Atti dei convegni (novembre 2017)

L'ONA contro l'amianto. Nel novembre 2017, le attività dell'Associazione (convegni, manifestazioni e assistenza), si sono intensificate: è stata richiesta la bonifica e messa in sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro (prevenzione primaria), per evitare le esposizioni presenti e future. Per coloro che sono stati esposti è stata richiesta la sorveglianza sanitaria (ricerca scientifica, diagnosi precoce, terapia e cura delle malattie asbesto correlate).  L'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'ONA, ha guidato il pull di legali per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti e delle vittime. I lavoratori esposti amianto hanno ottenuto significativi risultati con sentenze di condanna dell'INPS all'accredito maggiorazioni contributive ex art. 13, comma 8, L. 257/92.

In caso di danni biologici (mesotelioma, tumori del polmone, asbestosi), le vittime hanno ottenuto che si avviasse il percorso amministrativo per la liquidazione della rendita INAIL, e per l'accredito delle maggiorazioni amianto ex art. 13, comma 7, L. 257/92, e per il risarcimento dei danni a carico del datore di lavoro. In caso di decesso le tutele sono state estese anche ai famigliari (rendita di reversibilità, Fondo Vittime Amianto e risarcimento iure hereditario e iure proprio). 


I servizi gratuiti ONA. Scoprili tutti!

numero verde ONA

L'Osservatorio Nazionale Amianto è l'Associazione che fornisce assistenza tecnica (bonifica), medica (diagnosi e cura) e difesa legale (tutela dei diritti). Per la consulenza legale gratuita, con l'Avv. Ezio Bonanni e con il pull di legali ONA (consulenza legale gratuita vittime amianto), puoi contattare il numero verde. 

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti



News amianto

L'Associazione ONA ti informa sulle sue attività, convegni, iniziative e risultati ottenuti in favore dei cittadini e lavoratori esposti e vittime dell'amianto. 

I numeri della strage amianto

L'Avv. Ezio Bonanni e l'ONA, unitamente ad altre Associazioni vittime amianto, hanno continuato a denunciare l'epidemia delle malattie asbesto correlate. Secondo le stime dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), ogni anno perdono la vita, solo per asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma, circa 107.000 persone (sottostima). In Italia più di 6.000 persone muoiono per tutte le patologie asbesto correlate.

 

L'ONA ha chiesto di porre fine alla strage (Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, di cui è autore l'Avv. Ezio Bonanni). Il Ministro dell'ambiente, Gen. Sergio Costa, ha istituito una speciale commissione amianto. L'Avv. Ezio Bonanni fa parte della Commissione Nazionale Amianto.

 

Nel nostro Paese ci sono ancora un milione di micrositi, di cui almeno 50.000 siti di una certa rilevanza con presenza di amianto e materiali contenenti amianto. Scuole, ospedali, acquedotti: l'amianto è sempre presente, è come una divinità pagana, che sembra rievocare l'immanente presenza della divinità cristiana, in senso opposto e contrario: sangue di innocenti, al contrario di Gesù Cristo sulla Croce, immolato per la salvezza dell'essere umano.

I numeri dell'amianto in Italia

L'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, ad "Uno Mattina" (Rai 1), interviene sul rischio amianto che attanaglia tutto il territorio italiano.

Come fermare la strage

L'avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'ONA, interviene nella conferenza stampa indetta a Roma presso la Sala del Carroccio a Piazza del Campidoglio. 

 



Piano Nazionale Amianto

Il 5 maggio 2016 è stato assunto dalla Presidenza del Consiglio e dal Comitato interministeriale e interistituzionale, il testo del disegno di legge di bilancio per l'anno 2018-2020. Secondo quanto denunciano i Segretari di Cgil, Cisl e Uil, questo sembra sprovvisto di qualsiasi riferimento al finanziamento degli interventi a favore del piano nazionale amianto.

 

Pertanto, si sollecita ad attuare un provvedimento che dia garanzia per la messa in opera degli interventi di bonifica, soprattutto nelle aree in località dove il rischio contaminazione è più elevato. Tra queste intendiamo le zone sismiche e tutti quei comuni ad alta incidenza di mesotelioma.

La battaglia amianto in Sicilia

La Sicilia è una delle regioni maggiormente caratterizzate dal rischio amianto. Molti dei suoi comuni sono sprovvisti di mappatura asbesto, indispensabili per contrastare l'insorgenza di patologie mortali. L'adozione di un piano comunale obbligatorio, è stato previsto con una legge del 2014. Questa legge è rimasta per lungo tempo inattuata.

 

Lo stesso ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), ha stimato circa 600 casi di decessi per mesotelioma solo nel 2016. I numeri sono propensi ad aumentare anche tra i più giovani perché la presenza amianto è ancora molto diffusa in tutta l'isola. L'ONA è operativa con lo sportello amianto, sia online, sia presso il comune di Priolo Gargallo. 

Politiche di intervento sul rischio amianto

Il consigliere comunale Alvaro Ancisi ha segnalato lo stato di deterioramento dell'ex Istituto vendite giudiziarie di Ravenna. La struttura presenta una copertura in cemento-amianto e si trova nei pressi di alcune abitazioni. I rischi di esposizione e lo stato di degrado dell'intera area, è ben nota da molto tempo all'amministrazione comunale che tuttavia non ha mai adottato misure di precauzione per la messa in sicurezza.

 

Si fa quindi appello al sindaco, che come massima autorità locale, potrà intervenire per garantire dei provvedimenti cautelari affinché la fibra killer non si disperda nell'aria. Prima ancora, è stata allertata l'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente), la quale provvide alla sola rimozione di alcune lastre, lasciando modificato tutto il resto.

Una terra avvelenata da rifiuti e amianto

discarica eternit

La nostra terra è avvelenata e contaminata dalla fibra killer che si cela tra le discariche e rifiuti: minaccia imminente per il nostro ecosistema. Le strade continuano a macchiarsi delle vittime di amianto e ogni anno questa piaga umanitaria si ripercuote sulla nostra salute e sulla nostra terra.

 

L'impegno di ogni cittadino è quello di ecosostenere il proprio territorio per debellare questo mostro che ci inquina l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo. E' quello che sta succedendo a Piano Torre, dove sono state rinvenute lastre di Eternit ai bordi della strada comunale in contrada Messinese.

Lo segnala il consigliere della VI Circoscrizione Mario Biancuzzo, che denuncia l'ennesimo scempio ambientale.

Paese che vai, incivili che trovi

Fa sgomento la scoperta di una busta di rifiuti ritrovata al momento del conferimento di una discarica. L'episodio è accaduto a Corato, un comune della Puglia, dove il personale dell'ASIPU ha ritirato i rifiuti come di suo consueto compito.

Questa volta però nei sacchi è stato ritrovato del materiale amianto, per tale motivo si è proceduto al sequestro del mezzo per 45 giorni, il tempo necessario per poter effettuare la bonifica.

 

Secondo quanto stabilito nel decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 10 settembre 1982, tutti i rifiuti considerati speciali, tossici e nocivi, devono essere destinati esclusivamente allo smaltimento mediante stoccaggio definitivo in discarica controllata. Ogni operatore ASIPU, deve inoltre raccogliere in modo appropriato i sacchi contenenti amianto e omologarli con l'etichetta "attenzione contiene amianto".

"Siamo ciò che mangiamo"

"Siamo ciò che mangiamo". E' una frase ridondante che incarna appieno il senso di tutto ciò che ci succede. Il cibo è ciò che da sostentamento ma spesso è contaminato da sostanze che compromettono la nostra salute.

 

Lo smaltimento illegale dell'Eternit provoca seri danni al nostro ecosistema e non sono più tollerabili azioni di inciviltà ai danni dei residenti. Anno dopo anno l'amianto e gli altri veleni affondano le loro radici nella madre terra. Ogni cittadino che si rispetti dovrebbe evitare ogni smaltimento illegale e denunciare ogni mossa illecita, al fine di adottare misure cautelari per la città e i suoi residenti.

rifiuti eternit

E' quello che sta succedendo ai cittadini del comune di Forio, città metropolitana di Napoli. E' stata più volte segnalata la presenza di un camion della nettezza urbana che staziona a poca distanza dalle abitazioni emanando un cattivo odore.

 

Inoltre, la presenza di lastre di eternit vicino a una campo sportivo non migliora la situazione, perché si deve considerare che il tutto si trova sulla stessa strada, percorsa da macchine e da giovani atleti per recarsi al palazzetto.

 

Il pericolo è altissimo!

Si deve considerare che una sola fibra dell'amianto, se inalata, può causare dei danni irreparabili all'apparato respiratorio e provocare l'insorgenza di patologie asbesto correlate anche molti anni più tardi, per via del suo lungo tempo di latenza.

 

Sgorga amianto dai rubinetti

Il mesotelioma peritoneale, è una patologia tumorale che ha origine dall'ingestione di acqua potabile con presenza di amianto. L'Osservatorio Nazionale Amianto, informa di aver ricevuto numerose segnalazioni e invita gli organi del governo a fare una verifica generale su tutte le regioni d'Italia. Se all'interno dei tubi c'è realmente una condizione di presenza amianto nei termini segnalati dal WWF, è necessario rinnovare l'intero sistema di tubazioni.

 

L'ONA ha costituito l'applicativo internet attraverso il quale invita tutti coloro che hanno cognizioni di casi asbesto correlato a darne segnalazione, anche anonima. Riuscire a debellare l'amianto rappresenterebbe il coronamento dell'impegno dell'ONA e porrebbe fine a una vera e propria epidemia.

Screening aereo per rilevamento amianto

A Mantova ha spiccato il volo un drone che rileva l'amianto sulle coperture degli edifici. Finora ha rilevato 516 tetti in amianto su oltre 15 mila strutture. Il progetto si deve alla start-up di Parma Aerodron, impegnata nell'iniziativa "Asbestos free". L'analisi computerizzata ha un'accuratezza del 90% ed ha il compito di individuare i siti contaminati dalla presenza di Eternit per poi condurre un'adeguata messa in sicurezza.

tetti in eternit

Le prime aree interessate sono quelle più sensibili come quelle accanto ad aree verdi, scuole o abitazioni. Ogni immobile chiamato in causa dovrà dichiarare al Comune e all'Ats di che materiale si tratta e che tipo di provvedimenti dovrà adottare.



Sotto un cielo di amianto

La città di Gela è ormai bersagliata dalla presenza amianto. Ha il triste record di casi di cancro di amianto. E' stata inserita nella classifica dei 39 siti di interesse nazionale più inquinati d'Europa. Le segnalazioni nascono dagli esposti dei cittadini e dai movimenti ambientalisti che denunciano il nefasto scenario urbano e la cattiva qualità dell'aria.

 

Qui risiede anche la fabbrica Eni (Ente Nazionale Idrocarburi), un'azienda multinazionale creata dallo Stato italiano come ente pubblico. E' uno dei punti focali del rischio amianto, e da anni è sotto controllo insieme all'intera area industriale del polo petrolchimico di Gela. Quello dei tetti è un rischio minimo rispetto all'amianto friabile utilizzato nella raffineria, presso la quale i lavoratori sono stati esposti fino ai tempi più recenti. 

"Salviamo i lavoratori di Gela"

L'Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto significativi risultati per il riconoscimento dei benefici amianto tra coloro che hanno lavorato nella raffineria di Gela (benefici contributivi amianto e prepensionamento amianto dipendenti raffineria Gela).

Il 19 febbraio 2017 si è tenuta a Gela una conferenza stampa dal nome "Chiediamo un impegno dalla Regione".

L'intervento, che ha visto la partecipazione del Presidente ONA, avv. Bonanni, ed è andata in onda su TG10 con il nome "Chiediamo un impegno della Regione".



Come obbligare il vicino a rimuovere l'amianto

Se le strutture in amianto che hai attorno ti intimoriscono e vorresti non vederle più, c'è un modo per obbligare il Comune, l'azienda o addirittura il tuo vicino, a rimuoverle. Si deve tener conto che la Regione ha il dovere di censire tutti gli edifici pubblici e privati che presentino coperture o manufatti in Eternit.

 

Di conseguenza, i responsabili della struttura hanno l'altrettanto dovere di segnalarne la presenza alle autorità e provvedere a proprie spese alla rimozione. Se quest'ultimo è mancato al suo dovere, è possibile denunciarne la presenza, anche in forma anonima, affinché ne sia preso atto e venga rimosso.

Assemblea Legislativa Regione Umbria

assemblea umbria

A distanza di anni si torna a richiedere con forza interventi in grado di monitorare l'intero territorio umbro. Questa richiesta trova accoglimento anche da parte dell'Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, e del Coordinatore Regionale dell'Umbria Dott. Niccolò Francesconi.

La necessita di far fronte a questi sistemi di rilevazione è finalizzata alla totale bonifica dei siti a rischio.

 

L'ONA è più volte scesa in campo per combattere questa battaglia, ma sono passati oltre dieci anni dal primo avviso. Un adeguato smaltimento eviterebbe ulteriori esposizioni e, l'avvento di malattie asbesto correlate che come sappiamo portano alla morte.


Bonifiche in modalità ON

Ciò che lasciamo ai nostri figli è un'Italia deturpata dall'asbesto e dagli altri cancerogeni. A noi il compito di debellare questo mostro che mangia i nostri sogni e distrugge il futuro dei giovani. Sono sempre più urgenti piani di bonifica efficaci che ci facciano sperare in un domani migliore.

Un passo in avanti è stato fatto per la strada che portava al sito Bia Is Argiddas, a Serramanna, nel territorio sardo. Dopo un pronto intervento di bonifica, richiesto da ONA e dall'Avv. Ezio Bonanni, finalmente la strada potrà essere di nuovo accessibile, in modo particolare dai mezzi agricoli che avevano sbriciolato le lastre di amianto passando sul manto stradale.

"Asbestos free"

I comuni d'Italia sono in lotta per la rimozione sicura dell'amianto che oramai dominano su tutto lo stivale. L'Eternit è una piaga che fa breccia in tutto il territorio: si cela nelle strade, nelle scuole, e spesso anche nelle nostre case.

Sono stati attuati numerosi piani di intervento per debellare questo male dalla nostra terra, e spesso alcuni hanno raccolto i semi del successo.

asbestos free logo

Secondo l'assessore all'ambiente Riccardo Amici, progetti come "Amianto zero" o "Asbestos free", hanno rivoluzionato i piani di agire e migliorato il rendimento annuale.

Ora infatti, si stima la rimozione del 34% di amianto in meno sul territorio, dati che sono destinati a salire.



Vittime del dovere

Morire per amianto, respirato nelle unità navali della Marina Militare, che rappresenta una della quattro Forze Armate della Repubblica italiana.

Si intende tutto il personale civile e militare delle Forze Armate e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

 

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati nella tutela di coloro che sono stati esposti a condizioni di rischio, e che hanno subito delle infermità per esposizione ad asbesto.

 

"Amianto sotto coperta"

L'avv. Ezio Bonanni è intervenuto alla trasmissione "FUORI TG", dove si è tenuto il servizio "Amianto sotto coperta", durante il quale è riuscito a dimostrare che l'amianto è ancora presente nelle unità navali della marina militare.



Processo Marina Bis

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati nella tutela di coloro che sono stati esposti a condizioni di rischio, e che hanno subito delle infermità per esposizione ad asbesto.

 

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste il personale della Marina Militare per il riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere. L'ONA ha censito 621 casi di mesotelioma tra il personale della Marina Militare, e molti altri dovranno ancora essere stimati.

Il caso seguito dall'Avv. Ezio Bonanni nel Tribunale di Padova, riguarda la storia di un sottufficiale della Marina Militare morto per amianto con un cancro polmonare.

 

E' stata dimostrata una correlazione tra servizio e amianto ed ora gli eredi attengono che gli venga erogato quanto previsto dalla normativa.


Commissione Parlamentare Uranio Impoveito

Il 19 luglio 2017 è stata convocata una conferenza stampa dalla Commissione parlamentare dell'uranio impoverito e presieduta dal deputato Gian Pietro Scanu.

E' stata presentata la proposta di legge sulla sicurezza sul lavoro e la tutela assicurativa del personale delle Forze armate, in quanto si è reso noto che, svariati poligoni di tiro sul territorio nazionale, hanno prodotto dei gravi rischi ambientali.

 

Parliamo del poligono di Capo Tuelda o di Salto Quirra, dove l'inefficace o addirittura inesistente bonifica, non ha provveduto al corretto smaltimento dei residui dei munizionamenti. Questo ha comportato l'elevata esposizione del personale militare e civile a rischi fisici e biologici, per una molteplicità di agenti tossico nocivi e cancerogeni (relazione finale della Commissione Parlamentare d'Inchiesta del 07.02.2019).

Cronologia di una strage

Continua a peggiorare la situazione ambientale nelle campagne di Marcianise. I volontari della D.E.A. (Donne e Aiuto), hanno ispezionato la zona nei pressi della linea ferroviaria, e quello che ne è venuto fuori è una disastrosa situazione ecologica. E' stata riscontrata la presenza di pneumatici, carcasse di frigoriferi, rifiuti di ogni genere e soprattutto di alcune lastre ondulate contenenti presumibilmente amianto.

 

Da tempo i residenti di Marcianise lottano affinché la loro terra non venga più profanata, e si scagliano contro le autorità competenti per far si che venga perlomeno liberata da questa discarica a cielo aperto. Ogni tentativo sembra vano, perché niente viene preso in considerazione con la giusta serietà degli enti locali.

Contributi comunali che fanno bene all'ambiente e alla salute

La città di Schio è stata dotata di un cospicuo contributo la cui somma ammonta a circa 140.000 euro.

Questo pacchetto di incentivi ha fatto in modo che la maggior parte dei cittadini si siano adeguati ai piani di intervento per migliorare la qualità dell'ambiente e il decoro urbano. Adeguati impianti di riscaldamento, tinteggio delle abitazioni, rimozione delle coperture in eternit: è un elenco di accortezze che hanno contribuito ad investire sulla salute e l'ambiente.

 

Lo stesso sindaco Valter Orsi e l'assessore all'ambiente Anna Donà, hanno tenuto conto dei risultati concreti che questi contributi hanno messo in moto, ed hanno reso nota la notizia durante una conferenza stampa in Municipio.

Fiamme e amianto: un connubio imperfetto

vesuvio

Torre del Greco è il polmone verde di tutta la città metropolitana di Napoli. L'intera area è infatti situata nelle vicinanze del parco nazionale del Vesuvio e presenta numerose pinete, alcune delle quali stanno facendo da casa a discariche di amianto.

 

Recentemente è stato lanciato l'allarme di un rogo sul Vesuvio. Se propagato, l'incendio potrebbe raggiungere i rifiuti e dare luogo a un rogo di vaste dimensioni capace di compromettere la salute pubblica.

 

Questo allarme è stato lanciato dal consigliere comunale Ludovico D'Elia, ma la politica distratta e impegnata delle istituzioni non aiuta a sufficienza e Torre del Greco sta soccombendo tra una discarica di immondizia.

incendio vidor

Il 18 agosto del 2017 nella città di Vidor (TV), in Veneto. Un incendio di vaste proporzioni ha distrutto l'azienda di servizi ambientali Vidori.

 

L'Arpav è prontamente intervenuta per effettuare dei controlli cautelari. I tecnici hanno rilevato la presenza di fibre di amianto per un valore inferiore a 0,3 fibre/litro. Una buona notizia se si considera che l'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede, come qualità ordinaria dell'aria, la media di 1 fibra/litro.

 

Le condizioni riscontrate sono quindi da considerarsi nella norma. I comuni delle zone vicine hanno approfittato della presenza delle autorità esperte per concordare una mappatura dei territorio da monitorare.

Maltempo e amianto: arriva il protocollo

Il maltempo che sta interessando la città di Rovigo fa crescere le preoccupazioni tra i residenti. La paura deriva dal fatto che gli eventi atmosferici possano disperdere i frantumi del materiale contenente amianto.

 

L'allarme è stato lanciato dal dipartimento Arpav (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente in Veneto) di Rovigo che ha provveduto a trasmettere un protocollo operativo finalizzato alla salute pubblica e alla tutela dell'ambiente.

 

Sono escluse dal progetto tutte le attività commerciali, artigianali e agricole. Pertanto, la messa in sicurezza avviene attraverso l'adesione di ogni cittadino, che dovrà darne comunicazione all'Amministrazione per poter effettuare il monitoraggio sul loro suolo privato.

Agevolazioni fiscali per eliminare l'amianto

riunione a Campidoglio

L'Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell'Associazione ONA e pioniere della lotta contro l'amianto, prosegue il suo impegno per la tutela dei diritti delle vittime esposte.

 

Nel novembre 2017, l'Osservatorio Nazionale Amianto ha presentato in Campidoglio una proposta di legge che prevede crediti d'imposta e detrazioni fiscali per chi avvia i lavori di bonifica dell'amianto. Queste agevolazioni sono utili al giusto scopo dell'Associazione in quanto l'amianto, oltre ad essere letale, ha dei costi di gestione elevati.

 

Un comune cittadino infatti, non sempre dispone di somme di denaro così alte. Per cui i provvedimenti di bonifica possono essere realizzati o attraverso generosi contributi, spesso da parte dello Stato, o attraverso bonus e incentivi.

Lotta per i benefici previdenziali per gli operai Thyssenkrupp

Thyssenkrupp è l'omonimo gruppo industriale di provenienza tedesca specializzato nella lavorazione dell'acciaio, che ha affondato le sue radici anche in Italia. La Fismic (Federazione Italiana Sindacati Metalmeccanici e Industrie Collegate) ha attuato delle manovre a favore degli operai dell'acciaieria di Terni. In particolare, c'è la volontà di insistere sul diritto dei benefici previdenziali per l'esposizione all'amianto.

 

Secondo i dati forniti infatti, questo riconoscimento sarebbe stato favorito al personale dello stabilimento che ha lavorato fino al 1992, anno della messa al bando dell'amianto. Tutto ciò risulta incomprensibile se si pensa che, da quella data, il numero delle bonifiche (100 circa) è decisamente minore alla quantità di amianto rilevata. 

I rischi degli operai ex Ilva

ArcelorMittal

L'Ilva è stata una fabbrica che si occupava prevalentemente della produzione e trasformazione dell'acciaio.

 

Nel corso degli anni ha subito numerosi passaggi di proprietà fino a rinascere come ArcelorMittal: il maggior complesso industriale dell'acciaio in Europa.

 

L'ormai ex Ilva è al centro di un dibattito di grande criticità, in quanto sono state rinvenute oltre 3750 tonnellate di materiale friabile eternit all'interno dello stabilimento siderurgico. Addirittura, alcuni forni ancora in funzione sarebbero pieni dello stesso materiale contenente amianto, e lavorano ad altissime temperature.

L'allarme viene lanciato direttamente dagli operai della fabbrica, che denunciano questa grave indifferenza e sollecitano l'immediata bonifica di tutta l'area.

Interventi di bonifica nell'ex Fonderia Di Nicola

Si sono finalmente avviati i lavori di bonifica presso l'ex fonderia Di Nicola. Lo stabilimento si trova a Sambuceto, una frazione del comune di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti.

La struttura si occupava della fusione e la colatura dei metalli, e da diverso tempo era stata segnalata come potenzialmente pericolosa data la presenza di amianto.

 

Si giunge finalmente a gli atti di rimozione, necessari soprattutto perché, parte del materiale inizia a deteriorarsi e rende pericolosa la pubblica incolumità. I rifiuti pericolosi prodotti dopo la messa in sicurezza del materiale disperso, dovranno essere smaltiti in discariche tramite ditta regolarmente iscritta alla categoria 10A dell'albo gestori ambientali.

Il triangolo dei fuochi

inquinamento priolo

Priolo è un comune italiano del libero consorzio comunale di Siracusa, in Sicilia. La città è stata inserita nella classifica dei 39 siti di interesse nazionale  più inquinati d'Europa.

 

Le segnalazioni nascono da gli esposti dei cittadini  e dei movimenti ambientalisti che denunciano il nefasto scenario urbano e la cattiva qualità dell'aria.

 

I dati relativi alle patologie terminali sono agghiaccianti. Nell'arco temporale di dieci anni si rilevano quasi il 90% percento di aumento dei casi di cancro. La bonifica dell'intera area si attende da oltre quindici anni, ma la burocrazia italiana è lenta e crea impedimenti al corso naturale dei programmi.

Vigili del fuoco a rischio fiamme e amianto

Pericolo amianto anche nella sede provinciale dei vigili del fuoco di Padova.

Sono stati rinvenuti dei manufatti in cemento amianto nei box riservati ai parcheggi dell'amministrazione. L'allarme è stato lanciato dall'USB vigili del fuoco provinciale, che ha evidenziato l'urgenza del problema. Si pensi infatti che gli ultimi lavori di verifica sono stati effettuati oltre vent'anni prima, senza aver mai intrapreso azioni di bonifica.

 

Sorge naturale la preoccupazione del personale operativo che, oltre ad aver parcheggiato nell'area di riferimento, ha maneggiato diverse volte il materiale senza alcuna protezione, compromettendo la loro salute. E' necessario provvedere ad atti di smaltimento e ad individuare eventuali responsabili.

Una pagina nera nella storia di Napoli

Recentemente è stata resa nota la notizia del rogo sul Vesuvio. La matrice è probabilmente dolosa, scaturito da incivili che perseverano nel considerare la loro città una discarica da dare alle fiamme.

 

Questa discarica conteneva del materiale tossico, smaltito illegalmente da alcune aziende che hanno poi provveduto ad eliminarne le tracce mandandole a rogo.

 

Le foto scattate nella zona, evidenziano una scenario a dir poco riprovevole. La florida vegetazione del luogo è oramai coperta da rifiuti di ogni genere. Cresce anche la rabbia dei residenti dei paesi vicino al Vesuvio, che si sono trovati ad inalare agenti chimici e fumi tossici sprigionati dalle lastre di Eternit.

rifiuti sotto vesuvio
rifiuti sotto vesuvio


L'ONA difende i diritti delle vittime esposte all'amianto

L'Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell'Associazione ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) e pioniere della lotta contro l'amianto, ha personalmente seguito alcuni casi rilevati presso molteplici strutture ospedaliere.

 

Un esempio calzante è la sede Asl di Rieti. Il complesso presenta infatti una ricca dose di materiale contenente amianto e la sua bonifica è stata messa in atto solo nel 2016. A farne le spese sono purtroppo i dipendenti, come il caso di Mario Nicoletti, dipendente dell'Asl di Rieti, deceduto per mesotelioma da amianto.

 

L'avvocato Bonanni, legale della famiglia, ha depositato una denuncia alla Procura dell Repubblica di Rieti affinché gli venga resa giustizia.

Scattano i sigilli per una discarica del leccese

Sono pronti i sigilli per la discarica Rei di Nardò, nel comune della provincia di Lecce. Il sito raccoglie tutti i rifiuti potenzialmente pericolosi provenienti dal sud d'Italia e contiene quindi con molta probabilità del materiale amianto.

 

Questo diavolo potrebbe disperdere le sue fibre tossiche provocando seri danni al nostro ecosistema e compromettendo la nostra salute. Per tali motivi il gip del Tribunale di Lecce ha sequestrato l'intera area inserendo nel registro degli indagati il rappresentate legale della ditta.

 

Il sindaco Mellone ha manifestato l'interesse nel prendere parte attiva all'intera vicenda, predisponendo dei tavoli tecnici per la repentina messa in sicurezza dell'impianto.

Caso Isochimica

L'Isochimica è stata uno dei più rilevanti stabilimenti dell'area industriale di Avellino. Negli anni '80 godeva del suo massimo periodo di splendore. Si occupava della coibentazione di vagoni e carrozze ferroviarie delle Ferrovie dello Stato per liberarle dall'amianto.

A quel tempo nessuno era a conoscenza del pericolo e molti operai hanno subito una forte esposizione. Basti pensare che la lavorazione dell'amianto avveniva a mani nude e senza alcuna protezione.

 

Le loro storie hanno scritto una triste pagina della cronaca amianto d'Italia, e tante ancora se ne dovranno scrivere. Dei 300 operai circa il 95% di loro hanno contratto patologie asbesto correlate. Nel corso degli anni le tragiche esperienze degli esposti sono sfilate in tribunale grazie anche alla dura lotta dell'Associazione ONA.

 

Il Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, l'Avv. Ezio Bonanni, prosegue nella tutela dei diritti delle vittime esposte ad asbesto. Il suo intervento è stato reso noto anche in un servizio delle Iene, riuscendo così a focalizzare l'attenzione pubblica su un problema che veniva ignorato da molti anni.

Bonanni Isochimica
Bonanni Isochimica


Cresce la produzione dei rifiuti in Italia

Il rapporto tra la produzione e il consumo di rifiuti pericolosi e il loro conseguente smaltimento non è decisamente proporzionato.

Secondo una stima prodotta dall'Osservatorio Nazionale Amianto, capitanato dal Presidente Avv. Ezio Bonanni, l'incrementazione dei rifiuti illegalmente smaltiti, è direttamente proporzionale alla crescita delle patologie asbesto correlate.

 

Il motivo sta nel fatto che, nonostante il materiale amianto sia stato messo al bando nell'anno 1992, risulta fortemente attivo a causa del suo lungo periodo di latenza. La soluzione più pertinente è quella di attuare rapidi ed efficaci interventi di bonifica al fine di ecosostenere il territorio e salvaguardare la salute pubblica.

Amianto bruciato

Una recente perizia nella zona di Caserta, sul territorio collegato alle "terre dei fuochi", ha sorpreso un residente della zona a incendiare rifiuti speciali pericolosi. Immediato è stato l'intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine.

 

L’amianto bruciato potrebbe disperdere le sue fibre tossiche nell'aria e contaminare l'ambiente. La fibra killer dell'amianto, se inalata, compromette gravemente la salute pubblica e il rischio di esposizione in questo caso è alto. E' capace di creare gravi problemi a tutto l'apparato respiratorio, sia che venga inalato a piccole quantità che in grandi dosi.

Che l'amianto non tocchi i giovani!

L'obiettivo primario per i comuni d'Italia è la corretta funzionalità di tutti gli edifici scolastici, ed è quindi opportuno effettuare continue verifiche per individuare eventuali malfunzionamenti.

 

La priorità per il sindaco della città di Genzano di Roma, Daniele Lorenzon, era quella di far rimuovere la canna fumaria in cemento Eternit di una scuola, sostituendola con una nuova in acciaio. Basti pensare che la messa in moto dell'impianto di riscaldamento poteva aumentare la pericolosità del materiale e compromettere quindi la salute degli studenti.

L'intervento è stato effettuato da una ditta specializzata allo smaltimento di rifiuti pericolosi nel giorno di chiusura dell'edificio.

Scuola chiusa per amianto

I comuni d'Italia sono in lotta per la rimozione sicura dell'amianto che oramai domina su tutto lo stivale italiano. L'Eternit è una piaga che fa breccia in tutto il territorio: si cela nelle strade, nelle scuole e spesso anche nelle nostre case. E' un'emergenza senza tempo che piega la nostra terra e semina terrore tra i suoi abitanti.

 

Non sono più tollerate azioni di inefficienza e di approssimazione quando l'amianto entra in case e in edifici scolastici. In un quartiere di Taranto i genitori non fanno entrare i loro figli nella scuola dopo che si è diramato l'allarme amianto.

L'amministrazione è sicuramente a conoscenza del problema dal momento che denuncia è stata presentata oltre quindici anni fa.

Asilo chiuso per amianto - Genitori in rivolta

Genitori in rivolta davanti l'asilo nido "L'Anatroccolo" di Tor Bella Monaca". Dopo la sua chiusura, avvenuta in seguito alla scoperta di materiale amianto nella struttura, i bambini sono stati spostati in altri complessi. L'emergenza non è stata proprio gestita in maniera responsabile, perché c'è anche da contare che l'asilo ha continuato a prendere le iscrizioni invece di bloccarle.

 

I genitori, stufi di vedere i loro figli spostati come pacchi postali, hanno quindi avviato una protesta supportata anche dal Movimento Cinque Stelle e dal Partito Democratico. In seguito si è annunciato l'arrivo di una cospicua somma di denaro che servirà per l'immediata bonifica di tutto il perimetro.

Un panorama di discariche

Ogni anno montagne di rifiuti avvelenano la terra. La fibra killer si cela in queste discariche che minacciano prepotentemente il nostro ecosistema. Recentemente sono stati posti i sigilli una discarica abusiva di Civita Castellana.

 

Il sequestro ha toccato un'area per un estensione di 400 mila metri quadri. All'interno di questo perimetro sono state rinvenute tonnellate di rifiuti tossici che derivano con molta probabilità da alcuni edifici del viterbese con copertura in amianto. La Guardia di Finanza ha avviato la bonifica nelle aree interessate, ed ha addebitato il costo ai responsabili.

 

Secondo la stima ottimistica del Prof. Boeri, Presidenti INPS, tutti i processi di bonifica potranno essere portati a termine nei prossimi 85 anni.