medico dovrà valutare per ogni singolo caso l'approccio più efficace e, come per tutti i tumori da amianto e le patologie del testicolo, molto dipende dalla stadiazione, dall'età e dallo stato di salute del paziente (tumore al testicolo cure). 

La terapia mesotelioma della tunica vaginale del testicolo prevede diversi approcci, se non una combinazione di diversi approcci, per aumentarne l'efficacia, tra cui la chirurgia, la chemioterapia e/o la radioterapia. Questi approcci possono essere applicati da soli o in combinazione.

Dal momento che negli ultimi 30 anni sono stati rilevati solo 73 casi di questa neoplasia, è ancora in corso la discussione scientifica e medica sulle diverse opzioni terapeutiche da adottare per questa forma così aggressiva di mesotelioma da amianto, sopratutto sulla base del fatto che sia la chemioterapia che la radioterapia hanno dato scarsi risultati. Per questo motivo, l'approccio chirurgico rapido (tramite orchiectomia radicale) al momento è considerato il più efficace.  È importante considerare che ogni paziente è un caso a sé, quindi il consulto con uno specialista resta il primo step fondamentale.

Trattamenti emergenti, come l'immunoterapia, si sono dimostrati efficaci in altre forme di tumore del mesotelio, ma per ora sono disponibili solo in studi clinici. 

Chirurgia tumore ai testicoli

Uno studio del 2015 ha rilevato che la chirurgia è lo strumento più efficace per il trattamento del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tramite una orchiectomia inguinale radicale. Questa procedura rimuove il testicolo interessato e l'intero cordone  spermatico. Se il tumore è diffuso fino ai linfonodi vicini, questi verranno rimossi con un intervento chirurgico chiamato linfadenectomia.

In alcuni casi, il tumore testicolare è un tumore secondario, con il tumore primario situato all'interno del peritoneo (la membrana che riveste la cavità addominale). In questi casi, il paziente dovrà essere sottoposto a trattamento anche per il mesotelioma peritoneale .

Radioterapia

La radioterapia viene impiegata dopo l’intervento chirurgico, eventualmente in combinazione con la chemioterapia, in caso di mesotelioma localizzato alla tunica vaginale del testicolo e se le condizioni del paziente favorevoli. Lo scopo del trattamento combinato con radioterapia e chemioterapia dopo l’intervento è quello di consolidare gli effetti della chirurgia, prolungando l’aspettativa di vita.

La radioterapia può essere praticata anche a scopo palliativo per risolvere le conseguenze della crescita del tumore (tumore ai testicoli conseguenze), come l’ostruzione di un grosso vaso sanguigno, o per ridurre il dolore. La radioterapia inoltre può essere utilizzata per uccidere tutte le cellule tumorali rimanenti e impedire il ritorno del cancro. La radiazione è stata usata in alcuni casi, ma la sua efficacia nel ridurre le dimensioni del tumore e alleviare i sintomi variava ampiamente tra i pazienti. Se il tumore viene diagnosticato in una fase precoce, la chemioterapia e la radioterapia potrebbero non essere necessarie dopo l'intervento chirurgico.

Chemioterapia

La chemioterapia può anche essere utilizzata in un trattamento multimodale con la chirurgia, o può essere applicata individualmente per i pazienti che non sono idonei per un intervento chirurgico a causa di metastasi, per prolungare e migliorare la vita del paziente. I farmaci comunemente usati, singolarmente o in combinazione sono il pemetrexed (Alimta®) e il cisplatino, oltre a carboplatino, raltitrexed (Tomudex®), mitomicina, vinorelbina e gemcitabina. Il medico oncologo dovrà valutare sull'opportunità di iniziare subito il trattamento chemioterapico (alla diagnosi o alla comparsa dei sintomi legati alla neoplasia o infiammazione testicoli sintomi) e sul numero di cicli da effettuare. 

Terapie integrate

Anche se non esiste ancora una terapia specifica, è possibile ridurre la massa tumorale e, conseguentemente, prolungare la sopravvivenza. Le procedure di maggior successo sono quelle effettuate negli stadi iniziali della malattia che combinano chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Questo approccio, però, può essere proposto solo a determinati pazienti, giovani, in ottime condizioni generali e non affetti da altre malattieIn ogni caso, non è da ritenersi un trattamento standard, perché non sono ancora disponibili studi adeguati che ne dimostrino un valido beneficio in termini di prolungamento della sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia nelle patologie dei testicoli. 


Sopravvivenza del tumore ai testicoli

Il periodo medio di sopravvivenza per il mesotelioma in generale può variare da un anno a 21 mesi, a seconda di quanto presto viene diagnosticato il cancro (fonte: American Cancer Society). Lo studio del World Journal of Surgical Oncology ritiene, ottimisticamente, che i tempi di sopravvivenza sono di 24 mesi per i pazienti affetti da mesotelioma testicolare maligno.

Studiosi italiani (Minerva Urologica e Nefrologica 2000 March;52(1):33-5 , Raro caso di mesotelioma della vaginale del testicolo associato ad adenocarcinoma della prostata Ferri E., Azzolini N., Sebastio N., Salsi P., Meli S., Cortellini P.) hanno stimato in 23 mesi il periodo di sopravvivenza in assenza di operazioni chirurgiche.

La prognosi è migliore per i pazienti più giovani la cui malattia è diagnosticata precocemente: uno studio su The Canadian Journal of Urology riporta il caso di un paziente ancora vivo sette anni dopo il trattamento del tumore al testicolo.

Alcuni studi hanno rilevato un tasso di mortalità di circa il 53% dopo due anni, ma data la rarità del mesotelioma testicolare o mesotelioma della tunica vaginale del testicolo non permette ancora uno studio approfondito. Diversi fattori possono influenzare la prognosi, come lo stadio della malattia, il tipo di cellula e l'età del paziente al momento della diagnosi

Ci sono stati alcuni casi di mesotelioma testicolare benigno, ma alla maggior parte dei pazienti viene diagnosticato un tumore testicolare maligno con cellule epiteliali. Fortunatamente, il mesotelioma epitelioide è il più comune e quello che risponde meglio al trattamento rispetto agli altri tipi di cellule comuni.

La ricorrenza è anche un fattore importante nella prognosi del paziente: il tumore del mesotelio testicolare presenta un tasso di recidiva piuttosto elevato, con alcuni casi riportati che stimano almeno il 52,5%. Più del 60% delle recidive si verifica entro due anni dalla diagnosi e dal successivo trattamento, con il 92,9% dei pazienti con recidiva che si verificano entro cinque anni dalla diagnosi. In casi di recidiva, la sopravvivenza mediana è stata di circa 14 mesi.


Assistenza legale gratuita

Le vittime (o i famigliari, in caso di decesso) il cui tumore testicolo è stato provocato dalla esposizione professionale a polvere e fibre di asbesto hanno diritto alla rendita INAIL, con le prestazioni  aggiuntive del fondo vittime amianto, che si sommano alle ordinarie prestazioni INAIL (rendita diretta e/o rendita reversibilità) e ai benefici contributivi per esposizione ad amianto con l'art. 13 comma 7 legge 257/92, utili sia al prepensionamento sia a maggiorare le prestazioni INPS già in godimento:

  • Rendita INAIL
  • Fondo Vittime Amianto
  • Benefici contributivi per esposizione ad asbesto - consistono nel moltiplicare i contributi con il coefficiente 1,5, per maturare anticipatamente il diritto a pensione ovvero aumentare l'entità delle prestazioni pensionistiche. 
  • Prepensionamento immediato, in caso di non raggiungimento dei requisiti per la pensione con i benefici contributivi
  • Vittima del Dovere, per i dipendenti delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, e per coloro che hanno contratto il tumore del testicolo in seguito all'attività di servizio per la Pubblica Amministrazione, anche in assenza di un rapporto di lavoro diretto (SS.UU. n. 22753/2018).
  • Risarcimento dei danni subiti, sia dalla vittima primaria che dai suoi famigliari e stretti congiunti

Per approfondire: 

 

Come accertare il nesso causale

Il Prof. Luciano Mutti ha elaborato il modello di relazione oncologica per dimostrare il nesso causale (cioè la riconducibilità del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo ad esposizioni ambientali e lavorative) per il riconoscimento della rendita INAIL, del prepensionamento ex art. 13 comma 7 Legge 257/1992 o del prepensionamento ex art. 1 comma 250 Legge 232/2016, oltre che per il risarcimento dei danni. 

Perizia Luciano Mutti


Approfondimento del Prof. Luciano Mutti

In video l'intervento del Prof. Luciano Mutti, oncologo specializzato nella terapia e cura delle malattie da asbesto, tenuto nel corso della conferenza dal titolo Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto che si è tenuta lo scorso 19 giugno 2018 presso l'Istituto Italiano della Enciclopedia Italiana.

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Epididimite e idrocele

L’epididimite è un’infiammazione dell’epididimo, un tubicino che si trova dietro al testicolo umano che ha la funzione di conservare lo sperma e permetterne il passaggio. In alcuni casi si possono infiammare anche i testicoli e, in questi casi, il disturbo è detto epididimo-orchite.

Infiammazione ai testicoli cause: nella maggior parte dei casi la causa si rinviene in una infezione batterica, come una una malattia sessualmente trasmissibile (gonorrea, clamidia, etc.). 

Infiammazione testicolo sintomi: dolore e gonfiore dell’epididimo, grumo nei testicoli.L’infiammazione ai testicoli ha una maggiore incidenza nei pazienti di età compresa tra i 20 e i 39 anni.

Infiammazione testicolo cura: la terapia è normalmente di tipo antibiotico, possono essere necessarie alcune settimane prima di arrivare alla guarigione. 

L'idrocele, invece, è un accumulo di liquido trasparente nello scroto (acqua nei testicoli). I soggetti più a rischio sono i neonati e gli adulti di età superiore ai 40 anni. Nei bambini, la causa è la mancata chiusura del dotto peritoneo-vaginale, mentre negli adulti può dipendere dalla riapertura del dotto peritoneo vaginale, infiammazione dei testicoli, la presenza di ritenzione idrica agli arti inferiori o un tumore al testicolo.

I sintomi idrocele sono gonfiore testicolare e (raramente) dolore testicolare, arrossamento allo scroto, senso di pressione alla base del pene.

Idrocele testicolo terapia: nei neonati spesso scompare spontaneamente, senza necessità di alcun trattamento particolare. In alternativa, è necessario ricorrere alla chirurgia con il drenaggio del liquido presente (acqua nei testicoli). Negli adulti il trattamento dipende dalla sintomatologia: se irrilevante, non richiede cure specifiche, in quanto tende a risolversi spontaneamente nel giro di 6 mesi con il riassorbimento spontaneo del liquido; se la sintomatologia è più grave, può essere necessaria l'aspirazione tramite ago del liquido presente nello scroto o una idrocelectomia.

 


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