Intervista all'Avv. Ezio Bonanni

BENEFICI - l’Avv. Ezio Bonanni risponde:

 

Il diverso grado della riduzione della capacità lavorativa e/o del danno funzionale permanente, riconosciuto dalla Commissione sanitaria sulla base della tabella prevista nel Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992 (pubblicato nella G.U. 26 febbraio 1992, n. 47, S.O.), determina la concessione dei seguenti benefici:

- Fruizione di protesi o ausili ( D.M. 27 agosto 1999, n. 332, regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale: modalità di erogazione e tariffe), per invalidità pari o superiore al 33%.

- Iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio, per invalidità pari o superiore al 46 %. - Assegno mensile di assistenza in qualità di "invalido parziale", per invalidità pari o superiore al 74%. - Pensione di inabilità in qualità di "invalido totale", indennità di accompagnamento, per invalidità pari al 100%. 

 

· TUTTI GLI IMPORTI DI SEGUITO INDICATI SONO RIFERITI AL 2011 E SOGGETTI AD ADEGUAMENTO ANNUALE

· TUTTI I BENEFICI ECONOMICI ELENCATI NON SONO REVERSIBILI

 

RIVEDIBILITÀ: SEMPLIFICAZIONE DEGLI ACCERTAMENTI SANITARI - l’Avv. Ezio Bonanni risponde:

 

La legge n. 80 del 9 marzo 2006 ha introdotto una serie di novità sul tema dell'invalidità civile onlus.

In particolare, l'art. 6 comma 3 fa riferimento alle visite di rivedibilità o controllo e prevede che i cittadini a cui è stato riconosciuta l'indennità di accompagnamento o di comunicazione e siano affetti da patologie o menomazioni ingravescenti o stabilizzate, non devono essere più sottoposti a visita di accertamento e revisione.

Con il Decreto 2 agosto 2007[1] il Ministero dell'Economia e delle Finanze ed il Ministero della Salute hanno individuato l'elenco di 12 condizioni patologiche (revisionabile ogni anno) rispetto alle quali sono escluse le visite di controllo.

N.B. La procedura deve essere effettuata d'ufficio!!! Senza oneri o "incombenze" per il cittadino.

Una nota del Ministro della Salute[2] prima, seguita da una recente circolare dell'INPS[3], ha finalmente chiarito e puntualizzato le modalità che le ASL e gli uffici INPS devono seguire per evitare che la visita di revisione diventi non solo un inutile aggravio per il cittadino, ma generi a questi enormi difficoltà economiche a causa della sospensione dell'assegno.

Fino a non molto tempo fa, infatti, sulle modalità di attuazione del Decreto vigeva molta confusione ed i cittadini non sapevano come comportarsi.

È l'INPS a dover avviare la procedura di verifica e ad occuparsi dell'intero iter.

L'INPS, infatti, è tenuto a richiedere alle ASL gli elenchi dei cittadini beneficiari di indennità di accompagno e di comunicazione, e la relativa documentazione.

Le ASL sono tenute ad inviare per tempo i fascicoli.

L'INPS dovrà valutare la documentazione giunta e redigere un verbale in cui risulterà il diritto o meno del cittadino all'esenzione da qualunque altra visita di revisione.

Dovrà poi redigere un verbale in cui risulterà il diritto o meno del cittadino all'esenzione da qualunque altra visita di revisione.

Dovrà restituire i fascicoli, corredati di verbale alle Asl, e comunicare al cittadino ritenuto esonerato, che non sarà più chiamato a visita.

Ciò avverrà sia per coloro ai quali è stato riconosciuto il diritto all'accompagno e/o all'indennità di comunicazione, sia per coloro ai quali sia stata richiesta ulteriore visita presso la commissione di verifica.

Tutelati

Se hai presentato domanda di invalidità civile onlus o di aggravamento e, nonostante i mesi trascorsi, non hai ancora ricevuto il verbale , l'assegno, o effettuato la visita:

· hai il diritto di conoscere a che punto si trova la pratica;

· invia questo modulo per avere accesso alle informazioni (modulo accesso agli atti).

Se hai l'invalidità al 100% con riconoscimento di indennità di accompagnamento o l'indennità di comunicazione:

controlla se la tua patologia rientra tra quelle esonerate dalla visita di rivedibilità (vedi tabella).

· se la tua patologia rientra, muoviti per tempo! Invia prima di essere convocato a visita il modulo (modulo rivedibilità invalidità) in cui chiedi che venga attivata d'ufficio la procedura per l'esonero dalla rivedibilità;

· se le amministrazioni non rispondono, rivolgiti ad una delle nostri sedi dell’Osservatorio nazionale Amianto onlus per ottenere indicazioni e sostegno.

Un'ultima informazione

La legge 80/06 prevede inoltre, per i malati oncologici, il diritto ad ottenere la prima visita entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Se sei un malato oncologico, hai presentato domanda di invalidità civile onlus, ed attendi di essere convocato a visita:

Hai il diritto di sollecitare la ASL ad effettuare l'accertamento medico legale. Puoi farlo scaricando ed inviando il seguente Modulo (mancata visita entro 15 giorni).

________________________________________

[1] Decreto attuativo 2 agosto 2007 G.U. n. 225 del 27 settembre 2007

[2] Nota Ministero del lavoro,della Salute e delle Politiche Sociali - Dipartimento prevenzione e Comunicazione - Dir. Gen. Prevenzione Sanitaria - Ufficio VII dell'EX Ministero della Salute. 30 maggio 2008

[3] messaggio INPS 3 giugno 2008, n. 12727

 

 

VISITE STRAORDINARIE - l’Avv. Ezio Bonanni risponde:

 

L’art.10 comma 4 della Legge 122/10 definisce la necessità di avviare un programma di verifica straordinaria, che prevede 100.000 verifiche per l'anno 2010 e 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile.

 

Circolare INPS 76 del 22 giugno 2010

Soggetti interessati alle verifiche straordinarie

· titolari di indennità di accompagnamento e di comunicazione, di età compresa tra i 18 ed i 67 anni compiuti, la cui prestazione è stata riconosciuta in data antecedente al 1° aprile 2007

· titolari di assegno mensile, di età compresa tra il quarantacinquesimo anno e il sessantesimo anno compiuto, la cui prestazione è stata riconosciuta in data anteriore al 1° aprile 2007.

Soggetti esclusi dalle verifiche straordinarie

· I controlli non riguardano le prestazioni assistenziali sostitutive riconosciute agli invalidi civili e ai sordi civili ultrasessantacinquenni

· Sono inoltre esonerati da ogni visita medica i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti di cui al decreto interministeriale 2 agosto 2007, ai quali è già stato applicato il suddetto Decreto. (Cfr. le 12 condizioni patologiche nella Tabella estratta dal DM 2 agosto 2007)

· Rimangono esclusi dal piano di verifiche la Regione Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano

Modalità operative

Le Direzioni regionali metteranno in campo, inoltre, tutte le iniziative ritenute più opportune al fine di realizzare un rapporto sinergico con le ASL del territorio, volto a favorire la tempestiva messa a disposizione dell’Istitutoda parte delle ASLdei fascicoli sanitari dei soggetti selezionati per le verifiche.

La permanenza del possesso dei requisiti sanitari viene accertata dalla Commissione Medica Superiore (CMS), allo scopo articolata in Sottocommissioni Mediche decentrate presso le UOC/UOS territoriali INPS dove sono effettuate le visite mediche. 

La Commissione medica è composta da due medici individuati dal Responsabile della UOC/UOS territoriale, di cui uno con funzione di Presidente; in occasione della visita, il soggetto interessato può farsi assistere da un medico di sua fiducia.

La Commissione, sulla base dell’esame della documentazione presentata, potrà decidere se definire agli atti la pratica, senza necessità di procedere alla visita diretta; diversamente, convocherà a visita l’interessato, in una data ove possibile concordata. La prestazione resterà comunque sospesa fino all’esito della verifica.

La procedura convocherà in automatico, secondo un calendario stabilito centralmente, i soggetti ritenuti idonei e da invitare a visita diretta.

Convocazione alla visita diretta

Ai titolari di prestazioni che devono essere sottoposti a visita diretta per la verifica viene inviata centralmente una lettera di convocazione a visita, tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

In tale lettera sono indicati:

·  il luogo di effettuazione della visita medica;

· la data e l’ora della visita;

· le avvertenze in ordine alla documentazione da portare in sede di visita e le azioni da porre in essere per la richiesta di visita domiciliare o, in caso di ricovero, presso la struttura di degenza;

· i provvedimenti che l’Istituto assumerà a seguito di mancata presentazione alla visita medica.

 

Visite mediche

Le visite mediche di verifica sono effettuate presso il Centro Medico-Legale INPS territorialmente competente in base alla residenza dell’interessato, secondo calendari gestiti centralmente.

La Commissione medica è composta da due medici individuati dal Responsabile della UOC/UOS territoriale, di cui uno con funzione di Presidente; in occasione della visita, il soggetto interessato può farsi assistere da un medico di sua fiducia.

L’impossibilità da parte del soggetto chiamato a visita ambulatoriale di recarsi presso il Centro Medico legale per sottoporsi alla verifica sarà giustificata unicamente nel caso di impedimento fisico, perché il soggetto si trova in condizione di intrasportabilità o perché in regime di ricovero; nel primo caso il soggetto dovrà far pervenire la richiesta di visita domiciliare, con certificazione medica adeguatamente motivata; nel secondo caso una certificazione rilasciata dalla relativa Direzione sanitaria, accompagnata da richiesta di visita presso la struttura stessa.

 

Il rifiuto di sottoporsi a visita

L’assenza alla visita, senza giustificato motivo, comporterà la sospensione della prestazione, con effetto dal primo giorno del mese successivo alla data di tale visita.

La prestazione, decorsi 90 giorni dalla data della sospensioneviene revocata a partire dalla data della convocazione a visita alla quale il soggetto non si è sottoposto/presentato.

In occasione delle visite dirette, ulteriori accertamenti specialistici possono essere eccezionalmente richiesti solo se ritenuti indispensabili ai fini del giudizio medico-legale; essi sono effettuati presso le strutture specialistiche interne dell’INPS o presso strutture esterne convenzionate.

Il verbale di accertamento sanitario deve essere definito in procedura entro 72 ore dallo svolgimento della visita. 

In caso di accertamenti specialistici il verbale deve, comunque, essere definito entro e non oltre 30 giorni dalla data di svolgimento della visita.

I provvedimenti che saranno adottati nel corso del procedimento di verifica verranno inviati con posta massiva agli interessati tramite le apposite funzionalità della procedura INVER 2010.

 

PERMESSI E CONGEDI PER INVALIDITÀ ED HANDICAP - l’Avv. Ezio Bonanni risponde:

Quali sono i diritti di un lavoratore se, per la sua patologia o per quella di un familiare, deve assentarsi dal lavoro? Varie normative prevedono la possibilità di ottenere permessi, congedi e trasformazione del rapporto di lavoro.

Vediamo in sintesi quali sono i benefici e quali i criteri per ottenerli:

1) Permessi retribuiti (art. 33  legge 104/92 permessi lavorativi handicap grave).

2) Congedi per eventi e cause particolari  (art. 4 legge 53/00).

3) Congedi e permessi a sostegno della genitorialità (art. 42,  53  D.lgs 151/01).

4) Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per i pazienti oncologici (D.lgs 276/03 ).

5) Congedi per invalidi con percentuale superiore al 50% (D.lgs 509/88).

Permessi retribuiti legge 104/92 

La Legge 104/92 ha significativamente modificato le politiche sociali a favore delle persone disabili e delle loro famiglie, anche nel campo del diritto al lavoro. 

In tema di integrazione lavorativa, la questione più dibattuta afferisce alla fruibilità dei permessi lavorativi.

Le disposizioni che regolamentano i permessi lavorativi sono contenute nell’articolo 33 Legge 104/92.

Chi beneficia dei permessi retribuiti (art. 33 –modificato dall’art. 24 L.183/2010)

·  La persona con handicap maggiorenne in situazione di gravità

È previsto il diritto ai permessi lavorativi, con diverse modalità, criteri e condizioni in favore:

·  della madre lavoratrice o in alternativa del padre;

· in alternativa  del lavoratore padre entro i primi tre anni di vita del bambino con handicap grave anche dopo il compimento del terzo anno di vita del bambino;

· ai parenti o agli affini che assistono la persona disabile entro il secondo grado (si intende, oltre al coniuge, figli, nonni, suoceri, cognati) di parentela e affinità. Non è possibile, però, l’alternatività tra più beneficiari; tranne che per i genitori;

· I permessi spettano anche nel caso in cui i genitori siano adottivi o affidatari. In questo ultimo caso solo nell’ipotesi di disabili minorenni.

Deroghe agli aventi diritto oltre il secondo grado (art. 24 L. 183/2010)

Le agevolazioni possono essere estese anche ai parenti o affini entro il terzo grado solo nei casi in cui in uno dei genitori o il coniuge della persona disabile

·  abbia un’età superiore di 65 anni

·  sia affetto da patologia invalidante

· sia “mancanti”. Per mancante si intende: morte, divorzio, separazione legale o abbandono. Lo stato deve poter essere documentato o certificato

 

I permessi per i Genitori

Primi tre anni di vita figlio con Handicap

Entro i tre anni di vita del figlio con handicap in situazione di gravità la lavoratrice madre, o in alternativa il padre lavoratore hanno diritto:

· a prolungare il periodo di astensione facoltativa, già prevista dalla legge a tutela della maternità. (art. 42 D.Lgs 151/01);

· ad usufruire di due ore di permesso giornaliero (se si lavora 6 ore al giorno. Si ha invece diritto ad un’ora se si lavora meno di 6 ore);

· ad usufruire di tre giorni di permesso al mese (art. 24 L. 183/2010).

 

I parenti e gli affini entro il II grado possono anch’essi usufruire dei tre giorni di permesso al mese. Mentre ai genitori del bambino è permessa l’alternanza, ai parenti ed agli affini no (art. 24 L. 183/2010).

Le due ore di riposo giornaliero retribuito ed il periodo di congedo parentale possono essere utilizzate dalla conclusione del periodo di congedo. I tre giorni di permesso possono essere fruiti  da parte dei genitori e degli altri familiari, dal giorno del riconoscimento della situazione di disabilità grave (Circolare INPS 3/12/2010 n. 155; Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 6/12/2010 n. 13).

N.B: Sono escluse le lavoratrici autonome e quelle che svolgono la propria attività a domicilio o svolgono lavori domestici.

 

Dopo i tre anni

Dopo il compimento del terzo anno di vita del figlio con handicap grave, la lavoratrice madre o in alternativa il padre lavoratore hanno diritto:

· non più alle due ore di permesso, ma a tre giorni di permesso mensile;

· possono essere fruiti in via continuativa, ma devono essere utilizzati nel corso del mese di pertinenza;

· anche i parenti e gli affini possono usufruire dei tre giorni di permesso al mese ma non in alternanza con un altro beneficiario.

 

P.S.:

·  La concessione dei permessi spetta solo nel caso in cui il disabile non sia ricoverato a tempo pieno in istituto o in altro centro.

· In alcuni casi i permessi lavorativi spettano al genitore anche quando l’altro non ne abbia diritto (Situazioni gravi e comprovate).

Dopo il compimento della maggiore età del figlio
Dopo il compimento della maggiore età la lavoratrice madre o in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto:

·   tre giorni mensili

 

P.S.:
Rispetto alla questione della frazionabilità dei tre giorni di permesso, le indicazioni sono diverse a seconda dell’ente previdenziale di riferimento.

Fai valere i tuoi diritti !!!

· la persona con Handicap in situazione di gravità - ovvero il suo amministratore di sostegno ovvero il suo tutore legale - può liberamente effettuare la scelta su chi, all'interno della stessa famiglia, debba prestare l'assistenza prevista dai termini di legge  (circolare INPS n. 90 del 2007). Questo diritto è stato riconfermato ed ha fatto decadere definitivamente i requisiti della sistematicità ed adeguatezza  previsti nella Circolare INPS n. 90/2007).

·  È tuo diritto, quindi, presentare una nuova domanda nel caso in cui la precedente richiesta sia stata rigettata per assenza dei requisiti inerenti la sistematicità e l’adeguatezza.

 

·  Attenzione! Adesso è il datore di lavoro (o l’INPS) a dover accertare l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la fruizione dei permessi (comma 7-bis art. 33, L. 104/92).