Vittime del dovere: uranio impoverito

L'ONA tutela le vittime del dovere appartenenti al personale civile e militare esposto a uranio impoverito utilizzato nei proiettili in vari teatri di guerra, come combustibile nelle centrali nucleari e come principale elemento detonante nelle armi nucleari (armi uranio impoverito). L’uranio è un metallo pesante (elemento Uranio) che si trova in piccole quantità nelle rocce, suolo, acqua e quindi anche nei cibi ed è costituito da tre isotopi radioattivi, isotopo uranio 235 (235U, 234U e 238U), di cui l’isotopo 238 (isotopo de uranio - uranio 238), che ne costituisce il 99,27%, viene processato per estrarne l' uranio arricchito (uranio 235). La miscela di 235U e uranio 238 (isotopo de uranio - isotopo uranio 235) viene utilizzata come combustibile nelle centrali nucleari e come principale elemento detonante nelle armi nucleari (armi uranio impoverito). L'uranio impoverito è lo scarto del procedimento di arricchimento dell'uranio. Il termine uranio impoverito (o uranio depleto) è una traduzione dall'inglese depleted uranium.

Assistenza gratuita vittime del dovere per uranio impoverito

L'ONA assiste il personale civile e militare esposto ad uranio impoverito, per la tutela dei loro diritti.

 

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Uranio e Uranio Impoverito

Le munizioni all’UI sono state utilizzate dagli aerei anticarro A10 americani, in particolare nei conflitti in Bosnia (1995), Kosovo (1998) e Iraq (1991 e 2003). I militari italiani esposti perché privi di adeguate protezioni, oggi sono 369 i deceduti e 7.500 i malati.

Il termine Uranio Impoverito traduzione dall’inglese di Depleted Uranium (nel gergo uranio depleto) è lo scarto del procedimento di arricchimento dell'uranio nelle centrali nucleari.

L’UI, per il basso costo e per l’enorme stock - nel 2002 si calcolavano circa 1milione e 200mila tonnellate di materiale accumulato nei depositi in oltre quarant’anni - è usato sia nelle munizioni anticarro sia nelle corazze dei cingolati (vedi l’americano M1 Abrams). Grazie alle sue qualità piroforiche - cioè si accende spontaneamente al contatto con l'aria - quando un proiettile all’UI penetra all’interno di un carrarmato, produce una fiammata che supera i 3mila gradi centigradi, riducendo tutto quanto è all’interno a un aerosol, le cui nanoparticelle (un millesimo di millimetro) di metalli pesanti se ingerite o inalate, sono causa di patologie cancerogene.

 Cos è l uranioL’uranio (uranio elemento) è un metallo tossico e radioattivo.

Uranio dove si trova: l'uranio si trova in natura (dove si trova uranio) e  viene impiegato principalmente nel settore nucleare durante il processo di fissione nucleare.  In natura (uranio dove si trova) esistono due tipi di uranio (cos è l uranio), l'isotopo 238 e il 235, di questi può essere utilizzato solamente l’isotopo meno diffuso in natura ossia il 235 e proprio per tale ragione è necessario che venga effettuato l’arricchimento dell’uranio. Si tratta di un processo piuttosto costoso, che richiede degli impianti particolari, e soprattutto pericoloso a causa della sua radioattività.

Uranio impoverito

L’uranio impoverito è costituito dagli scarti derivanti dal processo di arricchimento dell’uranio elemento. Quasi tutto il materiale avanzato è composto dall’isotopo 238, è meno radioattivo e viene impiegato principalmente nell'industria civile e in quella bellica. 

Il peso uranio è circa 19.03 g/cm3 (peso specifico uranio impoveritoed essendo un materiale di scarto lo si trova a basso costo. Il peso specifico uranio impoverito (peso uranio) è quindi veramente alto e per di più è un materiale duttile in grado di assorbire le radiazioni, per queste ragioni viene impiegato in diversi settori, tra cui quello medico, anche se viene prevalentemente usato per realizzare munizioni e proiettili.

L uranio come tutti i metalli pesanti, è tossico e tende ad accumularsi nel nostro organismo. Questo accade quando l'uranio elemento brucia polverizzandosi e sprigionando moltissime particelle che si disperdono nell'ambiente.

Uranio impoverito e danni alla salute

L'uranio impoverito  che si trova in natura (dove si trova uranio) causa danni ai reni, pancreas, stomaco/intestino, ha effetti citotossici, carcinogeni e  teratogeni,  e provoca circa 400 decessi e più di 4000 casi di malattie per causa di servizio (uranio impoverito malattie).

Già all’epoca dei conflitti nel Golfo e nei Balcani erano presenti conoscenze scientifiche sulla pericolosità degli armamenti all’uranio impoverito, comprovata dallo stesso Ministero della Difesa (Air Force Armament Laboratory, 1977), che già da tempo era a conoscenza dei rischi per la salute dei militari e delle misure di protezione adottate già dalle forze Statunitensi, il principale esercito al fianco del quale hanno operato le milizie italiane.

Nell'ultimo ventennio si è verificato un incremento dei casi di tumori legati all'esposizione a uranio impoverito, in particolare Linfoma di Hodgkin e leucemia. 

Esiste quindi nesso di causalità tra esposizione a uranio impoverito e insorgenza di malattie tumorali (malattie uranio impoverito), la cui dimostrazione si rende difficoltosa a causa della natura lungolatente delle patologie da uranio. 

Inoltre, durante i conflitti sono stati abbattuti anche edifici costruiti con amianto e con componenti in amianto, con conseguente aerodispersione  di polveri e fibre di amianto e nanoparticelle, che sono state inalate dai militari causando altre patologie tumorali.

Uranio impoverito nei teatri di guerra

L’uranio impoverito (o DU, depleted uranium, spesso tradotto in uranio depleto) è un sottoprodotto della raffinazione dell’uranio per l’energia nucleare, impiegato nella zona dei Balcani, negli anni ‘90, ma anche in Afghanistan e Iraq. È molto meno radioattivo di altri isotopi di uranio e la sua alta densità (il doppio di piombo) e le sue caratteristiche piroforiche lo rendono utile per le armature.  

Per via delle sue caratteristiche piroforiche e per la sua elevata densità, l'uranio impoverito è stato utilizzato per molti anni nell'industria bellica per la produzione di proiettili (proiettile uranio impoverito), munizioni e ordigni in numerosi teatri bellici, in particolare nei conflitti che hanno interessato il Golfo e l’area dei Balcani nonché nelle unità addestrative, poligoni di tiro e nelle zone adiacenti distribuite sul territorio nazionale. Questo utilizzo ha determinato una forte esposizione del personale civile e militare delle Forze Armate Italiane impiegato in teatri di guerra. 

Alcuni militari in missione all'estero hanno testimoniato di aver informato più volte i loro superiori del fatto che le tute indossate dagli appartenenti all'esercito americano ricoprissero interamente il corpo, mentre i militari italiani continuavano ad eseguire gli incarichi con l’ordinaria divisa, consistente in pantaloni e maglietta. 

Diritti delle vittime dell'uranio impoverito

Il personale civile e militare esposto a uranio impoverito che ha contratto patologie per motivi di servizio (o i famigliari in caso di decesso) ha diritto al:

  • riconoscimento di Vittima del Dovere, e quindi dei relativi diritti e benefici previdenziali e assistenziali (vittima del dovere benefici), anche con equiparazione alle Vittime del terrorismo (vittime del dovere equiparazione);
  • risarcimento dei danni, sia quelli subiti dalla vittima del dovere che dai suoi famigliari.

La "sindrome dei Balcani"

Con "sindrome dei Balcani" si intende quella lunga serie di malattie (principalmente linfomi di Hodgkin e non Hodgkin) che hanno colpito i soldati italiani al ritorno dalle missioni di pace internazionale (uranio impoverito soldati italiani). Dai primi casi risalenti al 1999, ci sono state più di 50 vittime e 500 casi di malattie. I vertici militari italiani e la NATO hanno istituito una commissione di inchiesta (commissione uranio impoverito) al Senato proprio per identificare eventuali responsabilità e per accertare il nesso tra esposizione a uranio impoverito e amianto e i casi di malattie e decessi tra il personale civile e militare. 

L’ONU e l’Italia erano informate dell’impiego dei proiettili ad uranio impoverito in Bosnia nel 1994 e nel 1995, anche a seguito di esplicite richieste di chiarimenti da parte italiana, ma i militari impegnati in questi teatri di guerra sono rimasti privi di informazioni circa il rischio tossico.

Il fenomeno epidemico si è verificato anche tra i militari dell'esercito USA in seguito alla prima guerra del Golfo (sindrome del Golfo), così come in alcuni poligoni militari italiani (P.I.S.Q. di Perdasdefogu e di Capo San Lorenzo a Villaputzu), dove è stato riscontrato un drastico aumento di casi di Linfoma di Hodgkin (sindrome di Quirra), oltre che nelle zone circostanti Ground Zero.

La “sindrome dei Balcani” è causata, oltre che dalla radioattività dei proiettili ad uranio impoverito, anche dalle microparticellerilasciate nell'ambiente a seguito delle esplosioni. Le microparticelle sono state assimilate dai militari per inalazione o per ingestione, in quanto i vapori sprigionati nelle deflagrazioni e nelle esplosioni possono essere trasportati anche a km di distanza prima di depositarsi nel terreno dove il metallo potrebbe entrare nella catena alimentare o inquinare la falda acquifera.

La composizione chimica del particolato cambia in base a seconda se si tratta di un inceneritore, o di una bomba all'uranio, o ancora se vengono compite fabbriche di armamenti, raffinerie o altro, determinando tipi di inquinamento differenti.

Le microparticelle e l’uranio impoverito, una volta penetrati nell’organismo, provocano infiammazioni che, a loro volta, attraverso il c.d. processo della cancerogenesi, portano allo sviluppo di forme tumorali. 

Microparticelle, nanoparticelle e polveri sottili

Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato la presenza di particelle contenenti metalli pesanti nei tessuti dei militari reduci dai Balcani e dalla guerra nel Golfo, simili a quelli rinvenuti in alcuni cittadini di Sarajevo. Nel campione di cittadini di Sarajevo analizzati è stato riscontrato che tutti presentavano la presenza dello stesso tipo di nano-particelle nei tessuti, e tutti avevano contratto un linfoma. Le conseguenze della contaminazione nella zona di Sarajevo sono state riscontrate addirittura a distanza di anni e per contaminazione: durante la guerra era in attività solo la fabbrica del tabacco, tabacco che è stato contaminato da uranio e che ha fatto riscontrare particelle contenenti uranio nelle sigarette in commercio a Sarajevo a distanza di anni.

Nei tessuti del personale civile e militare esposto a uranio impoverito che ha prestato servizio nei Balcani sono stati rinvenute micro e nanopolveri di varie composizioni, in concomitanza con diverse patologie. Le nano-particelle sono così piccole che, in caso di ingestione o inalazione, sono in grado di passare ogni barriera dell'organismo, sia quella polmonare sia quella gastro-intestinale, accumulandosi all’interno del corpo, in particolare nei linfonodi, dove provocano il linfoma tipico dei reduci dai Balcani. Non sono biocompatibili né biodegradabili, e, se si tratta di metalli, possono essere cancerogene.

La “sindrome dei Balcani” non è dovuta quindi solo all'uranio impoverito, ma anche a queste microparticelle sprigionate durante le esplosioni sotto forma di polveri (il cosiddetto “inquinamento bellico”). Queste polveri di 0,1 micron, una volta inalate, possono arrivare nel sangue in soli 60 secondi, in un'ora sono già nel fegato e quando si accumulano negli organi la loro capacità tossica fa il suo decorso.

L'organismo umano, infatti, sarebbe in grado di sintetizzare alcune nano particelle, come quelle prodotte dall'inquinamento da idrocarburi, ma non i metalli pesanti. Per questo motivo sia chi è stato esposto ai bombardamenti all'uranio impoverito, sia chi ingerisce microparticelle contenenti metalli pesanti tramite alimenti contaminati contrae diversi tipi di cancro.

Lo stesso fenomeno si è registrando nella zona colpita l’11 settembre, con 180.000 ammalati nella sola Manhattan: nella coda e nelle ali degli aerei dirottati dai terroristi era infatti presente uranio, utilizzato come stabilizzatore. Perfino i cani usati a Ground Zero per la ricerca dei dispersi sono tutti morti dopo nemmeno un anno per tumore ai polmoni. 

Patologie da uranio impoverito e da microparticelle

Il tipo di patologia che può insorgere a seguito di esposizione a uranio impoverito e a micro e nano particelle dipende dal tipo e dall'entità dell'esposizione cui si è rimasti vittima e dalla modalità di assunzione (ingestione o inalazione). Mangiando alimenti contaminati da polveri sottili è più probabile che si sviluppi una malattia dell'apparato gastro-intestinale, mentre se vengono inalate più probabile l’insorgenza di malattie dell'apparato respiratorio e circolatorio.

La concentrazione di polveri, microparticelle dei proiettili all uranio impoverito, si deposita all’interno del corpo umano, contaminando diversi organi, le gonadi e lo sperma, con la possibilità di causare malformazioni nei figli dei militari reduci dai Balcani e dalla Guerra nel Golfo. Si sono riscontrati alcuni effetti uranio impoverito come malformazioni e aborti spontanei nel bestiame della zona di Bratoselce, Borovac e Norce, località vicine a siti bombardati con proiettili all'uranio impoverito.

Il decreto ministeriale 27.08.2004, pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto ministeriale, ha previsto l'attuazione di un programma di monitoraggio per la ricerca di uranio e arsenico nelle derrate alimentari provenienti da Bosnia Erzegovina e Kosovo (Kosovo uranio impoverito - uranio impoverito Kosovo). 


Relazione della Commissione di inchiesta

La Commissione Parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito (commissione uranio impoverito) ha audito l'Avv. Ezio Bonanni, confermando le tesi da lui sostenute anche in qualità di presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, per quanto riguarda la tutela delle vittime dell uranio impoverito tra il personale civile e militare delle Forze Armate che hanno subito dei danni alla salute, per il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere, con equiparazione alle vittime del terrorismo (equiparazione vittime del dovere) ai fini previdenziali e assistenziali (benefici vittime del dovere).

La platea più ampia è costituita dai militari, ex militari e altro personale civile che, per motivi di servizio, sono esposti ad uranio impoverito in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale. 



Uranio e vaccini

Il programma vaccinale errato ha accentuato gli effetti delle esposizioni del vaccino militare ad un cocktail di cancerogeni, tra cui l'uranio impoverito, poiché ha ulteriormente depresso il sistema immunitario del personale impiegato nelle missioni, già di per sé messo a dura prova dall’impegno in teatri disagevoli, lontano dalla madrepatria e in condizioni avverse.

Il personale civile e militare impiegato in queste missioni (uranio impoverito Kosovo), che aveva brillantemente superato le visite di idoneità psicofisica al momento dell'assunzione alle attività di servizio, subito dopo essere stato esposto a uranio impoverito e da altri agenti tossico-nocivi, cancerogeni e patogeni, ha contratto svariate patologie degenerative e neoplastiche.

Le alte temperature generate dai proiettili uranio impoverito sono in grado di polverizzare i mezzi corazzati e blindati e le stesse strutture ed installazioni in cemento amianto (minerale usato in edilizia per le proprietà ignifughe), determinando un sinergismo tra uranio, amianto e altri cancerogeni. 

Le vittime del dovere vittime del vaccino militare, o dei proiettili all uranio impoverito, sia per motivi di servizio che  in ambito civile, hanno diritto alle prestazioni previdenziali, all’equiparazione alle Vittime del dovere e al risarcimento dei danni. I danni dalle vaccinazioni esercito legati alla somministrazione in ambito civile rispondono ai principi di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, per cui, oltre alle prestazioni previdenziali, le vittime e i loro familiari hanno diritto al risarcimento dei danni, sia patrimoniali che non patrimoniali (vaccini militari tumori).


Le sentenze

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Chi sono Vittime del Dovere

Sono considerati vittime del dovere tutti i dipendenti pubblici e appartenenti a Forze Armate e Comparto Sicurezza che hanno contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali è conseguito il decesso, in occasione o a seguito di missioni di ogni natura (come uranio impoverito Kosovo), impiegati:

  • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni recate nei loro confronti (anche azioni uranio) in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

Tra i diversi fattori di rischio:

  • radon
  • uranio impoverito
  • vaccini
  • amianto (sinonimo asbesto) 

Benefici Vittime del Dovere

La legge 466 del 1980 ha sancito il primo riconoscimento di vittima del dovere per causa di servizio e di azioni terroristiche (o azioni uranio). La Legge 302 del 1990, la Legge 407 del 1998 e la Legge 206 del 2006 regolano questa disciplina, estesa anche alle vittime dell'amianto e alle vittime uranio impoverito per danni alla salute in attività di servizio e/o in missioni. 

Le Vittime del Dovere uranio impoverito hanno diritto al riconoscimento dei benefici contributivi (vittima del dovere benefici), del prepensionamento (o rivalutazione delle prestazioni in godimento se già in pensione) e al risarcimento Vittime del Dovere, oltre ai seguenti benefici (vittime del dovere benefici):

  • Speciale elargizione;
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (vitalizio vittime del dovere);
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
  • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;

 

Vittime del Dovere benefici eredi

In caso di decesso, le somme maturate dall'avente diritto vengono erogate agli eredi Vittime del Dovere. I famigliari hanno diritto al riconoscimento di vedova/o di vittima del dovere e orfani di vittima del dovere, con conseguente accredito dei seguenti diritti Vittime del Dovere

  • speciale elargizione di euro 200.000,00 una tantum divisa tra gli eredi legittimi;
  • assegno vitalizio di euro 500, con l'equiparazione alle vittime del terrorismo per ognuno dei famigliari;
  • speciale assegno vitalizio di euro 1033,00 mensili per ognuno dei famigliari;

 

L'Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, ha ottenuto importanti risultati in favore delle vittime  del dovere e vittime di uranio impoverito nelle Forze Armate e nel comparto sicurezza, con liquidazione delle prestazioni di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo (equiparazione vittime del dovere).


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