Tutela legale per benefici contributivi per esposizione ad amianto

I benefici contributivi per esposizione amianto sono delle maggiorazioni contributive, con il coefficiente 1,5,  per i lavoratori esposti amianto per oltre 10 anni alle (art. 13 comma 8 L. 257/92), e per coloro che, in seguito all'esposizione professionale,  si sono ammalati di patologie asbesto correlate  (art. 13 comma 7 L. 257/92). L'Inps ha violato l'obbligo di rivalutare il periodo di lavoro per esposizione ad amianto del 50% del periodo di esposizione, utile al fine del prepensionamento amianto, e della rivalutazione delle prestazioni pensionistiche in godimento.  L'Osservatorio Nazionale Amianto e l'Avv. Ezio Bonanni (pioniere difesa vittime amianto) assistono i lavoratori esposti ad amianto con il servizio di assistenza legale gratuita (a cura del presidente, Avv. Ezio Bonanni, con il team di avvocati online)  per la tutela dei diritti di cittadini e i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri agenti patogeni e cancerogeni, ai fini del prepensionamento amianto e rivalutazione ratei mensili esposti amianto, per effetto dell'accredito delle maggiorazioni contributive. Nel caso di rigetto della domanda amministrativa per l'accredito delle maggiorazioni amianto, il lavoratore deve depositare il ricorso amministrativo inps, per ottenere la pensione inps, oltre alla rendita Inail, ricorsi inail e il risarcimento danni, in caso di danno biologico amianto. Il servizio di assistenza legale gratuita per i lavorati esposti e vittima dell'amianto può essere richiesto sia online presso lo Sportello Amianto sia presso le  sedi territoriali.

Tutela legale  benefici contributivi e prepensionamento

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime di danni alla salute per la tutela dei loro diritti. 

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L'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'ONA, è stato il pioniere della difesa degli esposti ad asbesto. Fin dal gennaio 2000, ha avviato migliaia di azioni legali per la condanna dell'Inps al prepensionamento per patologia amianto (prepensionamento Inps - Inps amianto, pensioni inail), rivalutazioni rendite inail (rivalutazione inail) e ricorso rivalutazione pensione per esposizione amianto. Oltre ai benefici contributivi, le vittime hanno anche diritto al risarcimento danni. Approfondisci su: 


Prepensionamento ultime notizie

Il Giornale dell'Amianto è l'organo di stampa dell'Osservatorio Nazionale Amianto, e costituisce lo strumento per ottenere tutte le informazioni e gli aggiornamenti in materia di asbesto. Con la consultazione de il Giornale dell'Amianto con il quale puoi tenerti aggiornato sulle ultime notizie prepensionamenti (prepensionamenti news, novità prepensionamenti, ultime notizie sui prepensionamenti, amianto news). Leggi di più su prepensionamenti ultime notizie pensioni amianto news:


Chi ha diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto

I benefici amianto sono maggiorazioni contributive Inps utili per il prepensionamentorivalutazione rendite inail e rivalutazione pensione Inps ( che si ottiene con la domanda amministrativa all'Inps (INPS domanda pensione) ed in caso di rigetto con il ricorso amministrativo Inps per prepensionamento e/o ricorso rivalutazione pensione - ricorso amministrativo inps) e dal tempo stesso, nel caso di lavoratori affetti da patologie asbesto correlate, si ha il contestuale diritto alle rivalutazioni rendite inail, pensioni inail. L'art. 13 della Legge 257/1992, per far fronte alla crisi occupazionale legale alla dismissione dell'utilizzo dei minerali di amianto, e per indennizzare i lavoratori esposti, anche nel caso di assenza del danno biologico amianto (Cassazione Sez. Lav. 25000/2014), ha riconosciuto degli indennizzi contributivi, maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, per questi lavoratori, distinguendo le diverse fattispecie: 

  • lavoratori delle miniere (comma 6)
  • vittime patologie asbesto correlate (comma 7)
  • lavoratori esposti ad asbesto non malati (comma 8)

  Approfondisci su:

 

Benefici amianto art. 13, co. 8, L. 257/92

Per coloro che sono stati soltanto esposti a polveri e fibre di amianto, per più di 10 anni, e per i quali non trova applicazione la precedente e piu favorevole normativa (art. 13 comma 8 L. 257/92), il coefficiente di maggiorazione amianto è ridotto ad 1,25, rispetto al coefficiente originario di  1,5 ed è utile ai soli fini della rivalutazione della prestazione (ricorso rivalutazione pensione - ricorso inps contributi rivalutazione rendite inail), senza prepensionamento per amianto (art. 47 co. 1 della L. 326 del 2003), con l'onere di depositare presso l'Inail la domanda di certificazione di esposizione entro il 15.06.2005, pena la decadenza dal diritto e di dimostrare il superamento della soglia di esposizione delle 100 ff/ll nella media delle 8 ore lavorative per ogni anno e per oltre 10 anni.

L'ostacolo della dimostrazione del superamento dell'esposizione a una soglia maggiore alle 100 fibre/litro di polveri e fibre di asbesto si evita utilizzando la legge scientifica elaborata dall'INAIL, cui vanno aggiunti i valori della banca dati Amyant INAIL. In questo modo viene effettuato il calcolo complessivo dell'esposizione, con cui si dimostra il superamento della soglia delle 100 ff/ll per ogni anno e per oltre 10 anni, per ottenere dal Giudice del Lavoro la condanna dell'INPS all'accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto. 

Benefici amianto atti di indirizzo ministeriali

Nel caso di attività di lavoro in esposizione ad asbesto in siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale, l'articolo 1, commi 20, 21 e 22, della Legge 247/2007, stabilisce il diritto dei lavoratori a ottenere le maggiorazioni contributive fino al 2 ottobre 2003.  Gli atti di indirizzo ministeriali conferiscono, per effetto di tale ultima disposizione di legge (legge amianto) costituiscono la prova su base presuntiva del superamento della soglia delle 100 ff/ll nella media delle 8 ore lavorative almeno fino al 02.10.2003, ovvero fino all'inizio delle bonifiche. 


Malattie professionali: cosa sono?

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha definito la malattia professionale (o “tecnopatia”) come una “patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo)”. La malattia professionale è quindi una patologia, con una causa diretta ed efficiente (cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente), contratta nell’esercizio e/o insorta a causa delle lavorazioni rischiose, così come riportato nel Testo Unico. Per il riconoscimento delle malattie professionali l'eventuale concorso di cause extraprofessionali  non esclude il nesso causale ai fini dell'indennizzo Inail, e per il risarcimento di tutti i danni. Ne consegue che i lavoratori esposti amianto, vittime di patologie asbesto correlate, hanno diritto anche ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. La malattia professionale si differenzia dalla comune malattia, in quanto quest’ultima di solito non correlata al lavoro, come per esempio la sindrome influenzale, e va distinta dall’infortunio, che è un evento traumatico che si verifica durante l’orario di lavoro, in maniera violenta e concentrata nel tempo (al contrario del “lentamente e progressivamente” delle tecnopatie, caratteristica che rende la diagnosi spesso difficile e non tempestiva). L’inizio della malattia professionale viene fatto solitamente decorrere dal primo giorno di assenza dal lavoro per una causa correlata a quella che verrà poi accertata come malattia professionale.

I requisiti di una malattia per essere classificata come professionale sono:

  • Essere causata dall’esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro, come il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute
  • Il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo e quindi la causa deve essere lenta.

È questo il caso delle malattie provocate dalla inalazione a polveri e fibre di asbesto (sinonimo amianto), potente agente cancerogeno che agisce sull’organismo umano con tempi di latenza che possono arrivare anche a 30/40 anni. Queste malattie vanno sempre riconosciute e indennizzate da INAIL. L'ONA assicura il servizio di assistenza medica e di assistenza legale per la terapia e cura di tutte le patologie asbesto correlate e per la tutela legale di tutti coloro che ne sono vittime:

Benefici contributivi per patologie asbesto correlate

Nel caso in cui il lavoratore esposto ad amianto abbia contratto una delle patologie asbesto correlate, sia quelle delle tabelle, che qualsiasi altra anche non fosse ivi contemplata, e a prescindere anche dal raggiungimento del grado invalidante del 6%, si ha il diritto alle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, utile per prolungare del 50% il periodo contributivo in esposizione ad amianto, utile ai fini del prepensionamento, e della rivalutazione del diritto a pensione, ai sensi dell'art. 13 comma 7 L. 257/92. Per approfondire:

Malattie asbesto correlate lista I Inail

Le polveri e fibre di amianto (significato asbesto) sono lesive della salute umana e provocano patologie fibrogene e cancerogene, con  complicazioni cardiache, patologie cardiocircolatorie e malattie cardiovascolari. L'INAIL ha ricompreso alcune malattie da amianto di origine professionale in 3 Liste (lista malattia professionale INAIL). Appartengono alla lista I dell'Inail con riferimento all'agente eziologico amianto, con origine lavorativa  di "elevata probabilità", le seguenti  patologie:

Tutte le vittime amianto, le cui malattie sono riconosciute conseguenza dell'esposizione professionale ad amianto, hanno diritto al rilascio della certificazione Inail di esposizione amianto ex art. 13 comma 7 L. 257 del 1992, per ottenere dall'Inps l'accredito delle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, utile a maturare anticipatamente il diritto a pensione per un periodo pari al 50 % di quello di esposizione, e a rivalutare la prestazione pensionistica eventualmente in godimento. Il lavoratore vittima amianto, per ottenere dall'Inps l'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto deve depositare la domanda amministrativa all'Inps, corredandola con il certificato Inail. Anche senza tale certificazione, può essere depositata la domanda amministrativa e in caso di rigetto può essere inoltrato il ricorso Inps (ricorso amministrativo Inps al Comitato Provinciale) e in caso di rigetto può essere proposto ricorso giudiziario al Giudice del Lavoro per ottenere la condanna dell'Inps all'accredito delle maggiorazioni amianto. La norma non fa riferimento ad alcun limite del grado invalidante e non contiene limiti di soglia, a differenza del riconoscimento dei benefici contributivi, ex art. 13 co. 8 l. 257/92 (dichiarazione benefici contributivi).

Le patologie contemplate nella tabella I delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL, sono assistite da presunzione legale di origine, e la sola presenza della noxa patogena nell'ambiente lavorativo ne sancisce l'indennizzabilità, a prescindere dalla soglia (Cass. Sez. Lav. 23653/2016), con certificazione di esposizione ad amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, e dunque la rivalutazione amianto dall’INPS, anche in caso di danno biologico che fosse valutato inferiore al 6% (Cass., Sez. lav., n. 30438/2018).

Malattie da amianto della Lista II e III INAIL

Nella LISTA II dell'Inail sono comprese le malattie da amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità:

Per le malattie professionali amianto della LISTA II, la vittima deve dimostrare il nesso causale per poter ottenere le prestazioni INAIL (rendita e/o indennizzo, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%). La lista III comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile. Anche in questo caso, con il riconoscimento della malattia per esposizione professionale a polveri e fibre di amianto, il lavoratore ha diritto al riconoscimento delle maggiorazioni contributive ad esposizione ad amianto  con l'articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992:

Prepensionamento mesotelioma, tumore polmone e asbestosi

Le vittime di asbestosi polmonare, il mesotelioma e il cancro del polmone, dopo aver ricevuto l'accredito delle maggiorazioni contributive ex art. 13 comma 7 L. 257/92, con il coefficiente 1,5, utile a maggiorare del 50% il periodo contributivo, per maturare anticipatamente anticipazione il diritto a pensione (prepensionamento amianto), e per rivalutare la prestazione pensionistica,  possono chiedere l'immediato pensionamento ovvero il prepensionamento  per patologia con l'art. 1 comma 250 Legge 232/2016. Per approfondire:


Pensione ferrovieri

Le Ferrovie dello Stato hanno fatto uso di amianto, sia nelle massicciate ferroviarie sia nelle vetture ferroviarie e nelle locomotive. È in corso un fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno svolto servizio alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato. Per gli esposti ad asbesto nel settore della produzione dei rotabili ferroviari sono state introdotte norme specifiche, tra cui l'art. 1, comma 246 Legge 205 del 2017 (legge sull'amianto), oltre ai benefici contributivi cui hanno comunque diritto vittime ed esposti. Approfondisci su:


Procedura amministrativa per benefici amianto

Il lavoratore che ha diritto ad ottenere i benefici contributivi per esposizione ad amianto deve presentare la domanda all’Inps (domanda amministrativa amianto Inps amianto) per il riconoscimento e accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto (art. 13, comma 8, legge 257/1992, seguendo questo iter:

  • Domanda amministrativa all'Inps per accredito dei benefici amianto;
  • provvedimento amministrativo Inps di accoglimento o di rigetto, anche per silenzio rigetto, della domanda amministrativa di accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto;
  • In caso di rigetto, anche silenzio / rigetto ( dopo 120 giorni dalla domanda senza una pronuncia dall'Ente Previdenziale), il lavoratore deve proporre ricorso inps al Comitato Provinciale Inps entro 90 giorni (ricorso amministrativo Inps). In caso di rigetto o silenzio / rigetto, al 90° giorno dal deposito del ricorso amianto, il procedimento amministrativo è concluso. Il lavoratore può quindi ricorrere al Giudice del Lavoro, oppure per il lavoro pubblico alla Corte dei Conti,  per ottenere la condanna dell'Inps all'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione asbesto.

Decadenza triennale benefici amianto

L’art. 47, comma 2, del DPR 30.04.1970 n. 639, nel testo originario, stabiliva che nelle controversie pensionistiche l’avente diritto dovesse proporre azione giudiziaria immediata entro il termine di 10 anni dalla data di comunicazione della decisione definitiva del ricorso da parte dei competenti organi dell’Istituto (o dalla data di scadenza del termine stabilito per la pronuncia della decisione), pena la decadenza dal diritto.

Questo termine è stato successivamente ridotto a 3 anni (ricorsi inps termini), dopodiché avviene l’estinzione al diritto a percepire i ratei pregressi e l’inammissibilità della domanda giudiziale.

La giurisprudenza della Sezione Lavoro tende ad affermare la decadenza dal diritto alla rivalutazione contributiva ex art. 13, comma 8, l. 257/92, anche per coloro che sono in pensione, facendo decorrere il relativo termine dei 3 anni e 300 giorni (ricorsi inps terminidal deposito della domanda amministrativa (domanda rivalutazione pensione). Da questo momento inizia a decorrere il termine triennale, in seguito al quale vi è la dichiarazione di decadenza e la perdita totale del diritto.

Il termine massimo per proporre ricorso all'Inail prima della decadenza è di 3 anni dalla fine del procedimento amministrativo (ricorsi inail, inps ricorso amministrativo - ricorsi inps termini - ricorso inps contributi), che in tutto può durare al massimo 300 giorni.

La decadenza comporta l'estinzione totale del diritto e la perdita prepensionamento e aumento ratei pensione. Per questo motivo è preferibile iniziare il più presto possibile l'azione giudiziaria dopo il rigetto da parte dell'Inps e comunque entro i tre anni dalla fine del procedimento amministrativo, inps ricorso amministrativo (nel massimo 3 anni e 300 giorni e comunque non oltre 3 anni e 300 giorni dal deposito della domanda amministrativa, come sancito dall'art. 47 del DPR 639 del 1970). Per approfondire:


Prescrizione dei benefici contributivi

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, a partire dalla sentenza amianto n. 25000 del 2014, ha radicalmente modificato la sua giurisprudenza ed ha ritenuto che anche i benefici contributivi, in quanto indennizzi per l'esposizione ad amianto fossero assoggettati alla prescrizione decennale di cui all' articolo 2946 c.c..

Il termine di prescrizione decennale del diritto ai benefici amianto, secondo l'originaria interpretazione della Corte di Cassazione, era fatto decorrere dalla data della pensione. Successivamente il termine iniziale di prescrizione del diritto ai benefici amianto fu fatto decorrere dalla domanda all'INAIL, che doveva essere presentata entro il 15 giugno 2005 (Corte di Cassazione, Sezione VI, ordinanza n. 2856/2017).

In molti casi, le eccezioni di prescrizioni dell'Inps hanno trovato accoglimento, e pertanto i lavoratori esposti ad amianto hanno subito la declaratoria giudiziale di estinzione del loro diritto per prescrizione. 

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno sostenuto l'illegittimità costituzionale delle norme di prescrizione di benefici amianto, sulla base del cosiddetto " diritto vivente" ed hanno sollevato in più occasione l'illegittimità costituzionale, per tutelare i diritti dei lavoratori esposti ad amianto, di cui si assume la natura previdenziale, e quindi la imprescrittibilità benefici amianto ai sensi dell'art. 38 della Costituzione.

Per ottenere tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi in favore dei lavoratori esposti ad amianto e il rigetto dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'INPS, il lavoratore deve deve chiedere l'ammissione della prova testimoniale, attraverso cui replicare all'INPS e dimostrare che la consapevolezza della violazione del diritto è avvenuta successivamente.  Successivamente, dovrà replicare alle eccezioni di prescrizione dei benefici contributivi amianto sollevate dall'INPS con la prova che il rischio è stato scoperto da meno di 10 anni dalla data di presentazione della domanda (dichiarazione benefici contributivi)

Strumenti di tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi amianto per esposizione all amianto con rigetto dell'eccezione di prescrizione dell'INPS: 

  • applicazione dell'art. 2935 c.c., tenendo conto della data di inizio di "consapevolezza dell'esposizione e dell'esistenza del diritto";
  • sospensione del decorso della prescrizione per comportamenti non legittimi di INPS (art. 2941 n. 8, c.c.).

Come evitare la decadenza per mancato deposito domanda INAIL

Con l'art. 47, commi 1 e 5, Legge 326/2003 (legge sull amianto) è stata comminata la decadenza a carico dei lavoratori esposti ad amianto che non hanno depositato la domanda all'INAIL entro il 15 giugno 2005. 

Il regime della decadenza per mancato deposito della domanda INAIL non si applica per i lavoratori esposti ad amianto che, pur essendo privi di domanda rivalutazione pensione:

  • alla data del 2 ottobre 2003 avevano maturato il diritto a pensione con l'aggiunta dei contributi dell'amianto
  • oppure avevano già presentato la domanda rivalutazione pensione
  • oppure che si erano dimessi per poter accedere al prepensionamento per patologia e in tutti gli altri casi stabiliti dall'art. 47, comma 6 bis della Legge 326/2003 e dall'art. 3, comma 132, della Legge 350/2003 (legge prepensionamento)

La decadenza per mancata proposizione della domanda di certificazione all'Inail entro il 15 giugno 2005 non può essere dichiarata nei casi in cui i lavoratori esposti hanno diritto a tutela legale per vedersi applicata la precedente normativa (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza 24998 del 2014,  con giurisprudenza costante, che ha recepito i principi di diritto sempre sostenuti dall'Avv. Ezio Bonanni. 

Per approfondire:


Tutela giudiziaria prepensionamento amianto

L'azione giudiziaria per ottenere l'accredito per esposizione professionale ad amianto e dunque il prepensionamento e la rivalutazione delle prestazioni pensionistiche in godimento,  deve essere iniziata entro 3 anni dal termine del procedimento amministrativo (che non può andare oltre i 300 giorni), perché in caso contrario vi è la dichiarazione di decadenza. 

  • Ricorso giudiziario art. 13 comma 8 L. 257/92. Il ricorso al Giudice del lavoro, competente territorialmente, deve essere corredato dalla domanda amministrativa Inps, e dal ricorso amministrativo al Comitato Provinciale Inps, la cui decorrenza dei termini sancisce la condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, finalizzata ad ottenere la condanno dell'Inps all'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Inoltre il ricorso giudiziario va corredato di tutti gli altri atti e documenti che dimostrano la condizione di rischio amianto,e cioè innanzitutto il curriculum lavorativo, e tutti gli atti e documenti che dimostrano la presenza e l'utilizzo di amianto nel sito lavorativo. Inoltre il ricorso deve essere corredato di tutti gli atti relativo al procedimento Inail per l'accredito delle maggiorazioni contributive ad esposizione ad amianto. Per i lavoratori che non hanno ancora contratto patologia asbesto correlata, il corredo documentale deve contenere anche consulenza tecnica di parte che certifichi il superamento della soglia dell 100 ff/ll nella media dell 8 ore lavorative per ogni anno e per oltre 10 anni, in assenza di certificazione Inail ex art. 13 comma 8 L. 257/92. Il ricorso giudiziario a carico di Inps deve essere specifico (414 c.p.c.), con descrizione dell’ambiente lavorativo, delle attività e mansioni, con riferimento all’aerodispersione delle polveri e fibre di amianto e della loro inalazione, e quindi esposizione diretta, indiretta e per contaminazione dell’ambiente lavorativo, al fine di rendere la prova anche su base presuntiva del superamento della soglia. La consulenza tecnica di ufficio deve essere richiesta sulla base dell'art. 445 cpc, e deve essere sempre ammessa (Cass. Sez. Lav. 6543/2017).
  • Ricorso giudiziario art. 13 comma 7 L. 257/92. Il lavoratore esposto ad amianto, vittima di patologia asbesto correlata, riconosciuta dall'Inail, ha diritto ad ottenere dall'Inps l'accredito alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto e se all'esito del procedimento amministrativo Inps, anche dopo aver proposto il ricorso amministrativo al Comitato provinciale Inps, non lo ottiene, può ricorrere al Giudice del Lavoro, e se dipendente pubblico, alla Corte dei Conti, e chiedere la condanna giudiziale dell'Inps alla maggiorazione contributiva. Nel ricorso giudiziario ex artt. 414 e 442 c.p.c., oltre al corredo documentale già indicato per il ricorso ex art. 13 comma 8 L. 257/92, il lavoratore deve aggiungere i documenti medici comprovanti il danno biologico, gli atti Inail di riconoscimento di malattia professionale e il certificato di esposizione  ex art. 13 comma 7 L. 257/92. Non occorre dimostrare un' esposizione ultra decennale amianto, nè il superamento della soglia delle 100 ff/ll nella media delle 8 ore lavorative. Questi diritti non sono assoggettati alla disciplina della decadenza per il mancato deposito per la domanda Inail entro il 15 giugno 2005,  e la prescrizione inizia a decorrere solo dal riconoscimento della malattia da parte dell'Inail. Per tali ragioni, nel caso di decadenza triennale, di decadenza per mancato deposito della domanda all'Inail entro il 15 giugno 2005, e di prescrizione decennale del diritto ex art. 13 comma 8 L. 257/92, il lavoratore vittima di amianto può ottenere le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto con l'accredito ex art. 13 comma 7 L. 257/92.
  • Legittimazione passiva INPS: l'unico ente legittimato passivamente nelle azioni giudiziarie per l'accredito delle maggiorazioni amianto è l'INPS. L'INAIL non è legittimata passiva in tali procedimenti.

Per approfondire: La legittimazione passiva

  • Giudizio di ottemperanza presso il TAR competente: se l'INPS dovesse negare l'accredito delle maggiorazioni amianto pur dopo la condanna è sufficiente rivolgersi al TAR competente per ottenere la nomina di un commissario ad acta che accrediti le maggiorazioni amianto.

Legge Fornero

L'art. 24 della c.d. Legge Fornero stabilisce la non applicabilità per i lavoratori esposti ad amianto che, alla data del 31.12.2011, avevano già maturato il diritto a pensione. L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA e l'Avv. Ezio Bonanni ti tutelano per evitare le penalizzazioni della Legge Fornero. Per approfondire:


Risarcimento danni per esposizione amianto

Le vittime di malattie da amianto e di esposizione ad asbesto, e i loro famigliari in caso di decesso, hanno diritto alle prestazioni previdenziali e al risarcimento dei danni. 

L'ONA offre, grazie al suo presidente, Avvocato Ezio Bonanni, e al suo team di avvocati online gratis, assistenza legale gratuita per tutti gli esposti e vittime di malattie amianto (vittime amianto risarcimenti - rivalutazione rendite inail, ricorsi inail).

Per approfondire:


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