MARINA MILITARE


Tutela vittime del dovere per patologie asbesto correlate, e riconoscimento delle relative prestazioni previdenziali e indennitario risarcitorie.

Tutti i dipendenti e appartenenti alle amministrazioni dello Stato e quindi quei dipendenti pubblici (e non solo i militari) che hanno subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto, nonché a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali (riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative), tra le quali rientrano le condizioni e le situazioni di esposizione ad amianto, e quindi con insorgenza delle patologie asbesto correlate (mesotelioma, tumori polmonari, asbestosi, ispessimenti pleurici, placche pleuriche, e tutte le altre patologie riconducibili ad esposizione professionale a polveri e fibre di amianto), debbono essere considerati vittime del dovere, e quindi oltre a dover ottenere il risarcimento di tutti i danni (anche quelli sofferti dai familiari) hanno diritto ad ottenere il riconoscimento di tutte le prestazioni, secondo lo schema che si allega:

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L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito uno specifico dipartimento per permettere agli ex dipendenti del Ministero della Difesa, ed in particolare a coloro che hanno prestato servizio nella Marina Militare Italiana, di ottenere il riconoscimento dei diritti quali vittime del dovere, anche in favore dei familiari.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, fin dalla sua istituzione, ha chiesto la bonifica dei siti a terra e del naviglio che presentano materiali di amianto, per evitare altre esposizioni, e la sorveglianza sanitaria per coloro che sono stati esposti, e il risarcimento dei danni, oltre al riconoscimento della causa di servizio, e le prestazioni di vittima del dovere, con equiparazione ai fini delle prestazioni previdenziali, alle vittime del terrorismo.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio di alti ufficiali della Marina Militare Italiana, e il procedimento penale è in corso innanzi il Tribunale di Padova, e sono in corso indagini per gli altri casi di malattie e decessi che sono stati denunciati dopo il rinvio a giudizio degli alti ufficiali nel secondo processo, ora in corso .

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha posto in evidenza la sussistenza di ulteriori condizioni di rischio legate ad altre noxae (noises), in relazione alla bibliografia IARC (International Agency for Research on Cancer)[1] che valuta il rischio carcinogenico nell’uomo:

 

  • tricloroetilene, tetracloroetilene ad altri agenti clorurati (cfr. IARC, Volume 106 del 2014: Trichloroethylene, Tetrachloroethylene and Some Othere Chlorinated Agents);
  • fumi di scarico di motori endotermici funzionanti a gasolio e a benzine (cfr. IARC, Volume 105 del 2013: Diesel and Gasoline Engine Axausts and Some Nitroarenes);
  • campi elettromagnetici generati da apparecchiature di telecomunicazione, radars, sistemi di mira, motori elettrici, correnti elettriche sempre e comunque presenti e attive in mezzi corazziati, blindati, ruotati (cfr. IARC, Volume 102 del 2013: Non Ionizing Radiation, Part. 2: Radiofrequency Electromagnetic Fields);
  • radiazioni ionizzanti almeno emesse da “trizio” e da uranio impoverito almeno presente in siti contaminati da eventi bellici all’estero (cfr. IARC, volume 100 D del 2012: Radiation);
  • piombo e suoi composti organici ed inorganici (cfr. IARC, volume 77 del 2006: Inorganic and Organic Lead Compounds);
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA) (cfr. IARC, Volume 107 del 2015: Polichlorinated Biphenils and Polybrominated Biphenyls).
  • Idrocarburi aromatici non policiclici (cfr. IARC, Volume 92 del 2010: Some Non-heterocyclic Policyclic Aromatic Hydrocarbons and Some Related Exposures);
  • benzene (cfr. IARC, Volume 100 F del 2012: Chemical Agents and Related occupations)fibre artificiali isolanti (fibre di vetro, di roccia, di ceramica, ecc)(cfr. IARC, Volume 81 del 2001: Man-made Vitreous Fibres (MMVF)).

[1] IARC, 150 Cours Albert Thomas, 69372 LYON CEDEX 08, FRANCE.

 


L' Osservatorio Nazionale Amianto sostiene le ragioni dei molti militari e altri dipendenti pubblici, che hanno contratto patologie asbesto correlate e loro familiari, con richieste di risarcimento dei danni, attraverso giudizi civili e con la costituzione di parte civile in sede penale, con richiesta di citazione del Ministero della Difesa quale responsabile civile.


I numeri dell'amianto nelle Forze Armate secondo dati ufficiali del Ministero della Difesa, dal 1993 al 2012, sono stati registrati 405 casi di malattie asbesto correlate con 211 decessi. In particolare: 45 decessi in Aeronautica, 50 nei Carabinieri, 39 nell'Esercito e 77 nella Marina militare mentre nel V Rapporto Mesoteliomi del ReNaM che l’INAIL ha pubblicato nel dicembre 2015 risultano 621 casi di mesotelioma nel solo settore della Difesa.

L’art. 20 del D.Lgs. 183/10 prevede espressamente la equiparazione di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate nel corso e a causa dello svolgimento del servizio nella Marina Militare alle vittime del dovere, con previsione dell’incremento di spesa già stanziata dall’art. 1, comma 562, della l. 266/05, che prevede l’estensione dei benefici previsti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata a tutte le vittime del dovere, individuate ai sensi dell’art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466.

Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha reso un parere con il quale ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere, è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”.

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L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il dipartimento di tutela legale delle vittime dell’amianto tra gli appartenenti alla Marina Militare, con la costituzione di uno staff di legali, coordinato dall’Avv. Ezio Bonanni.

 

Per chiedere una consulenza gratuita, e l’assistenza, è sufficiente farne richiesta, inoltrando una e-mail a: osservatorioamianto@gmail.com oppure avveziobonanni@gmail.com oppure può essere contattato telefonicamente al n. 0773/663593.


Sintesi dei diritti in favore delle vittime del dovere:

Alle vittime del dovere ex art. 1, comma 563, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 nonché ai soggetti ad esse equiparati, ex art. 1, comma 564, della medesima legge sono riconosciute le seguenti prestazioni:


  • assegno vitalizio pari ad euro 258,23 mensili, soggetto a perequazione annua, a tutti i superstiti, ivi compresi - dall’1.1.2008 - i figli maggiorenni, ed agli infortunati con invalidità permanente non inferiore ad ¼ della capacità lavorativa (con l’equiparazione alle vittime del terrorismo, tale assegno può essere portato ad € 500,00);
  • revisione delle percentuali di invalidità già riconosciute ed indennizzate, secondo le previgenti disposizioni, e loro rivalutazione, per eventuale intercorso aggravamento fisico e per riconoscimento del danno biologico e morale;
  • esenzione dal pagamento del ticket per ogni prestazione sanitaria;
  • riconoscimento del diritto all’assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • beneficio dell’esenzione dall’imposta di bollo, relativamente ai documenti ed agli atti delle procedure di liquidazione dei benefici, nonché quello dell’esenzione delle indennità erogate da ogni tipo di imposta (ivi incluso l’IRPEF);
  • diritto al collocamento obbligatorio a favore delle vittime, nonché del coniuge, dei figli e dei fratelli conviventi a carico superstiti;
  • borse di studio, esenti da imposizione fiscale, in favore delle vittime, dei figli e degli orfani, per ogni anno di scuola elementare, secondaria e di corso universitario;
  • speciale elargizione di €. 200.000 (in tale misura dal 1.1.2007), soggetta a rivalutazione automatica, per i superstiti aventi diritto ovvero per i soggetti con invalidità permanente non inferiore all’80%;
  • speciale elargizione di €. 2.000, per punto percentuale di invalidità, in favore degli infortunati, ivi compresi i soggetti “equiparati”;
  • attribuzione in via generalizzata dello speciale assegno vitalizio, non reversibile, di €. 1.033 mensili, soggetto a perequazione automatica, a tutti i superstiti, ivi compresi i figli maggiorenni, ed agli infortunati, con invalidità permanente non inferiore ad un quarto della capacità lavorativa;
  • attribuzione in via generalizzata di due annualità di pensione, comprensive di tredicesima mensilità;
  • ulteriori benefici dovuti alla equiparazione alle vittime del terrorismo, nel caso di patologie asbesto-correlate. Rispetto a tali ultimi diritti, ancora a tutt’oggi è necessario istituire un procedimento giudiziario per ottenere la condanna del Ministero della Difesa ad adeguare l’assegno vitalizio con l’importo di € 500,00 e al riconoscimento degli altri diritti.

Il Tribunale di Cagliari, Giudice del Lavoro, con sentenza n. 917 del 22.06.2016, ha equiparato le vittime del dovere alle vittime del terrorismo, ai fini delle prestazioni previdenziali, in caso di insorgenza di patologie asbesto-correlate e in favore dei familiari nel caso di decesso, con accoglimento, quindi, delle tesi sempre sostenute dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.


Finalmente anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 7761/2017, ha definitivamente affermato il seguente principio di diritto: “L’ammontare dell’assegno vitalizio mensile previsto in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati è uguale a quello dell’analogo assegno attribuibile alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed essendo tale conclusione l’unica conforme al principio di razionalità – equità di cui all’art. 3 della Costituzione, come risulta dal “diritto vivente” rappresentato dalla costante giurisprudenza amministrativa ed ordinaria”.


Questi principi sono stati sostenuti anche dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha sostenuto le iniziative del Comitato delle Vittime del Dovere di ONA Onlus ai fini del riconoscimento dei loro diritti di natura previdenziale, con equiparazione, quindi, alle vittime del terrorismo.

Le vittime del dovere hanno diritto ad ottenere l’assegno ex art. 2 legge 407/98 con importo mensile di € 500,00, oltre perequazioni ex lege, piuttosto che l’importo di € 258,00, come già sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni nel ricorso poi definito con sentenza del Tribunale di Cagliari in funzione di Magistratura del Lavoro, n. 917/2016.


L’Osservatorio Nazionale Amianto ha assistito e sta assistendo decine e decine di vittime del dovere, che hanno ottenuto il riconoscimento dell’assegno vitalizio nella misura di € 258,23, piuttosto che di € 500,00, auspicando che, finalmente, le autorità amministrative possano procedere senza la necessità di continuare le numerose azioni giudiziarie, intraprese nelle sedi di competenza.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende noto che la liquidazione delle prestazioni previdenziali ricollegate al riconoscimento di vittima del dovere, anche con equiparazione alle vittime del terrorismo, costituisce pur sempre una prestazione indennitaria, che non estingue l’obbligazione risarcitoria a carico del Ministero della Difesa e/o delle altre amministrazioni eventualmente coinvolte.

Per tali ragioni, l’Osservatorio Nazionale Amianto si è fatto promotore di numerose azioni di risarcimento dei danni, in favore delle vittime del dovere, che riconosciute tali, hanno poi evocato in giudizio le amministrazioni, per ottenerne la condanna al risarcimento integrale di tutti i danni.

In relazione all’utilizzo di amianto in Marina Militare, il Tribunale Penale di Padova ha disposto il rinvio a giudizio di numerosi alti ufficiali, rispetto ai quali le parti offese si sono costituite parti civili, alcune di loro assistite e difese dall’Avv. Ezio Bonanni, al fine di ottenere la condanna degli imputati al risarcimento dei danni.


In tale procedimento, l’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto ed ottenuto la citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile, perché sia condannato in solido con gli imputati al risarcimento dei danni subiti dalle parti civili costituite.


Presso la Procura di Padova pendono ulteriori indagini per decessi e casi di malattie legati alla presenza di amianto nelle unità navali e nelle installazioni della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, per cui è stato già completato l’accertamento peritale di esposizione  così come per i militari dell’Esercito: nel caso ci fossero ulteriori rinvii a giudizio, l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni saranno in prima fila per la difesa delle vittime e per il riconoscimento dei loro giusti diritti.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, memore dei numerosi successi giudiziari e dell’imponente accertamento delle responsabilità di organi dello Stato in ordine all’utilizzo di amianto e all’esposizione di molti dipendenti pubblici e dei militari in particolare, ha chiesto l’intervento delle forze politiche, perché sia risolto ogni possibile dubbio interpretativo.

L’On.le Massimiliano Manfredi, autorevole esponente del Partito Democratico, facente parte quindi della maggioranza governativa, nell’ambito di una più ampia interlocuzione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, si è fatto portatore di una proposta di legge, che mira, tra l’altro, a risolvere l’ulteriore dubbio interpretativo circa la sussistenza del diritto anche in favore dei familiari che non erano a carico della vittima del dovere al momento del decesso.

Il Tribunale di Cagliari, in funzione di Giudice del Lavoro, ha recepito e dato accoglimento alle tesi giuridiche dell’Avv. Ezio Bonanni, con la sentenza n. 917/2016.


Marina Militare: alla sbarra nel processo Marina Bis alti ufficiali con diverse accuse.

 

Intanto viene istruito il processo Marina Ter, le cui indagini sono ancora in corso.

Presso il Tribunale di Padova è in corso il dibattimento per il processo “Marina Militare bis”, per i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo (ai sensi degli articoli 113, 589 e 590 del Codice Penale).

Alla sbarra l’ex Capo di Stato maggiore della Marina Militare Filippo Ruggiero, gli allora direttori generali di Navalcostarmi Lamberto Caporali e Francesco Chianura, quelli della Sanità Militare Elvio Melorio, Agostino Didonna e Guido Cucciniello e l’ex comandante in capo della squadra navale Mario Porta e ancora Antonio Bocchieri, Mario Di Martino, Angelo Mariani, Luciano Monego, Umberto Guarnieri, Sergio Natalicchio, Guido Venturoni.

L’accusa, per aver causato, in concorso tra loro, la morte del capitano di vascello Giuseppe Calabrò di Siracusa e del meccanico Giovanni Baglivo di Tricase (LE), per mesotelioma pleurico, da cui è poi nata l’inchiesta nel 2005, che ha portato al processo.

Poiché, dopo il rinvio a giudizio, purtroppo, ci sono stati altri casi di malattie professionali asbesto-correlate e decessi che hanno colpito numerosi ex militari e dipendenti del personale civile della Marina Militare, la Procura della Repubblica di Padova ha avviato ulteriori indagini con il procedimento “Marina Ter”, nel quale sono confluiti tutti i procedimenti avviati in seguito alla presentazione di altri esposti da parte delle vittime e dei loro familiari, e si attende una nuova ed ulteriore richiesta di rinvio a giudizio.


L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue nel suo impegno, per segnalare nuovi casi alla Procura della Repubblica di Padova, territorialmente competente.

Molte delle vittime sono assistite e difese dall’Avv. Ezio Bonanni. Secondo l’accusa sostenuta nel procedimento Marina Bis dal Dr. Dini, PM presso la Procura di Padova, i suddetti imputati si sarebbero resi responsabili delle seguenti condotte:

  • A) omettevano di rendere edotto il personale appartenente alla Marina Militare (sia imbarcato che in servizio a terra) dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto tanto all'interno delle navi militari che degli altri ambienti frequentati dagli stessi per ragioni di servizio, oltreché di informarli dei rischi ulteriori prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (ad es. guanti, tute e coperte ignifughe);
  • B) omettevano di sottoporre e far sottoporre con regolarità i dipendenti della M.M. ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati da notevole presenza di materiali amiantiferi;
  • C) omettevano inoltre di curare la fornitura e di imporre a controllare l'effettivo impiego di idonei mezzi di protezione individuale;
  • D) inoltre omettevano di adottare idonee misure atte ad impedire o comunque ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi di polveri di amianto prodotte dalle lavorazioni e/o dall' uso di dotazioni contenenti amianto e così con le su richiamate condotte e/o omissioni e nelle rispettive qualità suindicate cagionavano o comunque contribuivano a cagionare, e comunque non impedivano che insorgessero patologie amianto correlate nei soggetti di seguito elencati, alcuni dei quali a seguito di tali patologie decedevano.

I marinai ammalati di patologie asbesto correlate e i familiari di quelli deceduti, difesi dall’avvocato Ezio Bonanni sono costituiti parte civile.

L’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione alla citazione del Ministero della Difesa come responsabile civile.

L’ONA Onlus ha sollecitato e sollecita i vertici della forza armata Marina Militare a provvedere alla bonifica delle unità navali e delle installazioni a terra che, in alcuni casi, presentano ancora materiali in amianto.