Riconoscimento Vittime del Dovere


Indennizzi previdenziali e risarcimento danni delle vittime dell’amianto e di altri agenti tossico-nocivi e infermità causa di servizio nel personale delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza

 

L’Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus ha istituito il Dipartimento Tutela delle Vittime del Dovere per patologie asbesto-correlate, in seguito ad esposizione professionale ad amianto, con la costituzione di un'autonoma struttura associativa, istituita con un pull di medici e di legali, per l'assistenza in tutto il territorio nazionale, con il coordinamento del Presidente, Avv. Ezio Bonanni, impegnato tra l'altro nel procedimento Marina Bis in corso di svolgimento presso il Tribunale di Padova.


Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a corrispondere alla Dott.ssa Renata Roffeni Tiraferri le prestazioni quali orfana di vittima del dovere, con parificazione alle vittime del terrorismo e quindi a percepire l’assegno ex art. 2 L. 407/1998, con "l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale assegno vitalizio dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso del Sig. Roffeni Tiraferri Giovanni (20.08.2013)" con accoglimento delle tesi dell'Avv. Ezio Bonanni: è solo l'ultimo dei grandi risultati ottenuti da questo dipartimento.


Tutte le richieste di assistenza potranno essere inoltrate all'Associazione all'indirizzo osservatorioamianto@gmail.com oppure direttamente all'Avv. Ezio Bonanni all'indirizzo avveziobonanni@gmail.com.

Tutti i dipendenti pubblici, e quindi non solo i militari, che per motivi di servizio hanno contratto patologie asbesto-correlate, oltre ad aver subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto, e a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali (riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative), tra le quali dunque rientrano le condizioni e le situazioni di esposizione ad amianto, e quindi con insorgenza delle patologie asbesto correlate, hanno diritto ad ottenere tutte le provvidenze stabilite per legge.

Tutti gli aventi diritto e i loro familiari potranno quindi continuare a rivolgersi all'Osservatorio Nazionale sull'Amianto - ONA Onlus, che fornirà loro consulenza medico legale e legale, inoltrandone richiesta scritta all'associazione all'indirizzo osservatorioamianto@gmail.com, oppure telefonicamente al n°331-9806771, o direttamente al Presidente, Avv. Ezio Bonanni, all’indirizzo avveziobonanni@gmail.com.

Il Dipartimento Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate ha già ottenuto significativi e positivi risultati, poichè molti degli assistiti hanno ottenuto il riconoscimento quali vittime del dovere, ed hanno altresì richiesto tutela in tutte le altre competenti sedi.

 

La Procura della Repubblica di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio di alcuni alti ufficiali della Marina Militare ritenuti responsabili dell'esposizione ad amianto di molti militari, che hanno contratto patologie asbesto-correlate, con possibilità di formalizzare la costituzione di parte civile per l'integrale risarcimento di tutti i danni.

 

L’art. 20 del D.Lgs. 183/10 prevede espressamente la equiparazione di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate nel corso e a causa dello svolgimento del servizio nella Marina Militare alle vittime del dovere, con previsione dell’incremento di spesa già stanziata dall’art. 1, comma 562, della l. 266/05, che prevede l’estensione dei benefici previsti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata a tutte le vittime del dovere, individuate ai sensi dell’art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466.

 

Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha reso un parere con il quale ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere, è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”, e lo stesso diritto è riconosciuto ai dipendenti del Ministero dell’Interno, nei termini evidenziati nell’atto del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Polizia di Stato e corpi equiparati), che è possibile consultare.

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Consiglio di Stato, atto del 01.06.2010, n. 02526/2010
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L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, ha ottenuto dal Tribunale di Cagliari, in funzione di Magistratura del Lavoro, l’accoglimento di tale tesi giuridica (sentenza n. 917/16), che è stata poi confermata dalla Suprema Corte di Cassazione che, a Sezioni Unite, in altra controversia, con sentenza n. 7761/2017, ha ormai confermato questi principi di diritto (per approfondimenti consulta il sito al Dipartimento Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, alle sezioni Marina Militare, Esercito Italiano e Aeronautica Militare).

 

Il riconoscimento delle prestazioni non è quindi circoscritto ai soli appartenenti alla Marina Militare, bensì è esteso a tutti i militari e a tutti i dipendenti pubblici.


Sulla base delle determinazioni del Consiglio di Stato, tutti coloro che sono rimasti vittime di infermità dovute a causa di servizio, e per le particolari condizioni ambientali, lavorative e di missione, hanno diritto all’accredito delle prestazioni di vittima del dovere.

 

Tutti i dipendenti delle amministrazioni dello Stato hanno quindi diritto alle prestazioni di cui allo schema allegato:

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Schema prestazioni vittime del dovere
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Il Ministero della Difesa ha registrato, dal 1993 al 2012, 405 casi di malattie asbesto correlate con 211 decessi. In particolare: 45 decessi in Aeronautica, 50 nei Carabinieri, 39 nell'Esercito e 77 nella Marina Militare.

Il V Rapporto Mesoteliomi del ReNaM, che l’INAIL ha pubblicato nel dicembre 2015, riporta 621 casi di mesotelioma nel solo settore della Difesa.

C’è un’altissima incidenza di casi di patologie asbesto correlate nel personale di tutte le Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Recentemente la ‘Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici, dal possibile effetto patogeno e da somministrazioni di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili alluranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nano-particelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e ad eventuali interazioni’ ha redatto la ‘relazione sull’attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate’, che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato.


L’Osservatorio Nazionale Amianto ha divulgato la relazione e una sintesi dei risultati dei lavori della Commissione di Inchiesta, con l’articolo Militari: oltre l’amianto, l’uranio impoverito nel giornale dell’amianto.

Nelle 100 pagine si traccia un quadro impietoso sullo stato di insicurezza in cui versano le attività delle nostre Forze Armate, poiché «Si è diffuso un senso d’impunità, l’idea che le regole c’erano e ci sono, ma che si potevano e si possono violare senza incorrere in effettive responsabilità. E si è diffuso tra le vittime e i loro parenti un altrettanto devastante senso di giustizia negata».

I rischi sono multipli, e c’è una certa resistenza delle Forze Armate rispetto alle «istanze di rinnovamento in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro», e in più «Le scelte strategiche di fondo che attualmente ispirano la politica della sicurezza nel mondo delle Forze Armate – si legge nella relazione – umiliano i militari ammalati o morti per la mortificante sproporzione tra la dedizione dimostrata in attività altamente pericolose dal militare e la riluttanza istituzionale al tempestivo riconoscimento di congrui indennizzi».

Si aggiunge: «Vi sono zone del nostro Paese in cui proprio non si celebrano processi in materia e altre in cui questi processi vengono avviati magari per omicidio colposo o lesioni personali colpose, ma poi le indagini risultano condotte con una tale lentezza o senza gli indispensabili approfondimenti, con la conseguenza che si chiudono con il proscioglimento nel merito o per prescrizione del reato».

La complessa normativa risulta riepilogata nella relativa sezione di questo sito

L’amianto non è il solo agente cancerogeno e tossico-nocivo cui sono stati esposti coloro che hanno prestato e prestano servizio nelle Forze Armate (Aeronautica, Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza, oltre alla Marina Militare) e nel Comparto Sicurezza (Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Polizia Penitenziaria), perché ve ne sono molti altri (Dipartimento Agenti patogeni e tutela legale) e tra i cancerogeni, oltre quelli già citati, ce ne sono:

  • amianto (cfr. IARC, Volume) ‘Asbestos (Chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite, and anthophyllite)’;
  • tricloroetilene, tetracloroetilene ad altri agenti clorurati (cfr. IARC, Volume 106 del 2014: Trichloroethylene, Tetrachloroethylene and Some Othere Chlorinated Agents);
  • fumi di scarico di motori endotermici funzionanti a gasolio e a benzine (cfr. IARC, Volume 105 del 2013: Diesel and Gasoline Engine Axausts and Some Nitroarenes);
  • campi elettromagnetici generati da apparecchiature di telecomunicazione, radars, sistemi di mira, motori elettrici, correnti elettriche sempre e comunque presenti e attive in mezzi corazziati, blindati, ruotati (cfr. IARC, Volume 102 del 2013: Non Ionizing Radiation, Part. 2: Radiofrequency Electromagnetic Fields);
  • radiazioni ionizzanti almeno emesse da “trizio” e da uranio impoverito almeno presente in siti contaminati da eventi bellici all’estero (cfr. IARC, volume 100 D del 2012: Radiation);
  • piombo e suoi composti organici ed inorganici (cfr. IARC, volume 77 del 2006: Inorganic and Organic Lead Compounds);
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA) (cfr. IARC, Volume 107 del 2015: Polichlorinated Biphenils and Polybrominated Biphenyls).
  • Idrocarburi aromatici non policiclici (cfr. IARC, Volume 92 del 2010: Some Non-heterocyclic Policyclic Aromatic Hydrocarbons and Some Related Exposures);
  • benzene (cfr. IARC, Volume 100 F del 2012: Chemical Agents and Related occupations);
  • fibre artificiali isolanti (fibre di vetro, di roccia, di ceramica, ecc) (cfr. IARC, Volume 81 del 2001: Man-made Vitreous Fibres (MMVF)).
  • I missili al torio e i poligoni (si legge nella relazione della Commissione di Inchiesta Parlamentare) come per esempio nel poligono di Salto di Quirra in provincia di Nuoro con il lancio di 1187 missili ‘Milan’, con un sistema di puntamento al torio, di cui sono note le capacità radioattive e cancerogene

Coloro che hanno ottenuto il riconoscimento delle patologie asbesto correlate, come riconducibili alle attività di servizio, in condizioni avverse, ovvero nelle missioni, hanno diritto ad ottenere, ai fini previdenziali, la equiparazione alle vittime del terrorismo, come già a suo tempo sostenuto ed ottenuto dall’Avv. Ezio Bonanni (Tribunale di Cagliari, Giudice del lavoro, sentenza n. 917/16), e confermato anche dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 7761/2017), anche perché, fin dall’inizio del secolo scorso, e almeno dagli anni ’50, erano note le capacità fibrogene e cancerogene dell’amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno raccolto prove, atti e documenti dai quali si evince che quantomeno dagli anni ’60 le Forze Armate erano a conoscenza che l’esposizione ad amianto provocasse, oltre all’asbestosi, alle placche pleuriche e agli ispessimenti pleurici, anche il mesotelioma alla pleura, al pericardio, al peritoneo e alla tunica vaginale del testicolo, e cancro al polmone, e ad altri organi (tra i quali la laringe, faringe, trachea, allo stomaco, al fegato, al colon-retto e alle ovaie).

Per saperne di più consulta su Il giornale dell’amianto, l’articolo: Quel carteggio “riservatissimo” sulla Marina Militare.

L’assegno vitalizio è quindi dovuto, in favore delle vittime dell’amianto (il lavoratore ammalato, e in caso di decesso i suoi congiunti) nella misura di €500,00 mensili (oltre perequazioni), rispetto al minore importo riconosciuto alle vittime del dovere (€258,23).

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a chiedere, dunque, il risarcimento dei danni (attraverso giudizi civili oppure innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale, ovvero con costituzione di parte civile nel procedimento penale) per il personale civile e militare dell’Aeronautica, della Marina e dell’Esercito e di tutto il Comparto Sicurezza, il riconoscimento delle prestazioni previdenziali e assistenziali dovute alle vittime del dovere, con equiparazione alle vittime del terrorismo.

Per approfondimenti normativi e giurisprudenziali, in ordine alla tutela legale, per quanto riguarda le prestazioni previdenziali (vittime del dovere/equiparazione alle vittime del terrorismo, in favore del dipendente e/o ex dipendente ammalato, e in favore dei suoi congiunti, in caso di decesso), può essere consultata la voce: Dipartimento Forze Armate e Comparto Sicurezza, cui debbono essere aggiunte le somme dovute a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti prima di tutto dalla vittima diretta, e poi dai suoi familiari, sempre e comunque, nei termini che potranno essere meglio consultati alla voce: Dipartimento assistenza legale e con diritto ai benefici contributivi, e immediato prepensionamento nel caso di insorgenza delle classiche patologie asbesto correlate (asbestosi, mesotelioma e cancro polmonare) per effetto dell'art. 1 co. 250 L. 232/2016, nei termini e con le modalità già specificate nella voce di questo sito: Pensione immediata per il lavoratori malati di amianto.

Nel caso siano necessari ulteriori chiarimenti, oppure assistenza medica e legale, si può chiedere l’assistenza gratuita dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale, per ottenere il riconoscimento di tutti i tuoi diritti, è sufficiente farne richiesta inoltrando una email all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com e telefonare al n. 0773/663593.

Solo in casi di assoluta urgenza, può essere contattato direttamente l’Avv. Ezio Bonanni, al n. 335/8304686, preferibilmente anticipando la chiamata con un sms.

Sarà cura dell’Osservatorio Nazionale Amianto fornire l’assistenza gratuita nel più breve tempo possibile.