tutela legale

Tutela legale per l'accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto

Amianto e benefici contributivi: i lavoratori esposti ad amianto hanno diritto alle maggiorazioni contributive per il prepensionamento e per l'aumento dei ratei mensili delle pensioni amianto. 

L'Osservatorio Nazionale Amianto, grazie all'impegno dell'Avv. Ezio Bonanni, ha già conseguito eccellenti risultati nella tutela dei lavoratori esposti e vittime dell'amianto, assicurando loro il prepensionamento e l'aumento delle pensioni, anche quando l'INPS rifiutava l'erogazione delle prestazioni dovute.


 

Sei un lavoratore esposto ad amianto?

   

             Hai diritto ad andare in pensione.

 

Se l'INPS nega i tuoi diritti, rivolgiti all'Osservatorio Nazionale Amianto, ti risponderemo 24/24, volontari e professionisti sempre al tuo fianco. 

 

Siamo sempre al tuo fianco

 


S.O.S. AMIANTO

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Avv. Ezio Bonanni

L'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, è stato uno dei primi legali in Italia a patrocinare, assistere e difendere i lavoratori esposti ad amianto per far ottenere loro il diritto al prepensionamento, e per la rivalutazione delle prestazioni per coloro che erano già in pensione, con l'applicazione dell'art. 13, co. 8, legge 257/92, largamente disapplicata dall'INPS che ha sempre ostacolato i lavoratori esposti ad amianto negando loro il riconoscimento dei loro diritti.



L'Avv. Ezio Bonanni giuda il pool di legali dell'Osservatorio Nazionale Amianto per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti ad amianto, che hanno diritto al prepensionamento e alla rivalutazione dei ratei pensionistici, con il coefficiente 1,5. 

I lavoratori che si sono ammalati hanno diritto alla rendita INAIL e al risarcimento dei danni.

>> Per saperne di più consulta Assistenza Legale: https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/

>> Per saperne di più consulta Risarcimento danni amiantohttps://www.eziobonanni.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/ 


Benefici previdenziali amianto lavoratori produzione materiale rotabile ferroviario

Benefici contributivi per esposizione amianto nel settore della produzione dei rotabili ferroviari: articolo 1, comma 246 Legge 205/2017.

Termine fino al 2 marzo 2018 per il deposito della domanda di benefici previdenziali per i lavoratori dei rotabili ferroviari "che hanno prestato attività lavorativa nel sito produttivo durante le operazioni di bonifica dell'amianto".

Per approfondimenti:

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/tutela-legale-per-benefici-contributivi-per-esposizione-ad-amianto/prepensionamento-ferrovieri/

Intervista all'Avv. Ezio Bonanni sull'accredito dei contributi amianto


Come ottenere l'accredito dei benefici contributivi per esposizione amianto, il prepensionamento e l'aumento delle prestazioni previdenziali in godimento, oltre le resistenze dell'INPS.


Avvocato Ezio Bonanni, che cosa sono i benefici contributivi / le maggiorazioni contributive per amianto? Come è possibile essere collocati in prepensionamento? egale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale

Avv. Ezio Bonanni - benefici contributivi per esposizione amianto: I lavoratori esposti ad amianto, purtroppo, vivono circa 7 anni in meno rispetto agli altri lavoratori: le fibre di amianto, infatti, sono altamente dannose per la salute e provocano danni anche quando non c'è una diagnosi patologia asbesto correlata.

Infatti, i minerali di amianto hanno capacità fibrogene e cancerogene. Ci sono precise responsabilità dello Stato italiano che ha recepito tardivamente la direttiva 477/1983/CEE, avente a oggetto la tutela dei lavoratori esposti ad amianto, e i c.d. benefici contributivi altro non sono che dei risarcimenti contributivi attraverso i quali i lavoratori esposti ad amianto, e quindi danneggiati dalle fibre di amianto, hanno diritto a ottenere quel minimo indennizzo costituito dal pensionamento anticipato / prepensionamento amianto / pensione amianto.

Infatti, la L. 257 del 1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto), all’art. 13, contiene una serie di disposizioni normative finalizzati a risarcire i lavoratori danneggiati dall'amianto in seguito all'esposizione professionale attraverso un risarcimento contributivo consistente in una maggiorazione amianto.

 

benefici contributivi / maggiorazioni contributive per esposizione amianto sono delle maggiorazioni che l'INPS deve accreditare a tutti i lavoratori esposti ad amianto, solo che in molti casi l'INPS ha negato ai lavoratori esposti ad amianto il diritto al prepensionamento, imponendo loro lunghe e tortuose vie giudiziarie per ottenere l'applicazione di una legge dello Stato.

Avv. Ezio Bonanni, ci spiega in concreto le norme sul prepensionamento amianto?

Avv. Ezio Bonanni - norme sul prepensionamento amianto: L'art. 13 della Legge 257/1992 contiene una serie di disposizioni normative in favore dei lavoratori esposti professionalmente ad amianto che perciò stesso hanno diritto ad essere collocati anticipatamente in pensione, e distingue tra diverse fattispecie:  tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale

  • lavoratori esposti ad amianto nelle miniere e nelle cave (art. 13 co. 6 L. 257/92): hanno diritto ad ottenere la maggiorazione contributiva con il coefficiente 1,5 per l’intero periodo di esposizione amianto, per il prepensionamento (in sostanza ogni anno vale e deve essere calcolato come un anno e mezzo), che per ottenere la rivalutazione dei ratei, per coloro che sono in pensione. Non sono previsti periodi minimi di lavoro e soglie: è sufficiente il lavoro con materiali di amianto.  tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale
  • lavoratori affetti da patologie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL (prepensionamento per patologia: art. 13 co. 7 L. 257/92): l’ esposizione amianto provoca patologie / malattie fibrotiche e cancerogene. L’INAIL deve riconoscere e indennizzare quelle inserite nella Lista 1 (mesotelioma, tumore polmonare, cancro all’ovaio, cancro alla laringe, asbestosi, placche ed ispessimenti pleurici, di cui si presume l’origine professionale), e anche quelle della Lista 2 (Tumore della faringe, stomaco e colon retto), e della Lista 3 (tumore all’esofago), per le quali l’onere della prova è a carico del lavoratore. In caso di riconoscimento da parte dell’INAIL, il lavoratore ha diritto ad ottenere il certificato di esposizione amianto, che potrà esibire all’INPS per ottenere l’accredito delle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, utile sia per maturare preventivamente il diritto a pensione, sia per ottenere la rivalutazione dei ratei pensionistici. Anche in questo caso non è necessario il raggiungimento di un periodo e di una soglia di esposizione amianto, è sufficiente ottenere il riconoscimento da parte dell’INAIL di una malattia asbesto correlata di origine professionale. Questo diritto, contemplato dall’art. 13 co. 7 L. 257/92, non è soggetto agli oneri di cui all’art. 47 co. 5 della L. 326/03 (domanda all’INAIL entro il 15.06.2005), ed è sempre con il coefficiente 1,5, utile per il prepensionamento per patologia asbesto correlata. Nel caso l’avente diritto non dovesse raggiungere l’età o l’anzianità contributiva per vedersi accreditata la prestazione pensionistica, nel caso fosse riconosciuto il mesotelioma, il tumore polmonare o l’asbestosi (fibrosi polmonare da amianto), potrà comunque chiedere ed ottenere il pensionamento anticipato in base all’art. 1 comma 250 della L. 232/2016.  tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale tutela legale
  • lavoratori esposti ad amianto e non ammalati (art. 13 co. 8 L. 257/92): anche i lavoratori che sono stati soltanto esposti ad amianto, senza distinzione di categorie merceologiche, e anche se dipendenti pubblici (Corte Costituzionale, sentenza n. 127 del 2002, e come ribadito dall’art. 47 co. 1 della L. 326/03), hanno diritto a vedersi rivalutata la loro posizione contributiva con il coefficiente 1,5, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione, e per vedersi maggiorate le prestazioni pensionistiche, alle seguenti condizioni: - esposizione professionale a polveri e fibre di amianto per oltre 10 anni, purché la concentrazione sia superiore alle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative. E’ sufficiente la rilevante probabilità di superamento della soglia che può essere dichiarato tenendo conto del rischio morbigeno / pericolosità dell’ambiente lavorativo, anche su base epidemiologica (Cassazione, Sezione Lavoro, n. 16119 del 2015; Cassazione, Sezione Lavoro, n. 9192 del 2012; Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 6543 del 2017) e del calcolo che può essere eseguito tenendo conto dei valori della banca dati Amyant INAIL e della formula dell’ente tedesco Berufsgenossenschaften (E= Σ(cᵢ *hᵢ)/hanno).

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Per ulteriori approfondimenti, consulta i link riportati su ogni singola voce e di nuovo al termine di questa intervista, e in caso di violazione dei diritti, e della necessità di ulteriori chiarimenti, contatta direttamente l’Avv. Ezio Bonanni, che provvederà personalmente a valutare ogni singola situazione e segnalazione.

Consulenza legale gratuita per accredito maggiorazioni amianto

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Come ottenere le maggiorazioni contributive?

Le modifiche alle norme sui benefici contributivi per esposizione amianto.


Una corsa ad ostacoli per i lavoratori esposti e vittime dell'amianto. Un groviglio inestricabile di norme e procedure, meandri nei quali si addentra con passione e dedizione l'Avv. Ezio Bonanni paladino delle vittime dell'amianto.


Nel tempo, sia la giurisprudenza che il Legislatore sono più volte intervenuti e hanno disseminato di mine il percorso per ottenere l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto. Molto spesso gli aventi diritto sono costretti ad intraprendere lunghissime cause legali che portano via tempo e soldi e che purtroppo molte volte gli stessi interessati, a causa delle lunghe tempistiche, non riescono a vedere riconosciuto il diritto al prepensionamento e/o alla rivalutazione dei ratei pensionistici in forza dell’art. 13 co. 8 della L. 257/92.


L’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, fornisce un servizio di assistenza legale per le domande amministrative INPS amianto e per le eventuali successive azioni legali. 

 


Approfondimento sui benefici contributivi amianto

L'art. 13, comma 8, Legge 257/1992, ha subito nel tempo diverse modifiche da parte del legislatore di interpretazione, che hanno reso eccessivamente difficoltoso ottenere l'accredito delle maggiorazioni contributive.

L'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto si è trasformato in una corsa ad ostacoli per i lavoratori soltanto esposti alla fibra killer e privi di patologie asbesto correlate.

L'Avv. Ezio Bonanni e l'Osservatorio Nazionale Amianto hanno già conseguito eccellenti risultati e assicurano un elevato standard di assistenza legale per i lavoratori esposti ad amianto al fine di permettere loro il prepensionamento amianto: 


  • la tagliola della Legge Fornero e come uscirne: si deve precisare che tutta la nuova normativa, che innalza l'età pensionistica e i requisiti requisiti contributivi, non è applicabile per coloro che hanno ottenuto la maggiorazione contributiva per esposizione amianto, ovvero, per coloro che, anche per effetto delle maggiorazioni amianto, avessero maturato il diritto prima del 31.12.2011.
  • la decadenza triennale: è un altro ostacolo nel percorso. Il lavoratore avente diritto deve chiedere all’INPS con un'apposita domanda amministrativa di vedersi riconosciute ed applicate le maggiorazioni contributive, per esposizione amianto ex art.13, co. 8, legge 257/92 (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 11399 del 2012 e seguenti, che modifica il precedente orientamento, che non rendeva necessaria la domanda amministrativa).Entro 120 giorni dal deposito della domanda amministrativa di accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto, l’INPS deve pronunciarsi: accreditare le maggiorazioni, oppure rigettare la richiesta del lavoratore. In assenza di pronuncia da parte dell'INPS, se protratto oltre i 120 giorni, equivale a silenzio rigetto. In caso di rigetto, anche silenzio / rigetto, è necessario proporre ricorso al Comitato Provinciale INPS, nel termine di 90 giorni, e in caso di rigetto, ovvero silenzio / rigetto, al 90° giorno dal deposito del ricorso, il procedimento amministrativo è concluso, e quindi si può proporre il ricorso all'autorità giudiziaria per ottenere la condanna dell'INPS all'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto. Inizia a decorrere cosi il termine triennale, in seguito al quale vi è la dichiarazione di decadenza, che in questo caso comporta la perdita totale del diritto. Il termine massimo per proporre ricorso giudiziario prima della decadenza è di 3 anni dalla fine del procedimento amministrativo che in tutto può durare, al massimo, 300 giorni. La decadenza comporta conseguenze gravi ed irreparabili: la perdita totale del diritto. Per questo motivo è preferibile iniziare il più presto possibile l'azione giudiziaria dopo il rigetto da parte dell'INPS e comunque entro i tre anni dalla fine del procedimento amministrativo (nel massimo 3 anni e 300 giorni e comunque non oltre i tre anni e trecento giorni dal deposito della domanda amministrativa (art. 47 del DPR 639 del 1970).
  •  la prescrizione decennale del diritto: come evitarla.

>> Per approfondimenti consulta sul sito dell'Avv. Ezio Bonanni  https://www.eziobonanni.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/

Prescrizione dei benefici contributivi: come evitarla

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, a partire dalla sentenza n. 25000 del 2014, ha stabilito che i benefici amianto sono soggetti a prescrizione in decennale in quanto sono dei risarcimenti che vengono erogati con delle maggiorazioni contributive (art. 2946 Codice Civile).

C'è quindi il problema della decorrenza del termine decennale. Inizialmente è stato fatto decorrere dalla data del pensionamento, poi questa giurisprudenza ha subito ulteriori modifiche e la decorrenza è stata fissata dalla data della consapevolezza del diritto e della sua violazione.

Nella stragrande maggioranza dei casi, la prescrizione è fatta decorrere dalla data del deposito della domanda all'INAIL (tra le tante, Corte di Cassazione, Sezione VI, ordinanza n. 2856/2017).

Si stanno susseguendo quindi sentenze di rigetto per prescrizione. 

L'Avv. Ezio Bonanni ha elaborato una precisa strategia difensiva nell'interesse dei lavoratori esposti ad amianto che è tesa a dimostrare come costoro fossero inconsapevoli della lesione dei loro diritti.

Strumenti attraverso cui ci si può difendere dall'eccezione di prescrizione dei benefici amianto che l'INPS continua a sollevare: 

  • applicazione dell'art. 2935 c.c., tenendo conto della data di inizio di "consapevolezza dell'esposizione e dell'esistenza del diritto";
  • sospensione del decorso della prescrizione per comportamenti non legittimi di INPS (art. 2941 n. 8, c.c.).

 Come poter materialmente difendere i diritti ai benefici amianto dall'eccezione di prescrizione sollevata dall'INPS:

  • Il lavoratore deve chiedere di poter ottenere l'ammissione della prova testimoniale attraverso cui replicare all'INPS e dimostrare che la consapevolezza della violazione del diritto è avvenuta successivamente. 
  • Replicare alle eccezioni di prescrizione de benefici amianto sollevate dall'INPS con la prova che il rischio è stato scoperto da meno di 10 anni dalla data di presentazione della domanda;

Molto è stato fatto in questo senso dall'Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, che sono riusciti a ottenere in molti casi il rigetto dell'eccezione di prescrizione del diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione amianto sollevata dall'INPS.


I benefici contributivi ex art. 13, comma 7, Legge 257/1992

Avvocato Ezio Bonanni, i lavoratori malati di patologie asbesto correlate possono chiedere di andare in pre-pensionamento se non hanno ancora raggiunto l’età e l’anzianità contributiva?

Avv. Ezio Bonanni - benefici contributivi per lavoratori malati di patologie asbesto correlate.  I lavoratori esposti ad amianto che si sono ammalati di patologie asbesto correlate riconosciute dall'INAIL hanno diritto ad ottenere il prepensionamento nella misura del 50% del periodo di esposizione e, nel caso di lavoratori già collocati in quiescenza, a ottenere la rivalutazione delle prestazioni già in godimento.

 

Avvocato Ezio Bonanni, nel caso in cui i benefici amianto con l'art. 13, co. 7, L. 257/92 non bastassero per acquisire il diritto a pensione, ovvero a ottenere il prepensionamento amianto, cosa può fare il lavoratore?

Avv. Ezio Bonanni - pensionamento immediato per lavoratori malati di asbestosi, mesotelioma e cancro polmonare da amianto.  Nel caso in cui i benefici amianto non fossero sufficienti, penso al caso di lavoratori molto giovani già purtroppo malati di mesotelioma, cancro polmonare da amianto e asbestosi, che dovrebbero rimanere ancora a lavoro, ci sono le nuove norme di cui all'art. 1, comma 250, Legge 232 del 2016.

Per approfondimenti: https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/pensione-immediata-per-il-lavoratori-malati-da-amianto/

 


Guida alla tutela del diritto al prepensionamento amianto

Avvocato Ezio Bonanni, come ottenere il prepensionamento INPS? C'è una tutela per esposizione amianto meno di 10 anni?

L’art. 13 co. 7 della L. 257 del 1992 tutela i lavoratori con esposizione amianto meno di 10 anni, nel caso in cui ci sia un danno amianto con patologia asbest correlata tra le quali mesotelioma, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, cancro polmonare, cancro alla laringe, etc. e nel caso in cui sia stato riconosciuto il mesotelioma, l'asbestosi e il tumore polmonare, si ha diritto al pensionamento immediato.

Nel caso non ci siano danni alla salute, se l'esposizione è proseguita per più di 10 anni, c'è il diritto ai benefici amianto, con un coefficiente 1,5 valido per anticipare i tempi del pensionamento e per rivalutare la prestazione. 

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 5/2000, ha dichiarato la legittimità dell'art. 13 comma 8 L. 257/92. 

Avvocato Ezio Bonanni, come può un lavoratore esposto ad amianto oppure malato di amianto ottenere il prepensionamento?

Avv. Ezio Bonanni - guida alla tutela dei diritti al prepensionamento amianto. L’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione all'amianto si è trasformato purtroppo in una corsa ad ostacoli:

  • domanda amministrativa all'INPS: occorre attendere che l’INPS si pronunci. Se accoglie l’obiettivo è raggiunto, in caso contrario, di rigetto, ovvero silenzio / rigetto, si deve ricorrere al Comitato Provinciale INPS nel termine di 90 giorni, e quest’ultimo ha altri 90 giorni per pronunciarsi. La domanda amministrativa all’INPS va depositata anche se il lavoratore non ha il certificato di esposizione all'amianto rilasciato dall’INAIL. Infatti la procedura amministrativa è un onere a carico dell’avente diritto, come condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, indispensabile per poter ottenere la condanna dell’INPS all'accredito delle maggiorazioni amianto. In caso contrario il Giudice dichiara l’inammissibilità.
  • In caso di rigetto della domanda amministrativa, ricorso al Comitato Provinciale INPS;
  • In caso di rigetto del ricorso al Comitato Provinciale INPS: ricorso giudiziario al Giudice del lavoro;
  • Attenzione al termine di 3 anni e 300 giorni, ovvero 3 anni dalla fine del procedimento amministrativo: decadenza in base all'art. 47 del DPR 639 del 1970.  

L'azione giudiziaria deve essere iniziata entro 3 anni dal termine del procedimento amministrativo (che non può andare oltre i 300 giorni).Ricorso giudiziario. Il ricorso al Giudice del lavoro, competente territorialmente, deve essere corredato da tutti gli atti amministrativi, dal curriculum, dalla documentazione clinica, da eventuali certificazioni rilasciate dall’INAIL e comunque da tutti gli atti del procedimento amministrativo INAIL, se e a qualsiasi titolo promosso (a seconda dei casi) e vanno comunque depositati tutti gli atti e i documenti, e richieste tutte le prove, pena la decadenza. Il ricorso deve essere specifico, con descrizione dell’ambiente lavorativo, delle attività e mansioni, con riferimento all’aerodispersione delle polveri e fibre di amianto e della loro inalazione, e quindi esposizione diretta, indiretta e per contaminazione dell’ambiente lavorativo. Vanno specificati i dati epidemiologici e, nel caso di ricorso ex art. 13 co. 7 della L. 257 del 1992, vanno acclusi anche i documenti medici e dimostrata la sussistenza della patologia asbesto correlata. E’ necessaria la consulenza tecnica d’ufficio che permette la formulazione del giudizio presuntivo di superamento della soglia delle 100 ff/ll nella media delle otto ore lavorative, per ogni anno e per oltre dieci anni.


Approfondimenti sulle manggiorazioni contributive per esposizione ad amianto

Per poter approfondire la complessa tematica sui benefici amianto, l'Osservatorio Nazionale Amianto ha chiesto all'Avv. Ezio Bonanni degli approfondimenti, che costituiscono linee guida per la tutela dei lavoratori esposti ad amianto per permettere loro la tutela di questi diritti, troppo spesso negati dall'INPS.

 

1. Le rivalutazioni contributive: i benefici amianto hanno natura risarcitoria, rispetto ai danni che l'amianto è in grado di provocare. 

 

2. L’art. 13, commi 6 e 7 della Legge 257/92: queste norme sono quelle relative ai benefici amianto per i lavoratori delle minieri e per i lavoratori che si sono ammalati di patologie asbesto correlate.

 

3. La natura giuridica delle maggiorazioni contributive ex art. 13, comma 8, Legge 257/92: i benefici amianto sono dei risarcimenti contributivi, per l'esposizione professionale alla fibra killer. 

 

4. Le modifiche alla fattispecie di cui all’art. 13 comma 8 legge 257/92 introdotte dall’art. 47 della legge 326/03: vengono spiegate le modifiche introdotte dall'art. 47 L. 326/2003. In alcuni casi, grazie a una interpretazione costituzionalmente orientata, si è evitato di applicare la nuova legge e quindi anche la riduzione dei benefici amianto all'1,25 e la decadenza per chi non aveva depositato la domanda all'INAIL grazie all'impegno dell'Avv. Ezio Bonanni.

 

5. I benefici contributivi per esposizione ad amianto anche per coloro che non hanno presentato la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005: in molti casi i lavoratori esposti ad amianto non hanno presentato la domanda all'INAIL entro il 15.06.2005. Tuttavia, nei casi in cui trova applicazione la precedente normativa (art. 13 comma 8 L. 257/92) non vi è decadenza.

 

6. I casi per i quali non si applica la disciplina della decadenza per il mancato deposito della domanda all’INAIL nel termine del 15.06.2005: in questo capitolo l'Avv. Ezio Bonanni specifica quali sono i casi in cui la decadenza per mancato deposito della domanda all'INAIL non trova applicazone (art. 47 co. 6 bis L. 326/2003 e art. 3 co. 132 L. 350/2003, come chiarito dalla Corte di Cassazione, Sezione lavoro, sentenza n. 24998/2014 e successive). 

 

7. L’art. 24, comma 6, del D.L. 201/11 convertito in legge 214/11 (cosiddetta Legge ‘Salva Italia’) e l’impatto sui lavoratori esposti all’amianto: la Legge Fornero ha costituito una sciagura per i lavoratori italiani esposti ad amianto. Tuttavia non trova applicazione nel caso in cui, anche grazie alle maggiorazioni amianto, alla data del 31.11.2011, il lavoratore avesse già acquisito il diritto a pensione. 

 

8. Accertamento dell’esposizione qualificata ai fini del riconoscimento del diritto di cui all’art. 13, comma 8, l. 257/92: l'esposizione qualificata a polveri e fibre di amianto e quindi superiore alle 100 ff/l si può accertare e dimostrare sia con la prova del rischio (indagini epidemiologiche), applicando l'algoritmo E= Σ(cᵢ * hᵢ)/hanno dell'ente tedesco Hauptverband der Berufsgenossenschaften. 

 

9. Gli atti di indirizzo ministeriali: il Governo a più riprese ha emanato degli atti di indirizzo relativi a siti lavorativi i cui lavoratori hanno diritto quindi al riconoscimento dei benefici amianto fino al 02.10.2003, in base all'art. 1, comma 20, 21 e 22 L. 247/2007.

 

10. Contenuto dell’atto di indirizzo ministeriale: gli atti di indirizzo ministeriali contengono la certificazone di accertamento da parte del Ministeero del Lavoro della sussistenza del rischio amianto con esposizione superiore alle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative per alcuni siti di cui l'Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato il contenuto. 

 

 

11. Sulla legittimità degli atti di indirizzo ministeriali: gli atti di indirizzo ministeriali sono legittimi, perché atti di certificazione di una situazione di rischio accertata dal Ministero del Lavoro. 

 

12. L’intervento del legislatore per assicurare valore legale agli atti di indirizzo ministeriale: il legislatore è intervenuto per confermare la legittimità degli atti di indirizzo ministeriali per conferire il diritto al prepensionamento per i lavoratori esposti ad amianto nei siti per i quali è stata già accertata l'esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

 

13. Le norme di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22 della legge n. 247 del 2007: con queste norme il legislatore è intervenuto per attribuire il diritto in favore di tutti i lavoratori dei siti oggetto di atti di indirizzo per ottenere il riconoscimento dei benefici amianto fino al 02.10.2003, oppure all'inizio delle bonifiche. 

 

14. Maggiorazioni amianto ferrovieri: I lavoratori di FF.SS. e dei rotabili hanno diritto al prepensionamento, e comunque alla rivalutazione della loro posizione contributiva. Tuttavia l'INAIL ha negato ai ferrovieri il rilascio della certificazione amianto. 

 

15. Il Decreto 12.03.08 e l’atto Inail del 19.05.08 n. 60002: L'INAIL ha circoscritto l'applicazione dell'art. 1, commi 20, 21 e 22 L. 247/07 a soli 15 siti, e tale atto è stato impugnato dall'Avv. Ezio Bonanni, il quale ha ottenuto che il TAR del Lazio annullasse tale decreto per la parte in cui conteneva tale restrizione e della circolare iNAIL che indicava l'elenco di solo 15 siti rispetto a un ben più elevato numero di siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale. 

 

16. La legittimazione passiva: l'unico ente legittimato passivamente nelle azioni giudiziarie per l'accredito delle maggiorazioni amianto è l'INPS. L'INAIL non è legittimata passiva in tali procedimenti. 

 

17. La decadenza ex art. 47 del DPR 639/70: in seguito ad alcune decisioni della Corte di Cassazione, è stato affermato il principio che sussiste la decadenza dai benefici amianto decorsi 3 anni dall'esaurimento del procedimento amministrativo. In ogni caso il termine non può eccedere i 3 anni e 300 giorni dal deposito della domanda. Bisogna quindi agire in giudizio prima che decorra questo termine. 

 

18. La prescrizione del diritto alla rivalutazione della posizione contributiva, ex. art. 13 co. 8 L. 257/92: la Corte di Cassazione, Sezione lavoro, con sentenza n. 25000/2014, ha dichiarato che i benefici amianto sono soggetti a prescrizione. Scopri come evitare la prescrizione. 

 

>> Per ulteriori approfondimenti puoi consultare: https://www.eziobonanni.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/

 


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