Tutela personale civile e militare esposto all'uranio impoverito

Tutela Militari, ex Militari, personale civile e lavoratori esposti all'uranio impoverito e vittime dei vaccini.


L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto - ONA Onlus rappresenta e tutela quei lavoratori del personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, esposti ad uranio impoverito e/o vittime dei vaccini, attraverso il servizio di assistenza medica  e difesa legale.

L’Osservatorio Nazionale Amianto si è impegnato e si impegna per la tutela anche dei famigliari delle vittime (che hanno purtroppo raggiunto il numero impressionante di 340 decessi e di 4.000 casi di malattie per causa di servizio).

L’uranio impoverito provoca danni ai reni, pancreas, stomaco/intestino, ha effetti citotossici e carcinogeni, ha effetti teratogeni, (in contatto con sali di uranio disciolti in acqua) e ancora linfomi di Hodgkin e altre forme di cancro.

Purtroppo si assiste a un numero sempre crescente di casi di patologie legate all’esposizione all’uranio impoverito che spesso si è coniugato per il personale civile e militare delle Forze Armate, impegnato nei diversi teatri e missioni internazionali, ad un programma vaccinale errato.

 

 

Tutti coloro che si ritengono danneggiati dall’esposizione ad uranio impoverito e famigliari delle vittime, possono rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto, inoltrando un’email all’indirizzo:

 

osservatorioamianto@gmail.com

 

oppure telefonando al numero 0773/663593

La platea più ampia è costituita dai militari, ex militari e altro personale civile che, per motivi di servizio, sono esposti ad uranio impoverito in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale.

Il programma vaccinale errato ha accentuato gli effetti delle esposizioni ad un cocktail di cancerogeni, oltre che all'uranio impoverito poiché ha depresso ulteriormente il sistema immunitario del personale impiegato in queste missioni già di per sé messo a dura prova dall’impegno in teatri disagevoli, lontano dalla madrepatria e in condizioni avverse.

Personale civile e militare che, assunto alle dipendenze delle Forze Armate (Esercito, Marina e Aviazione), ovvero operativo nel comparto sicurezza (Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri), impegnati anche in situazioni di emergenza in Italia, che aveva brillantemente superato le visite di idoneità psicofisica al momento dell'assunzione alle attività di servizio, subito dopo essere stato esposto a uranio impoverito (ovvero a polvere da sparo e a un cocktail di agenti tossico nocivi, cancerogeni e patogeni), ha invece immediatamente ed inspiegabilmente contratto le patologie più varie degenerative e anche neoplastiche.

Le alte temperature generate dai proiettili con uranio impoverito hanno polverizzato perfino i mezzi corazzati e blindati e le stesse strutture ed installazioni in cemento amianto, quest'ultimo utilizzato anche come ignifugo, e quindi si è venuto a determinare un sinergismo diabolico tra amianto e uranio che è ancora misconosciuto all'opinione pubblica e non tenuto in adeguata considerazione ai fini preventivi, diagnostici e risarcitori.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, nell’ambito delle sue finalità di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, pubblica la ‘relazione sull’attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze Armate della ‘Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici, dal possibile effetto patogeno e da somministrazioni di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nano-particelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e ad eventuali interazioni’.

Nelle 100 pagine della relazione della Commissione d’inchiesta, si legge testualmente: «Si è diffuso un senso d’impunità, l’idea che le regole c’erano e ci sono, ma che si potevano e si possono violare senza incorrere in effettive responsabilità. E si è diffuso tra le vittime e i loro parenti un altrettanto devastante senso di giustizia negata».

L’uranio impoverito non è l’unico agente tossico nocivo e cancerogeno cui questi militari sono rimasti esposti per motivi di servizio, poiché si deve sommare il radon, l’amianto e anche il già citato programma vaccinale.

L’associazione ha ottenuto la storica sentenza del Consiglio di Stato, n.837/2016, che ha confermato la precedente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio n. 4345/2015, con la quale il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Economia e delle Finanze sono stati condannati al riconoscimento della causa di servizio e delle relative prestazioni in favore del sottufficiale della Marina Militare, L.M., vittima di linfoma di Hodgkin.

Questi principi sono stati confermati dalla Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 7761/2017, con specifico riferimento all’equiparazione, ai fini previdenziali, alle vittime del terrorismo, come meglio specificato nel relativo Dipartimento

Sono state così pienamente confermate le tesi sostenute dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e dell’Avv. Pietro Gambino, che hanno assistito legalmente l’ex militare e che hanno ottenuto la sentenza definitiva di condanna, che costituisce una sentenza storica che inchioda il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Economia e delle Finanze alle loro responsabilità.

La stessa Corte di Giustizia UE, Sezione II, sentenza del 21.06.2017, nella causa n. C-621/15 ha sanzionato la Repubblica Italiana per le condotte in relazione al programma vaccinale multiplo che ha un effetto sinergico depressivo del sistema immunitario, anche in seguito alle condizioni ambientali e lavorative avverse.

Questo Dipartimento è stato costituito per tutelare il personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza e i loro famigliari, in relazione ai danni provocati dall’esposizione ad uranio impoverito e dal programma vaccinale errato cui lo stesso personale è stato sottoposto, unitamente al Dipartimento Vittime del dovere.

 

I diritti delle vittime.

Coloro che hanno contratto patologie, ovvero i famigliari di coloro che purtroppo sono deceduti in seguito

ad esposizione ad uranio impoverito per motivi di servizio, hanno diritto:

  • riconoscimento quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, con le modalità meglio specificate nel Dipartimento Riconoscimento Vittime del Dovere;
  • risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi, prima di tutto dalla vittima/colui che ha subito danni per attività di servizio e poi dai suoi famigliari.

 

Le vittime e i familiari hanno diritto anche all’integrale risarcimento dei danni, come chiarito dall’Avv. Ezio Bonanni nella sezione del sito RISARCIMENTO DANNI. Le vittime dei vaccini, anche tra coloro che hanno subito danni al di fuori delle missioni militari, hanno diritto alle prestazioni previdenziali nei termini di cui alla sentenza del Tribunale di Ferrara, Sezione Lavoro (che si allega a piè di pagina).

Per il personale civile e militare, vittima dei vaccini, c’è il diritto all’equiparazione alle vittime del dovere, oltre al risarcimento dei danni. Ove invece i danni da vaccino si leghino alla somministrazione in ambito civile, sussistono i principi di responsabilità contrattuale, ed extracontrattuale, per cui, oltre alle prestazioni previdenziali, le vittime e i loro familiari hanno diritto al risarcimento dei danni, sia patrimoniali che non patrimoniali.

Questo Dipartimento è coordinato dal Sig. Antonio Dal Cin e dalla Sig.ra Antonella Franchi.

 

Tutti i cittadini, che hanno subito dei danni, ovvero che ritengono di dover chiedere informazioni e chiarimenti, possono farlo, inoltrando una e-mail all’indirizzo:

osservatorioamianto@gmail.com

oppure

con richiesta telefonica al n. 0773-663593

ovvero

inoltrando una email p.c. anche all'Avv. Ezio Bonanni all’indirizzo avveziobonanni@gmail.com.

Verrà quindi dato riscontro a qualsiasi richiesta di tutela e di assistenza, nel modo più sollecito e gratuitamente.

 

CONTATTI

Avv. Ezio Bonanni: 335-8304686; avveziobonanni@gmail.com

 

Sig. Antonio Dal Cin:

0773-511463; ona.gdf@gmail.com

 

Sig.ra Antonella Franchi:

328-4648451; antofra69@libero.it

 

 

LE SENTENZE:

 

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Sentenza Consiglio di Stato n. 837_2016.
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Sentenza TAR Lazio n. 4345_2015.pdf
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