Carcinoma polmonare a piccole cellule

Carcinoma polmonare a piccole cellule che è definito microcitoma. Infatti, il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC), definito anche microcitoma, è quella neoplasia polmonare che ha origine dalle cellule neuroendocrine. Questa neoplasia si origina nei grossi bronchi, ed è molto maligno e ha capacità di generare metastasi. Il microcitoma polmonare a piccole cellule, definito anche microcitoma polmonare metastatico, oppure tumore neuendocrino polmonare, si origina nella zona centrale del polmone, ovvero nei bronchi.

Tutti gli altri tumori del polmone sono non a piccole cellule.

Assistenza gratuita carcinoma polmonare a piccole cellule

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno istituito il dipartimento di assistenza per le vittime di microcitoma del polmone poiché si tratta di una neoplasia asbesto correlata. Infatti, anche se il microcitoma è multifattoriale con un'elevata incidenza per i fumatori, le fibre di asbesto, hanno capacità di sinergia e moltiplicazione del rischio. Per questi motivi, chi è stato esposto professionalmente a polveri e fibre di amianto, deve smettere di fumare e sottoporsi a controlli sanitari periodici. Inoltre, coloro che, purtroppo, si ammalano di questa patologia, debbono ricorrere alle cure mediche, e alla tutela legale che l'ONA assicura in modo gratuito.

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I fattori di rischio del microcitoma

Il microcitoma polmonare ha tra le sue condizioni di rischio l’abitudine al fumo nei paesi industrializzati. Inoltre, tra i rischi, in particolare, quelli professionali, si segnalano le esposizioni a radiazioni ionizzanti, e a dei cancerogeni. In particolare, amianto, silice, nickel, etere bis-clorometile,  cadmio, fumi di carbone e cromo.

Inoltre, tra gli altri fattori di rischio, c’è anche il gas radon. Si tratta del prodotto di decadimento di elementi radioattivi, nel suolo e nelle rocce, che si accumulano in ambienti chiusi. Inoltre, tra i fattori di rischio c’è anche l’inquinamento atmosferico. Ci sono poi tutta una serie di malattie respiratorie, che aumentano il rischio. Ci riferiamo, in particolare, alla tubercolosi, alla BPCO e alla fibrosi polmonare. Inoltre, in alcuni casi, trattamenti di radioterapia, come quelli per il linfoma, possono favorire l’insorgenza di questa neoplasia.

Sintomi del carcinoma polmonare a piccole cellule

sintomi iniziali carcinoma polmonare (tumore polmone sintomi iniziali) sono in proporzione al calibro del bronco interessato e alla grandezza della massa tumorale. Ciò determina anche la diversa entità dei sintomi. I sintomi iniziali del tumore al polmone sono i seguenti:

  • tosse persistente tumore (una tosse tumore polmone spesso scatenata da una inspirazione profonda);
  • emoftoe (emissione attraverso la tosse tumore polmone di sangue e catarro, ovvero espettorato con sangue);
  • ostruzione bronchiale;
  • dolore toracico;
  • episodi broncopneumonicirecidivanti;
  • febbre;
  • atelettasia;
  • dispnea (difficoltà respiratoria);
  • presenza di tirage (rientramento inspiratorio degli spazi intercostali);
  • presenza di cornage (rumore aspro da stenosi);
  • rumori inspiratori simili a fischi
  • sindrome mediastinica (raramente);

Inizialmente, questi sintomi sono lievi (tumore al polmone sintomi iniziali), e solo successivamente si accentuano. In particolare, anche in seguito alla diffusione negli organi e alle metastasi, aumenta il dolore, la dispnea e la debolezza.

Nelle vittime di microcitoma si manifestano anche raucedine, disfagia e sindrome della vena cava superiore (microcitoma polmonare sintomi).

Nella fase della metastatizzazione, purtroppo, molto frequente, si aggravano questi sintomi, fino alla astenia, anoressia, calo ponderale e anemizzazione (sintomi tumore polmoni - tumore polmoni sintomi).

Inoltre, il carcinoma polmonare a piccole cellule (microcitoma) può provocare diverse sindromi paraneoplastiche, tra cui la sindrome da inappropriata secrezione di ADH, la sindrome di Cushing e la sindrome di Lambert-Eaton (sintomi tumore polmone). In fase terminale, tutti i sintomi si aggravano, con stato di cacchesia (tumore al polmone sintomi finali).

Diffusione regionale del microcitoma

Il microcitoma si diffonde immediatamente agli organi contigui, in modo particolare, alla pleure, detta anche pleura. Si tratta, infatti, della membrana che avvolge i polmoni. Già organo bersaglio delle fibre di amianto, in caso di sua infiammazione, vi è sinergia e potenziamento.

In più, nel torace, il microcitoma può infiltrare il pericardio e la parete toracica. In questi casi, ci sono i seguenti sintomi:

  • Dolore al petto con irritazione pleurica;
  • Dispnea con versamento pleurico;
  • Difficoltà o dolore quando si deglutisce (disfagia);
  • Raucedine;
  • Ipossia, con coinvolgimento del nervo frenico;
  • Nel caso di diffusione al pericardio, la pericardite costrittiva e il tamponamento cardiaco;
  • Emottisi, anche con perdita ematica, a maggior ragione, in caso di infiltrazione dell’arteria principale. In questi casi, il decesso interviene per asfissia;
  • Sindrome della vena cava superiore, per compressione o invasione da parte del tumore. In questo caso, la vittima è colpita da mal di testa ed edema facciale. In molti casi, anche la dilatazione delle vene del collo e, in fase supina, da dispnea e vampate di calore, nel viso e nel tronco;

Le metastasi del microcitoma polmonare

Tumore al polmone metastasi: spesso le cellule tumorali del SCLC, cellule neuroendocrine, migrano per via linfatica ai linfonodi e del flusso sanguigno. Infatti, si formano così le metastasi. Prima di diventare tumorali o tumore polmoni metastasi, le cellule epiteliali respiratorie subiscono infiammazione per esposizione a cancerogeni, per motivi professionali. In molti casi, come già evidenziato, il tumore dei polmoni si diffonde anche allo stomaco e al fegato e nelle ossa.

In modo particolare, si evidenziano le metastasi ai seguenti organi:

  • fegato: dolore, ittero, disturbi gastrointestinali, insufficienza epatica;
  • cervello: modificazioni nel comportamento, paresi, nausea, afasia, stato confusionale, vomito, fino al coma e alla morte;
  • ossa: dolore delle ossa, con fratture;
  • altri organi del corpo umano: reni, surreni, pancreas, milza e cute.  

Carcinoma polmonare a piccole cellule: la patogenesi

Generalmente il tumore polmonare a piccole cellule o carcinoma bronchiale, interessa le vie respiratorie di calibro maggiore. Infatti, si sviluppa in modo sottomucoso o con esfoliazioni bronchiali, da cellule neuroendocrine presenti nell'epitelio bronchiale.

Inoltre, a differenza del carcinoma polmonare non a piccole cellule, il microcitoma polmonare a piccole cellule non è connesso con mutazione del recettore per EGF, né con un'alterazione della via di trasduzione legata alla proterina RAS. Tuttavia, durante le fasi di progressione neoplastica possono verificarsi mutazioni di questi geni. 

Inoltre, le cellule del microcitoma sono caratterizzate da un'elevata conta mitotica, con cellule piccole, ovali o rotonde, con margini ben definiti. Spesso viene rinvenuta necrosi tissutale e perivascolare. La causa scatenante del carcinoma a piccole cellule, dovuta anche all'esposizione ad asbesto, è la mutazione dei geni della famiglia Myc (cMyc, MYCN e MYCL) e l'inibizione dell'apoptosi (BCL-2). In più, gioca un ruolo la inattivazione degli onco-soppressori (p53), questa dovuta anche all’esposizione a fibre di asbesto. In più, la rapida crescita delle cellule tra cui le cellule neuroendocrine che costituiscono il carcinoma o cancro del polmone a piccole cellule, provoca le metastasi del polmone. In questo modo, molto difficilmente il microcitoma può essere operato (tumore al polmone non operabile).

Infatti, in caso di metastasi, in particolare quelle del polmone e del cervello, si sconsiglia l’operazione chirurgica. In più, questa possibilità è totalmente preclusa in caso di metastasi allo stomaco, al fegato e ad altri organi. 

Rischio microcitoma e sorveglianza sanitaria

Per quanto riguarda il microcitoma, è necessario avere attenzione per i sintomi, ma anche per le pregresse condizioni lavorative, e per l’abitudine al fumo. Infatti, si tratta di una malattia multifattoriale. Quindi, bisogna attenzionare eventuali esposizioni ad amianto, gas radon, benzene, etc., e allo stesso tempo, le abitudini tabagiche. Inoltre, sono a rischio di microcitoma, coloro che sono già affetti da asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici.

Proprio i lavoratori esposti al rischio, debbono essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria microcitoma. Infatti, è importante la c.d. diagnosi precoce (prevenzione secondaria). In questi casi, vi sono maggiori chance di sopravvivenza (tumore polmone sopravvivenza). Per questi motivi, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, a più riprese, hanno chiesto che siano intensificati i controlli per la sorveglianza sanitaria.

Il medico curante deve essere informato della pregressa esposizione a polveri e fibre di asbesto. L'anamnesi lavorativa fornisce importati dati, compresi tumore polmone sintomi iniziali, con diagnosi precoce e tumore al polmone sopravvivenza. 

Diagnosi del tumore polmonare a piccole cellule

La corretta e precoce diagnosi tumore polmone assicura la sopravvivenza, sulla base di terapie più efficaci perché precoci e tempestive. 

Per la diagnosi tumore del polmone, in particolare in caso di carcinoma a piccole cellule (carcinoma), è necessario individuarne l'istotipo, la sede e la diffusione neoplastica. Per il SCLC non si usa la consueta stadiazione TNM, ma si distingue in due livelli di diffusione:

  • malattia localizzata e confinata ad un emitorace;
  • malattia in stadio avanzato, presente al di fuori di un emitorace (tumore al polmone non operabile);

Attraverso l'analisi dei sintomi e dei segni tipici della malattia neoplastica polmonare si può stabilire il migliore approccio terapeutico e strumentale. Successivamente si procede con una radiografia del torace al fine di evidenziare eventuali formazioni nodulari e, in caso di dubbio, si può ricorrere alla citologia dell'espettorato (per rilevare la presenza di lesioni cellulari tipiche delle neoplasie polmonari), in concomitanza con una broncoscopia con biopsia (prelievo di un campione di tessuto), che permette di confermare la diagnosi di SCLC.

In caso di conferma di diagnosi di carcinoma polmonare o tumore a piccole cellule (SCLC) è necessario sottoporre il paziente ad esami TAC, PET e mediastinoscopia al fine di valutare la diffusione della neoplasia all'interno del torace e la presenza di eventuali tumore polmoni metastasi (per esempio metastasi polmonare nella zona addominale, pelvica e cranica).

Le colorazioni immunoistochimiche permettono altresì di individuare i marcatori neuroendocrini presenti in caso di SCLC. 

Terapia e cura per il carcinoma polmonare

Tumore al polmone si guarisce? Questa è la domanda chiave. Purtroppo, sono rari i casi di guarigione, in particolare, per il tumore a piccole cellule. Inoltre, molto dipende dallo stadio e, quindi, da quanto è precoce la diagnosi. Ci sono vari trattamenti del microcitoma: chirurgiachemioterapia biologica tumore polmoneradioterapia ed altri trattamenti.

Chirurgia del tumore al primo stadio

Se il tumore polmonare a piccole cellule è solo al torace (stadio I, II e III), la chirurgia deve essere esclusa, ad eccezione di coloro che sono al primo stadio. Però, a condizione che non ci sia coinvolgimento dei linfonodi ilari o mediastinici, né di metastasi a distanza. In questo caso, dopo la fase chirurgica, occorre sottoporre il paziente alla chemioterapia e la radioterapia panaencefalica profilattica (a livello della testa). Infatti, ci sono molti casi di metastasi sul cervello. Si deve osservare che il microcitoma è molto sensibile alla chemioterapia e alla radioterapia. Ci sono casi di risposta nel 90% dei casi. In più, nel 40/50% dei casi, si possono ottenere risposte complete, a maggior ragione nel caso in cui il tumore sia al primo stadio.

Tumore al polmone chirurgia: con l'intervento chirurgico vengono asportate porzioni di polmone. Questo aumenta le tumore al polmone sopravvivenza media. Tuttavia occorre verificare anche le capacità respiratorie del paziente. Infatti, occorre evitare delle complicazioni e anche dei problemi respiratori futuri. Per il microcitoma, l'approccio chirurgico, che è un trattamento locale, non è la terapia di elezione, anche nelle forme tecnicamente operabili. La terapia chirurgica deve essere inclusa in quella multimodale, solo in casi selezionati ed in stadio di malattia precoce (necessità di diagnosi precoce per cura microcitoma trattamento chirurgico), in caso di malattia in stato già avanzato diventa tumore polmone non operabile.

Microcitoma e approccio chemioterapeutico

Tumore al polmone chemioterapia: la chemioterapia è molto diffusa come cura tumore polmone e generalmente prevede la somministrazione di una combinazione di etoposide ed un composto del platino (cisplatino o carboplatino), terapia biologica tumore polmone che rientra nella chemioterapia biologica tumore polmone, con inibitori della topoisomerasi, alcaloidi della vinca, farmaci alchilanti, doxorubicina, taxani e gemcitabina. Negli stadi iniziali alla chemioterapia viene associata la radioterapia, mentre gli stadi avanzati  con tumore polmonare metastasi determinano un tumore polmone non operabile.

Il carcinoma del polmone a piccole cellule (microcitoma) è trattato con il cisplatino o il carboplatino in combinazione con l’etoposide. In alternativa si prescrivono ciclofosfamide, epirubicina e vincristina convenzionalmente indicata come regime CEV.  Il trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule (microcitoma polmonare) è effettuato con l'utilizzo di farmaci che possono variare anche nella loro periodicità, tuttavia, dopo il trattamento con etoposide, si può raccomandare il regime CEV. È possibile utilizzare anche il topotecan (Hycamtin), che si somministra per infusione in vena o in capsule. Per approfondimenti:

Microcitoma: quando sottoporsi a radioterapia

Tumore al polmone radioterapia: la radioterapia è utilizzata da sola o in combinazione con la chemioterapia, nei casi in cui non è possibile procedere con la chirurgia (tumore ai polmoni non operabile), a causa delle caratteristiche oppure lo stato di avanzamento del tumore, oppure per le condizioni del paziente, per età, oppure per altre patologie concomitanti. Nei casi per i quali  non è possibile utilizzare la radioterapia interna (cura tumore al polmone), cure sperimentali tumore polmone e la brachiterapia: piccole strutture che rilasciano la radiazione direttamente nel tumore dove vengono posizionate.

I pazienti affetti da carcinoma polmonare hanno ottime chance di una tumore al polmone sopravvivenza media se sottoposti anche ad irradiazione cranica al fine di prevenire metastasi cerebrali (conseguenti alle metastasi tumore polmone), in quanto il rischio di metastasi cerebrali da carcinoma polmonare (metastasi tumore polmone) al sistema nervoso centrale entro 2-3 anni dall'inizio del trattamento risulta spesso elevato ( tumore al polmone quanto si vive) e la chemioterapia non è sufficiente (microcitoma polmonare aspettative di vita).

Nei casi più avanzati di carcinoma polmonare a piccole cellule viene tratto con radioterapia a scopo palliativo e in presenza di tumore polmone metastasi.  Per approfondimenti:

Carcinoma polmonare: epidemiologia e prognosi

Sono molto importanti gli studi epidemiologici. Questi dimostrano che, con l'abbattimento delle abitudini tabagiche, il rischio è diminuito, ma non proporzionalmente alla diminuzione dei casi di microcitoma. Tuttavia i casi sono sempre molto elevati. Infatti, tutti i tumori del polmone presentano numeri in aumento nonostante il venir meno delle abitudini tabagiche. Il microcitoma costituisce il 16,8% di tutti i tumori del polmone e circa il 15/20% dei casi di carcinoma polmonare a piccole cellule. Tutti gli altri, sono tumori del polmone "non a piccole cellule". Il SCLC si riscontra tra coloro che sono stati esposti ad amianto, e a maggior ragione, tra coloro che fumano, con età da 27 a 66 anni.

Le aspettative di vita di coloro che sono colpiti da cancro a piccole cellule non diffuso, è pari al 20%, nei 5 anni (microcitoma polmonare aspettativa di vita). Mentre, invece, in coloro che sono già allo stadio avanzato, anche per la capacità di metastatizzazione, le chance di sopravvivenza a 5 anni sono all'1%. Il tumore polmonare aspettative di vita, ovvero microcitoma polmonare aspettativa di vita, suggerisce, quindi, con questi numeri, di insistere contro le abitudini al fumo e di evitare esposizioni ad amianto.

Infatti, nello stesso Consensus Report di Helsinki, nella revisione del 2014, il punto centrale è proprio quello di evitare le esposizioni ad amianto, a maggior ragione, per coloro che sono stati esposti anche al fumo di sigaretta (fumo di sigaretta microcitoma). In sostanza, la prevenzione primaria è il vero banco di prova per prevenire questa neoplasia che è ad alto rischio. In più, per coloro che sono stati già esposti è fondamentale la c.d. sorveglianza sanitaria.La prevenzione primaria, unitamente alla diagnosi precoce, costituiscono le uniche armi valide per evitare l'insorgenza o comunque per il microcitoma guarigione. Non appena si avvertono i classici sintomi tumore polmone (tumore ai polmoni sintomi iniziali) è necessario recarsi dal proprio medico curante, al fine di ottenere la diagnosi, ed iniziare la chemioterapia tumore polmone, e radioterapia tumore polmone, e se nel caso, anche l'approccio chirurgico. In questo approccio multimodale, le aspettative di vita tumore ai polmoni a piccole cellule aumentano.

Carcinoma polmonare a piccole cellule: malattia professionale

La malattia professionale è una patologia causata dalla esposizione lavorativa all'agente cancerogeno, diretta ed efficiente. In buona sostanza, per quanto riguarda il microcitoma, sono proprio le sostanze cancerogene ad agire anche in sinergia e provocare la neoplasia. Infatti, i diversi fattori di rischio, tra cui, le fibre di asbesto, le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, il cromo, il gas radon, etc., agiscono in sinergia e moltiplicano il rischio.

Infatti, anche il microcitoma risponde alla teoria multistadio della cancerogenesi, ovvero della c.d. dose dipendenza, per cui, tutte le esposizioni moltiplicano il rischio e anticipano la latenza. In ogni caso, abbreviano la data della morte, per quelle neoplasie che hanno esito infausto.

Anche in caso di sinergia tra fumo di sigarette e l'esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni lavorativi, sussiste il diritto al riconoscimento di microcitoma malattia professionale.

Il fatto stesso che il microcitoma e, in generale, il tumore del polmone sia una neoplasia multifattoriale, non esclude il diritto per coloro che hanno fumato, a maggior ragione, perché vi è l'inserimento nella lista I dell'INAIL.

In questo caso, occorre, quindi, avviare il percorso INAIL, per ottenere il riconoscimento della malattia professionale. Quindi, sono dovute le prestazioni INAIL e, cioè, l'indennizzo INAIL microcitoma. Occorre, per questo motivo, che la vittima avvii il percorso.

Nel caso, invece, di dipendenti pubblici non privatizzati, occorre chiedere il riconoscimento di causa di servizio e lo status di vittima del dovere, sulla base dell'art. 1, comma 563, L. 266/2005. In ogni caso, sussistono le condizioni per ottenere l'equiparazione a vittime del dovere, ai sensi dell'art. 1, del d.p.r.  243/2006, emanato ai sensi dell'art. 1, comma 564, L. 266/2005. Tutte le vittime e i familiari hanno diritto al anche al risarcimento di tutti i danni.

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni forniscono assistenza legale gratuita alle vittime microcitoma, per la tutela dei loro diritti.

Microcitoma riconoscimento malattia professionale

Il cancro ai polmoni, ivi compreso il microcitoma, è patologia asbesto correlata riconosciuta dall'INAIL nella Lista I delle malattie professionali, per l'agente eziologico amianto. In più, ci sono altri patogeni per i quali vi è l'inserimento nella lista I dell'INAIL, tra questi, in ogni caso, anche le radiazioni ionizzanti, etere bis-clorometile, fumi di carbone, silice, cadmio, cromo e nickel.

Proprio l'inserimento nella lista I dell'INAIL è molto importante. Infatti, basta dimostrare la presenza di questi agenti, tra cui, in particolare, l'asbesto nell'ambiente lavorativo, per ottenere il riconoscimento di microcitoma malattia professionale e l'indennizzo INAIL.

Il lavoratore assicurato, dopo aver ottenuto l'avvio della procedura amministrativa presso l'INAIL, deve dimostrare soltanto l'esposizione, anche indiretta e senza alcun limite di soglia. Anche la semplice esposizione per la presenza nell'ambiente di lavoro è sufficiente per il riconoscimento dell'indennizzo INAIL microcitoma (Cass., Sez. Lav., 23653/2016). Il lavoratore esposto ad amianto (o ad altri cancerogeni per il polmone presenti nell'ambiente lavorativo), vittima di microcitoma, hanno diritto  rispettivamente all'indennizzo, rendita INAIL, nei casi in cui il grado invalidante è riconosciuto, almeno,  pari al 16%. Negli altri casi, con un grado invalidante dal 6 al 15%, si ha diritto all'indennizzo del danno biologico. 

In caso di decesso, sussiste il diritto alla rendita di reversibilità in favore del coniuge e dei figli, se minorenni, oppure studenti:

In caso di riconoscimento di malattia professionale per esposizione ad amianto, sia il lavoratore vittima diretta, che il coniuge titolare della rendita di reversibilità in caso di morte, hanno diritto a un indennizzo ulteriore, che consiste nella c.d. prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto, costituita da circa il 10% in più della rendita. Per approfondire:

Benefici contributivi amianto per vittime tumore del polmone

Il cancro ai polmoni (e quindi il SCLC), poiché è provocato dall'esposizione ad asbesto, nel caso di riconoscimento della sua origine occupazionale (indennizzo INAIL; risarcimento INAIL tumore polmone), come riconducibile ad esposizione professionale ad amianto, dà diritto ai c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto (art. 13 comma 7 L. 257/92), con il coefficiente 1,5.

I benefici contributivi INPS danno diritto ad un aumento dell'anzianità contributiva del 50% del periodo di esposizione professionale ad asbesto, utile sia per anticipare la data di maturazione del diritto a pensione (prepensionamento amianto), sia per rivalutare la  prestazione pensionistica in godimento (aumento ratei mensili amianto). Per approfondire:

Pensione immediata microcitoma amianto

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all'immediato pensionamento (prepensionamento amianto) per i lavoratori che, pur con le maggiorazioni di cui all'art. 13, comma 7, L. 257/92, non hanno ancora maturato il diritto a pensione, con l'insorgenza del tumore del polmone, malattia professionale amianto. Con il riconoscimento dell'adenocarcinoma del polmone, tumore del polmone e/o microcitoma causato da esposizione professionale a polveri e fibre di asbesto, questi lavoratori possono accedere al prepensionamento amianto. Analoga misura è prevista anche per quei lavoratori che si sono ammalati di mesotelioma e di asbestosi, senza alcuna limitazione circa l'entità del grado invalidante della patologia (decreto del 18/07/2017).

La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) per le vittime di carcinoma ai polmoni è consigliata solo nel caso in cui il lavoratore vittima di tumore del polmone malattia professionale sommando i contributi con quelli aggiuntivi per effetto dell'accredito dei benefici amianto con il coefficiente 1,5, sulla base dell'art. 13 comma 7 legge 257/92, non dovessero aver raggiunto la necessaria anzianità contributiva per  il diritto a pensione.

In quest'ultimo caso, il lavoratore si potrà avvalere della possibilità di prepensionamento amianto con l'art. 1 comma 250 della legge 232/2016.

La circolare congiunta INPS e INAIL (n. 7 del 2018) ha dettato le regole per poter accedere al prepensionamento / pensionamento amianto: il prossimo termine per le domande è quello del 31 marzo 2021.

Si deve precisare che l'INPS ha emanato la circolare n. 34 del 9.03.2020, con la quale ha dettato ulteriori disposizioni per il diritto alla pensione amianto di invalidità.

Per approfondire:

Vittime del Dovere tumore al polmone microcitoma

In più, nel caso di microcitoma tra coloro che hanno svolto le attività specifiche identificate nell'art. 1, co. 563 L. 266/05, e coloro che sono stati esposti ad agenti cancerogeni (art. 1, co. 564 L. 266/05), vi è il diritto alla causa di servizio e al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Pertanto, deve essere avanzata la domanda amministrativa, e, quindi, dopo l'iter amministrativo, in caso di rigetto, si deve proporre una istanza di riesame riconoscimento vittima del dovere.

Infatti, i dipendenti civili e militari delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, sia in Italia che nelle missioni, sono stati esposti ad amianto, radiazioni e nanoparticelle, che incidono causando il microcitoma. In questi casi, l'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati per il riconoscimento microcitoma vittime del dovere. Queste vittime con cancro al polmone, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e alla qualità di vittima del dovere.

Vi è un'elevato numero di casi di microcitoma tra coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate e nelle attività specifiche, tra cui, l'imbarco nelle unità navali della Marina Militare.

Per approfondire:

Risarcimento danni per tumore del polmone microcitoma

I lavoratori vittime di tumore del polmone (anche tumore piccole cellule), con riferimento alle diverse condizioni di rischio, hanno diritto, oltre alle prestazioni previdenziali, anche al risarcimento dei c.d. danni differenziali microcitoma. Infatti, la rendita INAIL non costituisce integrale risarcimento di tutti i danni che il lavoratore ha subito in caso di  carcinoma ai polmoni malattia professionale - neoplasia del polmone, per cui c'è il diritto all'integrale risarcimento dei c.d. danni differenziali e complementari (Cass. Sez. Lav. 777/2015). Gli accertamenti INAIL costituiscono la base per ottenere la condanna del datore di lavoro al risarcimento dei danni (Cass. Sez. Lav. 5174/2015).

Quindi, si ha diritto al totale ristoro del danno biologico microcitoma, e del danno economico, e in più, degli altri pregiudizi non patrimoniali non oggetto di indennizzo INAIL. Ci riferiamo, in modo particolare, al c.d. danno morale e al danno esistenziale che sono causati dalla lesione biologica tumore del polmone a piccole cellule.

Quindi, l'indennizzo INAIL deve essere soltanto scomputato per poste omogenee, e, cioè, sulle voci di danno dell'Indennizzo INAIL. In particolare, sull'indennizzo INAIL danno biologico. Invece, i danni morali ed esistenziali microcitoma debbono essere integralmente risarciti.

In caso di decesso, i familiari hanno diritto alle prestazioni previdenziali ad ottenere la liquidazione di quanto maturato dal loro congiunto fino alla morte (danni microcitoma iure hereditario)In più, sussiste anche il diritto di ottenere il risarcimento dei danni iure proprio per decesso per tumore piccole cellul del congiunto.

Si tratta di quei pregiudizi dovuti, comunque, anche in caso di grave infermità e, a maggior ragione, in caso di morte vittima malattia professionale. Gli stretti congiunti soffrono, infatti, in modo diretto, della perdita del loro congiunto e, quindi, la lesione degli affetti, in particolare, di quelli della famiglia.

Quantificazione e risarcimento danni microcitoma

L'Avv. Ezio Bonanni ha costituito il pool di legali che assiste tutte le vittime dell'amianto e di altri veleni. Poiché, nella maggior parte dei casi, anche il cancro del polmone a piccole cellule ha origine professionale, è possibile ottenere il risarcimento danni. La quantificazione del danno subito dalla vittima primaria, dipende dall'entità della lesione. Quindi, si applicano le tabelle del Tribunale di Milano, con personalizzazione che tiene conto della reale entità del pregiudizio.

Il criterio è, quindi, pur sempre, quello equitativo. In più, allo stesso modo per quanto riguarda i familiari, per i quali si applicano le tabelle del Tribunale di Milano, oppure quelle del Tribunale di Roma.