ASBESTOSI

L’asbestosi è la fibrosi polmonare causata dalle polveri e fibre da amianto una delle tante malattie che sono provocate dall'amianto. Il terribile killer che ha ucciso e sta uccidendo decine di migliaia di lavoratori. 

L'Osservatorio Nazionale Amianto ti assiste per prevenire e curare l'asbestosi, e per ottenere la tutela dei tuoi diritti anche grazie all' Avv. Ezio Bonanni, uno dei pionieri, in Italia, nella difesa dei lavoratori esposti e vittime dell'amianto.

L'asbestosi si può prevenire: è sufficiente evitare ogni esposizione all'amianto.

provocata dall'esposizione professionale ad amianto. L'Osservatorio Nazionale Amianto ti assiste tutti quei lavoratori che, essendo stati esposti ad asbesto, si sono ammalati e possono ammalarsi di asbestosi (è necessaria la sorveglianza sanitaria per ottenere la diagnosi precoce e cure più tempestive).

L'associazione, anche grazie all'impegno dell'Avv. Ezio Bonanni, è in grado di fornire anche l'assistenza legale per i lavoratori che sono vittima dell'asbestosi (di placche ed ispessimenti pleurici, come di altre malattie da amianto).

L'INAIL deve riconoscere e indennizzare l'asbestosi con la costituzione della rendita, la liquidazione della prestazione aggiuntiva dal Fondo Vittime Amianto, e rilasciare la certificazione di esposizione ex art. 13 comma 7 Legge 257/1992, che dà diritto a un prepensionamento pari al 50% del periodo di esposizione. 

Nel caso in cui le maggiorazioni contributive del 50% del periodo di esposizione (coefficiente 1,5) non fossero sufficienti per la maturazione del diritto a pensione, si può accedere immediatamente al trattamento pensionistico con l'art. 1, comma 250, Legge 232/2016. Sono necessari soltanto 5 anni di anzianità contributiva di cui 3 negli ultimi 5 anni. 

Per saperne di più sui diritti delle vittime dell'amianto e dell'asbestosi consulta il sito dell'Avv. Ezio Bonanni www.eziobonanni.com

Assistenza medica

L'Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le vittime dell'amianto e quindi anche coloro che hanno contratto l'asbestosi. Per ottenere l'assistenza medica, ci si può rivolgere all'associazione.

L'assistenza medica gratuita è fornita dai medici volontari dell'associazione, che costituiscono uno staff altamente qualificato:

 

>>Direttore Prof. Fabrizio Cantini: luminare in materia di terapia e cura dell’asbestosi. Contatti: fbrcantini@gmail.com.

Per urgenze: 340.8075607

 

 

 >>Prof.ssa Antonietta Mazzei: fra i massimi esponenti in materia di radiologia per la diagnosi dell’asbestosi, Università di Siena. Contatti: mamazzei@gmail.com oppure compila il form.

 

Assistenza legale

Le fibre di amianto hanno capacità patogena e generano e alimentano l'infiammazione, che provoca asbestosi, ispessimenti della pleura e placche pleuriche da asbesto, che provocano complicanze cardiache.

Le vittime di asbestosi hanno diritto alla rendita INAIL, al risarcimento dei danni e alla pensione amianto, attraverso i benefici amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/92 e al pensionamento immediato con l'art. 1 comma 250 L. 232/2016.

L'Osservatorio Nazionale Amianto fornisce assistenza legale a tutti coloro che lo richiedono. 

 

Cura asbestosi

La fibrosi interstiziale coinvolge inizialmente i bronchioli respiratori e i dotti alveolari per poi estendersi agli alveoli. Inoltre, la modificazione del tessuto del parenchima dà origine alla formazione di tralci fibrosi che circondano ampie zone aeree dando vita a delle vere e proprie cisti che possono raggiungere il diametro di 5 mm (c.d. “favo di api”). Leggi di più…

Inizialmente ad essere coinvolti sono i lobi inferiori e le zone sub – pleuriche poi, in un secondo momento, i lobi medi e superiori.

Caratteristico dell’asbestosi è il riscontro dei “corpuscoli dell’asbesto”. Questi tendono ad

assumere la forma di bastoncelli di colore bruno – dorato lunghi fino a 80 μm.

Le loro estremità sono rigonfie e sono formati da fibre di amianto rivestite da strati di un particolare magma creato dalla fagocitosi da parte dei macrofagi in cui si mescolano ferritina e una sostanza proteica. A volte tendono ad assumere una forma a “grani di rosario”.

Generalmente si tende a riscontrare in concomitanza con l’asbestosi la presenza di “placche pleuriche” addensamenti ad elevato contenuto di collagene e calcio della pleura parietale presenti, nella maggior parte dei casi, sulle cupule diaframmiche e sulle zone anteriori e postero – laterali. Queste sono, molto spesso, le uniche manifestazioni della pregressa esposizione ad amianto.



Epidemiologia dell’asbestosi

L’asbestosi è una malattia che ha prevalentemente un’origine di tipo professionale. Per contrarla è necessaria infatti una significativa esposizione all’amianto che nella maggioranza dei casi interessa proprio i lavoratori.

A partire dagli anni ’30 l’amianto, date le sue caratteristiche chimico – fisiche, è stato ampiamente utilizzato proprio nella produzione industriale.

Malgrado dal 1975 il suo uso sia stato progressivamente abbandonato in favore di altri materiali e, nonostante in Italia con la Legge 257/1992 l’amianto sia stato messo al bando. (Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto), le esposizioni continuano a causa dei ritardi nelle bonifiche.


Quadro e decorso clinico

Con buone probabilità l’asbestosi si manifesterà solo dopo molti anni dall’esposizione.

Il malato accuserà una difficoltà respiratoria sempre maggiore (dispnea), inizialmente solo a seguito di sforzi poi anche a riposo, e manifesterà una tosse cronica secca resistente a terapia che lentamente degenererà in una insufficienza respiratoria ingravescente. Leggi di più…

La gravità dell’insufficienza respiratoria è direttamente proporzionale a tre valori: durata, continuità ed intensità dell’esposizione. Raramente essa si accompagna ad un fenomeno detto: “dita a bacchetta di tamburo” (apice delle dita delle mani rigonfio che nei casi molto avanzati assume anche lo stato di cianosi).


Diagnosi

La diagnosi viene effettuata sulla base di:

  • quantificazione del tempo di esposizione professionale a fibre di amianto aero – disperse
  • esami di diagnostica per immagini: radiografia del torace, TAC ad alta definizione del torace

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Inizialmente dall’esame del torace (meglio se ad alta definizione HRTC) emergeranno solo nei campi polmonari inferiori delle piccole opacità che possono essere di forma o irregolare o lineare. Successivamente con l’avanzamento della malattia vi sarà un interessamento totale degli organi polmonari (c.d. “formazioni a vetro smerigliato” o “a nido d’ape” che sono espressione di ispessimenti o a livello dei plurimi setti interlobulari o a livello dell’interstizio intralobulare).

Di frequente si riscontrano contestualmente alterazioni pleuriche quali: ispessimenti, calcificazioni, obliterazione degli angoli costo – frenici.

È possibile monitorare la difficoltà respiratoria con: spirometria e DLCO. Da questi esami potrebbe emergere, in fase iniziale, una lieve ostruzione accompagnata da una riduzione della diffusione alveolo – capillare.

In uno stadio avanzato della malattia con la comparsa dell’ipossiemia arteriosa di grande utilità può essere l’emogasanalisi al fine di monitorare gli scambi gassosi alveolari.

È stato dimostrato come l’assenza di corpuscoli di asbesto nell’espettorato non sia sufficiente a scongiurare la presenza della malattia.


Terapia

È bene sottolineare che non esiste una terapia specifica ciò che si tende a fare è, da un alto, migliorare le capacità respiratorie attraverso broncodilatatori e, dall’altro, controllare gli episodi più acuti e gravi di insufficienza respiratoria attraverso antibiotici e cortisonici.


 >>>LEGGI L’INTERVISTA RILASCIATA DALL’AVV.EZIO BONANNI IN MATERIA DI ASBESTOSI

Rilascio questa intervista in qualità di Avvocato, sulla base della mia esperienza ormai ventennale nell'assistenza e difesa legale di lavoratori che per l'esposizione ad amianto purtroppo si sono ammalati di asbestosi. Consiglio pertanto caldamente a tutte le vittime e ai loro famigliari che avessero necessità di informazioni di rivolgersi ai loro medici curanti e agli esperti del settore. Lo staff medico e legale dell'ONA è a vostra disposizione.

 

Quali sono i sintomi dell’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: L’asbestosi è provocata dall'esposizione ad amianto. Assume questa denominazione dal termine asbesto, che è sinonimo di amianto. Si manifesta generalmente dopo circa 15 anni dalla prima esposizione e ha un decorso lento. I sintomi più evidenti si acutizzano con il passare del tempo e sono: fatica a respirare (sia dopo uno sforzo fisico che a riposo), tosse, dolore al torace e, raramente, rigonfiamento delle estremità delle dita che risultano deformate e arrossate.

Come si contrae l’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: L’asbestosi è tra le malattie asbesto correlate. Queste patologie sono provocate dall'esposizione alle fibre di amianto. L'asbestosi è provocata dalle fibre di amianto negli alveoli polmonari. I macrofagi cercano di distruggere queste fibre, e in questo vano tentativo producono delle sostanze che provocano delle lesioni agli alveoli polmonari, che sono poi accentuate dall'effetto meccanico delle fibre nel corso della respirazione. 

Qual è il meccanismo delle fibre di amianto sugli alveoli polmonari e sulle capacità respiratorie?

Avv. Ezio Bonanni: Gli alveoli sono delle piccole cavità che svolgono una funzione fondamentale ossia trasportare, all’atto della inspirazione, l’ossigeno dai polmoni al sangue e, all’atto dell’espirazione, agevolare l’espulsione di anidride carbonica dal sangue mediante i polmoni e la bocca. A causa delle fibre di amianto (sia per l'ttività dei macrofagi che in seguito all'effetto meccanico, accentuato dal moto della respirazione), gli alveoli subiscono delle lesioni (fibrosi), che compromettono l’attività respiratoria.

Ci parli dei settori lavorativi di maggior rischi per esposizione ad amianto e dunque di insorgenza di asbestosi. 

Avv. Ezio Bonanni: I rischi professionali riguardano tutti quei settori industriali che fecero largo uso di amianto: industrie produttrici di isolanti, di scaldabagni, di idraulica, di installazione caldaie, cantieri navali, industrie chimiche, manifatturiere, di plastica e gomma, industrie produttrici di lamiere sottili, settore ferroviario. Per saperne di più, è sufficiente consultare il II Rapporto Mesoteliomi dell'ONA Onlus.

Come viene diagnosticata l’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: Innanzitutto chi è stato esposto ad amianto deve sottoporsi a sorveglianza sanitaria. È sufficiente rivolgersi al servizio di assistenza medica dell'Osservatorio Nazionale Amianto. Nel caso in cui ci sia difficoltà respiratoria, dolori al petto e uno degli altri classici sintomi dell'asbestosi, è quantomai urgente e necessario effettuare la sorveglianza sanitaria per lavoratori esposti ad amianto, peraltro obbligatoria in base all'art. 259 del Decreto Legislativo 81/2008. Ci si deve comunque rivolgere al medico curante oppure a un medico del lavoro. Per quella che è la mia esperienza, il medico di famiglia deve rivolgere al paziente una serie di domande per raccogliere il maggior numero di informazioni relative: allo stile di vita condotto, al tipo di lavoro svolto e al tempo di esposizione ad amianto. Verrà poi richiesto di sottoporsi ad una serie di esami: SPIROMETRIA: macchinario utilizzato per quantificare l’ossigeno ispirato e l’anidride carbonica espirata. I valori che questo esame fornisce sono utili a stabilire il buono o cattivo funzionamento dei polmoni; RAGGI X: indispensabili per rilevare la presenza di lesioni provocate da asbestosi; TAC: esame più dettagliato dei raggi X attraverso il quale è possibile diagnosticare un’asbestosi ancora agli albori.

Come si cura l’asbestosi?

Avv. Ezio Bonanni: L'asbestosi può essere curata ma purtroppo non può essere guarita e purtroppo il suo decorso è ingravescente, cioè si aggrava sempre di più anche se l'esposizione ad amianto è terminata. Ci sono una serie di comportamenti che occorre osservare per vivere meglio e per evitare il peggio: 

  • nel caso di paziente fumatore il primo imperativo è quello di smettere di fumare al fine di evitare importanti complicazioni (cancro polmonare). Qualora il paziente incontri difficoltà a smettere di fumare può rivolgersi al proprio medico che potrà fornirgli consigli e terapie come quella a base di buproprione

  • fare il vaccino antiinfluenzale al fine di limitare il più possibile potenziali infezioni ai polmoni come quella da pneumococco

  • fare uso di farmaci o presidi come bombole di ossigeno che facilitino e migliorino la respirazione. I farmaci, somministrati attraverso degli inalatori, rilassano la muscolatura delle vie aeree rendendo la respirazione meno faticosa (fra questi c’è un farmaco a base di teofillina che aiuta a dilatare le vie respiratorie e contemporaneamente rilassa i muscoli. Si assume per via orale e fra i suoi effetti collaterali ci sono: cefalea, nausea e vomito, irritabilità, problemi di stomaco e difficoltà a dormire). In casi di crisi respiratorie gravi è necessario utilizzare un concentratore di ossigeno. Questo tipo di apparecchio a corrente elettrica purifica l’aria così da renderla il più ossigenata possibile. Il paziente è libero di muoversi in casa grazie al lungo tubo che collega l’apparecchio alla mascherina del paziente. È severamente vietato fumare nella stanza ove è presente il concentratore di ossigeno per il pericolo di esplosioni. Qualora il paziente abbia necessità di uscire sostituirà questo apparecchio con la classica bombola di ossigeno.

Per saperne di più vai alla nostra sezione APPROFONDIMENTI o collegati al sito www.eziobonanni.com