L'Osservatorio Nazionale Amianto tutela il personale civile e militare esposto ad uranio impoverito

Tutela personale civile e militare esposto all'uranio impoverito

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA assiste il personale civile e militare esposto ad uranio impoverito, per la tutela dei loro diritti.

 

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Numero Verde ONA


- Uranio impoverito: tutela della vittime -


- Commissione Uranio impoverito    Audizione dell'avv. Ezio Bonanni -

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- Uranio impoverito: la relazione finale della Commissione di inchiesta -


La Commissione Parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito ha confermato le tesi dell'Ona e dell'avv. Ezio Bonanni, che assistono e tutelano tutte le vittime del personale civile e militare che hanno subito dei danni alla salute, per il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere e di equiparazione di vittima del terrorismo . 

>>Leggi di più: uranio impoverito riconoscimento vittima del dovere

 


- Uranio impoverito: danni alla salute -


L'uranio è un metallo pesante che si trova in piccole quantità nelle rocce, suolo, acqua e quindi anche nei cibi ed è costituito da tre isotopi 235U, 234U e 238U, tutti radioattivi, di cui l’isotopo 238 è il più abbondante (circa 99,27%).

L’uranio impoverito, contenuto nei proiettili utilizzati nei Balcani, teatro di pericolose missioni dei militari italiani, per effetto della polverizzazione di strutture in cemento amianto e in metallo, con conseguente aerodispersione  di polveri e fibre di amiantonanoparticelle, che sono state inalate dai militari, che hanno contratto una serie di patologie tumorali, in modo particolare i linfomi di Hodgkin, leucemia ed altre forme di cancro. 

L'Uranio impoverito provoca renipancreasstomaco/intestino, ha effetti citotossici, carcinogeni e  teratogeni,  con circa 400 decessi e più di 4000 casi di malattie per causa di servizio.


- Uranio impoverito: strage di militari italiani -


L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto - ONA Onlus rappresenta e tutela quei lavoratori del personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, esposti ad uranio impoverito, cui fornisce assistenza medica  e difesa legale.

La platea più ampia è costituita dai militari, ex militari e altro personale civile che, per motivi di servizio, sono esposti ad uranio impoverito in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale.


- Uranio impoverito: i diritti delle vittime -


Coloro che hanno contratto patologie, ovvero i famigliari di coloro che purtroppo sono deceduti in seguito

ad esposizione ad uranio impoverito per motivi di servizio, hanno diritto:

  • riconoscimento quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, con le modalità meglio specificate nel Dipartimento Riconoscimento Vittime del Dovere;
  • risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi, prima di tutto dalla vittima/colui che ha subito danni per attività di servizio e poi dai suoi famigliari.

Le vittime e i familiari hanno diritto anche all’integrale risarcimento dei danni, come chiarito dallAvv. Ezio Bonanni nella sezione del sito RISARCIMENTO DANNI. Le vittime dei vaccini, anche tra coloro che hanno subito danni al di fuori delle missioni militari, hanno diritto alle prestazioni previdenziali nei termini di cui alla sentenza del Tribunale di Ferrara, Sezione Lavoro (che si allega a piè di pagina).

Per il personale civile e militare, vittima dei vaccini, c’è il diritto all’equiparazione alle vittime del dovere, oltre al risarcimento dei danni. Ove invece i danni da vaccino si leghino alla somministrazione in ambito civile, sussistono i principi di responsabilità contrattuale, ed extracontrattuale, per cui, oltre alle prestazioni previdenziali, le vittime e i loro familiari hanno diritto al risarcimento dei danni, sia patrimoniali che non patrimoniali.


- Uranio e vaccini: un cocktail micidiale -


Il programma vaccinale errato ha accentuato gli effetti delle esposizioni ad un cocktail di cancerogeni, oltre che all'uranio impoverito poiché ha depresso ulteriormente il sistema immunitario del personale impiegato in queste missioni già di per sé messo a dura prova dall’impegno in teatri disagevoli, lontano dalla madrepatria e in condizioni avverse.

Il programma vaccinale errato ha accentuato gli effetti delle esposizioni ad un cocktail di cancerogeni, oltre che all'uranio impoverito poiché ha depresso ulteriormente il sistema immunitario del personale impiegato in queste missioni già di per sé messo a dura prova dall’impegno in teatri disagevoli, lontano dalla madrepatria e in condizioni avverse.

Personale civile e militare che, assunto alle dipendenze delle Forze Armate (Esercito, Marina e Aviazione), ovvero operativo nel comparto sicurezza (Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri), impegnati anche in situazioni di emergenza in Italia, che aveva brillantemente superato le visite di idoneità psicofisica al momento dell'assunzione alle attività di servizio, subito dopo essere stato esposto a uranio impoverito (ovvero a polvere da sparo e a un cocktail di agenti tossico nocivi, cancerogeni e patogeni), ha invece immediatamente ed inspiegabilmente contratto le patologie più varie degenerative e anche neoplastiche.

Le alte temperature generate dai proiettili con uranio impoverito hanno polverizzato perfino i mezzi corazzati e blindati e le stesse strutture ed installazioni in cemento amianto, quest'ultimo utilizzato anche come ignifugo, e quindi si è venuto a determinare un sinergismo diabolico tra amianto e uranio che è ancora misconosciuto all'opinione pubblica e non tenuto in adeguata considerazione ai fini preventivi, diagnostici e risarcitori.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, nell’ambito delle sue finalità di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, pubblica la relazione sull’attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate della ‘Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici, dal possibile effetto patogeno e da somministrazioni di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nano-particelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e ad eventuali interazioni’.

Nelle 100 pagine della relazione della Commissione d’inchiesta, si legge testualmente: «Si è diffuso un senso d’impunità, l’idea che le regole c’erano e ci sono, ma che si potevano e si possono violare senza incorrere in effettive responsabilità. E si è diffuso tra le vittime e i loro parenti un altrettanto devastante senso di giustizia negata».


- Le sentenze -


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