Contributi amianto

Prepensionamento e aumento della pensione

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ti assiste per ottenere il risarcimento per esposizione ad amianto con la maggiorazione contributiva (benefici amianto) utile al prepensionamento e all'aumento della pensione. 

 

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Numero Verde ONA


Esposizione amianto: tutela legale e accredito benefici contributivi

Amianto e benefici contributivi: i lavoratori esposti ad amianto per motivi professionali hanno diritto a rivalutare la loro posizione contributiva con il coefficiente 1,5 (rivalutazione rendita inail). Ciò determina un'anticipazione del tempo del pensionamento (prepensionamento). Per coloro che sono già in pensione, le maggiorazioni contributive comportano un aumento dell'entità dei ratei mensili


- Assistenza legale benefici amianto -


L'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA, è stato ed è il pioniere della difesa dei lavoratori esposti ad amianto. Fin dal gennaio 2000, ha avviato centinaia di azioni legali e  ha ottenuto l'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto con la liquidazione di pensioni anticipate (prepensionamento INPS).

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- Consulenza gratuita amianto -


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- Prepensionamento amianto -


L'Avv. Ezio Bonanni ti guida per la tutela dei tuoi diritti. L'ONA ha costituito un pool di legali per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti amianto, prepensionamento inps, e prepensionamento anticipato per malattia e rivalutazione amianto pensione INPS sui ratei, con il coefficiente 1,5 (rivalutazione pensione inps). 

 


- Benefici amianto: le diverse possibilità -


I benefici amianto sono maggiorazioni contributive utili per il prepensionamento e per l'aumento della pensione:

  • benefici contributivi, art. 13 comma 6 Legge 257 del 1992 (maggiorazioni amianto per i lavoratori delle miniere)
  • benefici contributivi, art. 13 comma 7 Legge 257 del 1992 (maggiorazioni amianto per i lavoratori vittime di patologie asbesto correlate)
  • benefici contributivi, art. 13 comma 8 Legge 257 del 1992 (maggiorazioni amianto per i lavoratori esposti ad amianto non malati)
  • benefici contributivi, art. 1 comma 20, 21 e 22, Legge 247/2007 (maggiorazioni amianto per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo)

Leggi il testo delle norme in materia di benefici amianto


- Benefici amianto lavoratori esposti -


I lavoratori esposti amianto non ancora malati hanno comunque diritto al prepensionamento amianto, art. 13 comma 6, Legge 257 del 1992 e art. 13 comma 6, Legge 257 del 1992 e art. 1, commi 20, 21 e 22, Legge 247/2007, (legge sull amianto).


- Guida per prepensionamento amianto lavoratori esposti -


L'art. 13, comma 8, Legge 257 del 1992 (INPS amianto) è stata più volte modificata. È necessaria l'assistenza e tutela legale per ottenere l'accredito dei benefici contributivi amianto. L'Avv. Ezio Bonanni e l'Osservatorio Nazionale Amianto hanno assistito e assistono i lavoratori esposti per il prepensionamento amianto, con la legge amianto

L'Avv. Ezio Bonanni è uno dei pochi legali in grado di poter ottenere significativi risultati per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti amianto. Infatti, la complessità della normativa e gli ostacoli frapposti dall'INPS, che ha sempre violato i diritti dei lavoratori esposti ad amianto, richiedono competenza ed esperienza, che sono ora al servizio gratuito dell'Osservatorio Nazionale Amianto attraverso lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni. 

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- Vittime amianto: prepensionamento - aumento pensione -


I lavoratori che in seguito ad esposizione ad amianto si sono ammalati di patologie asbesto correlate hanno diritto all'immediato prepensionamento e, se già in pensione, all'aumento della prestazione (ratei mensili) con il coefficiente 1,5 (art. 13 comma 7 Legge 257 del 1992).

Leggi di più su Prepensionamento e Aumento Pensione (art. 13, comma 7, Legge 257 del 1992) - ultime notizie prepensionamenti

Nel caso in cui le patologie riconosciute sono l'asbestosi polmonare, il mesotelioma e il cancro del polmone, e con l'accredito dei benefici amianto con l'art. 13 comma 7 Legge 257 del 1992 non si raggiunge il diritto a pensione, si può chiedere il prepensionamento per invalidità con l'art. 1 comma 250 Legge 232/2016.

Leggi di più su: Pensione immediata per i lavoratori vittime amianto

L'amianto, come riconosciuto anche dall'INAIL, provoca una serie di malattie definite patologie asbesto correlate, molte delle quali già inserite nella Lista I dell'INAIL (la cui origine lavorativa è di elevata probabilità):

Queste patologie debbono essere sempre riconosciute dall'Inail e indennizzate al lavoratore e, in caso di decesso, ai suoi familiari.

Sono asbesto correlate anche le patologie inserite nella LISTA II (casi di malattia amianto che l'inail stima di limitata probabilità):

Per queste patologie non c'è la presunzione legale di origine. Il lavoratore può ottenerne il riconoscimento e quindi la rendita INAIL e, in caso di decesso, la rendita in reversibilità della vedova e/o del coniuge e dei figli, se minorenni e/o studenti (fino a 26 anni), se è dimostrato il nesso causale e cioè la riconducibilità del danno alla salute all'attività di lavoro.

Nella LISTA III (origine professionale possibile), è inserito soltanto, il cancro all'esofago (tumore amianto). In questo caso la vittima asbesto può ottenere il riconoscimento della rendita inail con la prova del nesso causale.

L'ONA assiste i lavoratori per ottenere la tutela dei loro diritti. Leggi di più sulla tutela legale ONA.


- Pensione ferrovieri -


I dipendenti delle Ferrovie dello Stato (ferrovieri) sono stati tra coloro maggiormente esposti ad amianto. Sono centinaia i dipendenti delle Ferrovie dello Stato per patologie asbesto correlate tra cui il mesotelioma. Per esposizione ad amianto nel settore della produzione dei rotabili ferroviari sono state introdotte diverse norme specifiche, tra cui l'art. 1, comma 246 Legge 205 del 2017 (legge sull amianto).

L'originario termine finale (2 marzo 2018) è stato prorogato ed in ogni caso i ferrovieri esposti ad amianto hanno comunque diritto ai benefici amianto.

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- Benefici amianto: decadenza triennale -


  • Decadenza triennale: è un altro ostacolo per la pensione amianto. Il lavoratore deve presentare la domanda all’Inps (domanda amministrativa amianto) per il riconoscimento e accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto ex art.13, co. 8, legge 257 del 1992 (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 11399 del 2012 e seguenti, che ha modificato il precedente orientamento, che non rendeva necessaria la domanda amministrativa).
    • Domanda amministrativa all'Inps per l'esposizione all amianto.
    • Entro 120 giorni dal deposito della domanda per prepensionamento amianto, l’Inps deve pronunciarsi: accreditare le maggiorazioni, oppure rigettare la richiesta del lavoratore.
    • In assenza di pronuncia da parte dell'Inps, se protratto oltre i 120 giorni, equivale a silenzio rigetto.
    • In caso di rigetto, anche silenzio / rigetto, è necessario proporre ricorso amianto al Comitato Provinciale Inps, nel termine di 90 giorni, e in caso di rigetto, ovvero silenzio / rigetto, al 90° giorno dal deposito del ricorso amianto, il procedimento amministrativo è concluso, e quindi si può proporre il ricorso amianto al giudice del lavoro (alla Corte dei Conti per i dipendenti pubblici) per ottenere la condanna dell'Inps all'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto.
  • Inizia a decorrere cosi il termine triennale, in seguito al quale vi è la dichiarazione di decadenza, che in questo caso comporta la perdita totale del diritto. Il termine massimo per proporre ricorso amministrativo inail amianto giudiziario prima della decadenza è di 3 anni dalla fine del procedimento amministrativo che in tutto può durare, al massimo, 300 giorni. La decadenza comporta l'estinzione totale del diritto e la perdita prepensionamento e aumento ratei pensione. Per questo motivo è preferibile iniziare il più presto possibile l'azione giudiziaria dopo il rigetto da parte dell'Inps e comunque entro i tre anni dalla fine del procedimento amministrativo (nel massimo 3 anni e 300 giorni e comunque non oltre i tre anni e trecento giorni dal deposito della domanda amministrativa (art. 47 del DPR 639 del 1970).

>> Decadenza triennale art. 47 D.P.R. 639/70 


- Benefici amianto: evitare la prescrizione -


La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, a partire dalla sentenza n. 25000 del 2014, ha stabilito alla pensione amianto si applica la prescrizione decennale (prescrizione amianto: art. 2946 Codice Civile).

Il termine decennale di prescrizione amianto decorre dalla consapevolezza del diritto e della sua lesione (art. 2935 c.c.). Inizialmente dalla data di pensionamento,  poi dalla consapevolezza del diritto e della sua violazione, che in molti casi è presunta dalla data della domanda amianto, o dalla domanda all'INAIL (Corte di Cassazione, Sezione VI, ordinanza n. 2856/2017).

Per evitare la prescrizione diritto al prepensionamento e pensione amianto ti puoi rivolgere allo sportello nazionale amianto

L'Avv. Ezio Bonanni difende i lavoratori che hanno diritto alle rivalutazioni, rivalutazione rendita inail e alla pensione amianto per far rigettare le eccezioni inps di prescrizione  sul principio che questi diritti sono imprescrittibili e che il termine dei dieci anni deve decorrere dalla effettiva conoscenza del diritto e della sua lesione.

Strumenti di tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi amianto per esposizione ad amianto con rigetto dell'eccezione di prescrizione dell'INPS: 

  • applicazione dell'art. 2935 c.c., tenendo conto della data di inizio di "consapevolezza dell'esposizione e dell'esistenza del diritto";
  • sospensione del decorso della prescrizione per comportamenti non legittimi di INPS (art. 2941 n. 8, c.c.).

Come poter ottenere tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi amianto in favore dei lavoratori esposti e rigetto dall'eccezione di prescrizione sollevata dall'INPS:

  • Il lavoratore deve chiedere di poter ottenere l'ammissione della prova testimoniale attraverso cui replicare all'INPS e dimostrare che la consapevolezza della violazione del diritto è avvenuta successivamente. 
  • Replicare alle eccezioni di prescrizione de benefici contributivi amianto per esposizione ad amianto sollevate dall'INPS con la prova che il rischio è stato scoperto da meno di 10 anni dalla data di presentazione della domanda;

Molto è stato fatto in questo senso dall'Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, che sono riusciti a ottenere in molti casi il rigetto dell'eccezione di prescrizione del diritto all'accredito maggiorazioni contributive per esposizione amianto sollevata dall'INPS.


- Benefici amianto: evitare la decadenza per mancato deposito domanda INAIL -


Prepensionamento amianto / pensione amianto per lavoratori senza domanda INAIL. Con l'art. 47, commi 1 e 5, Legge 326/2003 (legge sull amianto) è stata comminata la decadenza a carico dei lavoratori esposti ad amianto che non hanno depositato la domanda all'INAIL entro il 15 giugno 2005.

Il regime della decadenza per mancato deposito della domanda INAIL non si applica per quei lavoratori esposti ad amianto che, pur essendo privi di domanda, alla data del 02.10.2003 avevano maturato il diritto a pensione con l'aggiunta dei contributi dell'amianto, oppure avevano già presentato la domanda, oppure che si erano dimessi per poter accedere al prepensionamento e in tutti gli altri casi stabiliti dall'art. 47 co. 6 bis della L. 326 del 2003 e art. 3 co. 132 della L. 350 del 2003). Quindi la decadenza non può essere dichiarata nei casi in cui i lavoratori esposti hanno diritto a tutela legale per vedersi applicata la precedente normativa (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza 24998 del 2014,  con giurisprudenza costante, che ha recepito i principi di diritto sempre sostenuti dall'Avv. Ezio Bonanni. 

Leggi di più: Prepensionamento lavoratori senza domanda INAIL


- Prepensionamento: come fare -


L'Avv. Ezio Bonanni ti guida nella tutela dei tuoi diritti: come ottenere le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto anche se non hai contratto ancora una patologia asbesto correlata:

  • domanda amministrativa all'Inps: occorre attendere che l’Inps si pronunci. Se accoglie, l’obiettivo è raggiunto; in caso contrario, di rigetto, ovvero silenzio / rigetto, si deve ricorrere al Comitato Provinciale Inps nel termine di 90 giorni, e quest’ultimo ha ulteriori 90 giorni per pronunciarsi. La domanda amministrativa all’Inps va depositata anche se il lavoratore non ha il certificato di esposizione all'amianto rilasciato dall’Inail. Infatti la procedura amministrativa è un onere a carico dell’avente diritto, come condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, indispensabile per poter ottenere la condanna dell’Inps all'accredito delle maggiorazioni amianto. In caso contrario il Giudice dichiara l’inammissibilità.
  • In caso di rigetto della domanda amministrativa, ricorso al Comitato Provinciale Inps;
  • In caso di rigetto del ricorso al Comitato Provinciale Inps: ricorso giudiziario al Giudice del lavoro;
  • Attenzione al termine di 3 anni e 300 giorni, ovvero 3 anni dalla fine del procedimento amministrativo: decadenza in base all'art. 47 del DPR 639 del 1970. 

- Prepensionamento amianto: il ricorso al Giudice -


L'azione giudiziaria deve essere iniziata entro 3 anni dal termine del procedimento amministrativo (che non può andare oltre i 300 giorni), altrimenti  vi è la decadenza dal diritto

 

  • Ricorso giudiziario. Il ricorso al Giudice del lavoro, competente territorialmente, deve essere corredato da tutti gli atti amministrativi, dal curriculum, dalla documentazione clinica, da eventuali certificazioni rilasciate dall’Inail e comunque da tutti gli atti del procedimento amministrativo Inail, se e a qualsiasi titolo promosso (a seconda dei casi) e vanno comunque depositati tutti gli atti e i documenti, e richieste tutte le prove, pena la decadenza. Il ricorso deve essere specifico, con descrizione dell’ambiente lavorativo, delle attività e mansioni, con riferimento all’aerodispersione delle polveri e fibre di amianto e della loro inalazione, e quindi esposizione diretta, indiretta e per contaminazione dell’ambiente lavorativo. Vanno specificati i dati epidemiologici e, nel caso di ricorso ex art. 13 co. 7 della Legge 257 del 1992 (legge sull amianto), vanno acclusi anche i documenti medici e dimostrata la sussistenza della patologia asbesto correlata. E’ necessaria la consulenza tecnica d’ufficio che permette la formulazione del giudizio presuntivo di superamento della soglia delle 100 ff/ll nella media delle otto ore lavorative, per ogni anno e per oltre dieci anni.
  • Legittimazione passiva INPS: l'unico ente legittimato passivamente nelle azioni giudiziarie per l'accredito delle maggiorazioni amianto è l'INPS. L'INAIL non è legittimata passiva in tali procedimenti. Leggi di più su La legittimazione passiva
  • Giudizio di ottemperanza presso il TAR competente: se l'INPS dovesse negare l'accredito delle maggiorazioni amianto pur dopo la condanna è sufficiente rivolgersi al TAR competente per ottenere la nomina di un commissario ad acta che accrediti le maggiorazioni amianto.

- Approfondimenti benefici amianto art. 13 co. 8 Legge 257 del 1992 -


L'INPS ha sempre negato l'accredito dei benefici amianto per quei lavoratori non malati. La legge sull amianto è stata più volte modificata e la stessa giurisprudenza ha modificato i suoi orientamenti. L'Avv. Ezio Bonanni ti guida in questa torre di Babele per ottenere la tutela dei tuoi diritti. 


- Benefici amianto: le 100 ff/l -


  • limiti di soglia (100 ff/ll): questo ostacolo si supera utilizzando la stessa legge scientifica elaborata dall'INAIL, con l'utilizzo dell'algoritmo E= Σ(cᵢ * hᵢ)/hanno cui vanno aggiunti i valori della banca dati Amyant INAIL, tali da permettere poi il calcolo complessivo con cui si dimostra il superamento della soglia delle 100 ff/ll per ogni anno e per oltre 10 anni e ottenere così la condanna dell'INPS all'accredito dei benefici contributivi amianto per esposizione ad amianto per i lavoratori esposti alle fibre di asbesto.

- Come ottenere il coefficiente 1,5 per prepensionamento -


Il coefficiente di maggiorazione amianto è stato ridotto da 1,5 a 1,25, utile ai soli fini della rivalutazione della prestazione, senza prepensionamento (art. 47 co. 1 della L. 326 del 2003) e imponeva l’onere di depositare la domanda di certificazione all’INAIL entro il 15.06.2005, pena la decadenza. 

Leggi di più su Guida pensioni amianto


- Come schivare la Legge Fornero -


L'art. 24 della c.d. Legge Fornero stabilisce la non applicabilità per i lavoratori esposti ad amianto che, alla data del 31.12.2011, avevano già maturato il diritto a pensione. L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA e l'Avv. Ezio Bonanni ti tutelano per evitare le penalizzazioni della Legge Fornero. 

Leggi di più su Prepensionamento amianto Legge Fornero


- Benefici amianto lavoratori siti oggetto di atto di indirizzo -


I lavoratori che sono stati esposti in siti oggetto di atto di indirizzo hanno diritto ai benefici contributivi, art. 1 comma 20, 21 e 22, Legge 247/2007.

Leggi di più su Pensione amianto atti di indirizzotroverai l'elenco completo dei siti che danno diritto al pensionamento anticipato e/o all'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.

Il Governo a più riprese ha emanato degli atti di indirizzo relativi a siti lavorativi i cui lavoratori esposti hanno diritto quindi al riconoscimento dei benefici amianto fino al 02.10.2003, sulla base dell'art. 1, comma 20, 21 e 22 L. 247/2007. Gli atti di indirizzo ministeriali contengono la certificazione di accertamento da parte del Ministero del Lavoro della sussistenza del rischio amianto con esposizione superiore alle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative per alcuni siti di cui l'Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato il contenuto, e per effetto dell'art. 1, commi 20, 21 e 22 della L. 247/07, il diritto è attribuito fino al 02.10.2003, ovvero fino all'inizio delle bonifiche.  Per approfondimenti anche sul valore legale degli atti di indirizzo consulta la pagina Pensioni Amianto Atti di Indirizzo Ministeriali. L'INAIL, con atto del 19.05.2008, n. 60002, ha circoscritto l'applicazione dell'art. 1, commi 20, 21 e 22 L. 247/07 a soli 15 siti, e tale atto è stato impugnato dall'Avv. Ezio Bonanni, il quale ha ottenuto che il TAR del Lazio annullasse tale decreto per la parte in cui conteneva tale restrizione e della circolare iNAIL che indicava l'elenco di solo 15 siti rispetto a un ben più elevato numero di siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale.

I lavoratori esposti ad amianto in siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale hanno comunque diritto al prepensionamento con riconoscimento fino al 02.10.2003 sulla base dell'art. 1, commi 20, 21 e 22, della Legge 247/2007 e sulla base della sentenza del TAR del Lazio di accoglimento del ricorso dell'Avv. Ezio Bonanni.

Per approfondimenti: Pensione amianto atti di indirizzo


- Risarcimento danni per esposizione amianto -


L'esposizione ad amianto provoca dei danni alla salute. L'Osservatorio Nazionale Amianto, grazie all'impegno dell'Avv. Ezio Bonanni, è in grado di fornire un elevato standard di assistenza legale per ottenere il riconoscimento dei benefici amianto e anche del risarcimento dei danni.

Per approfondimenti: Danni da amianto, risarcimenti, rendite e benefici


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